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Agenti 0011

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Quando lo sport incontra l’inclusione. Il servizio di Francesca Spanò.

(sonoro)

Lo sport che salva il mondo: può sembrare esagerato ma da oggi anche le società sportive potranno partecipare al progetto Agenti 0011,scendere in campo par Missione Inclusione e fare proposte concrete per rendere più inclusive e sostenibili le proprie città. Basta andare sul
sito www.agente0011.it e partecipare al progetto proposto da Cesvi, ActionAid e altre associazioni tra le quali l’Uisp. Tommy Kuti, rapper di origine nigeriana di base a Brescia ha già aderito (sonoro)

Agenti 0011: anche lo sport per costruire città inclusive e sostenibili

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Torna “Agente 0011: Missione Inclusione”: giovani e cittadini sono pronti a raccogliere, per il secondo anno consecutivo, il testimone di una sfida ambiziosa: elaborare proposte concrete per rendere più inclusive e sostenibili le proprie città. Un progetto realizzato da Cesvi, ActionAid, VIS, Amref, CittadinanzAttiva, La Fabbrica, Asvis, e UISP, e co-finanziato da AICS, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
“Agente 0011: Missione Inclusione” ha come scopo sensibilizzare e promuovere la comprensione critica e la mobilitazione della società civile italiana sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs – Sustainable Development Goals), da raggiungere entro il 2030.

Quest’anno, a incoraggiare gli Agenti 0011, sarà Tommy Kuti, rapper di origine nigeriana di base a Brescia che ha aderito con entusiasmo al progetto. Le sue canzoni raccontano la condizione di ragazzo di origine straniera che cresce in un Paese in cui l’inclusione e la conoscenza dell’altro sono ancora temi aperti. Il rapper ha realizzato un video in cui racconta la sua storia di integrazione e in cui invita i membri della sua community a diventare un Agente 0011.
«Sono contento di fare la mia parte per questo progetto e di farlo partendo dal racconto della mia storia – spiega il rapper – alle elementari un insegnante decise di avviare un progetto multiculturale che permise ai miei compagni di conoscere la mia storia e la storia degli altri compagni. La conoscenza dell’altro è fondamentale perché ci permette di superare i pregiudizi».

Dopo essersi laureato nel Regno Unito, Tommy Kuti è tornato in Italia dove, grazie alla collaborazione con Fabri Fibra, è iniziato il suo successo. Oggi, è impegnato nella sfida di Pechino Express. «Andate in giro e bussate alla porta del vostro vicino di casa straniero e fategli delle domande – questo l’appello del rapper agli Agenti 0011.
La missione di quest’anno sarà infatti molto ambiziosa e per portarla a termine i ragazzi dovranno imparare ad ascoltare i cittadini del proprio territorio, comprendere come agire insieme per raccontarlo in modo nuovo e proporre soluzioni concrete per renderlo più accogliente e inclusivo.
La prima edizione del progetto ha coinvolto 1.400 giovani studenti in sei città italiane. Anche quest’anno, “Agente 0011: Missione Inclusione” si prepara a fare grandi numeri: otto città – Bergamo, Milano, Bologna, Roma, Napoli, Salerno, Lecce e Catania – per un totale di 1.600 studenti coinvolti. Durante il percorso ragazze e ragazzi saranno affiancati da Università,associazioni e istituzioni locali. In questa edizione, partecipano il Municipio 3 Milano e Municipio 1 di Roma, i Comuni di Bergamo, Bologna, Napoli, Catania, Lecce.
“Agente0011: Missione Inclusione” ha un portale dedicato www.agente0011.it., realizzato da La Fabbrica in collaborazione con il MIUR, per permettere a studenti e giovani di tutta Italia di diventare cittadini più responsabili e agenti in cambiamento grazie ad articoli di approfondimento, notizie dal mondo e missioni per attivarsi sul territorio.

Link utili:
Il portale Agente 0011 – Missione inclusione: http://www.agente0011.it/

Cesvi è un’organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, nata a Bergamo nel 1985. Presente in 20 Paesi, opera in tutto il mondo per supportare le popolazioni più vulnerabili nella promozione dei diritti umani, nel raggiungimento delle loro aspirazioni e per lo sviluppo sostenibile. Nel complesso scenario legato ai flussi migratori, Cesvi è impegnato sia nei Paesi di origine, transito e interessati dalla migrazione sud-sud sia in Italia, nella consapevolezza che accanto a strumenti di mitigazione servano anche interventi di sviluppo. Nel nostro Paese, in particolare, realizza progetti per l’integrazione e l’inclusione socioeconomica dei minori stranieri non accompagnati. Cesvi promuove inoltre campagne di sensibilizzazione per incoraggiare la cultura della solidarietà mondiale. Premiato tre volte con l’Oscar di Bilancio per la sua trasparenza, è parte del network europeo Alliance2015.

