Al via la nuova campagna globale di Unicef per sottolineare la forza e la sicurezza dei vaccini tra i genitori e gli utenti dei social media. La campagna si svolgerà in concomitanza con la Settimana mondiale delle vaccinazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento.
Serve aiuto
Un mese dopo il passaggio del ciclone Idai in Mozambico, l’agenzia Onu World food programme ha fornito assistenza alimentare a un milione di persone e prevede di sostenerne altrettante nelle quattro province maggiormente colpite. Ma per riuscire a portare avanti l’intervento fino a giugno c’è bisogno di 130 milioni di dollari.
Fermate il boia
La Comunità di Sant’Egidio ha lanciato un appello per chiedere la sospensione dell’esecuzione, prevista per il 2 maggio, di Dexter Johnson, condannato a morte in Texas. L’uomo, accusato di omicidio, soffre di un handicap mentale cronico dovuto ad un importante trauma cranico subito in gioventù, che ne esclude la colpevolezza morale.
Orrore quotidiano
L’Europa sta aiutando la Libia a proseguire nelle violazioni dei diritti umani: è l’accusa di Amnesty International che chiede ai leader del vecchio continente la formulazione di un serio piano per gli sbarchi, la riforma del sistema di Dublino e percorsi sicuri e legali che forniscano alternative alle persone che si imbarcano in viaggi pericolosi.
In Libia, dove oltre 10.000 persone, tra cui 2.000 bambini, sono attualmente arbitrariamente trattenute in condizioni terrificanti nei centri di detenzione, è necessario porre fine alla detenzione arbitraria e indagare sulle accuse di tortura e maltrattamenti, reimpostando la cooperazione con il paese in materia di migrazione e dando priorità alla protezione dei diritti umani.
La memoria è viva
Sono passati otto anni da quando il giornalista e attivista italiano Vittorio Arrigoni veniva assassinato a Gaza. Il suo “Restiamo umani è diventato nel tempo un monito e un pungolo per chi si impegna quotidianamente per i diritti degli ultimi. Ascoltiamo la madre, Egidia Beretta che accomuna la sorte di suo figlio a quella di Giulio Regeni. (sonoro)
Sos inascoltati
Nel 2018, secondo l’Ocse, si registra un calo negli aiuti del 2,7%, a farne le spese sono i paesi più poveri del pianeta. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)
Gli aiuti internazionali verso i paesi in via di sviluppo sono in calo. Secondo l’Ocse infatti, nel 2018 le risorse sono diminuite di quasi il 3% a discapito delle nazioni più povere del pianeta. I paesi ricchi hanno destinato in media solo lo 0,31% del proprio reddito nazionale lordo agli aiuti allo sviluppo: una tendenza che, secondo Francesco Petrelli, senior advisor su finanza per lo sviluppo di Oxfam Italia, significa in sostanza “voltare le spalle a chi lotta per la sopravvivenza” e che dimostra come “l’attuale sistema economico funzioni bene solo per l’1% e male per il restante 99%”. Tra tutti i paese dell’Ocse, l’Italia è quella in cui la diminuzione delle risorse è stata più drastica: meno 21,3%.
Una nuova era
Dopo 30 anni al potere Omar al-Bashir non è più il presidente del Sudan. Negli ultimi giorni le proteste contro l’amministrazione avevano riunito migliaia di persone nelle piazze. La contestazione era partita dall’aggravarsi della crisi economica e dal desiderio di democrazia.
A piccoli passi
Buone notizie da Amnesty International. Secondo il rapporto diffuso sulla pena di morte nel mondo, nel 2018 le esecuzioni sono diminuite di un terzo rispetto all’anno precedente, segnando inoltre il numero più basso degli ultimi dieci anni. Secondo l’ong internazionale, la maggior parte elle esecuzioni ha avuto luogo, nell’ordine, in Cina, Iran, Arabia Saudita, Vietnam e Iraq.
Proteggete la vita dei civili
È l’appello di Amnesty International dopo l’intensificarsi degli scontri in Libia. Tutte le parti in conflitto sono obbligate dal diritto internazionale a difendere l’incolumità delle persone. Preoccupazione anche per i circa 1300 migranti e rifugiati nei centri di detenzione, già in condizioni di estrema vulnerabilità.
Sia l’autoproclamato Esercito nazionale libico che le milizie filogovernative della Libia occidentale in passato hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, violato palesemente il diritto internazionale e compiuto crimini di guerra (tra cui attacchi indiscriminati e attacchi diretti contro i civili od obiettivi civili), rapimenti, torture ed esecuzioni extragiudiziali.
Immagini diffuse dai social media mostrano combattenti usare un lanciarazzi multiplo, i cui ordigni sono notoriamente privi di guida e imprecisi, che non dovrebbe mai essere impiegato in zone densamente popolate a causa dell’alto rischio di uccidere o ferite civili.
L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha reso noto che finora circa 2800 persone sono sfollate a causa dei combattimenti e che in alcune zone i residenti sono impossibilitati a fuggire a causa dell’intensità degli scontri. Molti non hanno accesso ai servizi di emergenza. Le richieste di una tregua per evacuare i feriti e i civili da alcune zone sono state ignorate.
“Tutti i civili che vogliono lasciare le aree coinvolte nei combattimenti dovrebbero farlo liberamente senza finire sotto attacco”, ha sottolineato Mughrabi.
Senza pace
170 civili uccisi in 6 mesi: sono i numeri dei disordini in Camerun, secondo l’ultimo rapporto di Human Rights Watch. Il conflitto è scoppiato dopo che il governo ha represso violentemente le proteste contro l’emarginazione percepita della popolazione di lingua inglese. L’organizzazione ha parlato di uso indiscriminato della forza da parte delle unità speciali dell’esercito.




