I numeri sull’occupazione nella cooperazione sociale ribaltano la discriminazione di genere. Il servizio è di Giovanna carnevale.
La questione di genere e il lavoro. Le donne e la chiusura alla possibilità di un’occupazione, soprattutto con la maternità. I dati segnano la discriminazione rispetto agli uomini in tutti gli ambiti produttivi, tranne in uno: la cooperazione sociale. Secondo i dati di Legacoopsociali il numero degli occupati è pari a 121mila unità.. Il 74,2% dell’occupazione è femminile, mentre per la base sociale tale incidenza è del 69,2%. Anche nell’accesso agli organismi dirigenti la percentuale femminile è alta: il 40% di presenze nella direzione nazionale e la stessa presidente, per la seconda volta, è una donna, Eleonora Vanni. A questo si aggiungono molte donne alla guida di importanti imprese sociali e gruppi di coop sociali da nord a sud che, al loro interno, toccano punte di oltre l’80% dell’occupazione femminile. La conciliazione dei tempi di vita con quelli del lavoro è il primo fondamentale aspetto che permette alla cooperazione sociale di ribaltare la situazione di tutto il Paese.
Verso l’8 marzo
Coop Alleanza 3.0 supporta la ricerca scientifica, la salute e il lavoro delle donne: con una donazione di 30.000 euro per lo studio delle cure del tumore al seno. Il contributo della cooperativa copre infatti una borsa di ricerca annuale che consentirà alla dottoressa Mariaelena Pistoni, oggi ricercatrice della Fondazione Umberto Veronesi all’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, di proseguire i suoi studi su come è possibile agire sulle cellule tumorali.
Ricci ri-belli
Le detenute diventano parrucchiere. Al via un laboratorio all’interno del carcere di Bologna per insegnare loro a prendersi cura di sé e acquisire una professionalità. Dal progetto nascerà un documentario, un libro e uno spettacolo.
Lanterna in rosso
Genova ha perso oltre 7mila occupati negli anni peggiori della crisi. E sono quasi 40mila giovani tra i 15 e i 25 anni che non studiano e non lavorano a fronte di circa 30mila iscritti all’Università. Sono i futuri poveri, scrive Luca Borzani nell’introduzione al dossier del centro studi “Genova che osa” a cura di Stefano Gaggero e Lorenzo Azzolini.
Generazione perduta
Ansia, stress e pressione sono i sentimenti più diffusi tra i giovani lavoratori italiani. Secondo una ricerca Linkedin, condotta su 2.000 persone tra i 25 e i 33 anni, nel nostro Paese il 77% dei ragazzi si sente costantemente sotto pressione e quasi otto su dieci ha dichiarato di essere entrato in crisi.
Il gelo della povertà
Burian ha fatto riscoprire la questione dei senza dimora nel nostro Paese. L’emergenza neve che ha investito il Paese ha fatto emergere una doppia questione economica. La prima riguarda i trasporti e, soprattutto, le ferrovie italiane. Oggi migliaia di persone si spostano per lavoro e sono rimaste imprigionate nei treni a causa di una rete ferroviaria in tilt per la mancanza di infrastrutture anti-gelo come accade in ogni paese europeo. La seconda questione riguarda la povertà. Se la gara di solidarietà per dare un riparo ai senza dimora dimostra la presenza del tessuto associativo e di comunità il freddo fotografa il dramma delle persone che vivono in strada. Aumentano le coperte perché aumentano i poveri: sono 5 milioni gli italiani in una condizione al limite dell’indigenza. Per il filosofo Serge Latouche, intervenuto all’evento del terzo settore a Salerno, la povertà è il cuore delle contraddizioni dello sviluppo. Basta un fiocco di neve per capirlo.
Cambiare le Marche cooperando
È il nome del piano strategico di Alleanza cooperative per la rinascita delle zone colpite dal terremoto, coinvolgendo tutta la regione. Un territorio che deve affrontare le conseguenze del sisma e della crisi, in corso da dieci anni, fattori che hanno determinato una metamorfosi economica, sociale e culturale.
In salute
Nasce a Vercelli un ambulatorio medico, sociale e polispecialistico con otto dottori e sei infermieri tutti in pensione e volontari. Iniziativa promossa dall’Auser per recuperare l’incapacità di curarsi, specialmente tra anziani e persone in difficoltà.
Buone pratiche
La creatività e i talenti dei giovani per raccontare i bisogni lavorativi e le aspettative delle nuove generazioni, incrociando le esigenze delle aziende del territorio anche in termini di sostenibilità economica. Dopo un anno sta volgendo al termine l’avventura del progetto Generazione Cre_Ta, il cui evento finale è previsto il 28 febbraio.
Portineria 14
È il nome del bistrot che a Milano distribuisce alimenti ai poveri del quartiere, regalando loro anche la fiducia. Perché oltre a servire caffé e aperitivi, offre alcuni servizi come il ritiro dei pacchi o il deposito dei doppioni delle chiavi di casa. E adesso lancia anche un banco alimentare gratuito.




