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Cicloturismo accessibile

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Alex Zanardi ha lanciato l’handbike a pedalata assistita che sarà a disposizione gratuitamente per i turisti con disabilità che raggiungeranno l’isola d’Elba. Dal prossimo autunno saranno disponibili quattro esemplari, che permetteranno di viaggiare a chi non può farlo solo con le proprie braccia e il motore permetterà di affrontare anche le salite più insidiose.

Pedalata retribuita

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Il primo mese di Muvt, innovativo progetto barese di sostegno all’uso della bici che prevede rimborsi chilometrici e bonus per gli iscritti ha premiato 262 ciclisti, che a maggio hanno scelto di recarsi al lavoro, a scuola o all’università sulle due ruote. Sono stati percorsi 31mila chilometri e in totale il Comune pagherà poco più di 2mila euro, per ottenere meno traffico e meno smog.

Ogni utente in media ha attraversato la città per 120 chilometri e ha guadagnato circa 8 euro in un mese. Significa che l’amministrazione comunale dovrà retribuire i lavoratori e gli studenti che pedalano ogni giorno per arrivare in ufficio, a scuola o all’università per un totale di 2.053,16 euro. Ogni chilometro percorso in bici sul tragitto casa-lavoro vale 20 centesimi mentre le altre tratte vengono rimborsate con 4 centesimi a chilometro. In un mese il guadagno massimo è di 25 euro e ogni giorno vale al massimo 1 euro. Gli utenti monitorati attraverso l’app di Pin Pike, sviluppata da una start up pugliese, utilizzano la bici soprattutto per andare a lavoro, così ogni giorno vengono percorsi mille chilometri. Gli utenti che hanno beneficiato dell’incentivo all’acquisto della bicicletta e che si sono iscritti al programma “Muvt, più pedali, più guadagni” sono stati 479 anche se quelli attivi nel primo mese sono stati poco più della metà, ovvero 262.
L’obiettivo, annunciato dall’amministrazione comunale targata Decaro, è quello di proseguire su questa strada. “Estenderemo il programma con i bonus chilometrici anche a chi non ha acquistato la bicicletta perché ne ha già una e utilizza quella – spiega l’assessore all’Ambiente e allo Sport Pietro Petruzzelli – e vogliamo rendere permanente questa sperimentazione”.

Operatori di inclusività

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Questo il ruolo di una cinquantina di ragazzi con disabilità tirocinanti sulle spiagge venete nella stagione estiva. Saranno affiancati da un tutor e al servizio dei turisti per vivere momenti di svago e socializzazione attraverso lo sport. Al termine dell’estate l’esperienza diventerà anche un cortometraggio che sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

 

L’iniziativa è giunta alla terza edizione: “Le finalità del progetto ‘Turismo sociale e inclusivo’ – ha sottolineato l’assessore regionale a Sanità e Politiche sociali, Manuela Lanzarin – sono lo sviluppo e l’incremento dell’offerta ricettiva per turisti con disabilità nelle spiagge del litorale veneto, frequentato ogni anno da 24 milioni di presenze, il potenziamento della rete tra i SIL (servizi per inserimento lavorativo) delle 9 aziende sanitarie del Veneto e la possibilità di creare nuove assunzioni di persone disabili presso gli operatori delle spiagge venete, anche attraverso gli strumenti offerti dalla legge 68/1999 sul collocamento obbligatorio”.

Media, Donne, Sport: Uisp e Giulia-giornaliste per una rivoluzione culturale

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“Fisico da urlo”, “icona di stile”, ma uno su tutte, “belle e brave”. Sono solo alcuni dei clichè più ricorrenti quando si scrive di atlete e donne di sport. Molti i giudizi sull’apparenza anzichè sulle prestazioni sportive. Per questa ragione, martedì 28 maggio a Roma nella sede della Federazione Stampa Nazionale Italiana (Fnsi),  Uisp e Giulia Giornaliste hanno presentato il manifesto “Media, Donne e Sport: idee guida per una diversa informazione”. Cinque i punti base per promuovere un buon giornalismo scevro da stereotipi e pregiudizi, “informare sulle discipline sportive con competenza di merito; evitare di soffermarsi sull’aspetto o i look non più di quanto si scriva dell’aspetto tecnico e delle prestazioni; evitare di focalizzarsi sulle parti del corpo ammiccanti”, e ancora, “dare alle discipline femminili pari visibilità, declinare i ruoli, le funzioni e le cariche al femminile ed evidenziare le discriminazioni e le discrepanze in termini di benefit, premi e tutele”.

