Archivi categoria: Internazionale

Fiocco rosso

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È stato inaugurato a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, il primo ospedale pediatrico del paese, nato con il sostegno del Bambino Gesù di Roma. La struttura prevede un’ala dedicata alla malnutrizione gestita dalla ong Action contre a faim e una destinata alle altre malattie, coordinata da Cuamm medici nel mondo. Il presidio curerà circa 70mila bambini in un anno.

Cresce la speranza

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Ci sono ancora civili tenuti in ostaggio dai miliziani di Daesh nell’ultima sacca di territorio controllata dai jihadisti nel sud-est della Siria. Tra loro, secondo fonti curde rilanciate da media libanesi, ci sarebbe il gesuita romano Paolo Dall’Oglio, scomparso nel luglio 2013 a Raqqa, allora roccaforte siriana dell’Isis. A riportarlo la testata libanese Al-Akhbar, che arriva a ipotizzare una sua imminente liberazione insieme ad altri ostaggi curdi e occidentali.

Scatti di libertà

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È uscito dal carcere il fotoreporter egiziano Mahmoud Abou Zeid. Il Comitato per la protezione dei giornalisti ricorda come l’uomo abbia trascorso più di 2.000 giorni dietro le sbarre. Nel 2013 era stato arrestato mentre documentava per l’agenzia londinese Demotix scontri tra forze di sicurezza egiziane e sostenitori del deposto presidente Mohammed Morsi all’epoca dello sgombero del sit-in dei Fratelli musulmani.

Stop bombe

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Una petizione per chiedere la fine dell’esportazione, la fornitura e il trasferimento di armi italiane usate nella guerra in Yemen. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

Una petizione per chiedere la fine dell’esportazione, la fornitura e il trasferimento di armi italiane alla coalizione saudita per il conflitto in Yemen. È quella lanciata da Save The Children qualche giorno fa con l’obiettivo, quasi raggiunto, di raccogliere 40mila firme.
Le bombe fabbricate nel nostro paese vengono utilizzate in guerra per colpire la popolazione, case, villaggi e aree civili: scopo della mobilitazione è che l’Italia, fermando l’export di armi, si faccia promotrice di un’iniziativa globale per bloccare questo commercio sulla pelle dei bambini in Europa e nel mondo. Alcuni Paesi lo hanno già fatto: tra questi Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Norvegia e Svizzera.

Ora basta

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Le principali ong in Turchia hanno presentato un appello congiunto per chiedere che vengano fatte cadere le assurde accuse rivolte all’attivista Osman Kavala e ad altri 15 rappresentanti di spicco della società civile. La lettera aperta, firmata da diverse organizzazioni tra cui Amnesty International, Human Rights Watch, chiede la fine della campagna orchestrata di intimidazioni e vessazioni giudiziarie.

Infanzia in pericolo

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“Le vite di 11 milioni di bambini yemeniti dipendono dagli aiuti umanitari”. Lo ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale di Unicef, chiedendo ai leader del mondo un impegno per mettere fine alla peggiore crisi umanitaria del mondo. Ad essere in una situazione critica sono l’80% dei minori del paese, dove continuano ad essere uccisi o feriti a causa delle violenze e reclutati in gruppi o forze armate. Due milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta.

Pericoloso silenzio

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Report di Amnesty International sulla situazione in 19 Stati in Medioriente e Africa. Il commercio di armi e gli accordi economici hanno alimentato violazioni. Nel 2018 la vergognosa compiacenza della comunità internazionale, sottolinea l’organizzazione umanitaria, ha incoraggiato i governi a commettere spaventose violazioni dei dir

Caos Venezuela

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Almeno 25 persone sono state uccise in due giorni a Santa Elena de Uairen, al confine con il Brasile, nella repressione violenta dei manifestanti che cercano di far entrare nel paese gli aiuti umanitari destinati alla popolazione. Lo ha denunciato il rappresentante della comunità indigena del municipio di Gran Sabana, Romel Guzamana, secondo il quale gran parte delle vittime è stata uccisa da colpi d’arma da fuoco delle forze di sicurezza fedeli al presidente Nicolas Maduro.

Sotto lo stesso cielo

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I cambiamenti climatici sono un fenomeno sempre più allarmante, ma continuano ad avere una bassa risonanza mediatica. Il perché nel servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

Secondo un’indagine dell’organizzazione umanitaria Care International, la maggior parte dei disastri umanitari causati dal cambiamento climatico ha una bassa risonanza mediatica. Nel solo 2018 infatti, gli eventi meteorologici estremi hanno provocato circa 5.000 vittime, lasciando quasi trenta milioni di persone in una situazione di emergenza. Il fenomeno atmosferico conosciuto come El Niño, ad esempio, ha ridotto alla fame oltre un milione di persone in Madagascar, dove la metà dei bambini soffre di rachitismo, mentre in Etiopia e ad Haiti siccità ed uragani hanno provocato profonde crisi alimentari, nella quasi indifferenza dei media occidentali. Secondo Asad Rehmanm dell’organizzazione britannica War on Want, spesso si preferisce mostrare immagini di orsi polari piuttosto che l’impatto che i cambiamenti climatici hanno sulle persone.