Guerra in Iran, ucciso operatore della Mezzaluna Rossa durante i soccorsi
L’orrore del conflitto – La guerra in Iran non risparmia gli operatori umanitari. Il servizio di Fabio Piccolino.
La Mezzaluna Rossa iraniana ha comunicato la morte di un suo operatore durante un’operazione di ricerca e soccorso a Tiran-o-Korun, in Iran. Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, ha espresso il suo cordoglio. “Da inizio anno – sottolinea Valastro – sono 7 i colleghi della rete deceduti in servizio, mentre erano impegnati a dare cura, conforto, speranza a chi soffre a causa di conflitti.
È inaccettabile che i volontari e gli operatori perdano la vita mentre sono impegnati a salvare quelle degli altri”.
Pnrr e Agenda 2030, si riduce il divario che è ancora ampio da colmare: rapporto Asvis
Libano, quasi un milione di sfollati dopo l’escalation tra Hezbollah e Israele
Senza tregua – Gli sfollati in Libano sono quasi un milione a causa del conflitto tra Hezbollah e Israele seguito all’attacco all’Iran. “Molte famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case in pochissimo tempo, portando con sé solo pochi effetti personali” spiega Caritas, mentre Intersos racconta di come la situazione umanitaria stia peggiorando rapidamente.
Criminali “disarmati”: il rapporto di Save The Children sui minori che commettono reati
Medio Oriente, oltre 1.100 bambini feriti o uccisi dall’inizio delle ostilità
Vittime di guerra – Dall’inizio delle nuove ostilità in Medio Oriente, più di 1.100 bambini sono stati feriti o uccisi nelle violenze. Lo dice Unicef che ha sottolineato come le interruzioni dell’istruzione abbiano lasciato milioni di bambini fuori dalla scuola, mentre centinaia di migliaia di minori sono stati sfollati a causa dei bombardamenti.
“Le diffuse interruzioni dell’istruzione hanno lasciato milioni di bambini fuori dalla scuola in tutta la regione, mentre centinaia di migliaia di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti incessanti. Le infrastrutture civili, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari, da cui dipende la sopravvivenza dei bambini, sono state attaccate, danneggiate o distrutte dalle parti in conflitto. Nulla giustifica l’uccisione e la mutilazione dei bambini, né la distruzione e l’interruzione dei servizi essenziali da cui dipendono”, sottolinea l’Unicef.
“Le gravi violazioni contro i bambini nei conflitti armati possono costituire violazioni del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani”, ricorda l’Unicef rinnovando l’appello del segretario generale alle parti in conflitto “affinché pongano fine ai combattimenti e avviino negoziati diplomatici”. L’Unicef invita inoltre le parti a prendere tutte le precauzioni necessarie nella scelta dei mezzi e dei metodi di guerra per ridurre al minimo i danni ai civili, evitando in particolare l’uso di armi esplosive che colpiscono in modo sproporzionato i bambini.
“I bambini della regione – tutti e 200 milioni – contano sul fatto che il mondo agisca rapidamente”, conclude l’Unicef.
Guerra, Olimpiadi e un’Europa senza più utopie. Il punto di Ivano Maiorella
Gaza, valichi chiusi e aiuti bloccati dopo l’offensiva contro l’Iran
Crisi umanitaria – A Gaza la chiusura dei valichi dopo l’inizio dell’offensiva contro l’Iran sta bloccando l’afflusso di aiuti fondamentali alla popolazione. Ascoltiamo la testimonianza di Gaddo Flego, medico di Emergency.
Economia non profit e nuove tecnologie: a Torino un master per l’innovazione sociale
Gaza, sistema sanitario al collasso, Amnesty: allarme per madri e neonati
Terribili conseguenze – “Il genocidio israeliano ha portato le donne e le bambine della Striscia di Gaza sull’orlo del baratro”. Lo dicono i dati di una ricerca di Amnesty che mette in evidenza le conseguenze del collasso del sistema sanitario, specie per la salute materna e neonatale. Dalla firma del cosiddetto “cessate il fuoco” sono state uccise 630 persone.
Amnesty International ha denunciato che negli ultimi 29 mesi l’impatto devastante e su più livelli del perdurante genocidio israeliano ha portato le donne e le bambine della Striscia di Gaza sull’orlo del baratro.
L’impatto su di loro della deliberata inflizione di condizioni di vita intese a distruggere la vita delle persone palestinesi della Striscia di Gaza si è concretizzato negli sfollamenti di massa, nel collasso del sistema di salute riproduttiva, materna e neonatale, nell’interruzione dei trattamenti per malattie croniche come i tumori, nell’elevata esposizione a malattie e a condizioni di vita prive di dignità e pericolose per la salute e in profondi danni alla salute fisica e mentale. Questi ultimi sono stati esacerbati dalle limitazioni, tuttora in corso, all’ingresso di prodotti indispensabili per la sopravvivenza della popolazione civile: cibo, medicine, attrezzature e strumentazioni mediche, materiali per la costruzione dei rifugi e mezzi per la depurazione delle acque e per la rimozione di macerie, ordini inesplosi e rifiuti.
Israele continua a imporre queste limitazioni anche attraverso i ritardi, potenzialmente letali, alle evacuazioni per motivi di salute e la sospensione della registrazione delle organizzazioni umanitarie internazionali che forniscono servizi essenziali alle donne e alle ragazze.
Le donne sono costrette a partorire senza adeguata attenzione medica, a portare avanti gravidanze e a trascorrere il periodo post-parto sfollate in luoghi sovraffollati e pericolosi per la salute così come ad affrontare la fame, le malattie e i traumi in assenza di privacy e protezione e senza accesso a servizi fondamentali, dovendo occuparsi al contempo di altre persone.
“In un momento in cui la tensione in Medio Oriente si acuisce profondamente dopo gli attacchi israelo-statunitensi sull’Iran, non dobbiamo dimenticare il genocidio israeliano in corso nella Striscia di Gaza e il prezzo brutale che le donne e le bambine palestinesi stanno pagando. Per le donne in gravidanza o in allattamento, per le madri con figli appena nati o piccoli, per le donne con malattie o disabilità croniche o con ferite che hanno cambiato la loro vita, per le vedove e le tante donne che hanno perso altri familiari, per le donne durante il ciclo mestruale, per le donne sfollate molteplici volte e per le donne che hanno perso il lavoro e l’accesso all’istruzione, la vita quotidiana è diventata una lotta per la sopravvivenza in mezzo a un’incessante serie di catastrofi”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.