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L’ Uisp  vuole “mettere in campo delle buone pratiche” come ha detto Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp. “Da tempo la nostra associazione è impegnata in un percorso di maturità sul fronte delle pari opportunità nello sport. In questo senso una tappa fondamentale di questo processo è stata la scelta nel 2013 di non avere all’interno della nostra governance il Coordinamento donne. Piuttosto che restringere la discussione solamente all’interno di questo organo abbiamo preferito allargare le problematiche di genere a tutto l’apparato associativo”. Nel suo intervento Manco ha anche aggiunto che “nel percorso di emancipazione delle donne non c’è solo un problema di linguaggio ma anche di spazio. Spesso e volentieri, infatti, i social, le testate, la televisione non danno abbastanza importanza allo sport al femminile”.

Anche il viceministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, ha voluto inviare un saluto in occasione della presentazione, non potenzo partecipare personalmente. “Sono quindi completamente d’accordo con il Manifesto nel considerare una narrazione giornalistica attenta, corretta e consapevole come uno strumento efficace per superare pregiudizi e modelli stereotipati e favorire una maggiore presenza femminile nello sport, a tutti i livelli, al superamento di gap e discriminazioni, in vista dell’obiettivo centrale della promozione dello sport come pratica di vita sana e di cittadinanza attiva – scrive nel messaggio il ministro – Ci sono molte cose che attraverso il Ministero si possono fare: in primo luogo la promozione di azioni
formative per operatrici e operatori del settore dei media e dello sport a tutti i livelli, anche dirigenziali, che
parta da una collaborazione tra organizzazioni della stampa e dei media e l’università, ma che deve
coinvolgere anche la scuola sia per quanto riguarda i linguaggi, sia per quanto riguarda l’utilità e la bellezza
della pratica sportiva fin dall’infanzia per uno sviluppo armonico delle nuove cittadine e dei nuovi cittadini”. Per leggere il messaggio integrale clicca qui

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Perciò, secondo Manuela Claysset, responsabile delle politiche di genere Uisp, “i punti sanciti dal manifesto, nato dal matrimonio tra Uisp e Giulia Giornaliste, rappresentano il blocco di partenza per costruire un mondo plurale e amichevole tra i sessi e i generi, ma anche per sollecitare il resto della società nell’impegno sui diritti delle donne. Con una rete sempre più estesa da associazioni e federazioni si può migliorare”. Un concetto ribadito anche da Marina Cosi, presidente Giulia Giornaliste. ASCOLTA L’AUDIO dell’intervento di Manuela Claysset a Radio 1 Rai

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Cambiare la comunicazione è importantissimo “perchè arriva ovunque e può porre le basi per la produzione di politiche attive.Il lavoro da fare è quello di instaurare la consapevolezza dell’importanza del linguaggio che non è necessariamente parlato, ma anche visivo”, ha detto Laura Moschini, Gender Interuniversity Observatory.

ASCOLTA L’AUDIO dell’approfondimento di Radio Articolo 1

Nella deformazione della rappresentazione delle donne nello sport – atlete, giornaliste, allenatrici, politiche e donne nelle istituzioni – l’informazione svolge un ruolo fondamentale e talvolta contribuisce a promuovere stereotipi e narrazioni discriminatorie, per questo è una “piccola soddisfazione la ribellione che è partita dal commento di Fulvio Collovati in materia di donne che non si devono occupare di tecnica perchè non ne capiscono”, la sua sospensione “a due settimane almeno, è un segnale importante”, ha dichiarato Vittorio Di Trapani, segretario generale aggiunto Fnsi e segretario nazionale UsigRai, che ha ribadito che “in questi casi bisogna essere intransigenti con le palesi violazioni di tutti i nostri codici deontologici”. A questo proposito, Fabio Appetiti, associazione Italiana Calciatori (Aic) ha spiegato che “si incontrano forti resistenze nel mondo dello sport, per questo portiamo avanti questa battaglia. Una mentalità patriarcale – ha aggiunto- è quella che spinge l’ondata crescente della violenza di genere, da qui è nata la nostra campagna ‘Facciamo gli uomini’, per ribadire, attraverso la visibilità di alcuni calciatori, che la violenza di genere è anche un tema maschile. Il tema serio è la mentalità degli uomini che deve cambiare. Per questo vanno coinvolti”. L’incidenza delle atlete è in graduale aumento ma le donne rimangono sottorappresentate negli organi decisionali delle istituzioni sportive, “nella mia carriera ho trovato diverse discriminazioni”, ha raccontato Valentina Casaroli, calciatrice di serie A e portiera della Roma. A Valentina non interessa essere chiamata portiere o portiera, anzi se deve dirla tutta, forse perchè non è usuale, “mi sento più di definirmi un portiere”.

