Archivi categoria: Internazionale

Flagello clima


In Africa 52 milioni di persone rischiano la morte per fame. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

52 milioni di persone in Africa rischiano di morire di fame a causa dei cambiamenti climatici: è l’allarme lanciato da Oxfam alla vigilia della Conferenza ministeriale africana sull’ambiente che da oggi fino al 15 novembre si terrà a Durban, in Sudafrica. In molti casi le avversità di eventi meteorologici estremi avvengono in paesi già devastati da conflitti e violenza: nel solo 2019 oltre due milioni e mezzo di “profughi climatici” si sono aggiunti alle 7,6 milioni di persone in fuga da conflitti. Oltre ai costi umani e sociali, questa situazione ha messo in ginocchio in termini economici il continente, con perdite che hanno superato i 700 milioni di dollari; pur contribuendo solo per il 5% all’emissione di gas climalteranti in atmosfera, l’Africa è il continente più colpito dall’emergenza climatica.

Fuori controllo


Nelle Filippine è emergenza per i diritti umani: la politica antidroga del presidente Rodrigo Duterte avrebbe infatti causato la morte di oltre 30mila persone, mentre il sovraffollamento delle carceri ha raggiunto il 612 per cento. A chiedere giustizia sono numerose ong e la Chiesa cattolica, che hanno invocato il rispetto dello stato di diritto.

Bye bye


Gli Stati Uniti escono dall’accordo di Parigi. Trump continua la sua opera negazionista sui cambiamenti climatici. Greenpeace parla di “mossa parassita”. Gli States sono i maggiori responsabili delle emissioni globali di CO2. Per l’associazione ambientalista il presidente tiene “l’America ferma al passato dei combustibili fossili, mentre la Cina e le altre nazioni diventano leader del 21esimo secolo”.

Senza tregua


L’attacco turco nel nord-est della Siria non si è mai fermato: è l’allarme lanciato dalla ong Un Ponte Per a sostegno della popolazione curda. Secondo l’organizzazione, l’imminente arrivo dell’inverno peggiorerà rapidamente la condizione delle migliaia di persone sfollate, su cui pesa la carenza di acqua pulita e di medicinali.

Repressione femminile plurale


Stupri, violenze, discriminazioni: in Cile sono le donne a pagare il prezzo più alto delle mobilitazioni che da settimane infiammano il Paese sudamericano. Ai nostri microfoni Patricia Mayorga, giornalista e scrittrice cilena.

Sotto tiro


Al mondo sempre più giornalisti vengono uccisi. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

I giornalisti uccisi nel mondo sono aumentati del 18% negli ultimi cinque anni e oltre la metà degli omicidi sono avvenuti in Paesi di pace. Sono i dati diffusi dall’Unesco in occasione della Giornata mondiale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i cronisti. Dall’indagine si evidenzia come in nove casi su dieci i reati restino impuniti e che ad essere maggiormente a rischio siano i professionisti che si occupano di politica, criminalità e corruzione. Tra le nazioni più colpite spiccano i Paesi Arabi, seguiti da America Latina, Caraibi e Asia. “Quando i giornalisti sono presi di mira, è la società nel suo complesso a pagarne il prezzo”, ha dichiarato il Segretario Generale Onu, Antonio Guterres. Secondo la direttrice generale Unesco Audrey Azoulay, “La fine della vita di un giornalista non dovrebbe mai essere la fine della ricerca della verità”.

Ingiustizia climatica


Mancano ancora quasi la metà delle risorse necessarie a finanziare il Fondo Globale e salvare milioni di vite. I Paesi ricchi chiudono gli occhi, Italia compresa. Ai nostri microfoni Elisa Bacciotti della ong Oxfam. (sonoro)

Tolleranza zero


La repressione delle proteste in Cile ha causato finora almeno 18 morti e 584 feriti. Amnesty International ha dichiarato di aver ricevuto centinaia di denunce di gravi violazioni dei diritti umani: dall’uso eccessivo della forza alle perquisizioni illegali, dalla tortura agli arresti, e ha lanciato una petizione per chiedere al presidente Sebastián Piñera di rispettare il dissenso pacifico.

Nel braccio della morte


In Iran novanta minori si trovano attualmente in questa condizione. Secondo un rapporto presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, le persone impiccate nel paese dall’inizio dell’anno sarebbero 173, tra cui due diciassettenni. Il regime di Teheran conta da solo più di un terzo di tutte le esecuzioni documentate nel mondo.

La tragedia dimenticata


In Yemen, ogni giorno, si muore anche per mancanza di acqua. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

15 milioni di persone in Yemen non hanno acqua a sufficienza per bere, cucinare e lavarsi: una crisi che, come denunciato da Oxfam, è la diretta conseguenza dell’aumento esponenziale del prezzo del carburante, che rende sempre più difficile le operazioni di pompaggio e trasporto delle risorse idriche nei campi profughi dove vivono milioni di persone rimaste senza casa. Il paese, messo in ginocchio da un conflitto che dura da oltre quattro anni, si trova così di fronte all’ennesima emergenza. Restare senz’acqua pulita in Yemen, spiega Oxfam, “significa essere contagiati da malattie come il colera, che in meno di tre anni ha già colpito oltre 2 milioni di persone. Continuare a girarsi dall’altra parte è prima di tutto un crimine verso il popolo yemenita”.