ActionAid (www.actionaid.it) “ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata in Italia e in 44 Paesi (distribuiti in 5 continenti) e collabora con più di 10mila partner, alleanze, ONG e movimenti sociali per combattere povertà e ingiustizia sociale. Da oltre 40 anni ActionAid si batte al fianco degli individui e delle comunità più povere e marginalizzate, consapevole che per realizzare un vero cambiamento sociale è necessario uno sforzo collettivo di solidarietà e giustizia. Un mondo equo e giusto per tutti: è questa la visione da cui ActionAid trae ispirazione e forza vitale. Per rendere questa visione del mondo una realtà concreta, ActionAid si è data una mission specifica da perseguire nei prossimi 10 anni: lavorare per promuovere e animare spazi di partecipazione democratica e per coinvolgere persone e comunità nella tutela dei propri diritti; collaborare a livello locale, nazionale e internazionale per realizzare il cambiamento e per far crescere l’equità sociale, migliorando la qualità della democrazia e sostenendo così chi vive in situazioni di povertà e marginalità”.

Amref (www.amref.it) Amref è la principale organizzazione sanitaria africana. Dal 1957 opera nelle comunità più remote dell’Africa, convinta che la salute nasca dal coinvolgimento attivo delle popolazioni, del personale locale e dei sistemi sanitari pubblici. Dal 1987 Amref è presente in Italia promuovendo programmi educativi nelle scuole, dialogando con le rappresentanze del personale sanitario e rafforzando l’accesso ai servizi nelle periferie urbane più svantaggiate.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS – www.asvis.it) L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarla allo scopo di realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L’Alleanza riunisce attualmente oltre 200 diverse istituzioni e reti della società civile.

Cittadinanzattiva (www.cittadinanzattiva.it) Cittadinanzattiva è un’organizzazione, fondata nel 1978, che promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza. La nostra missione fa riferimento all’articolo 118, ultimo comma, della Costituzione, proposto proprio da noi e recepito nella riforma costituzionale del 2001. L’articolo 118 riconosce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà. Cittadinanzattiva si occupa di: Salute, Politiche dei consumatori e servizi di pubblica utilità, Giustizia, Scuola, Cittadinanza europea, Valutazione della qualità dei servizi.

La Fabbrica (www.lafabbrica.net) La Fabbrica è un’agenzia di comunicazione internazionale attiva dal 1984. Specializzata nel creare progetti di corporate reputation in grado di veicolare i valori delle aziende, con una particolare esperienza nello sviluppo di progetti educational e percorsi esperienziali rivolti al mondo della scuola e delle giovani generazioni.

Uisp (www.uisp.it/nazionale) L’Uisp – Unione Italiana Sport Per tutti è una delle più grandi associazioni italiane, riconosciuta dal Coni come ente di promozione sportiva e dal Ministero del lavoro e del welfare come associazione di promozione sociale, e conta oltre 1.300.000 iscritti e 17.500 associazioni e società sportive affiliate. È nata nel 1948 per promuovere il diritto allo sport e i valori di solidarietà, inclusione e sostenibilità ambientale. Si batte per politiche pubbliche, nazionali e locali, che sostengano il valore sociale, educativo, sanitario dello sport per tutti i cittadini e in tutte le età della vita.

VIS (www.volint.it) Il VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, è una Organizzazione Non Governativa (ONG) operante come agenzia educativa internazionale in numerosi paesi del sud del mondo a favore della gioventù vulnerabile, membro della rete di ONG salesiane Don Bosco Network (DBN) che lavorano nella cooperazione allo sviluppo. Per raggiungere la sua mission, legata allo sviluppo integrale ed olistico di bambini e giovani tramite azioni concepite, realizzate e valutate secondo l’approccio basato sui diritti umani (HRBA – Human Rights Based Approach), il VIS realizza interventi principalmente nel settore dell’educazione e della formazione professionale, missione fondamentale dei Salesiani di Don Bosco, principali partner con i quali il VIS realizza i suoi interventi in tutto il mondo.

Disco d’inclusione

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A Lignano Sabbiadoro al via i Campionati Mondiali di Hockey in carrozzina elettrica. L’esordio degli azzurri contro la Svizzera, subito dopo la cerimonia d’apertura. La competizione è un volano importante per tutto il movimento italiano che sta crescendo, nel nostro Paese si contano quasi 500 atleti e dall’anno scorso è diventato disciplina paralimpica.

