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Il Centro sportivo italiano presenta oggi a Roma, presso la Camera dei Deputati, il report sullo sport come fattore di sviluppo, coesione ed educazione. Ai nostri microfoni Stefano Gobbi, responsabile relazioni esterne Csi. (sonoro)

Outsport

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Presentato oggi a Roma un progetto europeo di ricerca e sensibilizzazione contro le discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere nello sport. Il progetto coinvolge cinque Paesi dell’Unione ed è guidato da Aics.

 

Il progetto verrà presentato ufficialmente nella sala stampa della Camera, giovedì 6 luglio alle 14.30: Outsport – Innovative and educational approaches to prevent violence and tackle discrimination in sport based on sexual orientation and gender identity – cofinanziato dalla Commissione Europea con il programma Erasmus plus, coinvolge Italia, Scozia, Germania, Austria e Ungheria, e presenta un assortimento di primo livello che include realtà di ampio respiro istituzionale e accademico e organizzazioni impegnate nel sociale.
Nel corso della Conferenza si presenteranno le varie azioni del progetto, incentrate principalmente sulla ricerca, sulla formazione e sulla sensibilizzazione, e verrà inaugurata la campagna di comunicazione europea. Sarà anche l’occasione per conoscere i diversi partner internazionali del progetto: LEAP Sport Scotland – Leadership, Equality and Active Participation, DSHS – Deutsch Sporthochschule Koeln (German Sport University Cologne, Institute of Sociology and Gender Studies), VIDC – Fonds wiener Institute fur Internationalen Dialog und Zusammena (Vienna Institute for International Dialogue and Cooperation), FRIGO – Friss Gondolat Egyesület (Organization for Fresh Ideas).

Divertimento assicurato

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Al via oggi nei giardini della Fortezza di Acquaviva Picena, nell’Ascolano, gli appuntamenti estivi con le feste del gioco gratuite per bambini e ragazzi. Si parte alle 21 con l’iniziativa “Alla scoperta di un borgo da sogno”, promossa dall’Unione sportiva Acli locale e dall’amministrazione comunale.

 

L’obiettivo è evidenziare che attraverso il gioco si possono riscoprire tempi e spazi che nella vita di tutti i giorni sono spesso dimenticati. L’iniziativa andrà avanti per tutto il mese di luglio. Per maggiori informazioni sull’iniziativa si possono consultare la pagina facebook dell’Unione Sportiva Acli Marche o il sito www.usaclimarche.com

Difendiamo il parkour

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Dall’Umbria parte un appello: “Rischiamo di prendere delle multe solo perché ci alleniamo all’aperto. Cambiate il regolamento comunale”, dicono gli atleti di Terni che ne chiedono una rielaborazione condivisa. I giovani hanno incontrato l’amministrazione e aspettano l’incontro con la polizia locale, per poter continuare a svolgere l’attività negli spazi urbani.

 

«Chiediamo una rielaborazione condivisa del regolamento, oramai superato, che limita l’aggregazione e le attività di vario genere, e una minore repressione, perché di questo si tratta, da parte di chi è addetto a far rispettare le normative in questione. In gioco c’è la rivitalizzazione di uno spazio pubblico, che come tale dovrebbe essere condiviso». Attività all’aperto, vitalità cittadina e impegno sociale legato allo sport, il gruppo parkour Art Du Déplacement Academy Umbria lancia l’invito e invoca un cambio di passo a Terni dopo i recenti ‘intoppi’ con la polizia locale. Iniziative, privazioni e degrado L’Add sottolinea che «siamo una delle pochissime realtà che sta riportando ragazze e ragazzi all’aperto a prendersi cura di sé e del proprio benessere psicofisico, nessun passante è stato mai disturbato né messo in pericolo. In gioco c’è molto di più di un sempre più disgregante concetto di decoro urbano: c’è la componente sociale, il cuore pulsante di una città, ciò che la rende viva e vivibile; una città chiusa ai suoi stessi abitanti è una città morta, incapace di offrire opportunità, ma anche svago e divertimento. Queste privazioni conducono allo svuotamento e all’annullamento della vitalità del centro cittadino e creano non-luoghi, zone di degrado: per noi il degrado non è solo un luogo abbandonato a sé stesso, ma anche uno spazio ordinato e pulito, ma privo di relazioni, svaghi e culture metropolitane. Questi divieti frantumano e rendono ostile lo spazio sociale».

Uniti alla meta

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La palla ovale diventa uno strumento di integrazione e di accoglienza grazie all’Arezzo Rugby, che ha avviato un corso rivolto a ragazzi con disabilità intellettive. Si trovano settimanalmente per fare attività motoria, per divertirsi e per muovere i primi passi in questo sport.

 

Il progetto nasce dall’unione tra le competenze sportive dell’Arezzo Rugby, gli operatori sociali de “La casa di Anna” e i ragazzi con disabilità del comitato “Vita indipendente” che stanno vivendo un progetto di autonomia in vari ambiti quotidiani in cui è entrato ora anche il rugby. L’ambizione è ora di aumentare il gruppo di atleti con disabilità e, in futuro, di costituire una squadra in grado di scendere in campo in manifestazioni di Special Olympics, permettendo loro di vivere pienamente le emozioni del campo e degli spogliatoi. In questa prima fase, il lavoro svolto è prevalentemente motorio con esercizi con la palla per favorire la conoscenza dello sport, poi gli allenamenti diventeranno sempre più specifici sul rugby.

