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Un governo senza barriere


Diritto allo studio, lavoro, autonomia e mobilità, Dopo di Noi: le associazioni delle persone con disabilità hanno incontrato il premier incaricato Conte chiedendo provvedimenti non più rimandabili. Ascoltiamo Vincenzo Falabella, presidente della Fish

Serve un cambio di passo


È questa la richiesta del Forum del Terzo settore al nuovo governo. Un impegno concreto per i giovani, per uno sviluppo sostenibile, contro le povertà e le discriminazioni. “Ci auguriamo che l’esecutivo che sta per nascere – dice la portavoce Fiaschi – possa avere la stabilità e la coesione necessarie per adottare politiche di lungo respiro a partire da fiducia tra le persone e nel futuro, solidarietà e inclusione”.

“Non votate il decreto sicurezza bis”


Carla Nespolo, presidente dell’Anpi, si rivolge ai senatori chiedendo loro di bloccare il provvedimento. “Si inaspriscono le sanzioni per i viaggi della disperazione. Si usa il pugno di ferro e si introducono nuove fattispecie di reato per cortei e manifestazioni – sottolinea la numero uno dell’associazione partigiani – Tutto ciò contrasta gravemente con la civiltà del nostro Paese”

Riparo sociale


Al via la distribuzione del cosiddetto “kit caldo” promosso dai volontari del progetto Arca a Milano, Roma e Napoli. L’iniziativa proseguirà per tutta l’estate per aiutare le tante persone che vivono in strada ad affrontare i mesi più afosi dell’anno.

Un silenzio lungo sei anni


Era il 23 luglio 2013 quando di padre Paolo Dall’Oglio si sono perse le tracce. Dal suo rapimento in Siria più nessuna informazione certa, solo voci e ricostruzioni infondate. Per fare il punto della situazione oggi i tre fratelli, Francesca, Giovanni e Immacolata, incontreranno i giornalisti.

#spiaggepulite


Prosegue l’iniziativa che coinvolge l’intero litorale tirrenico dai confini con la Liguria fino alle porte del Lazio e che è parte della più ampia campagna “Toscana plastic free”. Pannelli e locandine sono state affissi, tra gli altri, nei bagni di Viareggio e Castiglione della Pescaia e l’evento si è accompagnato ad altrettante conferenze stampa.

Più sole e indifese


Tagli ai centri antiviolenza per le donne di Monza, Brugherio, Lissone e Seregno. La denuncia delle associazioni nel servizio di Anna Monterubbianesi. (sonoro)

Un NO che costa caro. È quello del Cadom- Centro Aiuto Donne Maltrattate che si è visto negare i fondi dalla Regione Lombardia per aver rifiutato di fornire i dati di chi si rivolge ai centri antiviolenza. Le volontarie degli sportelli di Monza, Brugherio, Lissone e Seregno ne rivendicano l’attività storica e profondamente radicata sul territorio che da 25 anni gestisce situazioni delicate attraverso specifiche procedure. Solo nel 2019 sono state accolte 180 donne e di queste 123 hanno avviato un percorso di uscita da situazioni di disagio. Una richiesta come quella della Regione di avere codice fiscale e dati sensibili è un ‘ricatto’ che viola la legge sulla privacy e la metodologia dell’accoglienza. Numerose le sigle che stanno dando supporto all’organizzazione sostenendo l’appello lanciato per trovare risorse per la lotta alla violenza di genere. Un aiuto arriva anche dal Forum Terzo Settore di Monza e Brianza perché il Cadom continui ad essere luogo accogliente e sicuro per tutte le donne in difficoltà.

Minori speranze


“Tutelare i bambini, per i quali gli sgomberi sono una terribile violenza che li sradica dal loro ambiente di vita e li costringe ad assistere all’umiliazione dei propri genitori”. Dopo i fatti nel quartiere romano di Primavalle, è l’appello che l’associazione Medicina Solidale ha indirizzato alla Garante per l’Infanzia e Adolescenza.