GUARDA IL VIDEO MESSAGGIO di Katia Serra, responsabile calcio femminile Aic e opinionista Sky

GUARDA IL VIDEO MESSAGGIO di Raffaella Masciadri, presidente della Commissione atlete del Coni e rappresentante delle giocatrici di basket nel Consiglio Giba

Ma sono le discriminazioni reali che l’atleta ha portato oggi all’attenzione dei giornalisti e delle giornaliste. “Io non so se è giusto mantenere questo linguaggio o no, questo me lo dovete dire voi, ma le discriminazioni reali sono tante, in tutti i sensi, come le ‘quote rosa’ in allenamento che non premiano la tecnica o nelle scuole di calcio maschili dove le bambine non devono pagare la stessa quota associativa in quanto bambine. Non è discriminazione anche questa?”. Paola Spadari, presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lazio, rivolgendosi alla calciatrice della Roma ha detto che “è per una resistenza, anche da parte delle istituzioni, che anche tu nel percepire questi termini declinati al femminile, li percepisci come non gradevoli. È perchè non c’è l’abitudine, che se si parla di portiera non si pensa all’atleta dello sport ma ad un altro mestiere”. “Sono i valori tecnici spettacolari, agonistici, le capacità stilistiche che noi abbiamo il dovere di enfatizzare, null’altro. Credo francamente che questa sia la strada maestra”, ha chiosato Carlo Verna, presidente dell’Ordine dei Giornalisti.(Fonte: Agenzia Dire)

ASCOLTA L’AUDIO dell’edizione di martedì 28 maggio del Giornale Radio Sociale, con l’intervento di Manuela Claysset

Una meta oltre le sbarre

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Teatro, rugby e poesia per aprire le porte del carcere. È l’obiettivo dell’iniziativa di oggi nella casa circondariale di Pesaro grazie allo spettacolo “Corpo a corpo. Ricordi e ritorni tra gioco e sogno di una vita”. Sul palcoscenico detenuti della compagnia Lo spacco e studenti dell’università di Urbino.

Napoli città aperta

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Il Comune partenopeo dice no al razzismo. E ha conferito la cittadinanza onoraria a Kalidou Koulibaly, il difensore vittima più volte di cori razzisti ma soprattutto. Si legge nella motivazione: “Il calciatore senegalese oltre ad essere un fuoriclasse, ha saputo essere anche un vero esempio di cittadino del mondo”.

 

L’ultimo passaggio si sarebbe dovuto fare in consiglio comunale. E, nella seduta di lunedì, l’amministrazione napoletana ha votato si al conferimento della cittadinanza onoraria a Kalidou Koulibaly. L’iniziativa è stata pensata sin dallo scorso 26 dicembre, quando il difensore senegalese subì i cori razzisti che gli dedicò uno dei settori popolari dello stadio di San Siro. Koulibaly rispose con dichiarazioni che hanno dimostrato che, oltre ad essere un fuoriclasse, ha saputo essere anche un vero esempio di cittadino del mondo. “Il conferimento della cittadinanza onoraria – hanno sottolineato i due consiglieri proponenti – ha una grande valenza politica ed evidenzia la natura antirazzista, multiculturale e multietnica della nostra città di cui
Kalidou Koulibaly è e può essere degno rappresentante”.

Vacanze in autonomia

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L’Unione italiana ciechi e ipovedenti ha presentato il Manuale d’autonomia per i campi estivi con i non vedenti, innovativo progetto per la realizzazione di interventi abilitativi. È un vero strumento di lavoro per gli operatori che possono tirare fuori le abilità dei ciechi permettendo loro di diventare sempre più autonomi. L’intervento è stato attuato in 18 Regioni italiane.

Media, femminile plurale

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Presentato questa mattina a Roma il manifesto promosso da Giulia-Giornaliste unite libere autonome e Uisp, che lancia alcune idee guida per una diversa informazione, che combatta pregiudizi e stereotipi legati al mondo dello sport. Sentiamo Manuela Claysset, del gruppo di lavoro che ha curato il testo. (sonoro)

Handbike sharing

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Inaugurato a Torino il primo servizio in Europa rivolto a persone con disabilità. Il progetto per una città accessibile a tutti mette a disposizione una city bike particolare, dotata di tre ruote e di uno speciale meccanismo per “pedalare” con le mani. Si chiama ToHandbike: può essere prenotata gratuitamente e viene recapitata presso l’indirizzo indicato.

 

Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Ambiente e sviluppato da Tobike e Città di Torino, in partnership con Aips. Chiunque sia iscritto al servizio, può prenotare gratuitamente la propria handbike per un periodo di tre giorni consecutivi. La bicicletta verrà recapitata presso l’indirizzo indicato in fase di registrazione dall’utente e successivamente ritirata al termine del noleggio. Qualora l’utente abbia esigenze diverse, potrà effettuare il noleggio della HandBike per più tempo, fino ad un massimo di sette giorni, effettuando il pagamento di una tariffa; nel periodo di affidamento, infatti, dovrà garantire la custodia in sicurezza del mezzo, per la quale è ritenuto responsabile. Aips metterà a disposizione degli utenti 6 biciclette di sua proprietà, mentre Tobike si occuperà della logistica e della manutenzione dei mezzi.