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In bici attraverso la Rete Natura

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Domani a Roma verrà presentato il progetto che prevede percorsi sulle due ruote che, nell’arco di due anni, metteranno in connessione 170 siti italiani per oltre 6.000 km, distribuiti in 20 tragitti settimanali su sette regioni rappresentative dei diversi habitat naturali del Paese.

Il Progetto, guidato dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), vede la partecipazione di Ares 2.0, società di ricerca e comunicazione istituzionale, di Fiab e di Enne3, incubatore di imprese dell’università del Piemonte Orientale, e si pone l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, le scuole, le imprese e le istituzioni sul significato e sull’importanza della Rete Natura 2000. La Rete rappresenta, infatti, un sistema di aree protette creato dall’Unione Europea per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. Il 10 aprile, sempre dalla capitale, è prevista invece la partenza della prima tappa settimanale del viaggio nazionale in bicicletta, che nel 2018 attraverserà prima il Lazio e l’Umbria, poi il Friuli-Venezia Giulia e quindi la Sardegna, per proseguire nel 2019 in Piemonte, Puglia e Sicilia. Ogni percorso settimanale sarà diviso in 4 tappe lunghe (dal martedì al venerdì) e una breve il sabato, durante la quale sarà particolarmente stimolata la partecipazione della cittadinanza per promuovere un utilizzo alternativo e sostenibile dei territori e soprattutto per diffondere la conoscenza dei Siti della Rete.

Un contatto che vale

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In occasione della partita Italia-Scozia del Sei Nazioni in programma domani a Roma Lega del Filo d’Oro e Italrugby insieme per le persone sordocieche. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Nel rugby il contatto è fondamentale, così come per le persone sordocieche per uscire da un mondo fatto di buio e di silenzio ed entrare in relazione con gli altri. Lega del filo d’oro e Federazione Italiana Rugby lanciano l’iniziativa #uncontattochevale, per sensibilizzare l’opinione pubblica su una disabilità che riguarda quasi 190mila persone nel nostro Paese. Nella mattinata di sabato lo Stadio dei Marmi ospiterà un flash mob cui parteciperanno i giocatori della squadra under 16 della Arnold Rugby di Roma. Inoltre, prima e dopo la partita, presso lo stand della Lega del Filo d’Oro, tutti avranno la possibilità di farsi truccare il viso di azzurro, colore dell’Italrugby e del filo d’oro.

Chi si ama si muove

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È la campagna di promozione della salute lanciata da Uisp e Fico Eataly World: percorrere a piedi il parco del cibo italiano significa, ad esempio, fare 60 dei 150 minuti di attività fisica settimanale utile al benessere.

 

L’obiettivo è far muovere le persone in piscina, in palestra, o anche semplicemente passeggiando. All’interno di FICO verranno organizzati appuntamenti all’insegna del benessere motorio quotidiano. Nel Parco dell’agroalimentare italiano sono state posizionate alcune grafiche che ricordano ai visitatori, sia italiani sia stranieri, che la salute è importante e che per salvaguardarla bisogna abbinare una corretta e sana alimentazione all’attività fisica, come prescrive l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Cerchi da record

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Con oltre 320 mila tagliandi staccati, quella sudcoreana diventa l’edizione dei Giochi paralimpici invernali più seguita dal vivo: una conferma della crescita di visibilità e interesse del movimento: da Torino 2006 gli spettatori sono raddoppiati.

 

Anche i 316.200 biglietti di Sochi 2014 avevano rappresentato il miglior risultato di sempre nella storia paralimpica, a testimonianza di una progressione continua che edizione dopo edizione catalizza interesse ed entusiasmo. Alla cerimonia di apertura di venerdì 9 marzo hanno partecipato 21.000 persone (sono stati venduti il 72,5% dei biglietti disponibili) mentre 105.966 persone hanno acquistato i biglietti per i primi tre giorni di gara (partecipazione al 75%). Per le sessioni di gara dei prossimi giorni il Comitato organizzatore ha venduto il 90% dei biglietti disponibili, ma nessun evento è sold out, il che significa che rimane disponibilità per tutti gli eventi, compresi quelli più appetibili, e cioè le finali dei tornei di curling e hockey e la cerimonia di chiusura prevista per domenica 18 marzo allo Stadio di PyeongChang. I prezzi vanno dai 16.000 KRW (12 euro) circa dei gironi eliminatori di curling e hockey fino ai 70.000 KRW (50 euro) che sono necessari per assicurarsi i migliori posti per la cerimonia di chiusura (quella di apertura arrivava ai 140.000 KRW, 100 euro).

Educare allo sport

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Oggi a Roma, presso la sede del Coni, verrà presentata la collana Scrittori di classe, progetto di scrittura creativa ideato da Conad per le scuole primarie e secondarie di primo grado. L’idea è di promuovere la lettura e la scrittura creativa coinvolgendo in un lavoro di squadra compagni e professori. Il tema di quest’anno è il benessere.

Pari dignità

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Nasce il fondo maternità per le atlete, un primo passo che potrebbe aprire la strada alla revisione della legge 91 del 1981, quella che non riconosce il professionismo e nega dignità alle donne dello sport italiano. Verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale entro il 20 marzo.