Tutti per uno

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Oggi e domani Milano sarà la sede del secondo Summit Acquanetwork & Wellnes. A confronto ci saranno il tema dello sport agonistico e il ruolo sociale dell’attività fisica, come base educativa e formativa per le nuove generazioni. Quali sono le nuove fasce di popolazione sensibili a salute e cultura del movimento? Ne parleranno le realtà più rappresentative della promozione sportiva italiana, il Csi, l’Uisp e l’Acsi.

Lettera aperta dell’Uisp: “Chiediamo correttezza alla promozione sportiva”

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Roma, 24 settembre. In questa seconda lettera aperta al mondo sportivo e alle istituzioni, l’Uisp chiede correttezza e qualità all’intero mondo della promozione sportiva italiana. L’attività fisica e motoria è diventata una porzione importante nel progetto di vita di tutte le persone: non c’è più posto per gli “azzeccagarbugli”, nè per chi promette algoritmi miracolosi. Le società sportive sono il nervo del sistema sportivo italiano. Esigono rispetto, serietà, competenza. L’Uisp avvia la nuova stagione sportiva così, e mette a disposizione “radici” e futuro di una storia che va avanti da 70 anni. Per i diritti e lo sport sociale, per la salute e l’ambiente, per l’integrazione e la solidarietà.

Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, indirizza questa lettera aperta ad istituzioni, sistema sportivo, terzo settore e cittadini: “Eccoci, siamo tornati! Ci eravamo lasciati poco prima di un’estate che purtroppo si è scoperta particolarmente tragica per i fatti che hanno causato le vittime del ponte di Genova e del Raganello, ai cui familiari la Uisp esprime ancora una volta la propria vicinanza.

Noi stiamo entrando nel vivo delle celebrazioni del nostro 70°. Una Uisp che nasce come Unione Italiana Sport Popolare e che all’alba degli anni novanta diventerà Unione Italiana Sport Per tutti. Un enorme salto culturale, dalla popolarizzazione e diffusione della pratica sportiva ad una denominazione più moderna ed attinente ad un fenomeno sociale in mutamento in Italia e nel mondo, che guarda soprattutto alle esperienze di stampo nord europeo.

Storie di milioni di donne e uomini che hanno fatto della pratica sportiva un vero e proprio percorso di emancipazione, di impegno per l’acquisizione di diritti di cittadinanza, di dignità. Attraversando e influenzando non solo il sistema sportivo ma anche la cultura sociale e politica del Paese. Lo sport dei cittadini come grande risorsa pedagogica e le società sportive che ne compongono la galassia come presidi e antenne territoriali, comunità sociali capaci di offrire attività motorie attraverso cui formare cittadini attivi, di generazioni diverse, che costruiscono partecipazione, si allenano alla democrazia, promuovono eguaglianza, giustizia sociale, libertà.

Mentre la Uisp avanza nel toccare le tappe del cammino nella propria memoria che è storia sociale di tutta la comunità nazionale, l’Italia sportiva è in ansia per le sorti relative all’espulsione di Ronaldo in Champions League e per la candidatura alle olimpiadi invernali 2026. Vive l’ambascia di una serie B del calcio, tra ricorsi, Tar e Collegio di garanzia, tanto per fare alcuni esempi.

E allora sorgono spontaneamente delle domande. C’è solo un problema che riguarda lo stato di salute del calcio, definito “indecoroso” dal Sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti e sostanzialmente “a rischio”, come invece sottolineato dal presidente Coni Giovanni Malagò, oppure sta diventando sempre più evidente che qualcosa di particolarmente profondo sta attraversando lo sport italiano, fatte le dovute eccezioni e al netto dei risultati che si raggiungono? Considerando che per sport intendiamo la cultura sportiva diffusa, non solo la pratica codificata, bensì quel fenomeno di massa che sempre di più accresce la consapevolezza che l’attività motoria è diventata parte del progetto di vita di ogni persona e che declina il proprio benessere in virtù di sani stili di vita.

Poi osserviamo il fronte degli Enti di Promozione Sportiva e ci chiediamo: ma tutto ciò non è argomento che ci riguarda? Non è un preciso nostro dovere di rappresentanza aprire un dibattito pubblico per capire che tipo di contributo culturale, sociale e organizzativo possiamo (dobbiamo?) dare poiché le sorti della cultura sportiva del paese stanno a cuore anche a noi? Edoardo Bennato, cantautore napoletano, nel 1980 pubblicava l’LP “Sono solo canzonette” e una traccia di quell’album, dedicata a Capitan Uncino, apriva con un grido di allarme: “ciurmaaaa, questo silenzio cos’è”?

