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FIFA riconosce la nazionale afghana delle rifugiate


Il diritto di giocare – La FIFA ha riconosciuto la squadra di calcio delle rifugiate afghane come nazionale femminile dell’Afghanistan. Grazie a questo riconoscimento la squadra potrà partecipare ai tornei internazionali in rappresentanza del paese. La squadra era stata creata dopo il ritorno al potere dei talebani nel 2021.

La FIFA, la federazione calcistica mondiale, ha riconosciuto la squadra di calcio delle rifugiate afghane (Afghan Women United) come nazionale femminile dell’Afghanistan. Grazie a questo riconoscimento la squadra potrà partecipare ai tornei internazionali organizzati dalla FIFA in rappresentanza del paese. La squadra era stata creata dalla FIFA per includere le giocatrici afghane che avevano ottenuto lo status di rifugiate, dopo che avevano lasciato il loro paese a seguito del ritorno al potere dei talebani nel 2021.

I regolamenti FIFA prevedono che una squadra possa competere come nazionale solo se riconosciuta dalla federazione calcistica del paese di provenienza: la federazione afghana, che è controllata dai talebani, non riconosce la squadra femminile, e ha vietato alle donne di praticare sport. La FIFA mercoledì ha deciso di derogare alla sua norma, dicendo che altrimenti le giocatrici sarebbero state escluse dai tornei per situazioni «che vanno al di là del loro controllo».

La squadra è composta da giocatrici afghane che vivono all’estero e ha disputato le sue prime partite lo scorso anno in Marocco durante il FIFA Unites, un torneo amichevole organizzato dalla federazione che includeva anche le nazionali del Ciad e della Libia.

Crediti foto: FP

Giro dei Bimbi: 20 tappe tra gioco e educazione stradale


Il Giro dei Bimbi – L’iniziativa, parallela al Giro d’Italia, promossa da Conad e Uisp, è partita nei giorni scorsi da Potenza e prevede 20 tappe nei giorni precedenti l’arrivo della carovana rosa. In programma pomeriggi di gioco, educazione stradale e avviamento alla bicicletta per bambini e bambine dai 5 agli 11 anni.

Crediti foto: Uisp Nazionale

“Libri nel Giro” tra ciclismo e cultura dal 1 al 28 maggio


Libri nel Giro – Dal 1 al 28 maggio nelle biblioteche e centri culturali dei comuni sedi di tappa del Giro D’Italia arrivano le Storie di corridori e animali. Il servizio di Elena Fiorani.

La decima edizione del progetto di promozione della lettura e cultura delle due ruote unisce ciclismo e letteratura. La Biblioteca Lucos Cozza celebra il Giro d’Italia e lo vive con laboratori e incontri nelle biblioteche e nei centri culturali delle città toccate dalla corsa rosa, perchè il Giro racconta la storia dell’Italia e degli italiani. La prima volta, nel 1909, come una scommessa. La prima (e unica) volta di una donna in corsa, Alfonsina Strada nel 1924, come una richiesta di nuovi e maggiori diritti di genere. La rinascita dopo la guerra, nel 1946, per ritrovare e ritrovarsi. E mentre i cronisti accompagnavano fuggitivi e inseguitori, gli inviati ne approfittavano per riscoprire il Paese delle strade secondarie, dei borghi medievali, delle tradizioni antiche, dei mestieri artigianali.

Crediti foto: sport24h.it

 

“Lavoro in corsa”, a Roma la gara Fitel per diritti e sicurezza sul lavoro


“Lavoro in corsa” – In occasione del concertone del 1° maggio a Roma, la Fitel Lazio organizza una gara podistica che partirà alle 9 da Viale delle Terme di Caracalla. La manifestazione, giunta alla XI edizione, vuole sensibilizzare i cittadini sui temi della solidarietà, dei diritti e della coesione sociale, mettendo al centro il tema del lavoro dignitoso e sicuro.

Crediti foto: Sito Fitel Lazio

Mondiali USA e sportwashing: accuse di uso politico dell’evento


Sportwashing – Secondo varie organizzazioni a sostegno dei diritti umani, i Mondiali di quest’estate rappresenteranno per gli Stati Uniti un chiaro esempio di “sportwashing”. L’amministrazione Trump starebbe usando la manifestazione come strumento politico per “insabbiare gli abusi” governativi.

