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Cambiare tutto


Riprogettare l’impresa sociale, cosa vogliono gli italiani. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Il 70% degli italiani spera che “cambi tutto” e meno del 10% spera che “tutto torni come prima”. Il 42% degli italiani si interpella sul modello di sviluppo economico e spera in una valorizzazione dei principi di sostenibilità economica e sociale: qualità della vita nelle città , educazione di qualità, lotta alla povertà. L’87,6% è preoccupato per il futuro economico dell’Italia e il 67,9% per la propria situazione personale ma la speranza di cambiamento resta comunque alta. Lo rileva il sondaggio realizzato da Associazione Isnet su un campione nazionale rappresentativo le cui risultanze sono messe a disposizione delle imprese sociali in questa delicata fase di riprogettazione post-Covid.

Il 18,7% afferma “che cambi qualcosa, ma non influisca troppo sulle mie abitudini”; il 37,5% desidera aumentare il tempo dedicato allo sport e alla salute, il 37,1% prevede di ridurre lo shopping, il 36,6% di ridurre viaggi e spostamenti, Il 49,5% avrà più cura per la famiglia, il 31,7% più attenzione alla povertà, il 51,9% alla salute e al benessere, il 42% al modello di sviluppo economico e il 31% alla qualità della vita delle città.

Chiuso per virus


Per la Fipe, federazione che rappresenta bar e ristoranti, il settore è sull’orlo del collasso: “I nostri dipendenti stanno ancora aspettando la cassa integrazione, il decreto liquidità stenta a decollare e ora apprendiamo che potremo riaprire solo dal primo di giugno. Significano altri 9 miliardi di euro di danni che portano la stima delle perdite dall’inizio della crisi a 34 miliardi. Si sta condannando tutto il comparto della ristorazione e dell’intrattenimento alla chiusura. Moriranno oltre 50.000 imprese e 350.000 persone perderanno il loro posto di lavoro”.

Quale sicurezza


Disponibili i dati Inail su denunce di infortunio nel complesso, con esito mortale e di malattia professionale. In controtendenza rispetto all’andamento degli altri settori economici, il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale” che ha registrato un forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +33% su base trimestrale e +102% su base mensile (marzo 2020 su marzo 2019). I casi denunciati sono raddoppiati.

Mascherina contro gli abusi


Nel Casertano, a Casal di Principe, in un bene confiscato alla camorra, nasce il laboratorio per produrre i presidi contro il coronavirus: saranno destinati alle operatrici dei Centri antiviolenza di tutta Italia e contribuiranno a sostenere l’autonomia delle donne in fuga dai maltrattamenti. Ascoltiamo Lella Palladino di Cooperativa Eva. (sonoro)

Ascoltateci


L’Alleanza contro la povertà in Italia chiede al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, di “aprire un confronto per porre l’attenzione sulla lotta alla povertà nell’emergenza Covid-19”. Ora più che mai “è fondamentale il contributo delle parti sociali e del terzo settore, e diventa centrale ampliare il dialogo”.

Salvate il terzo settore


Imprese sociali e associazioni si mobilitano per l’economia non profit. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Non fermateci, ci siamo. Proseguono le campagne social del terzo settore che però non si ferma alla rivendicazione di fronte allo scenario di crisi economica più grave della Italia repubblicana. Arrivano da più parti le proposte rivolte al governo su come affrontare la difesa e la rinascita del mondo non profit, soprattutto per difendere i 500mila occupati delle imprese sociali e complessivamente 1 milione di lavoratori nel terzo settore. “Proroghe, stop a gare al ribasso e coprogettazione” è quello che chiede Gianfranco Marocchi, che dopo l’esperienza come direttore della rivista Welfare Oggi, da poco (oltre che vicedirettore di welforum.it) è nel gruppo di direzione della rivista Impresa sociale. Anche la base della cooperazione sociale rivolge un appello firmato da centinaia di cooperatori e dirigenti chiede la tutela dei lavoratori del welfare e di quelli svantaggiati, oltre al sostegno finanziario per la fase 2. Parallelamente l’Alleanza delle cooperative scrive ai vertici dell’Unione europea chiedendo un’Europa “cooperativa” perché il sogno europeo possa ancora continuare.

Salvatele


Proroga dei contratti, tutela degli operatori sociali e dei lavoratori svantaggiati, sostegno finanziario e fiscale, moratoria degli appalti. Sono alcune delle richieste contenute in un appello a favore delle 20 mila imprese sociali che contano mezzo milione di occupati: tra i primi firmatari decine di cooperatori sociali da tutta Italia sulla piattaforma change.org.

Campi regolari


Le organizzazioni della campagna “Ero Straniero” sono soddisfatte a metà per la bozza del decreto che regolarizza i braccianti migranti: “Va finalmente incontro alla richiesta, che da tempo rivolgiamo al governo. Ma un provvedimento limitato nel tempo e rivolto solo a lavoratori agricoli non intacca il grosso dell’irregolarità, che è molto più vasta”. Lo aveva ricordato di recente Filippo Miraglia dell’Arci. Ascoltiamolo. (sonoro)

Cambiare rotta


L’osservatorio “Mutamenti Sociali in Atto-Covid 19” di Cnr e Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (Irpps) realizzato in collaborazione con L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e Fondazione Movimento Bambino Onlus ha realizzato un sondaggio in cui si evince che in Italia, circa 4 persone su 10 prevedono di andare incontro a gravi perdite economiche, più di una su 10 di perdere il lavoro o la propria attività, e una su 5 di finire in cassa integrazione.

Moratoria


Una buona notizia per la parte più debole del mondo. Il G20 ha accolto la proposta di una sospensione temporanea dei pagamenti a servizio del debito dei Paesi più poveri. Ne danno notizia i ministri finanziari e i governatori che si sono riuniti virtualmente sotto la presidenza di turno dell’Arabia Saudita. Lo stop dei pagamenti inizierà il primo di maggio e terminerà con la fine del 2020, ma si parla anche di una proroga per l’anno successivo. La misura riguarda 76 Paesi, di cui 40 dell’Africa Sub–Sahariana.