Archivi categoria: Economia

Si riparte


Soddisfazione del Forum nazionale terzo settore per il Decreto rilancio varato dal governo. Rifinanziato per 100 milioni di euro il fondo per le attività delle associazioni, risorse specifiche per aiutare nel post emergenza il Terzo settore del Mezzogiorno, ulteriori finanziamenti per interventi di contrasto alla povertà educativa nelle Regioni del Sud.

Smart senza fine


Twitter permetterà ai suoi dipendenti di lavorare da casa “per sempre”: lo ha annunciato l’amministratore delegato della società americana, Jack Dorsey, in una e-mail interna inviata il 12 maggio.

“Il lavoro da casa può funzionare davvero, e gli ultimi mesi lo hanno dimostrato”. Con questo messaggio inviato via mail il Ceo di Twitter Jack Dorsey ha scritto a tutti i suoi dipendenti che potranno continuare lo smart working anche a pandemia ultimata. Causa Coronavirus il colosso social ha esortato il lavoro in remoto dallo scorso 2 marzo, poi reso obbligatorio dall’11 dello stesso mese. Tuttora gli uffici di Twitter continuano ad essere chiusi. Ma il suo Ad non sembra aver fretta di riaprire annunciando che “sarà fatto in modo cauto e graduale”.

Il social media dei cinguettii ha anche aggiunto che lascerà la maggior parte delle porte chiuse fino a settembre. Poi i dipendenti sceglieranno se tornare al lavoro in sede o restare in smart working. Anche i viaggi di lavoro saranno autorizzati solo a partire da settembre, tranne pochissime eccezioni. Per l’intero 2020 sono aboliti gli eventi aziendali in presenza; saranno tutti svolti tramite le piattaforme virtuali.

“Se i nostri dipendenti sono in un ruolo e in una situazione che consente loro di lavorare da casa e se vogliono continuare a farlo per sempre lo renderemo possibile”, si legge nell’annuncio di Twitter, diffuso sul blog dalla vicepresidente Jennifer Christie, dal titolo #LoveWhereverYouWork. La società dunque ha deciso di lasciare la massima libertà ai suoi dipendenti rispetto alla scelta del lavoro in remoto o in presenza, anche quando saranno finite le misure restrittive per il contenimento del contagio e le relative limitazioni agli spostamenti delle persone. “Riaprire gli uffici sarà una nostra decisione – fa notare Twitter sul suo blog -. Quando e se i nostri dipendenti vogliono rientrare sarà una loro decisione”.

Secondo i media, diverse altre società tecnologiche, come Microsoft e Amazon, potrebbero fare lo stesso. Altri, come Facebook e Google, non si sono spinti come Twitter a decidere per uno smart working “per sempre”, ma hanno permesso ai loro dipendenti di rimanere a lavorare da casa per tutto il 2020, se lo preferiscono. Insomma niente più ufficio, né colleghi. Niente code in auto, né lunghe tratte in treno. Un vero sogno per tutti coloro che dopo aver provato le gioie dello smart working già rimpiangono di dover tornare indietro.

di Pierluigi Lantieri

Fate presto


Alleanza cooperative al Senato denuncia i rischi per l’occupazione. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Forte preoccupazione per l’impatto occupazionale che questa crisi potrebbe avere sulle imprese cooperative, operanti in più settori a livello nazionale. Ad esprimerla, nel corso dell’audizione presso la Commissione Lavoro del Senato, i rappresentanti dell’Alleanza delle Cooperative, sottolineando come le potenziali ricadute occupazionali sono comprovate dal massiccio ricorso all’insieme di ammortizzatori sociali messi in campo. I dati dell’Osservatorio dell’Alleanza, a fine marzo, riferiscono di un loro utilizzo da parte di oltre la metà delle imprese rappresentate. Inoltre, il 46% delle cooperative denuncia effetti di ricadute occupazionali; il 35% considera l’impatto talmente grave da compromettere perfino la continuità aziendale.

Pigioni inaccessibili


Il 50% di coloro che abitano in affitto pensa che nei prossimi mesi potrà incontrare delle difficoltà nel pagare il canone. Preoccupazioni che emergono dalle risposte a un sondaggio condotto, alla fine della scorsa settimana, nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop.

Senza reddito


Fase 2 e povertà, Asvis e Forum Disuguaglianze Diversità contro la proposta circolata nella bozza di Decreto Rilancio: si è rivelata decisamente insoddisfacente, ignorate le nostre proposte.

Pericolo criminale


Le mafie sono il nemico peggiore per l’Italia che deve affrontare l’uscita dalla crisi sanitaria ed economica e potrebbero avvantaggiarsene nelle situazioni di maggiore difficoltà, inserendosi in quei settori che lo Stato non riesce a tutelare e proteggere. È il risultato di un sondaggio condotto, nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop.

Fase non profit


Accesso agevolato al credito, una copertura finanziaria adeguata del fondo per gli acquisti dei dispositivi di protezione individuale e per attività di sanificazione, una copertura assicurativa ad hoc per i volontari. Sono alcuni degli interventi che il Forum Terzo settore ha chiesto al governo ricevendo il via libera di Conte.

Povera fame


Da Milano a Napoli i volontari non riescono a soddisfare la domanda di chi ha bisogno. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Le immagini della fila alla mensa Caritas di Napoli hanno fatto il giro del Paese. A Milano è iniziata la Fase 2, anche della fame: associazioni sommerse di richieste. A Roma è boom di domande al mercato solidale. Raddoppiano le persone che per la prima volta si rivolgono ai Centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane rispetto al periodo di pre-emergenza e cresce la richiesta di beni di prima necessità, cibo, viveri e pasti a domicilio, empori solidali, mense, vestiario. La fame morde e il Governo vara il reddito di emergenza ma non basta. Secondo Asvis e Forum Disuguaglianza Diversità “nell’impostazione del Governo, il contenimento delle irregolarità e la limitazione della spesa divengono esigenze prioritarie rispetto alla tempestività dell’intervento e all’ampiezza della platea dei beneficiari. L’opportunità del Reddito di Emergenza non va sprecata. C’è tempo per orientare meglio il Decreto in preparazione”.

Reddito subito


Sulla povertà intervengono Forum Diseguaglianze Diversità e ASviS: “Subito Reddito di emergenza e Sostegno agli autonomi”. Per le due associazioni, “non si può aspettare un giorno in più”. E chiedono l’inserimento nel Decreto in preparazione di strumenti in grado di proteggere tutte e tutti, con risposte mirate in funzione dei bisogni effettivi

Lo dice Francesco


Coronavirus, gli italiani con il Papa: “Serve una nuova economia, ma non accadrà”. All’uscita dalla crisi il 70% degli italiani vedrebbe con favore un modello economico più etico, ma c’è scetticismo sulla sua concreta realizzabilità. I risultati di un sondaggio condotto per l’Osservatorio Coronavirus di SWG-Area Studi Legacoop.