 

Un documento atteso da tempo e da tante, soprattutto, visto che nel decreto a firma dei ministri Lotti e Padoan è previsto anche il fondo maternità per le atlete. Il decreto è figlio di un percorso che nasce da una protesta messa in atto dalle calciatrici di serie A il 17 e 18 ottobre 2015, quando si rifiutarono di scendere in campo per la prima di campionato. A far incrociare le braccia alle calciatrici la mancata applicazione di alcune importanti modifiche nel sistema del calcio femminile come l’abolizione del vincolo sportivo, la possibilità di firmare contratti pluriennali e nuovi finanziamenti. Il decreto fissa due principi importanti: garantire alle atlete il diritto di proseguire il percorso sportivo interrotto durante la maternità; dare una continuità retributiva anche durante il periodo di congedo. Infatti, il contributo prevede mille euro al mese fino ad un massimo di dieci mesi. Per il fondo sono stati stanziati tre milioni di euro per il 2018, mezzo milione nel 2019, uno nel 2020 e per gli anni successivi a regime. Dal provvedimento sono escluse quelle atlete che svolgono un’attività lavorativa che già prevede una tutela della maternità e quelle che appartengono ai gruppi sportivi militari o ad altri gruppi che garantiscono una tutela previdenziale per le future mamme. Inoltre, il decreto prevede anche risorse per sostenere eventi sportivi femminili a rilevanza nazionale e internazionale.

SportAntenne

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Si tiene oggi a Roma l’evento conclusivo del progetto promosso dall’Uisp insieme a Unar per far emergere i dati delle discriminazioni etnico-razziali in Italia attraverso l’attività fisica. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Sono state 13 le città coinvolte, con l’attivazione di altrettante antenne territoriali collegate ad una vasta rete di associazioni e istituzioni, al fine di raccogliere segnalazioni e denunce di discriminazioni, ma anche di organizzare momenti di informazione, incontro sportivo e mediazione culturale. Lo sport è diventato il canale attraverso cui entrare in contatto con migranti e richiedenti asilo e instaurare un rapporto di fiducia. Gli eventi sportivi organizzati sul territorio sono stati decine, dal calcio al basket al baseball, momenti di incontro e di scambio tra giovani italiani e stranieri, che verranno raccontati nell’incontro di Roma per mettere in rete le buone pratiche e condividere le difficoltà di un percorso lungo 18 mesi

Traguardo vincente

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Roma Capitale e Fidal hanno raggiunto un accordo di cooperazione con l’obiettivo di riqualificare lo stadio Paolo Rosi per promuovere e diffondere l’atletica leggera, con particolare riguardo alle persone con disagio e alla terza età. Verranno inoltre messe a disposizione ogni anno otto borse di studio rivolte ai ragazzi.

 

Lo spazio diventerà un vero e proprio polo di riferimento e di aggregazione per le diverse specialità sportive dell’atletica. Sarà una occasione per promuovere lo sport come elemento qualificante della vita sociale e intendere l’attività sportiva come un percorso di integrazione e inclusione sociale.

In cammino

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Una nuova iniziativa per promuovere la camminata veloce in gruppo è partita da Bologna e ora si sta allargando a molte altre città emiliane e non solo. Da poco è arrivata anche a Roma. Ci si da appuntamento attraverso la app e poi bisogna tenere il passo del leader del gruppo: sei chilometri in un’ora.

 

Da pochi mesi sono sbarcati anche a Roma: 130 treni a due piedi, guidati da chi sa tenere il passo al ritmo giusto, con 720 passeggeri hanno già percorso 900 chilometri. Nella capitale il fenomeno è nuovo, a Bologna ormai sono diventati quelli che camminano sotto i portici (anche quando piove). Nel paese di Castelnuovo Rangone la chiamano metropolitana urbana pedonale, a Spilamberto Elisa ha guidato la camminata anche a meno sette gradi, con la neve. Quelli di Vignola detengono il record: in oltre diecimila hanno percorso 5.400 chilometri dallo scorso giugno ad oggi. L’inventore del progetto della camminata sportiva autogestita è Luciano Rizzi, 58 anni e mai una sosta. Ingegnere modenese in quattro anni di lavoro volontario ha fatto crescere dal basso l’iniziativa, mettendo a punto la App per scaricare i percorsi coi tempi di percorrenza e gli orari di partenza. Ci si dà appuntamento su Facebook, la pagina si chiama Città attiva. Il segreto è camminare ogni giorno. Piccoli gruppi, certo. Ma che contagiano e spuntano come funghi, soprattutto nei paesi di provincia lungo la via Emilia. Centinaia sono ora le persone coinvolte in una decina di città e paesi. Un esercizio fisico lento, breve, frequente e all’aria aperta fa bene alla salute, significa prevenzione rispetto alle malattie cardiovascolari, assicura Rizzi, preparatissimo sugli effetti del movimento, peraltro low cost. E poi c’è l’effetto socializzazione, si riscoprono vecchie abitudini.

Pausa benessere

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Una lezione di yoga, una corsa al parco, un po’ di esercizio all’aria aperta: in Svezia alcune aziende lo impongono ai dipendenti. Secondo uno studio dell’Università di Stoccolma, fare attività fisica in orario di lavoro genera benefici sia per i dipendenti che per i datori, migliora la produttività, la concentrazione, crea spirito di gruppo e fa calare le assenze per malattia.

 

Circa il 70% degli svedesi fa attività fisica almeno una volta a settimana: per mantenersi in forma, per il benessere, per puro divertimento. E adesso anche per obbligo. Ma in Svezia prendersi cura di sé è normale, è quasi considerato un dovere, una responsabilità sociale. La pratica di uno sport o meno è anche diventata un fattore determinata di valutazione durante i colloqui di lavoro. E molte aziende, viceversa, cercano di attrarre nuovi e giovani talenti finanziando le loro passioni, che siano il golf o l’acquagym.

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