Archivi categoria: Diritti

Se questa è accoglienza

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baobabLa denuncia dei volontari del Centro Baobab di Roma: “I migranti dormono per strada e il Comune non risponde”. Il servizio di Clara Capponi.

 

Da una settimana dormono in strada, sono 30 ma presto diventeranno molti di più: sono i migranti in transito che a Roma continuano a trovare un rifugio grazie ai volontari di Baobab nonostante lo sgombero del centro di accoglienza di via cupa dello scorso 6 dicembre. Da allora hanno continuato a mantenere un presidio a far sentire il loro sostegno ma la situazione nelle prossime settimane sarà sempre più grave e i migranti saranno centinaia. Per questo in una conferenza stampa dello scorso 10 maggio sostenuti anche dall’onorevole Giovanna Martelli Baobab ha chiesto maggiore attenzione e interventi concreti sul tema dell’accoglienza per i rifugiati nella capitale. Nelle scorse settimane il Comune si era reso disponibile a destinare un’altra struttura, l’ex istituto Ittiogenico, ma i volontari di Baobab stanno ancora aspettando”.

Passi di normalità

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gayVia libera della Camera alle Unioni civili. Si conclude così un lungo percorso che concede diritti e doveri anche alle coppie omosessuali e a quelle eterosessuali non sposate. Il commento di Marilena Grassadonia, presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno. (sonoro)

Non esistono cause perse

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numbersÈ con questo slogan che l’associazione Avvocati di strada, aiuta 3.500 persone in tutta Italia, con settecento professionisti del diritto sparsi in 41 città. La maggior parte delle richieste riguarda la residenza, il lavoro e gli sfratti, secondo i dati dell’ultimo rapporto dell’associazione.

 

Sono dalla parte degli ultimi, lavorano gratuitamente per offrire tutela legale alle persone senza fissa dimora. Sono gli avvocati di strada. La maggior parte delle richieste riguarda la residenza, il lavoro e gli sfratti, secondo i dati dell’ultimo rapporto dell’associazione. In tutto sono state 3.475 le persone assistite gratuitamente in tutta Italia nel corso del 2015. «Se si tenessero per mano coprirebbero una distanza pari a quella di circa 17 campi da calcio – sottolinea Antonio Mumolo, presidente nazionale dell’Associazione e ideatore-. Oltre 2 milioni e 432 mila euro il valore del lavoro legale messo gratuitamente a disposizione degli ultimi. In una pagina memorabile del libro ‘L’avvocato di strada’, il protagonista ideato da John Grisham dice ‘prima di tutto sono un essere umano. Poi un avvocato. E’ possibile essere entrambe le cose’ ». Il progetto nasce nel 2002 a Bologna.

Un po’ di giustizia

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stock-photo-42143500-gavel-on-sounding-blockIl Tar della Lombardia ha riconosciuto il diritto del malato a interrompere il procedimento di alimentazione artificiale: in caso di diniego da parte dell’amministrazione, agli eredi è dovuto il risarcimento del danno. Una buona notizia per diverse associazioni: i giudici hanno semplicemente applicato la nostra Costituzione.

 

Importante sentenza che riconosce al malato il diritto di interrompere le cure in qualsiasi momento della propria patologia e l’amministrazione non può rifiutargli questa scelta, frutto di un diritto riconosciuto dalla nostra costituzione; diversamente è tenuta a risarcirgli il danno. È questa la sintesi della sentenza pubblicata, di recente, dal Tar Lombardia. In particolare, i giudici amministrativi hanno riconosciuto il diritto del malato, ormai da anni in stato vegetativo, a interrompere il procedimento di alimentazione e idratazione artificiale. In verità, il diritto ha una estensione illimitata, che non si limita solo ai casi di malati in coma o in stato vegetativo. Ogni infermo, infatti, deve prestare, prima delle cure, il proprio consenso informato. Detto consenso può anche essere revocato in qualsiasi momento, benché inizialmente accordato. Dunque, il diritto all’interruzione delle cure non fa altro che venir meno il consenso informato. Non solo. Se la pubblica amministrazione rifiuta la richiesta dei parenti della vittima di staccare la spina, è anche tenuta al risarcimento del danno a titolo ereditario per le sofferenze procurate con l’illegittimo ostruzionismo.

Illuminiamo il futuro

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poverta-educativaPresentata questa mattina a Roma la terza edizione della Campagna promossa da Save the children. L’iniziativa per sensibilizzare le istituzioni e aiutare oltre un milione di bambini che vivono in povertà socio-economica ed educativa nel nostro Paese.

Dietro la lavagna

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school-916678__180In Italia uno studente su tre abbandona la scuola superiore senza completare i cinque anni. La maglia nera spetta agli istituti di Napoli e Palermo, ma il disagio cresce anche al Nord. Il commento di Cesare Moreno, presidente della Onlus Maestri di Strada. (sonoro)

Immigrazione diffusa

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refugees_smile-sitoUn nuovo modello di integrazione sta prendendo piede in molte città italiane. Il servizio di Clara Capponi.

