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All colours are beautiful


L’Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha finanziato il progetto che promuove l’inclusione sociale di richiedenti asilo e rifugiati in provincia di Reggio Calabria attraverso l’attività fisica, in particolare il tennis. È stato avviato un corso che coinvolge circa 36 iscritti e durerà due mesi per acquisire conoscenze di base e aprirsi alla conoscenza dell’altro.

Il progetto punta a promuovere l’inclusione sociale dei richiedenti asilo e dei rifugiati in provincia di Reggio Calabria, mirando a elaborare un modello pratico di inclusione sociale, definire le linee guida per le associazioni sportive e le autorità locali, promuovere lo sport come strumento di inclusione sociale tra i rifugiati e la popolazione locale. Il progetto è entrato nel vivo delle attività sportive con l’avvio del primo corso gratuito di tennis, tenuto dal maestro Michele Tripodi, che al momento coinvolge circa 36 iscritti, suddivisi in tre diversi gruppi composti da rifugiati e richiedenti asilo e calabresi. Lo sport come strumento di confronto e inclusione rappresenta un veicolo importante per la costruzione di un mondo migliore e il progetto “all colours are beautiful” potrà dimostrare, attraverso i corsi che realizzerà, che partendo dal basso è possibile costruire prassi virtuose e comunità multietniche

Tutti in sella


Nei maneggi lombardi un progetto innovativo rivolto a bambini e ragazzi sordi che vogliono praticare l’equitazione. Ispiratrice dell’impresa, Denise, 23 anni, che si è innamorata dei cavalli a 11 ed ha collaborato alla messa a punto di un metodo inclusivo per l’accesso alla pratica anche delle persone non udenti che prevede anche la formazione degli istruttori.

“Ci siamo incontrati e scontrati con la disabilità uditiva più volte, e ci siamo scoperti impreparati ad accoglierla”, racconta Michela Locatelli, coordinatrice del progetto “InSegniaCavallo”, promosso dall’Acsi Lombardia (Associazione di cultura, sport e tempo libero). “Avevamo di fronte a noi bambini e ragazzi fortemente motivati e attratti dal mondo dell’equitazione, ma i tentativi di iniziarli a questo sport fallivano tutti. Per l’oggettivo rischio insito in questa disciplina e per l’impossibilità di comunicare efficacemente in situazioni critiche, come la preparazione e l’impostazione nelle fasi di avvicinamento all’ostacolo”. Denise Cavallini, 23 anni, è sorda dalla nascita. Ne aveva undici quando, in un centro estivo, ha avuto l’occasione di montare a cavallo. “Insieme a lei abbiamo messo a punto un metodo che favorisce l’accesso all’equitazione delle persone sorde e l’acquisizione di nuove competenze da parte degli istruttori dell’Acsi”. E così, grazie a un provvidenziale finanziamento della Fondazione Vodafone, nel marzo dello scorso anno, l’associazione ha potuto avviare un progetto in tre fasi, che ha coinvolto docenti non udenti, istruttori di equitazione, interpreti Lis (Lingua dei segni), medici e psicologi.
Le due fasi iniziali riguardano la specializzazione sull’approccio alla disabilità uditiva, rivolta a istruttori equestri, la seconda, invece, la formazione per assistenti a terra dell’istruttore, rivolta ad allievi sordi, che ha coinvolto cinque giovani, dai 18 ai 36 anni. La terza fase, infine, riguarda l’accoglienza di 60 bambini e ragazzi sordi, dai 6 ai 17 anni, che frequentano gratuitamente, le 20 lezioni a cavallo previste. I maneggi coinvolti, per ora, sono sette, tutti in Lombardia. L’obiettivo è quello di diffondere a livello nazionale le competenze acquisite grazie a questo progetto. Per Denise, che ha partecipato a tutte le fasi del progetto, prima come docente Lis, poi come allieva e ora come assistente dell’istruttore equestre, è stata l’opportunità di riavvicinarsi in maniera più assidua all’equitazione. “Mi riempie di felicità dare ad altri la possibilità di realizzare quello che è sempre stato il mio sogno. Quando cavalco provo una sensazione inebriante. Mi sento forte, potente, la mente si svuota e il corpo diventa più leggero. Con il cavallo riesco a comunicare in maniera profonda, con le carezze e il contatto fisico. Una comunicazione dove non c’è bisogno di parole”.

L’unione fa la forza


Melanie Knecht ha 29 anni ed è affetta da spina bifida che l’ha costretta sulla sedia a rotelle dall’infanzia. Trevor Hahn ha 42 anni e da cinque ha perso la vista a causa di un glaucoma. Insieme hanno iniziato a fare escursioni in montagna, lei sulle spalle di lui. I due hanno annunciato sul loro account Instagram che la prossima sfida sarà scalare una montagna alta più di 4mila metri.

