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Protezione civile scongelata


Monti conferma la fiducia al prefetto Gabrielli, ma l’emergenza neve resta alta, a cominciare dal prossimo weekend. Salgono intanto a 40 le vittime. Le associazioni di volontariato di tutta Italia continuano ad accogliere nelle loro strutture centinaia di senzatetto in cerca di riparo.

Nella morsa del gelo


Sono salite a 25 le vittime accertate dell’ondata di neve che ha messo in ginocchio il Paese. E non si placano neanche le polemiche, dopo lo scambio di accuse tra Alemanno e Gabrielli sulla gestione dell’emergenza. Ascoltiamo Enrico Maestrelli della Protezione civile di Carrara “probabilmente in una città come Roma, dove l’abitudine a queste cose non c’è, l’emergenza ha causato delle richieste che non potevano essere soddisfatte. Io ieri ero a Bologna con un metro e mezzo di neve e la città è tranquillissima e funziona. Ci sono due fattori preminenti: uno è l’assetto del territorio, quindi se ci sono delle piante che cadono prima o poi sarebbero cadute vedi ad esempio cosa succede con le alluvioni, l’altro è un grosso discorso di educazione della cittadinanza. Non ci sono in atto, se non sporadicamente, campagne per cui si allena la cittadinanza a reagire in situazione di questo genere”.

Polemiche sotto zero


Disagi nell’Italia paralizzata dalla neve e dal gelo. Dai clochard agli spalaneve sono già dodici le vittime accertate. E l’allerta continuerà anche nelle prossime ore, mentre monta la girandola di accuse per come è stata gestita l’emergenza. Sentiamo Alessandro Tortelli, vicepresidente dell’associazione Piazza Grande di Bologna “tutte le risorse sono spostate sul lato dell’emergenza e pochissime vengono spese nell’empowerment, sulla fuoriuscita dai dormitori e dall’uscita della condiziobne di persone senza dimora. In due parole nel nostra sistema oggi è difficilissimo entrare nei dormitori e anche una volta entrati sono pochissime le persone che escono da questa situazione e questo è incredibilmente drammatico. Quindi non più soldi ma nuove politiche”.

Il Terzo Settore non ci sta


Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum, contrario alla proposta del ministro Fornero di chiudere l’Agenzia. Ascoltiamo le sue parole: “chiediamo subito al Ministro di riceverci, di poter chiarire questa questione, nel senso che abbiamo avuto, proprio nelle settimana passate, diversi segnali positivi che ci facevano ben sperare in una apertura, in un dialogo e in un confronto molto serio su posizioni più rassicuranti rispetto a quelle che abbiamo incontrato negli ultimi tempi. Ora questo temporale improvviso ci spaventa ma speriamo possa essere superato da un confronto serrato per trovare soluzioni”. 

Occupy Scampia, il web si mobilita


Il servizio è di Giuseppe Manzo. La notizia di un presunto coprifuoco serale nella famigerata periferia nord di Napoli ha scatenato polemiche tra le associazioni del territorio. Da twitter è partito il tam-tam per un unico obiettivo: sostenere e rendere visibile il lavoro quotidiano di decine di operatori sociali. Ascoltiamo Laura Russo, amministratrice  e speaker di RadioSca, la web radio di Scampia: “il problema è che a Scampia la gente non ci vive, non ci dorme. E’poca la gente che vive il quartiere realmente, e sono poche le opportunità di farcelo vivere perchè c’è poco da fare. Soprattutto quando fa freddo e anche stare per strada diventa difficile.”

“No alla privatizzazione delle carceri”


Sotto accusa il decreto liberalizzazioni. Molte associazioni si scagliano in particolare contro l’articolo 43 che prevede il project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie. Secondo i promotori del “no”, il trattamento penitenziario non può essere affidato a chi ha scopi di lucro.

Gli affari dei clan puntano verso Nord


Tre milioni di beni sequestrati in regioni ritenute immuni. Da Roma al Friuli, gli affari criminali non sono più solo un problema del Sud. Il giudizio di Lorenzo Sibio, Legacoopsociali Calabria “io penso che ormai da anni, e anche le indagini giudiziarie che sono state fatte in questi ultimi anni lo attestano, è dimostrato che c’è una forte propensione per le zone più ricche perchè la criminalità cerca di investire e di far fruttare i suoi ricavi prorio dove c’è economia. Queste famiglie che spostano in massa ed investono prorio in un territorio dove c’è economia. Il tabù che sia una sola cosa meridionale credo che non si debba più ridire”.

Giovani e gioco


Una campagna lanciata nelle scuole dai monopoli di Stato “che incita al divertimento d’azzardo”. È la denuncia del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, del Gruppo Abele e di Libera, che chiedono, pertanto, direttamente al premier Monti di far sospendere questa iniziativa.

Torna la social card


È inserita nel milleproroghe del governo Monti, ma solo in via sperimentale. Ascoltiamo il giudizio di Vittoria Boni, responsabile Welfare delle Acli “se la sperimentazione si situa entro un percorso pluriennale definito, entro certi criteri, con un finanziamento pubblico dove ci sia una regia dei Comuni ed una compartecipazione dei diversi attori sociali, insomma un po’ era anche stata la nostra proposta a fronte della social card dello scorso anno”.