Fatti salvi alcuni Enti che, siamo sicuri, condividono con noi un comune sentire, tanti continuano a caratterizzarsi per un silenzio assordante, perché invece è particolarmente rumorosa, costante, attiva la loro propensione a intervenire sul territorio per sottrarre società sportive e attività “vendendo” tessere e assicurazioni a basso costo, servendosi spesso di associazioni di secondo livello, non organizzando, pertanto, attività direttamente come invece le norme prescrivono. Raccontando che alcune attività sportive e discipline non riconosciute dalla delibera del Coni possono continuare a farsi, magari mascherandole e offrendo escamotage da azzeccagarbugli

Per non parlare dei “diplomifici e brevettifici” che stanno proliferando e che rappresentano il solito segreto di pulcinella. In pochissime ore porti a casa la tua qualifica, senza colpo ferire e dicendo che potrai usarla anche professionalmente e al di fuori del proprio ambito associativo. Tutto questo perché non si sta organizzando la promozione sportiva, ma si è semplicemente trovato l’algoritmo che poi permette di intercettare le risorse pubbliche. “Venghino siori, venghino”, il circo Barnum è arrivato in città!

Ma noi no! Cantava Augusto Daolio, storico frontman dei Nomadi. Noi non vogliamo starci, non abbiamo nessuna intenzione di prendere in giro né i nostri soci e le società sportive che a noi fanno riferimento né tantomeno le istituzioni pubbliche. Cerchiamo invece un reale, corretto, trasparente e responsabile rapporto di sussidiarietà nei confronti di tutti costoro. Le nostre società sportive non ci sentiranno mai dire “puoi fare lo stesso”, piuttosto stiamo chiudendo in questi giorni tutti i regolamenti tecnici e formativi per arrivare pronti alle nuove scadenze del registro Coni 2.0.

Altri invece preferiscono lucrare per poi abbandonarle nel caso di contenziosi che si dovessero aprire con gli enti preposti ai controlli che al Coni stiamo chiedendo da tempo. Noi, siamo perfetti? Figuriamoci! Ma affrontiamo le nostre scelte con grande umiltà o almeno ci proviamo. Ecco, nessuno però può rimproverarci che non ce la stiamo mettendo tutta. Abbiamo fatto iniziative pubbliche che parlano da sé, ci mettiamo la faccia, per questo le nostre basi associative non le lasceremo mai sole.

E’ la forza della nostra storia che ci chiede coerenza. Essendo nata, come dicevamo prima, con le società sportive, con l’apporto volontario di milioni di persone che hanno sottratto tempo alle proprie famiglie per offrire un’educazione non solo sportiva ma soprattutto civica ai nostri figli, per renderli buoni cittadini. Noi non vogliamo tradire questo patrimonio glorioso, l’orgoglio di un giacimento sociale che ha contribuito ad emancipare fasce larghissime di popolazione.

Il 2018 coincide con tante ricorrenze e tra queste anche i cinquant’anni dal famoso ’68. In questa occasione a noi piace ricordarlo però con la canzone di Francesco De Gregori: “ma Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore…un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”. Soprattutto dal coraggio, aggiungiamo noi. Orsù, è arrivato il momento per tutti!

Facciamo squadra

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In uscita con il quotidiano La Repubblica il primo libro della collana dedicata all’impegnativo tema della genitorialità. Il volume inaugurale è scritto da Fabio Lucidi raccoglie interviste ad atleti e dirigenti sportivi. A presentarlo saranno due figure prestigiose dello sport italiano, Margherita Granbassi e Eddy Ottoz. L’appuntamento è giovedì a Roma, alla Biblioteca Angelica alle 15:30.

Una vittoria di tutti

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Grande partecipazione ieri a Torino, in occasione della Giornata Mondiale della Lingua dei Segni, alla manifestazione promossa dall’Ente Nazionale Sordi. Un gemellaggio tra l’Asd Crocetta Calcio e l’Asd Gruppo Sportivo Sordi nel rinnovato impianto sportivo Roveda che è andato oltre il pallone.

L’appuntamento ha avuto come primo obiettivo quello di sensibilizzare le persone udenti nei confronti delle persone sorde e in particolare aiutare il pubblico udente ad interagire con le persone sorde senza limiti né inibizioni. Il secondo obiettivo è stato quello di portare all’attenzione delle famiglie con bambini sordi la possibilità per i loro figli di sperimentare le attività sportive in un ambiente adatto a loro, in cui potranno crescere ed imparare attraverso il contatto con allenatori e tutor sordi e soprattutto avranno la possibilità di socializzare con altri ragazzi che condividono la stessa esperienza di vita.

Scende in campo l’inclusione

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Presentata oggi a Trento l’associazione sportiva Intrecciante, esempio di dialogo interculturale che coinvolge 30 ragazzi provenienti da differenti realtà della città: operatori sociali, richiedenti asilo, studenti. La squadra parteciperà al campionato amatori e realizzerà un terzo tempo a fine partita, insieme al team avversario e alla comunità locale.