 

E’ un modello positivo e tutto italiano quello dell’immigrazione diffusa, un fenomeno che finora ha scongiurato il dramma delle banlieu parigine nelle nostre città è che è stato recentemente analizzato dal think tank Volta. Dallo studio sembra che il merito sia della varietà del nostro territorio, che ha consentito la distribuzione degli stranieri approdati in Italia in modo diffuso in tutte le città. Una diffusione che interessa anche il rilancio dell’economia. Gli immigrati infatti stanno rimpiazzando la manodopera locale che non svolge più determinati mestieri e si stanno integrando sia nelle filiere di produzione agroalimentari, sia nelle manutenzioni ambientali e la cura del territorio. I fenomeni migratori possono quindi diventare acceleratori produttivi, uno stimolo strategico soprattutto per lo sviluppo del sud.

Sai chi voti?

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vote-661888__180Ad un mese dalle elezioni amministrative, parte l’originale campagna di Riparte il Futuro. Uno strumento in cui la società civile chiede di conoscere, attraverso una nuova piattaforma digitale, i curricula, gli status giudiziario ed eventuali conflitti di interesse dei candidati che aspirano ad amministrare i 1.370 comuni italiani chiamati alle urne.

 

«La criminalità organizzata e la corruzione aggrediscono senza tregua le nostre città», spiega Federico Anghelé, uno dei promotori, «gli elettori hanno bisogno di strumenti per reagire. Dobbiamo sapere tutto dei nostri futuri amministratori: chi sono, cosa hanno fatto e cosa intendono fare per contrastare questi fenomeni sul proprio territorio». Questo originale progetto digitale parte dal portale dal quale ogni candidato sindaco dei 30 comuni più popolosi al voto potrà sottoscrivere la propria adesione dimostrando di rispettare quattro fondamentali indici di trasparenza. Per farlo deve pubblicare sul sito il proprio cv, rendere nota la propria situazione giudiziaria, dichiarare gli eventuali conflitti di interesse che lo riguardano e impegnarsi a introdurre, qualora eletto, il meccanismo delle audizioni pubbliche per tutte le nomine apicali in enti, consorzi o società che spettano al comune, entro i primi 100 giorni di amministrazione mediante una modifica del Regolamento comunale.

Una legge contro il bullismo

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bullismoPromossa dalla Regione Lazio, la norma prevede, tra l’altro, lo stanziamento di fondi per progetti mirati alla prevenzione. Tra le varie iniziative potranno essere finanziati anche programmi a sostegno degli adolescenti e delle loro famiglie all’uso consapevole di internet.

 

E’ il primo passo di una lotta che deve diventare sempre più capillare tra i banchi di scuola. Il compito delle Istituzioni, infatti, di fronte agli episodi di bullismo e violenza che troppo spesso interessano le scuole, deve essere quello di non restare a guardare. I giovani che vengono presidi mira dai bulli, ora non sono più soli, non devono avere paura a parlare e, soprattutto devono sapere chela scuola e le istituzioni sono alloro fianco con l’obiettivo di abbattere il muro del silenzio. Questa legge prevede, tra l’altro, lo stanziamento di fondi per finanziare progetti irati alla prevenzione del bullismo nelle scuola. Tra le varie iniziative potranno essere finanziati anche programmi a sostegno degli adolescenti e delle loro famiglie all’uso consapevole di internet, dal momento che sono proprio i social network l mezzo più usto per diffondere video con bravate e offese ai danni delle vittime designate.
Alle loro famiglie e alla suola, adesso più che mai, è rivolto l’impegno delle istituzioni di ascoltare e dare risposte concrete, con la consapevolezza della necessità di fornire maggiori risorse e strumenti per favorire la piena e concreta valorizzazione della persona, la crescita e lo sviluppo educativo, mediante percorsi di apprendimento finalizzati alla promozione della cultura della legalità e del benessere dei bambini e degli adolescenti.
La legge prevede, inoltre, l’istituzione della Consulta regionale sul bullismo presso la Presidenza della Giunta regionale, che entrerà in sinergia con l’Osservatorio regionale sul bullismo, il Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza e l’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità, per individuare percorsi di istruzione e di educazione alla prevenzione di ogni forma di bullismo e di disagio scolastico.

Digital divide

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banner-1186628__180In Italia sono oltre 450 mila gli adolescenti disconnessi: a pochi giorni dalle celebrazioni dei 30 anni di internet in Italia Save the Children ha diffuso i dati sui ragazzi che non sono mai andati sul web. Un fenomeno preoccupante perché si tratta di giovani tagliati fuori dalle opportunità culturali e a rischio di povertà educativa

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