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#WithRefugees

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In occasione della Giornata mondiale del rifugiati l’Unhcr ha lanciato la campagna per promuovere i loro diritti. Tra le iniziative anche una partita di calcio domenica a Roma. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Si giocherà domenica 18 giugno allo stadio Tre Fontane: scenderanno in campo per una partita amichevole una squadra di stelle del calcio e dello spettacolo e la Liberi Nantes, squadra di calcio formata da rifugiati e richiedenti asilo di diverse nazionalità. L’evento è organizzato da UNHCR insieme all’Associazione Italiana Calciatori e con il sostegno di AS Roma. L’appuntamento è alle 17, l’ingresso è libero e ci saranno molti ospiti tra cui Damiano Tommasi, Diego Bianchi, in arte “Zoro” e Francesco Pannofino. Il calcio di inizio lo darà, Alessandro Gassman, ed è previsto un intermezzo musicale a cura della Piccola Orchestra di Torpignattara.

Valore universale

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Presentata la carta etica dello sport del Comune di Udine. Il documento fissa regole e obiettivi per promuovere una cultura sportiva come luogo di educazione a una vita sana, di amicizia, e di solidarietà, di inclusione e integrazione. Il progetto è il risultato del lavoro collettivo insieme alle associazioni alle scuole e alle università.

 

“Questo documento – sottolinea l’assessore all’Educazione, Sport e Stili di Vita, Raffaella Basana – è il frutto di un ampio confronto con numerose realtà del mondo dello sport, dalle associazioni sportive impegnate in sport diversi con attività rivolte a persone di ogni età ed abilità all’azienda sanitaria, dalle associazioni di genitori ai professori universitari impegnati nel campo dell’educazione e dell’etica sportiva, dai docenti di scuola secondaria di primo grado al Coni. È stato un percorso fruttuoso, ricco di spunti, e per questo ringrazio tutti i partecipanti che hanno messo a disposizione il proprio contributo: questa Carta Etica vuole essere un punto di partenza per un rinnovamento culturale diffuso e partecipato che porti a promuovere lo sport e a valorizzare il suo rilievo in ambito educativo, sociale e di salute”.
Si rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, con ruoli e responsabilità diverse, hanno a che fare con la pratica sportiva: atleti, dirigenti, allenatori, genitori, tifosi, sponsor. Aderendo a questa proposta i dirigenti si impegnano ad esempio a “promuovere fattivamente la lealtà sportiva, contrastando con decisione corruzione e doping”; i tecnici e gli insegnanti si daranno come obiettivo “riconoscere il proprio ruolo di educatori, cercando di favorire la formazione integrale della persona e non solo lo sviluppo delle competenze tecnico-tattiche”; gli atleti si proporranno di imparare ad “accettare serenamente il responso del campo, anche quando è sfavorevole, rispettando le decisioni dell’arbitro e rifiutando la cultura del sospetto”; i genitori si impegneranno a “non assolutizzare l’impegno sportivo e riconoscere ai propri figli il diritto a non essere dei campioni, evitando di proiettare su di loro aspettative di successo a tutti i costi.
La nuova “Carta Etica dello Sport” è patrocinata dalla Regione, dal Coni regionale, dal Comitato italiano paraolimpico, il Garante regionale dei diritti alla persona, l’Istituto Jacques Maritain, l’Ordine degli psicologi di Udine, l’Università di Udine, l’Ufficio scolastico regionale, l’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine.

Parchi in wellness

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A Ravenna per un mese sarà possibile praticare sport all’aria aperta seguiti dagli insegnanti di quattro palestre della città, esercitando yoga, pilates, body tonic e anche un corso di difesa personale. Dal lunedì al venerdì, presso i giardini pubblici lezioni gratuite per tutti i cittadini per contrastare la sedentarietà e promuovere stili di vita attivi.

L’evento, organizzato da Cna Ravenna e Wellness Foundation di Cesena con il patrocinio del comune, vede il contributo di quattro palestre del territorio, per la prima volta riunite in un unico punto, che si alterneranno in diverse lezioni aperte e gratuite per tutti i cittadini.

Vela sensibile

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È un progetto nato nel 2013 per creare un’attività inclusiva fra persone con e senza disabilità visive. Si distingue per la creazione di scuole a tutti i livelli, dai corsi base fino alle regate. Le attività sono partite in quattro località: Agropoli; Santa Marinella; Pisa; Luino. Dal 7 al 9 luglio in programma un’uscita all’isola d’Elba con Gli sbandati, associazione velica dilettanti.

 

Si va per mare seguendo un percorso educativo e inclusivo. Niente roba per pigri: un’uscita per portare la barca, non per essere portati. Poi a La Spezia, da fine luglio, per un corso base, pratico e teorico, ripartito in tre weekend successivi.

Un ponte per Lampedusa

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È il nome del progetto grazie a cui sono cominciati i lavori per la costruzione di un nuovo impianto sportivo sull’isola, per favorire l’inclusione e l’aggregazione fra scuole calcio locali e migranti ospiti del centro d’accoglienza. L’impianto sarà realizzato con il sostegno delle associazioni.

 

La posa della prima zolla segna l’inizio dei lavori che permetteranno alla comunità di Lampedusa di avere, entro l’autunno, un campo di calcio in erba naturale/sintetica di ultima generazione, un recinto di gioco, attrezzature sportive integrate e il ripristino dell’attuale spogliatoio. Una seconda parte di lavori comprenderà illuminazione, tribuna coperta, secondo blocco spogliatoi e sistemazione dell’area esterna. I sostenitori del progetto sono: Enel Cuore, Associazione Italiana Calciatori, attraverso AIC Onlus, e Lega Nazionale Professionisti B. L’iniziativa potrà contare anche sul supporto dell’Istituto per il Credito Sportivo. E’ stata inoltrata una proposta di cofinanziamento, giunta alla fase finale dell’iter di valutazione alla Fondazione Con il Sud.

