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Un 2011 da protagonista


Si è appena concluso l’Anno Europeo del Volontariato. Ma si pensa già al futuro e alle prossime sfide. Quali? Lo chiediamo a Renzo Razzano, dell’Osservatorio Nazionale “la necessità del volontariato anche italiano è di attivarsi su un tema che è di insistere perché l’Unione Europea si sensisbilizzi sempre più sulle dinamiche sociali e che la parte di rigore finanziario debba combinarsi con una accresciuta consapevolezza e con una stima dell’Unione Europea sui problemi sociali, sull’inclusione sociale e su tutte queste tematiche che attualmente sono appena enunciate nel trattato di Lisbona ma che debbono diventare una linea politica seria da parte dell’Unione europea”.

Sos servizio civile


Bloccati a pochi giorni dalla partenza 18mila ragazzi, per rispettare la sentenza del Tribunale di Milano che prevede l’apertura definitiva anche agli stranieri. Secondo l’Istituto pace sviluppo innovazione delle Acli “la vera necessità è quella di rivedere la legge sulla cittadinanza”.

Democrazia e cambiamenti sociali


Sono i temi al centro del convegno che si è svolto oggi a Pisa, organizzato dall’Università del Terzo settore. Ad intervenire anche Ugo Ascoli, docente dell’ateneo di Ancona, che ha parlato di welfare e solidarietà “il futuro per l’Italia è un futuro difficile se si continua a pensare  che i problemi siano solamente quelli della riduzione drastica del welfare senza preoccuparsi degli effetti che questo ha sulla coesione sociale, sugli atteggiamenti solidaristici, sulla fiducia delle persone cioè su quello che possiamo chiamare il capitale sociale di questo paese. Invece il terzo settore in questo momento deve giocare un ruolo di contro cultura, deve spostarsi sulle frontiere importanti che sono le uniche in grado di ridurre, in prosepttiva, le disuguaglianze sociali”.

Il Terzo settore incrocia le braccia


Questa mattina i lavoratori della Liguria sono scesi in piazza per difendere i diritti ed il sistema di welfare del territorio. Sentiamo le loro ragioni dalla voce di Sandro Frega del Forum Terzo Settore regionale “le ragioni di questo sciopero sono derivate da un elemento fondamentale che è la difficoltà che il Comune di Genova in particolare, ma anche a livello regionale con le asl, determinate da una riduzione dei budget e quindi di un rischio concreto sia riduzione di posti di lavoro, da un punto di vista sindacale, ma poi soprattutto di riduzione di servizi per le fasce più deboli della popolazione. Quindi c’è una necessità di rispondere perché solo nel Comune di Genova sono a rischio 200 posti di lavoro”.

Naufragio all’isola del Giglio


Oltre ai morti e ai dispersi, c’è anche il forte rischio di inquinamento marino nell’intera zona. Ascoltiamo Sebastiano Venneri della segreteria di Legambiente “se ci dovessero essere versamenti dalle cisterne della Costa Concordia saremmo di fronte ad uno dei più gravi disastri ambientali del Mediterraneo sia per la quantità dei carburante contenuto all’interno, per la qualità del carburante che ovviamente in queste navi è molto scadente, e sia anche per il luogo nel senso che siamo nel pieno Parco Nazionale dell’arcipelago toscano, uno delle zone più sensibili, più importanti dal punto di vista naturalistico e siamo sotto costa dove l’ecosistema costiero è ovviamente molto più fragile”.

I cacciabombardieri della discordia


Il ministro della Difesa Di Paola continua ad avallare l’acquisto di 131 F35, costo 15 miliardi di euro. Sentiamo il giudizio di Licio Palazzini, presidente Arci servizio civile 
“Si investono soldi per armi e sappiamo che il mercato delle armi è uno dei più esposti a tangenti e corruzione e si tagliano invece i fondi per la qualità della vita delle persone. Io sono un pacifista obiettore di coscienza ma la qualità della vita delle persone, siano esse militari o obiettori, è al primo posto”.

Servizio civile cercasi


Drastica riduzione delle domande per un settore che rischia il collasso a causa della mancanza di fondi. Ascoltiamo Michele Mangano, presidente nazionale Auser “siamo in una situazione in cui c’è davvero un reiterato attacco a questa grande scelta che è stata fatta nel passato e che ha visto ogni anno una riduzione drastica delle risorse. Noi lo consideriamo un ulteriore attacco alla condizione giovanile del nostro paese: non solo non c’è lavoro, non solo c’è una forma di precariato diffuso, ma si colpisce anche nella direzione del servizio civile che è uno dei pochi strumenti rimasti per dare possibilità ai giovani di inserirsi ed è uno sbocco possibile nel lavoro”.

Servizio civile anche per gli stranieri


Storica sentenza del Tribunale di Milano che ha dato ragione a Syed, 26enne pakistano, che ha denunciato per discriminazione il Governo italiano perché nel bando del 20 settembre 2011 chiedeva come requisito quello della cittadinanza italiana. Ascoltiamo Primo Di Blasio, presidente della Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile: “La sentenza del Tribunale di Milano che riconosce ad un giovane cittadino straniero la possibilità di svolgere il servizio civile volontario è qualcosa che guarda al futuro, che rompe un pò i muri dell’isolamento e dell’esclusione ed apre le porte perchè si realizzano percorsi veri di integrazione e di inclusione. Io credo che dovremmo essere orgogliosi di avere giovani stranieri che volontariamente scelgono di impegnarsi come cittadini attivi per difendere la nostra patria, i diritti delle persone, per essere accanto ai problemi delle nostre comunità e dei nostri territori”.

Pari dignità


Le Acli approvano la proposta del ministro Riccardi di prolungare la durata dei permessi di soggiorno per i migranti che hanno perso il lavoro. Secondo il presidente dell’associazione Olivero, si tratta di “un salto di qualità dalla parte delle istituzioni nell’approccio al tema dell’immigrazione e della cooperazione internazionale”.

Crescere al Sud


Un’iniziativa nata grazie al lavoro di diverse associazioni per far fronte all’emergenza dei bambini del Mezzogiorno d’Italia, che vivono in una povertà sempre più diffusa. Altro tema scottante è anche quello della legalità, ascoltiamo Matteo Rebesani di Save the children “spesso i bambini crescono in un ambiente dove l’illegalità a tutti i livelli è praticata e quindi per loro diventa realtà, la loro cultura di riferimento. Il nostro obiettivo non è semplicemente di promuovere la cultura della legalità, vorremmo in realtà concentrare tutte le azioni formative ed educative di cui abbiamo conoscenza per cercare proprio di cambiare radicalmente e potenziare un’offerta formativa che contrasti quella che è la cultura dell’illegalità”.