È l’appello di Paola Regeni, mamma di Giulio, in sciopero della fame per l’arresto della moglie del loro consulente legale in Egitto. Il servizio di Giovanna Carnevale.
Un’attivista egiziana che lavora nelle indagini sull’uccisione di Giulio Regeni è stata arrestata nei giorni scorsi. La donna è moglie del presidente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà che segue il caso del ricercatore friulano cercando di risalire alla verità. La ong ha chiesto l’immediato rilascio della donna, il cui arresto non sembra direttamente collegato con il caso Regeni, sottolineando che è la settima che l’organizzazione subisce intimidazioni e persecuzioni da parte della sicurezza egiziana. L’ong definisce “vergognoso” il trattamento, tra l’altro a una settimana dalla visita tecnica italiana in Egitto. La denuncia è arrivata anche dai coniugi Regeni: l’attivista, hanno dichiarato, è stata arrestata subito dopo una telefonata con il legale della famiglia.
In emergenza
A cinque anni dall’inizio della guerra civile in Sud Sudan, la situazione umanitaria è diventata insostenibile. Sono oltre due milioni i rifugiati nei Paesi limitrofi e altrettanti gli sfollati interni. Nelle ultime sei settimane, denunciano le ong, 30.000 bambini sono stati ritirati da scuola a causa delle violenze e dei combattimenti.
Ladri di terre
88 milioni di ettari nel mondo sono stati accaparrati da Stati, gruppi e aziende multinazionali, con il conseguente sfruttamento e impoverimento delle popolazioni locali. Lo denuncia il rapporto di Focsiv. Sentiamo il presidente della ong, Gianfranco Cattai. (sonoro)
Europa in festa
Si celebra oggi l’anniversario della dichiarazione Schuman che nel 1950 pose le basi dell’Unione. Tanti gli eventi in tutti i Paesi membri, in Italia iniziative a Milano, Venezia, Macerata, Forlì, Napoli e Modena. A Roma gli Stati generali della generazione Erasmus+, con protagonisti duecento studenti del vecchio continente.
Mare chiaro
Accolto il ricorso dell’Asgi sui finanziamenti alla Guardia costiera libica. Il Consiglio di Stato ha chiesto al Tar di fissare a breve l’udienza per la discussione del merito. Nel mirino ci sono i 2,5 milioni di euro sviati dal Fondo Africa per rimettere in efficienza quattro motovedette in partenza da Tripoli.
Senza diritto
Condizioni disumane per i migranti reclusi nel Centro di Zuwara in Libia. La denuncia di Medici senza frontiere nel servizio di Giovanna Carnevale.
800 migranti e rifugiati trattenuti in un centro di detenzione sovraffollato a Zuwara, a 100 chilometri da Tripoli. Uomini, donne e bambini costretti in condizioni disumane da più di cinque mesi, senza accesso adeguato a cibo e acqua. È quanto denuncia Medici senza frontiere, che chiede a tutte le agenzie internazionali in Libia di trovare al più preso una soluzione per le persone che hanno già sopportato violenza e sfruttamento nel viaggio dai loro Paesi d’origine. Il problema del sovraffollamento nei centri libici peggiora di giorno in giorno, con centinaia migranti detenuti arbitrariamente. A Zuwara, è presente il quadruplo delle persone che la struttura potrebbe contenere. Nei giorni scorsi l’UNHCR ne ha trasferite 88 verso Tripoli, mentre l’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha avviato il processo del rimpatrio volontario umanitario per alcuni detenuti.
Col fiato sospeso
Un’infermiera tedesca del Comitato internazionale della Croce Rossa, che lavorava per migliorare la salute dei più vulnerabili in Somalia, è stata rapita nelle scorse ore a Mogadiscio. A renderlo noto l’organizzazione umanitaria, che riferisce come il sequestro sia avvenuto da parte di uomini armati entrati nella propria sede.
Bombe senza crisi
Le spese militari in tutto il Pianeta crescono dell’1,1% in termini reali, superando nel 2017 il muro dei 1.700 miliardi di dollari pari al 2,2% del Pil mondiale. Lo certificano le stime del Sipri, l’istituto svedese di ricerca sulla pace, relative ai finanziamenti per eserciti e armamenti.
#jesuiskabul
Verranno ricordati questa mattina a Roma, i nove giornalisti uccisi lo scorso 30 aprile in un attentato nella capitale dell’Afghanistan. Si tratta di una delle più gravi stragi di reporter della storia recente. L’evento si svolgerà all’interno del liceo Mamiani ed è promosso dalla Federazione nazionale stampa italiana.
Bavaglio turco
Continua lo stato di repressione in tutto il Paese. Secondo l’ultimo rapporto di Amnesty International, dal 2016 sono state aperte indagini penali nei confronti di 100.000 persone, mentre più di 107.000 dipendenti pubblici sono stati licenziati in modo sommario. Divieti di raduni e ricorsi alla legge antiterrorismo pregiudicano il diritto di esprimere dissenso.