Medaglie sostenibili


Quelle di Tokyo 2020 saranno realizzate con materiali riciclati da vecchi smartphone. Progettate da Junichi Kawanishi, che ha vinto un concorso a cui hanno aderito 400 designer, sono state svelate nel corso di una cerimonia ad un anno dall’inizio dei Giochi. Due anni fa il Comitato Organizzatore ha lanciato una campagna di raccolta di vecchi dispositivi elettronici per realizzarle.

Gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno presentato le medaglie con cui saranno premiati gli atleti la prossima estate. I premi in oro, argento e bronzo hanno ciascuno una superficie ruvida, quasi meringata sull’anello esterno, che circonda un centro liscio e brillante. Le medaglie sono state svelate alla presenza del presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach. “Posso dire di non aver mai visto una città olimpica preparata come Tokyo a anno prima delle Olimpiadi”, ha sottolineato Bach.
Avranno un diametro di 85 millimetri, e saranno spesse 12,1 mm. Le medaglie d’oro useranno 6 grammi di placcatura in oro su argento puro, mentre quelle che saranno date ai secondi classificati saranno fatte di argento puro. A concludere il cerchio ci sono quelle di bronzo, che useranno una lega di ottone rosso composta da rame al 95% e zinco al 5%.
I regolamenti del CIO imponevano che il design includesse i cinque anelli, il nome ufficiale dei giochi e la dea greca della vittoria di fronte allo stadio Panatheniac. Due anni fa il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 lanciò una campagna di raccolta di vecchi dispositivi elettronici, allo scopo di riciclarli per ottenere i materiali per le medaglie: sarebbero state ricevute 78.895 tonnellate di gadget, di cui 6,21 milioni di smartphone che hanno permesso di ottenere 32 chilogrammi di oro, 3.500 chilogrammi di argento e 2.200 kg di bronzo.

Palla al centro


L’Ajax introduce la parità contrattuale tra calciatori e calciatrici. La società di Amsterdam è la prima tra le grandi ad equiparare i tesserati, indipendentemente dal sesso. Questa novità proietta il calcio femminile olandese verso il professionismo, perché l’accordo prevede tra l’altro uguali condizioni su salario minimo, vacanze e assicurazione sanitaria.
Una vera e propria rivoluzione, come è nel dna del club olandese, che apre scenari nuovi per il calcio femminile. L’accordo firmato tra tra Edwin van der Sar, direttore generale dell’Ajax, e Ko Andriessen, direttore del sindacato ProProf non vuol dire che gli stipendi delle calciatrici diventeranno uguali a quello dei colleghi uomini, ma rappresenta un passaggio epocale perché teoricamente si pongono le basi affinché questo possa accadere. Passaggio questo che proietta il calcio femminile olandese verso il professionismo, perchè l’accordo prevede uguali condizioni sul salario minimo, giorni di vacanza, assicurazione sanitaria e mantenimento dello stipendio in caso di infortuni gravi che obbligano a un lungo recupero lontano dal terreno di gioco. Daphne Koster, responsabile della sezione femminile dell’Ajax, ha dichiarato: “Con questo accordo collettivo possiamo fare un altro passo in avanti verso la professionalizzazione del calcio femminile. Spero che altri club seguano il nostro esempio. Finora potevamo concludere contratti al massimo di due anni e una tesserata poteva andarsene anche a metà stagione, questo accordo cambia completamente le cose”.

Move4Free


Presentata la prima palestra gratuita per persone con disabilità in Italia. L’iniziativa, che parte da Padova, vuole rispondere all’esigenza dei 270.000 che svolgono attività sportiva: una fetta importante che rivendica il diritto all’inclusione sociale.

L’obiettivo è coinvolgere il maggior numero possibile di strutture nel territorio nazionale in modo tale che quelle aderenti, dopo una verifica dei requisiti, possano riservare 4 ore di personal training alla settimana, totalmente gratuite, alle persone con disabilità. Il progetto si rivolge, da un lato, ai centri fitness che vorranno aderire al progetto e, dall’altro, a privati e associazioni che si occupano di disabilità.

“Dolcissime”


È stato presentato in anteprima a Festival Giffoni il film in cui protagonista è lo sport, visto come un’opportunità per crescere. Il servizio di Elena Fiorani. (sonoro)

Mariagrazia, Chiara, Letizia e Alice sono le quattro giovani protagoniste del film “Dolcissime” in uscita nelle sale italiane il 1° agosto, diretto da Francesco Ghiaccio, cosceneggiatore insieme a Marco D’Amore. Sul grande schermo arriva la voglia di rivincita attraverso lo sport di tre inseparabili amiche, unite dal sovrappeso. Una storia che ruota attorno al nuoto sincronizzato e parla dell’incredibile forza dell’amicizia oltre gli imprevisti e qualsiasi diversità. Il Centro
sportive italiano sarà al fianco di Vision Distribution perchè, come dice il presidente Vittorio Bosio: “I contenuti educativi proposti nel film Dolcissime ben si sposano con il modello di promozione dello sport sociale, di base, educativo, per tutti, che il CSI organizza da oltre 75
anni”

Ragazze nel pallone


È stata presentata l’Ancona Respect calcio femminile, società della Polisportiva Assata Shakur. Una quarantina di tesserate per il settore giovanile ma anche ragazze tra i 20 e 40 anni provenienti da tutta la provincia: otto squadre che prenderanno parte al prossimo campionato regionale all’insegna del rifiuto delle discriminazioni, inclusione sociale e rispetto dell’avversario.

