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Il Canada si sfila da Kyoto


La decisione di uscire da Protocollo da parte del ministro dell’ambiente Peter Kant, rischia però di innescare un pericoloso effetto domino. Sentiamo il giudizio di Mariagrazia Midulla, responsabile clima di Wwf Italia. “I patti si rispettano. Il Canada ha aderito al protocollo di kyoto e può pensare di uscirne in una seconda fase, ma non può pensare di non rispettare gli impegni della prima fase. Siccome il sospetto è fortissimo visto che le missioni canadesi sono sul trend o su un aumento del 30 per cento circa e invece l’obiettivo che il Protocollo di Kyoto richiedeva entro il 2012, cioè nel primo periodo, era del meno 6 per cento, è evidente che il Canada cerca di evitare le sanzioni che saranno dovute per il fatto che appunto non rispetterà il protocollo do kyoto.”

Occupy Wto


A Ginevra da domani e fino a sabato, i ministri al commercio di 153 Paesi daranno vita all’Ottava Conferenza ministeriale. Che vede fronteggiarsi i Paesi più ricchi del mondo che spingono per le liberalizzazioni, e quelli più poveri e più colpiti dalla crisi, che spingono, invece, per correggere le ingiustizie evidenti del pacchetto di iniziative attualmente in discussione.

Premio Don Puglisi alla generosità


Quest’anno il riconoscimento internazionale dedicato alla memoria del prete ucciso dalla mafia per il suo impegno nel sociale è andato a una suora che aiuta i bimbi a Rio de Janeiro. Premiata anche una famiglia di Lampedusa che si è distinta nell’accoglienza dei migranti.

Il clima è cambiato?


È la domanda che in molti si stanno facendo all’indomani della chiusura del vertice mondiale di Durban. Un “buon accordo” secondo i governi dei paesi coinvolti. “Troppo timido e senza coraggio” per alcune associazioni ambientaliste. Wwf in particolare sottolinea come sia mancata “l’ambizione per dare speranza a centinaia di milioni di persone che in tutto il mondo soffrono per gli impatti disastrosi del clima”. Più ottimista Legambiente: “Un passo nella giusta direzione”.

Ed è boom per i richiedenti asilo


Lo evidenzia l’ultimo Rapporto del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati del ministero dell’Interno. Nei primi sei mesi di quest’anno oltre 10 mila domande in più rispetto al 2011. I Comuni italiani chiedono al governo di “costruire un sistema d’accoglienza e integrazione unico”.

Durban, il clima resta teso


Le più grandi associazioni umanitarie e ambientaliste hanno lanciato un appello all’inizio della seconda settimana di lavori della Conferenza sui cambiamenti climatici in corso in Sudafrica. Oxfam, Wwf e Greenpeace hanno espresso grande preoccupazione per le posizioni assunte dal governo degli Stati Uniti che di fatto ha congelato qualunque piano di riduzione delle emissioni fino al 2020.

Walking Africa


Domani presso la facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza di Roma, si svolgerà il seminario “L’Africa che cammina con i piedi delle donne incontra il mondo dell’imprenditoria, del lavoro e dell’economia”. Sentiamo Guido Barbera, presidente Cipsi. “L’imprenditoria femminile è alla base dello sviluppo di qualunque società. Le donne italiane con le donne africane si incontrano domani per trovare i punti di incontro per rafforzare quel ruolo che possono e devono giocare nella società nostra ed africana per sviluppare quelle potenzialità che la donna in qualunque società ha come madre, come capacità di rafforzare l’economia sociale di sussistenza.”

Il dopo Afghanistan


Tavola della pace e Rete Disarmo chiedono al parlamento italiano che sia trasferito il 30% di quanto risparmiato nella spesa militare per investimenti di cooperazione civile. Sentiamo Emanuele Giordana della Rete Afgana “riconvertire in operazioni di cooperazione civile il risparmio che otteremmo ritirando i soldati dall’Afghanistan. La missione militare costa due milioni di euro al giorno. Se si ritarano 100 soldati ci sarà evidentemente un risparmio. In parte il Governo Italiano se lo può tenere ma noi chiediamo che almeno il 30%, cioè trenta centesimi su ogni euro, vada destinato a investimenti di cooperazione civile in un paese dove fino ad adesso si è speso soltanto per i soldati e non per aiutare la sua ricostruzione allo sviluppo”.

Fermiamo l’Aids sul nascere


Con un semplice sms inviato al 45509 si possono salvare i bambini grazie al progetto Cesvi. Dallo Zimbabwe al Vietnam l’obiettivo è la prevenzione del contagio madre-figlio, ma anche la prevenzione della diffusione del virus, la cura dei soggetti già affetti e il supporto sociale ai malati e agli orfani.

Cooperazione, aspettando la Cina


Si apre domani a Busan la quarta conferenza sull’efficacia degli aiuti, che riunirà i delegati e i ministri di più di cento Paesi. L’ambizione è portare dentro il sistema  che governa gli aiuti anche i  nuovi giocatori, principalmente la Cina e gli altri Paesi emergenti. Altro obiettivo è quello di passare da un sistema centrato sulla nozione dell’efficacia degli aiuti a quello che guarda all’efficacia della cooperazione nel suo complesso.