Podcast
Le studentesse della Normale, il drammaturgo e l’impegno civico
26 Luglio 2021
“Noi crediamo che la scuola non sia senza colpe, avete reso l’università un’azienda. Perseguendo solo il profitto». Le parole severe e lucide da parte di Virginia Magnaghi, Valeria Spacciante, Virginia Grossi, rappresentanti degli allievi e delle allieve del Corso di Lettere, durante la cerimonia di consegna dei diplomi della Scuola superiore Normale di Pisa.
Parole come pietre che hanno fatto il giro del web, rivolte ai professori e agli accademici presenti in sala con loro: “l’impegno civico è passato in secondo piano rispetto alla produzione scientifica. Perché l’impegno nel dibattito, lo schierarsi apertamente a favore di una certa posizione è considerato una macchia di cui l’accademico non deve sporcarsi? Questa disabitudine all’impegno, questa autoreferenzialità sono pericolose”.
Poco distante da Pisa, sempre in Toscana, cinquemila persone erano piazza con i 422 operai della Gkn licenziati via mail dopo lo sblocco dei licenziamenti. Con loro Stefano Massini, scrittore e drammaturgo
Combattere la tratta di esseri umani
23 Luglio 2021
Bentrovati all’ascolto del Grs Week da Fabio Piccolino.
La tratta di esseri umani è un fenomeno diffuso e sommerso, in Italia come nel resto del mondo e riguarda prevalentemente lo sfruttamento sessuale e quello del lavoro minorile.
Per accendere i riflettori su una situazione drammatica che ogni anno coinvolge circa 40 milioni di persone nel mondo, le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata Mondiale contro la Tratta di esseri Umani, che si celebrerà il prossimo 30 luglio. Continua a leggere
Reddito di cittadinanza, fare chiarezza: intervista a Roberto Rossini
23 Luglio 2021
Parliamo di reddito di cittadinanza per fare chiarezza sul dibattito e le polemiche di chi vuole eliminare o modificare la misura che arriva a circa 4 milioni di italiani e lo facciamo con Roberto Rossini, portavoce Alleanza contro la povertà.
Giuseppe Manzo giornale radio sociale
Edizione del 23/07/2021
23 Luglio 2021Quei nonni che in Italia hanno sfidato la pandemia
23 Luglio 2021
Sono state le principali vittime del Covid. Si sono contagiati tra le mura di casa o nelle strutture sanitarie, hanno rappresentato la maggioranza degli ospedalizzati in un anno e mezzo di pandemia. I nonni in Italia sono 12 milioni, e in questa emergenza “il loro supporto alle famiglie si è ulteriormente rafforzato, sfidando persino i pericoli del contagio”.
Gli anziani hanno continuato ad accudire i nipoti, ai quali in media hanno dedicato 25,8 ore a settimana, e inoltre hanno trasferito soldi alle famiglie dei figli rimasti senza lavoro o finiti in cassa integrazione per pagare il mutuo, le bollette o semplicemente fare la spesa.
Nell’estate 2020 il 64,9% dei nonni ha accudito i nipoti: uno su quattro lo ha fatto per oltre un mese (23,1%), il 14,3% per 3-4 settimane, il 17,3% per una o due settimane. Oltre i due terzi dei nonni nei mesi della pandemia hanno tirato la cinghia perché convinti di dover continuare a sostenere economicamente le famiglie dei propri figli
il 25 luglio prossimo in occasione della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco, nella quarta domenica di luglio: FederAnziani festeggerà con una campagna dedicata alla salute dei senior, perché per diventare nonni bisogna invecchiare e per poter invecchiare bisogna prendersi cura di se stessi e della propria salute
Giuseppe Manzo giornale radio sociale
Voci dal Cantiere terzo settore n. 5
22 Luglio 2021Gli ultimi aggiornamenti sulla normativa per il non profit a cura di Cantiere terzo settore e Giornale radio sociale
Reti associative e centri di servizio per il volontariato avranno un ruolo importante nell’attivazione del registro unico del Terzo settore. Secondo il direttore del Ministero del Lavoro saranno coinvolti soprattutto nella trasmigrazione degli enti non profit, dagli attuali registri a quello nazionale. “Quello di reti e Csv sarà un compito da realizzare insieme alle regioni, nel completo rispetto di ruoli e responsabilità”, così ha ribadito il direttore Lombardi durante la summer school di Lucca promossa da Cesvot e Centro di ricerca Maria Eletta Martini.
La discriminazione invisibile di chi è senza iscrizione anagrafica. Intervista a Francesco Ferri di Action Aid
22 Luglio 2021
In Italia, oltre 300mila stimati solo quelle di origine straniera (Dati Ismu), resta escluso dall’anagrafe. Questo significa vivere in uno stato di attesa e di incertezza, privati dei diritti fondamentali. Non avere diritto al medico, alle cure di base e al sistema sanitario nazionale, subire discriminazione nell’accesso ai vaccini, avere problemi per la mensa scolastica e il bonus libri dei propri figli. O difficoltà ad accedere ai sussidi, ai buoni spesa Covid e all’assistenza sociale.
Per questo Action Aid ha lanciato la campagna #DirittiInGiacenza.
Ne parliamo con Francesco Ferri dell’organizzazione.
Edizione del 22/07/2021
22 Luglio 2021L’assessore armato e la nostalgia della “casalinga di Voghera”
22 Luglio 2021
Ha preso la sua pistola calibro 22 e ha sparato a un senza tetto uccidendolo. L’assessore alla Sicurezza, il leghista Massimo Adriatici, per ora ai domiciliari dopo aver sparato, a suo dire per “errore” mentre cadeva dopo una spinta, ad un marocchino senzatetto di 39 anni, che stava infastidendo alcuni clienti del locale. Un episodio cruento, accaduto nella città dell’Oltrepò pavese, che ha già diviso ovviamente la politica sulle tematiche della sicurezza, ma di cui danno una lettura diversa pure gli stessi cittadini.
Un arresto per omicidio volontario e poi un’indagine che è virata quasi subito nell’accusa meno pesante di “eccesso colposo in legittima difesa”. Saranno le indagini e la magistratura a stabilire la dinamica e quindi l’accusa, anche se come di consueto ci sono già state le sentenze social a favore o contro. Resta invece un fatto che va al di là dei tribunali: cosa ci faceva un assessore in possesso di una pistola?
L’avvocato ed ex poliziotto deteneva regolarmente l’arma ma questo non può far andare in secondo piano l’aspetto inquietante di un esponente delle istituzioni in giro a mano armata tra i bar del suo Paese. Nell’anno della pandemia sono cresciuti del 10% i possessori delle licenze per possedere armi dentro una retorica di giustizia fai da te e società della paura.
C’è un morto a Voghera, probabilmente per una banale lite di paese. E sale la nostalgia dello stereotipo della casalinga di Voghera coniato da Alberto Arbasino a identificare l’Italia piccolo borghese del secolo scorso. Oggi abbiamo il pistolero di Voghera, di mestiere avvocato e assessore.
Giuseppe Manzo giornale radio sociale