Ad allenare questa squadra Giacomo Zacconi: “Nella mia visione del calcio – le prime parole del mister – e dello sport in genere non esiste l’agonismo sportivo senza altri valori quali il rifiuto della discriminazione, l’inclusione sociale e il rispetto dell’avversario. Il calcio femminile è un movimento in rapida espansione, ho accettato questo incarico da parte della dirigenza di Ancona Respect con grande entusiasmo, le premesse per fare bene ci sono davvero tutte”.
Preparazione che inizierà il 19 agosto al campo dei Saveriani poi le ragazze di Ancona Respect si sposteranno all’impianto del Cus Ancona a Posatora con il campionato regionale che dovrebbe iniziare nel mese di ottobre. Il tutto in attesa di tornare al Dorico come puntualizza Alessio Abram vice presidente della Polisportiva Assata Shakur nonchè direttore tecnico di Ancona Respect dove peraltro allena anche una formazione under 12: “Il Dorico è un pò la nostra casa, troveremo il modo di tornarci dopo i lavori di rifacimento del campo in erba sintetica. I nostri colori sociali, e non poteva essere diversamente, sono il biancorosso. Non abbiamo alcun tipo di rivalità con altre società che in zona fanno calcio femminile anzi mi auguro che tutte le realtà della provincia e non solo riescano a mettere in piedi una sezione di calcio femminile. C’è tanta richiesta dopo il mondiale che ha visto l’Italia tra le protagoniste. Domenica 15 settembre andremo a festeggiare il nostro primo anno di attività legata alla sezione femminile. Per questo evento stiamo organizzando un torneo under 10 e under 12. Abbiamo invitato una quindicina di società a livello regionale che fanno calcio femminile. Sarà un modo come un altro di stare insieme, fare aggregazione e allo stesso tempo consolidare questa disciplina”.

Un gol per ripartire


In corso tra Umbria e Marche la terza edizione l’appuntamento estivo di Inter Camp in collaborazione con il Csi, nei paesi colpiti dal sisma del 2016. Fino a venerdì centinaia di under 14 impegnati su vari impianti del territorio per far vincere solidarietà, voglia di gioco e normalità. In programma allenamenti per i piccoli al mattino e nel pomeriggio per i più grandi. Oggi primo torneo di calcio a 5.

“Dopo tre anni dalla partenza della campagna #UnGolPerRipartire, costantemente vissuti dal CSI accanto al territorio, proseguono le attività dedicate ai giovani, a dimostrazione del fatto che lo sport del CSI è in grado di costruire e ricostituire una comunità per le persone che la abitano” spiega il presidente del CSI, Vittorio Bosio. “Grazie ancora ad FC Internazionale Milano, Suning Sport e al comune di Tolentino, che hanno creduto in questo progetto. Come ha detto bene il Santo Padre nella sua recente visita a Camerino “sono qui per starvi vicino, perché nessuno si scordi di chi è in difficoltà”. È stato questo spirito appunto che tre anni fa ha stimolato l’azione di squadra con la società nerazzurra milanese”. Sulla stessa lunghezza d’onda Alberto Bassani, Community Relations FC Internazionale Milano, che spiega: “Un Gol per ripartire è stato voluto come segno di presenza e di partecipazione concreta al territorio. L’idea è stata quella di farsi prossimi, partecipare, ad una realtà così segnata duramente dal sisma.
Con i nostri allenatori, nelle scuole, come sui campi di calcio abbiamo inteso dire “stiamo con voi”. Lo abbiamo realizzato insieme all’organizzazione e alla progettualità portata avanti dal CSI, una realtà che fa sport in modo concreto e dove il tema educativo viene messo al primo posto. Il percorso educativo così come in ogni nostro progetto sociale è il vero motore. Bello vivere una esperienza educativa insieme”. Il tour nerazzurro itinerante nel corso dell’intera la settimana prevede un format identico: tre ore al mattino (dalle 9 alle 12) per i primi calci in età dai 6 ai 10 anni, e tre ore al pomeriggio (dalle 15 alle 18) per i più esperti under 14. Dai Monti Sibilini, trasferimento domani lungo la Valnerina in Umbria, a Norcia. Mercoledì 24 luglio previsto il primo torneo di calcio a 5 “Un gol per ripartire”.
in programma nella struttura di Tolentino gestita dal CSI. Al Polivalente Gattari ci sarà Alessandro Bianchi di Inter Forever ad incoraggiare e a premiare il quintetto vincitore.