L’integrazione fa gol

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Dopo quasi un decennio dalla nascita del progetto calcistico, AfroNapoli United diventa polisportiva e dalla prossima stagione affilierà società giovanili in cui troveranno spazio tutti i ragazzi del territorio e dei centri di accoglienza. Obiettivo tutelare il diritto di praticare sport di tutte le fasce sociali.

La settimana dello sportivo

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Fino al 30 giugno la Rete farmacisti preparatori in campo per consigliare ai cittadini come iniziare un programma di attività fisica e quali sono i rischi legati a uno stile di vita sedentario. Per i promotori della campagna muoversi, migliora la qualità della vita sotto molti aspetti: preserva la mobilità, concilia il sonno e rende più ottimisti.

Visto che i dati dicono che il 32% degli italiani è sedentario e che la quota è in aumento, anche le farmacie si mettono in moto per sensibilizzare i cittadini. “Stare seduti per molto tempo può avere conseguenze gravi – spiega Santo Barreca, uno dei rappresentati di Rete farmacisti preparatori – Determina un rilassamento della muscolatura che si indebolisce, lasciando spazio allo sviluppo di tessuto adiposo. Può anche favorire l’insorgenza di alcune patologie”, conclude. Per trovare la farmacia più vicina: http://www.retefarmacistipreparatori.it/Pagine/Trova-Farmacie.aspx

 

Nessun limite

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La nuova icona per gli sportivi con disabilità è Alex Hunt: 23 anni neo Zelandese, nato senza il braccio sinistro, è il primo tennista disabile ad entrare nella classifica dei professionisti. Ha ottenuto il primo storico punto nella classifica Atp in un torneo nel Guam. Nei prossimi mesi il giovane si allenerà in Spagna, il suo sogno è incontrare in campo l’idolo Roger Federer.

 

“Sono nato con una mano, e i miei genitori mi hanno messo una protesi fin dai sei mesi, era minuscola e ogni anno veniva sostituita. Ho sempre avuto un sogno, giocare in un Grande Slam, penso che quando pratichi uno sport sia normale. E ora l’obiettivo del prossimo anno è quello di entrare nel ranking mondiale”. Alex l’aveva detto a dicembre a un cronista del giornale della sua città e l’altra notte il suo sogno è finalmente diventato realtà. In un Future da 15 mila dollari nel Guam, Hunt ha surclassato 6-0 6-0 la wild card Christopher Cajigan e ha così ottenuto il suo primo storico punto nella classifica Atp. “Ho un altro grande sogno, ispirare bambini o altre persone che hanno disabilità, a non preoccuparsi, perché possono vivere una vita normale. Con questa vittoria voglio dare loro speranza e mostrare che è possibile. Oggi è il giorno più bello della mia vita”. Adesso Hunt spera di poter giocare anche più lontano da casa e magari di incrociare così il suo idolo Roger Federer: “Mi ha sempre colpito il modo in cui ama questo sport, come scende in campo. È per questo che voglio continuare a giocare e mi auguro che un giorno, magari, accetti di fare qualche scambio con me in un campo da tennis”.

Oltre le sbarre

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Parte lunedì il campo sportivo per i ragazzi dell’istituto minorile Beccaria di Milano, per promuovere il reinserimento dei giovani dopo il carcere. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Una settimana di sport, quaranta ragazzi pronti a sfidarsi, alcuni campioni di oggi e del passato pronti a raccontarsi. È il mix di sport e formazione proposto dal 26 al 30 giugno ai detenuti del carcere Beccaria, giovani tra i 16 e i 21 anni che potranno partecipare ad una Olimpiade interna, con quattro squadre che si sfideranno a rugby, calcio, pallacanestro e in una staffetta di nuoto. I ragazzi avranno la possibilità di incontrare importanti ospiti del mondo dello sport, che trasmetteranno loro i messaggi del rispetto delle regole e dell’avversario, della sana competizione e del coraggio di ricominciare dopo una sconfitta. Una settimana impegnativa anche per l’organizzazione del carcere, da vivere con elasticità e disponibilità, per preparare i detenuti ad un nuovo inizio nella società

In bici per la vita

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In occasione della Giornata mondiale contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica Totò Trumino e Luciano Caruso hanno raggiunto Santiago di Compostela da Lisbona, dopo 13 giorni e 900 chilometri. C’era idealmente anche Michele, vecchio amico ora malato di Sla, a cui è stato rilasciato, in via del tutto eccezionale, il certificato che attesta che il pellegrino ha fatto l’intero cammino.

 

Hanno pedalato in due, ma il pellegrinaggio l’hanno fatto in tre. “Ci ha seguito ogni giorno col cuore, ricevendo i nostri messaggi e le foto”, racconta Totò. Ed è proprio questo il senso dell’impresa di Totò e Luciano, che hanno portato lungo il pellegrinaggio le bandiere di Aisla (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica): “Abbiamo pedalato in nome di tutti i malati”.
La Sla è una patologia che colpisce 400 mila persone nel mondo e più di 6 mila solo in Italia. “Il nostro obiettivo era di sensibilizzare le persone e sostenere la ricerca – aggiunge Totò -. Sono convinto che si riuscirà a sconfiggere questa malattia”.

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