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Sospendere il debito


Pesanti le ripercussioni della pandemia per molti Paesi africani. Le proposte di Oxfam per affrontare la drammatica emergenza. Il servizio di Fabio Piccolino.

L’epidemia di Coronavirus sta mettendo sempre più in difficoltà i più poveri del pianeta: 73 Paesi in via di sviluppo infatti, devono pagare oltre 33 miliardi di dollari a creditori privati e istituzioni multilaterali. Si tratta del doppio della cifra che nazioni come Uganda, Zambia e Malawi spendono ogni anno per la Sanità e che comprometterebbe in maniera irreparabile le loro fragili economie.

È per questo che Oxfam ha chiesto ai Paesi del G20 la sospensione dei pagamenti del servizio del debito, necessaria per “evitare la catastrofe che incombe su centinaia di milioni di persone”.

Diritto di cronaca


Il New York Times ha trasferito un gruppo di giornalisti da Hong Kong a Seul dopo l’approvazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale. Una misura frutto della preoccupazione diffusa tra gli operatori della comunicazione nell’ex colonia britannica, che vedono minacciata la libertà di informazione per l’arbitrarietà di interpretazione della nuova norma.

Puntura salvavita


A causa dell’interruzione dei servizi dovuti all’epidemia di Covid-19, nel mondo c’è stato un allarmante declino del numero di bambini che stanno ricevendo i vaccini. L’allarme arriva da Unicef e Oms secondo cui questa interruzione minaccia di invertire i progressi duramente conquistati nel corso degli ultimi anni.

La scuola negata


Dieci milioni di bambini potrebbero non tornare mai più sui banchi scolastici a causa del Coronavirus: è l’allarme lanciato da Save The Children nel nuovo rapporto “Salvate la nostra educazione”. Se nella fase più acuta dell’emergenza infatti il 90% degli studenti nel mondo ha dovuto interrompere le lezioni, i tagli all’istruzione e la crescente povertà dovuta alla pandemia potrebbero essere decisivi per il futuro di molti bambini e ragazzi.

Fuga dagli ospedali


Anche nello Yemen è allarme per gli effetti psicologici della pandemia. Il servizio di Fabio Piccolino.

Secondo Medici Senza Frontiere, In Yemen la paura di contrarre il Covid-19 sta allontanando le persone dagli ospedali e dalla possibilità di avere cure mediche. Il Paese ha capacità limitate di somministrare i test e dunque il virus si sta diffondendo senza essere tracciato; secondo l’organizzazione, la paura del virus è alimentata dalla disinformazione e per questo spesso le persone che contraggono la malattia non ritengono gli ospedali come luoghi sicuri.

In una situazione così delicata, con il Paese in ginocchio dopo anni di conflitto, Medici Senza Frontiere chiede alla comunità internazionale “di mobilitare risorse per aiutare il Paese a far fronte a questa crisi” e alle autorità yemenite “di facilitare l’attuazione dei programmi salvavita”.

Il ritorno del boia


Dopo cinque mesi di sospensione a causa del Coronavirus, il Texas ha ripreso le esecuzioni nonostante lo Stato registri ancora una media di diecimila contagi al giorno. L’ultima vittima, Billy Wardlow, aveva commesso il crimine 27 anni fa, quando aveva appena 18 anni. Nel 2005 la Corte Suprema aveva ritenuto incostituzionale la pena capitale per i minorenni al momento del crimine ma questo non è servito a salvare la vita al condannato.

Mezzo milione


Sono i casi ufficiali di coronavirus registrati in Africa. Un numero sottostimato a causa dell’assenza di strutture per i test diagnostici, che rendono in gran parte sconosciuta la portata dell’epidemia. La situazione più grave è quella del Sudafrica, dove si registrano circa diecimila nuovi contagi al giorno.

Armatevi e sparate


Secondo i dati raccolti dall’associazione americana “Everytown for gun safety”, durante il lockdown negli Stati Uniti, per contenere gli effetti del Covid-19, c’è stato un incremento dell’acquisto di armi. Dall’inizio della pandemia le sparatorie sono aumentate del 40% in California mentre la polizia di New York ha comunicato che gli scontri a fuoco sono raddoppiati nelle ultime due settimane.