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Vecchi, precari e sempre più bloccati


In Italia l’età dei lavoratori con contratti atipici tende ad aumentare, perché il passaggio a un contratto standard è tutt’altro che immediato. E perché chi perde un posto riesce a reimpiegarsi solo con contratti senza tutele. A sostenerlo è la ricerca “Le tante facce del lavoro” curata dall’Associazione 20 maggio.

Laurea senza lavoro


Pochi, sottoutilizzati e scarsamente retribuiti. Tanto che anche a molti anni dal conseguimento del titolo devono fare affidamento sulle tasche dei genitori. Sono i laureati italiani secondo il XIV Rapporto sulla loro condizione lavorativa prodotto dal consorzio di università AlmaLaurea.

Sprofondo Sud


A Palermo cresce il tasso di disoccupazione giovanile e, nello stesso tempo, diminuiscono gli investimenti e chiudono le imprese. Secondo i dati dell’osservatorio economico della provincia, il 44,7% dei giovani è senza lavoro. E un ragazzo su tre non studia e non cerca occupazione.

Famiglie a lezione di economia


È il progetto “Fare i conti con la crisi” per ripensare a nuovi modelli di consumo. Sentiamo Lidia Borzi delle Acli: un pacchetto ha proprio tutta una serie di moduli che danno aiuto alle famiglie a gestire il bilancio familiare proprio partendo dalle cose un po’ più trabocchetto, da quando vai a fare un mutuo e non sai cosa significa lo spread e su cosa incide, oppure quando hai interesse zero e poi c’è il tag oppure come risparmiare sulle bollette, tutto un percorso che non è solo ragioneristico ma dà degli strumenti concreti alle famiglie e ha uno sfondo valoriale molto alto”.

Ecco le liberalizzazioni


Il Senato vota la fiducia, ma la pressione delle lobby scontenta un po’ tutti. Sentiamo Pietro Bassotti del Codacons: il discorso delle Lobby sta un pò rischiandio di bloccare e lasciare al palo quello che era il tema chiave e la svolta che voleva darsi alPaese con la politica della liiberallizzazione. Il Codacons si è schierato apertamente in favore delle politiche di liberalizzazioni in quanto ritiene ed ha sempre sostenuto che ostacolare la liberalizzazione e l’incremento della concorrenza può soltanto produrre un danno ai cittadini stessi, quindi ai consumatori.

La crisi scende in piazza a Napoli


Il servizio è di Giuseppe Manzo. Il sindaco mantenga le promesse. A Napoli il terzo settore torna in piazza contro l’amministrazione comunale. Il credito maturato in tre anni e mezzo è di 100milioni per servizi rivolti a 20mila utenti e per il lavoro di 9mila operatori sociali. Sentiamo le ragioni della protesta con Pasquale Calemme del CNCA.

Welfare tagliato


Anno orribile per le politiche sociali. Secondo una ricerca Spi-Cgil, nel 2011 i Comuni italiani hanno aumentato tasse e tariffe, ma drasticamente ridotto gli investimenti, a cominciare da un consistente decremento della spesa per il welfare, calata in media del 63%.

Un aiuto per il Mezzogiorno


La Fondazione Con il Sud insieme ad altre cooperative hanno creato un fondo per il rilancio economico delle sei regioni meridionali. Il giudizio di Angela Peruca, responsabile Legacoopsociali Sicilia “è un intervento che riteniamo opportuno per le cooperative sociali, proprio perché la situazione nelle cooperative sociali, anche in Sicilia, è a dir poco tragica visti i ritardi dei pagamenti che ormai sfiorano i 24 ed i 36 mesi. Percui anche l’utilizzo di strumenti finanziari quali questo è un importante aspetto che chiaramente può dare respiro finanziario e liquidità alle cooperative che in questo momento sono completamente affogate”.

Lavoro discriminato


A Napoli, di fatto, l’articolo 18 è già abolito: se sei donna e rimani incinta, ti licenziano. Nel solo 2009 è toccato a ben 457 lavoratrici, in città e provincia, doversi dimettere. La cifra è destinata a salire, come conferma l’Istat: in tutto il Sud il 30% delle donne ha smesso di lavorare nell’anno e mezzo che segue la nascita di un bambino.