Crediti foto: FP

Calcio, Portanova condannato per stupro ma continua a giocare


Fare finta di niente – A Manolo Portanova, calciatore della Reggiana, è stata confermata la condanna in primo grado per stupro, ma lui continua a giocare come se nulla fosse. Per la presidente di D.i.Re contro la violenza Cristina Carelli, i calciatori, dovrebbero riflettere sul modello maschile che rappresentano, soprattutto per i giovani.

Murales e sport: nasce museo a cielo aperto nel Varesotto


Scrivilo sui muri – Nell’oratorio di Castelveccana, in provincia di Varese, è stato inaugurato ieri il Museo a cielo aperto, una serie di murales realizzati dai ragazzi e dedicati a testimoni dello sport, atleti italiani e stranieri, con e senza disabilità.

Cremonese, telecronaca inclusiva per tifosi con disabilità


Inclusione in diretta – Dal 2022 i tifosi della Cremonese con deficit visivi o disturbi dell’attenzione possono seguire le partite in diretta con un commento dedicato. Il servizio di Elena Fiorani.

Grazie al progetto dell’Associazione Marcotti Osvaldo allo stadio Zini, tra le oltre 12mila persone che assistono alle partite casalinghe della Cremonese, c’è anche un gruppo di ragazzi con deficit visivi o disturbi dell’attenzione che, indossando delle cuffie wireless che li isolano dai rumori forti e improvvisi, seguono la partita accompagnati da volontari dell’associazione. La telecronaca inclusiva in diretta, studiata appositamente per loro, deve tenere conto di diversi fattori, spiega uno dei volontari: bisogna far appassionare persone che non hanno mai visto questo sport, usare tanti aggettivi e ricreare interamente a parole l’azione che si svolge sul campo. E poi non dare per scontato nessun dettaglio, come per esempio i colori dei completi delle due squadre.

Ravenna Fc lancia progetto educativo nelle scuole


Tutti in gioco – Il Ravenna Fc scende in campo con un progetto rivolto alle scuole del Comune, per promuovere inclusione, partecipazione e valori tramite lo sport. L’iniziativa coinvolgerà gli studenti in momenti di confronto su rispetto, spirito di squadra e integrazione, utilizzando il calcio come strumento di crescita personale e collettiva. Ambassador del progetto è l’attaccante Stefano Okaka.

Il Ravenna Fc rafforza il proprio legame con il territorio e con le giovani generazioni attraverso ‘Tutti in gioco’, un progetto rivolto alle scuole del Comune e del forese, con l’obiettivo di promuovere inclusione, partecipazione e valori educativi tramite lo sport. L’iniziativa, presentata ieri a Palazzo Merlato, punta a coinvolgere direttamente gli studenti in momenti di confronto sui temi del rispetto, dello spirito di squadra e dell’integrazione, utilizzando il calcio come strumento di crescita personale e collettiva.

A sostenere e promuovere l’idea è Stefano Okaka, ambassador del progetto, che ha trovato nel Ravenna il partner ideale per tradurre in realtà un percorso pensato per i più giovani. La sua esperienza personale, segnata dal trasferimento dalla Nigeria all’Italia e da una carriera costruita con determinazione fino ad arrivare alla Nazionale azzurra, rappresenta un esempio concreto di integrazione e riscatto, capace di parlare direttamente agli studenti.

Le prime attività hanno già preso il via e proseguiranno nei prossimi giorni (lunedì e martedì prossimi), con incontri in alcune scuole secondarie di primo grado del territorio. Si tratta di occasioni concrete di dialogo, in cui lo sport diventa veicolo di valori e strumento educativo, andando oltre la dimensione agonistica.

Parole condivise dallo stesso Okaka: “Questo progetto nasce dalla mia storia personale e dal desiderio di condividerla con i ragazzi. Ho trovato nel Ravenna il partner ideale per iniziare questo percorso, perché ho percepito una reale volontà di lavorare sul territorio e sui giovani. Per me è importante entrare nelle scuole, parlare di inclusione e trasmettere valori attraverso lo sport. ‘Tutti in Gioco’ non vuole essere un episodio, ma un cammino che possa crescere nel tempo e raggiungere sempre più ragazzi”.