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Carrello pesante


Confermato a febbraio il rincaro del cosiddetto carrello della spesa. Secondo Codacons, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza salgono del 4,5% su base annua. Tradotto, significa che una famiglia di 3 persone spenderà, per andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni, 608 euro in più su base annua.

Il lavoro che verrà


“La prossima settimana si chiude”, ha detto ieri il ministro Fornero all’uscita dal vertice con le parti sociali. E spunta un’assicurazione per l’impiego. Il servizio è di Giuseppe Manzo: Assicurazione sociale per l’impiego. È la proposta del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, al tavolo con le parti sociali per la riforma del mercato del lavoro. L’assicurazione si applicherà a lavoratori privati e pubblici con contratto precario, avrà una durata di 12 mesi o di 15 per i dipendenti sopra i 58 anni. L’importo previsto è di mille euro e i requisiti per accedervi, secondo quanto riferito al tavolo, sono due anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane nell’ultimo biennio. La riforma degli ammortizzatori sociale sarà a ragime nel 2015 e potrebbe già partire entro il 2012.

Non con i miei soldi


È la campagna lanciata in questi giorni da Banca Etica. Ce ne parla il suo direttore generale, Mario Crosta “è una campagna fondamentalmente di educazione finanziaria. Il sito è www.nonconimiesoldi.org al cui interno le persone e le organizzazioni interessate potranno trovare informazioni e vi funzionerà un blog che sarà alimentato da economisti, da soggetti che potranno mettere ben in evidenza il funzionamento del sistema economico e finanziario e dare informazioni a tutte le persone che vi vorranno accede.”

Su Twitter la mobilitazione salva-foreste


Il Wwf Brasile, insieme a Greenpeace e altre associazioni, ha lanciato  sul social network un appello al presidente carioca Rousseff per bloccare la riforma della legge forestale. Che rischia di “perdonare” l’equivalente di 5 miliardi di dollari in eco-crimini e mettere a serio rischio la tutela delle foreste.

Vecchi, precari e sempre più bloccati


In Italia l’età dei lavoratori con contratti atipici tende ad aumentare, perché il passaggio a un contratto standard è tutt’altro che immediato. E perché chi perde un posto riesce a reimpiegarsi solo con contratti senza tutele. A sostenerlo è la ricerca “Le tante facce del lavoro” curata dall’Associazione 20 maggio.

Laurea senza lavoro


Pochi, sottoutilizzati e scarsamente retribuiti. Tanto che anche a molti anni dal conseguimento del titolo devono fare affidamento sulle tasche dei genitori. Sono i laureati italiani secondo il XIV Rapporto sulla loro condizione lavorativa prodotto dal consorzio di università AlmaLaurea.

Sprofondo Sud


A Palermo cresce il tasso di disoccupazione giovanile e, nello stesso tempo, diminuiscono gli investimenti e chiudono le imprese. Secondo i dati dell’osservatorio economico della provincia, il 44,7% dei giovani è senza lavoro. E un ragazzo su tre non studia e non cerca occupazione.

Famiglie a lezione di economia


È il progetto “Fare i conti con la crisi” per ripensare a nuovi modelli di consumo. Sentiamo Lidia Borzi delle Acli: un pacchetto ha proprio tutta una serie di moduli che danno aiuto alle famiglie a gestire il bilancio familiare proprio partendo dalle cose un po’ più trabocchetto, da quando vai a fare un mutuo e non sai cosa significa lo spread e su cosa incide, oppure quando hai interesse zero e poi c’è il tag oppure come risparmiare sulle bollette, tutto un percorso che non è solo ragioneristico ma dà degli strumenti concreti alle famiglie e ha uno sfondo valoriale molto alto”.

Ecco le liberalizzazioni


Il Senato vota la fiducia, ma la pressione delle lobby scontenta un po’ tutti. Sentiamo Pietro Bassotti del Codacons: il discorso delle Lobby sta un pò rischiandio di bloccare e lasciare al palo quello che era il tema chiave e la svolta che voleva darsi alPaese con la politica della liiberallizzazione. Il Codacons si è schierato apertamente in favore delle politiche di liberalizzazioni in quanto ritiene ed ha sempre sostenuto che ostacolare la liberalizzazione e l’incremento della concorrenza può soltanto produrre un danno ai cittadini stessi, quindi ai consumatori.