Grande partecipazione ieri in tante piazze del mondo per la manifestazione contro la violenza sulle donne. Il servizio di Fabio Piccolino. “Un miliardo di persone contro gli abusi sulle donne: è la One Billion Rising, celebrata ieri in tutto il mondo. Un appuntamento per un obiettivo preciso: trasformare la festa di San Valentino da giornata dei fiori e dei cioccolatini a momento di mobilitazione e di impegno civile contro la violenza di genere. Nata nel 2012, l’iniziativa è cresciuta di edizione in edizione, diventando sempre più globale: dal Messico alla Francia, dalla Polonia al Camerun, fino all’Italia, con eventi in moltissime città. In alcuni paesi, come nelle Filippine o nella Repubblica Repubblica Democratica del Congo, ai diritti delle donne si sono unite le istanze di chi combatte contro la povertà, l’ingiustizia sociale e le discriminazioni.”
Cessate il fuoco
In Siria è stato raggiunto l’accordo per una tregua di sette giorni che garantirà gli aiuti umanitari. Secondo il Syrian Centre for Policy Research, le vittime del conflitto sarebbero 470 mila, quasi il doppio di quelle stimate dall’Onu.
Unioni portoghesi
Nel Paese lusitano le coppie dello stesso sesso potranno adottare bambini. Lo ha deciso il parlamento dopo che il presidente conservatore Silva aveva posto il proprio veto alla legge approvata lo scorso dicembre. Via libera anche alla revoca di alcune restrizioni sull’aborto.
“Se non ti serve, appendilo. Se ne hai bisogno, prendilo”
È il messaggio scritto su quelli che sono stati ribattezzati “muri della bontà” e che stanno comparendo in alcune città iraniane. Semplici ganci per appendere gli abiti con accanto la formula che invita le persone a lasciare quello di cui non hanno più bisogno.
KeepSchoolSafe
Al via la campagna di Unicef per garantire il diritto all’istruzione nei paesi colpiti da crisi e conflitti. Il servizio di Fabio Piccolino. “Si chiama #KeepSchoolSafe la campagna di Unicef per garantire il diritto all’istruzione nei paesi colpiti da crisi e conflitti. Come in Siria, dove tre milioni di bambini non possono più andare a scuola, o in Yemen, dove migliaia di istituti sono stati costretti a chiudere. Quando si utilizzano le scuole come obiettivi militari, i bambini sono esposti alla violenza e si impedisce loro di accedere all’apprendimento. La dichiarazione “Scuole sicure” è già stata firmata da 50 paesi del mondo, ma non ha visto la partecipazione della Gran Bretagna; la mobilitazione di questi giorni ha l’obiettivo di sensibilizzare il governo inglese all’adesione. Un messaggio forte che esprima a chiare lettere che l’istruzione è un diritto fondamentale in ogni paese del mondo.”
Senza tregua
In Darfur è ancora emergenza umanitaria dopo la nuova esplosione di violenza tra le forze governative e l’Esercito di liberazione. Secondo le Nazioni Unite, decine di migliaia di civili sono costretti a fuggire dai combattimenti e sono in una situazione disperata. Dal 2003 il conflitto ha causato la morte di almeno 300 mila persone.
Altro che rifiuti
Via libera in Francia alla legge contro lo spreco alimentare. Il Senato ha approvato il provvedimento che impedisce ai supermercati di gettare il cibo, obbligandoli ad accordarsi con le associazioni per la sua distribuzione. Ora i transalpini vogliono portare la misura a livello europeo.
Sulla loro pelle
Nel solo mese di gennaio sono stati oltre duecentocinquanta i morti nell’Egeo e tanti sono bambini. Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef parla di “un genocidio in mare senza precedenti” e lancia un appello. Ascoltiamolo. “E’ da settembre che continuiamo a rivolgere ogni settimana appelli e continuano ogni settimana a morire bambini senza che nessuno si faccia carico di questa situazione. Ecco perché io ho lanciato per l’ennesima volta una doppia proposta: la prima è quella di aprire corridoi umanitari immediatamente, la seconda invece, che tutti purtroppo definiscono come una cosa inutile, è di osservare un giorno di lutto in tutti i paesi dell’Unione Europea proprio per questi bambini. E’ un modo per sapere se davvero l’Unione Europea tutta insieme è ancora unita nel condannare questo tipo di situazione e soprattutto nel piangere di fronte ai propri errori.”
In ginocchio
In Etiopia è allarme siccità, la peggiore degli ultimi 30 anni: sono oltre 10 milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria. L’emergenza è dovuta agli effetti del fenomeno atmosferico Niño: secondo Oxfam, la produzione agricola è crollata e nei prossimi mesi la situazione è destinata a peggiorare.
La rotta della vergogna
In Turchia i profughi siriani sono costretti a subire umiliazioni e violenze quotidiane pur di raggiungere l’Europa. Ai nostri microfoni la denuncia di Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr. “In Turchia, dove ci sono più di due milioni di rifugiati siriani, di loro solamente meno di 300 mila è accolto in campi di rifugiati. Il resto deve sostenersi con le proprie sole forze, laddove non è possibile per i rifugiati siriani lavorare e la maggior parte dei bambini non va a scuola. Quindi chiaramente da lì molti cercano di partire. C’è ormai una rete di trafficanti che usa violenza e di fatto sfrutta in una maniera completamente senza scrupoli queste persone, mettendole su delle barche che non possono assolutamente navigare.”




