In Yemen la gente scende in piazza per chiedere la fine del conflitto iniziato da oltre due anni. Il servizio di Fabio Piccolino.
Migliaia di persone sono scese in piazza a Sana’a, in Yemen per protestare contro i bombardamenti della coalizione guidata dall’Arabia Saudita. A due anni dall’inizio del conflitto tra le forze armate lealiste e i ribelli sciiti houthi, milioni di persone hanno bisogno di cibo, acqua e riparo. Secondo le Nazioni Unite, la guerra ha finora causato 7.700 morti, 40 mila feriti e oltre tre milioni di sfollati, mentre Medici Senza frontiere ha da tempo denunciato il collasso del sistema sanitario. La crisi nel paese arabo è considerata tra le peggiori al mondo, insieme a quelle in corso in Somalia, Nigeria e Sud Sudan. Secondo un rapporto Onu, lo Yemen è minacciato da un grave rischio di carestia.
La nostra Europa
Domani l’anniversario dei sessant’anni dai Trattati di Roma. Un appuntamento per le ong e le associazioni per rilanciare un’idea diversa dell’Unione, più solidale e accogliente. Come racconta ai nostri microfoni Franco Uda dell’Arci. (sonoro)
Non è più carnevale
Il Brasile è il Paese più pericoloso al mondo per gli attivisti: sono già dieci infatti le persone uccise dall’inizio dell’anno, e ben 61 nel 2016. L’ultimo caso è quello di Waldomiro Costa Pereira del Movimento dei senza terra, assassinato in un piccolo ospedale dell’Amazzonia lo scorso lunedì. La lunga serie di omicidi di ambientalisti è stata finora quasi sempre senza colpevoli.
Banchi armati
Scuole in zone di guerra trasformate in caserme, carceri o luoghi di tortura. La denuncia arriva nell’ultimo rapporto di Human Right Watch. Secondo l’ong umanitaria in molti Paesi africani e dell’area mediorientale molti bambini vengono trasformati in futuri guerriglieri.
La nostra Europa
Unita, democratica, solidale. Si prepara la tre giorni di incontri in occasione del sessantesimo anniversario dei della firma dei Trattati di Roma, da giovedì a sabato, organizzata da un gruppo di associazioni e reti italiane ed europee. Roberto Morea di Transform Europe. (sonoro)
Una triste ricorrenza
È passato un anno dal primo anniversario dell’accordo tra Unione europea e Turchia. Una firma che Amnesty International ribadisce essere ancora oggi “una vergognosa macchia sulla coscienza collettiva dell’Europa”, che ha causato la sofferenza di migliaia di migranti e rifugiati.
Dietro la lavagna
Sono sempre più numerose le violazioni del diritto all’istruzione dei bambini palestinesi. La denuncia arriva da Terre des Hommes che ha dato vita ad un progetto per un supporto didattico dedicato soprattutto ai minori. Da Gerusalemme, Guia Faglia della ong. (sonoro).
Senza fine
Il 2016 è stato l’anno peggiore per i bambini della Siria: secondo Unicef le violazioni hanno raggiunto il livello più alto mai registrato, e il perdurare del conflitto ha avuto effetti disastrosi. L’escalation di violenza in tutto il paese ha portato all’aumento di uccisioni, mutilazioni e reclutamento di minori.
Senza appello
Secondo l’Onu venti milioni di persone sono colpite da fame e carestia. E così il mondo si trova di fronte alla più grande crisi umanitaria dal 1945. Come interrompere questo trend? Lo abbiamo chiesto a Michele Vollaro, giornalista ed esperto africanista. (sonoro)
Un po’ di giustizia
Il governo dell’Islanda ha annunciato una legge che obbliga le aziende a certificare la parità di stipendio tra uomini e donne. Secondo la classifica del World Economic Forum, l’isola è il miglior paese al mondo per le questioni di genere, ma le lavoratrici continuano a guadagnare fino al 18 per cento in meno rispetto ai colleghi.
La nuova legge entrerà in vigore dal 2020 in tutte le società con più di 25 dipendenti; la certificazione dovrà essere presentata obbligatoriamente ogni tre anni. In Islanda è illegale discriminare in base al sesso e in materia di lavoro e contratti viene dato per scontato che le persone vengano retribuite sulla base di parametri che non hanno niente a che vedere con il loro genere.