Happy Hand in Tour

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Domani e domenica al via la seconda edizione della manifestazione promossa dalla Fish con Uisp e Csi. Ce ne parla Elena Fiorani.

 

La campagna vuole diffondere una nuova cultura della disabilità, scegliendo come contesto quello dei centri commerciali, ormai entrati nelle abitudini di tempo libero degli italiani. Il 10 e l’11 giugno il Centro Commerciale Punta di Ferro di Forlì sarà la prima tappa di un lungo tour in cui movimento e divertimento animeranno le giornate proponendo attività motorie e sportive rivolte in particolare a persone con disabilità. Apertura con Lorenzo Major, campione mondiale di paraclimbing. L’iniziativa è promossa dalla Immobiliare grande distribuzione con la Federazione italiana per il superamento dell’handicap, il Comitato italiano Paralimpico e l’associazione Willy the King Group.

Tali&Squali

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Sarà presentato domani a Fenile, nel Pesarese, il progetto della cooperativa l’Aurora che prevede la formazione di una squadra di pallavolo composta da ospiti della struttura integrati al fianco di ragazzi del territorio. Il prossimo anno la squadra parteciperà al campionato Csi.

 

Testimonial dell’evento il tecnico della Nazionale femminile Davide Mazzanti. Si tratta di un evento collaterale di sport e sociale che si inserisce all’interno della settimana delle finali nazionali di pallavolo maschili Under18 che si stanno svolgendo a Fano dal 6 all’11 giugno. Ospite e tesimonial dell’evento sarà il tecnico della Nazionale Femminile Italiana di Pallavolo Davide Mazzanti.

Scatti al femminile

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Da oggi al 29 giugno a Trento la mostra #shemoves #sheplays, per narrare, attraverso testi e fotografie, il percorso compiuto in ambito sportivo dalle donne trentine. I materiali sono stati messi a disposizione da soggetti pubblici e privati, tra cui numerose società sportive.

 

L’esposizione è installata nei Giardini di Piazza Dante a Trento e dal 6 luglio si trasferirà a Molveno; è promossa dal servizio cultura, turismo e politiche giovanili, in collaborazione con il Comune di Molveno, l’associazione Art to Art e la S.A.T. sezione di Molveno. Gli ambiti presi in esame si concentrano sulla ginnastica, il tennis, l’alpinismo, il ciclismo, l’automobilismo, lo sci di fondo, lo sci alpino, l’atletica, il nuoto, i tuffi, la pallavolo, il calcio, il rugby e le attività di inclusione e integrazione. Alcuni sport affondano le radici in un passato lontano, già nel XIX secolo, altri si sono diffusi in modo sistematico nel corso del XX secolo su tutto il territorio, altri ancora anche se di recente introduzione hanno conquistato con prepotenza il cuore delle giovanissime. E mentre aumentano le presenze delle donne sportive che eccellono aumentano anche i risultati e i successi ottenuti, sia in competizioni nazionali che internazionali. Lo sport ricopre oggi come ieri un ruolo importante: non solo alleato psico-fisico ma strumento che pone il corpo al centro dei processi culturali di emancipazione e insieme di socializzazione, una risposta alla volontà e all’urgenza delle donne di vivere da protagoniste anche questo campo della società. Corpo in movimento, corpo politico: she moves, she plays.

Divertiamoci a star bene

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È il programma di responsabilità sociale che The Walt Disney Company Italia conduce a Milano in partnership con la onlus Sport Senza Frontiere. L’Iniziativa è parte di una rete solidale impegnata con i minori e che coinvolge centri sportivi, istituti medico sanitari, scuole e famiglie.

 

Il programma punta a favorire il benessere psicofisico dei bambini e la socializzazione, grazie anche all’aiuto della magia dello storytelling che caratterizza lo stile Disney. Secondo il presidente di Sport Senza Frontiere Onlus Alessandro Tappa, i risultati positivi ottenuti sinora «ci fanno capire – ha spiegato – che siamo sulla strada giusta e che aiutare le famiglie disagiate significa dare loro la possibilità di una vita migliore». E non solo. Perché «dato che i bambini vivono in famiglia e a scuola il miglioramento delle loro condizioni di salute, capacità relazionali e sociali, ha ripercussioni ben più ampie. Quindi oltre ai bambini, dobbiamo considerare beneficiarie dirette del progetto anche le loro famiglie».

La speranza dietro un pallone

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L’oratorio Don Bosco di Dakar propone una scuola calcio per i bambini di strada. Ragazzini costretti a mendicare, avranno così uno spazio di ricreazione in cui vivere un nuovo tipo di relazione tra loro e il mondo adulto, lontano dallo sfruttamento e dalla paura.

 

Nel corso delle attività ricreative si discute, inoltre, dello sfruttamento che questi ragazzi stanno soffrendo, “soprattutto con i più grandi ed in vista di aiutarli, una volta finita l’esperienza nella daara (scuola coranica, ndr), per capire che tipo di giovani ed adulti vogliono diventare, sia dal punto di vista umano che da quello professionale – aggiunge Merante – Basti pensare che alcuni, dopo l’uscita della daara, sono già entrati nei corsi brevi di formazione professionale del Centro Don Bosco e che stanno dunque cercando di costruirsi un avvenire nel mondo del lavoro. I ragazzi che partecipano al progetto sono pre-adolescenti e adolescenti, tra gli 11 e i 15-16 anni. Sono costretti dai marabouts delle loro daara (scuole coraniche) a mendicare per poter garantire la sostenibilità economica della scuola.

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