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La carovana della speranza


Sono migliaia i migranti in cammino verso il confine tra Messico e Stati Uniti. Cercano un lavoro, un futuro per i propri figli. Li aspetta un presidente ostile che proprio oggi è impegnato nelle elezioni di midterm. Ascoltiamo la testimonianza del regista Andrea Segre che ha documentato questo esodo. (sonoro)

Oltre duemila


Sono i morti di chi, quest’anno, ha attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

Oltre duemila morti dall’inizio del 2018: sono i numeri dell’ultimo rapporto di Oim, Organizzazione mondiale per le migrazioni, che mostra come la strage delle persone che cercano di raggiungere l’Europa attraversando il mare non si è fermata. Secondo i dati, l’emergenza dei flussi si è spostata verso la Spagna dove nel solo mese di ottobre sono sbarcati in diecimila, stabilendo il record degli ultimi cinque anni. Il Mediterraneo rimane la rotta più letale per i migranti, con i due terzi dei decessi nelle acque tra il Nord Africa e la Sicilia. In Italia nei primi dieci mesi dell’anno si sono registrati circa 22 mila arrivi, in netto calo rispetto ai 111.000 nello stesso periodo dello scorso anno.

Nulla è scontato


Vivere in un paese ricco non garantisce un accesso equo ad un’istruzione di qualità. Lo si evince dalla Report Card 15 del Centro di Ricerca Innocenti dell’Unicef. Dal rapporto emerge che i bambini dei paesi meno ricchi spesso hanno rendimenti scolastici migliori nonostante minori risorse nazionali.

Non è più carnevale


“Il nuovo presidente del Brasile ha portato avanti un programma apertamente ostile ai diritti umani e ha fatto dichiarazioni discriminatorie sui differenti gruppi sociali”. Così Amnesty International all’indomani dell’elezione di Jair Bolsonaro. L’organizzazione umanitaria ha parlato di enorme rischio per le popolazioni native, le persone Lgbti, i giovani neri, le donne e gli attivisti.

Mani in alto


Dopo la strage alla Sinagoga di Pittsburgh, torna il dibattito sull’uso delle armi negli Stati Uniti. Il servizio di Fabio Piccolino.  (sonoro)

L’attacco che sabato scorso ha causato la morte di undici persone in una sinagoga di Pittsburgh ha acceso nuovamente i riflettori sul tema del possesso delle armi negli Stati Uniti. March for our lives, il movimento nato dopo il massacro di Parkland, in Florida nello scorso febbraio, che chiede una maggiore restrizione sulla vendita di pistole e fucili, ha rinnovato il proprio impegno. “Le vittime di Pittsburgh, si legge in un tweet, “ci ricordano che non viviamo in una nazione pacifica e che dobbiamo affrontare l’odio giorno per giorno”. L’organizzazione ha lanciato una campagna in vista delle elezioni di midterm del prossimo 6 novembre: eleggere moralmente solo candidati che si impegnano a porre fine alla violenza armata in America.

Non c’è (s)campo


Una ricerca pubblicata dall’Alliance for Affordable Internet mostra che oltre 2,3 miliardi di persone nel mondo vivono completamente offline. L’accesso universale alla rete, reso troppo costoso, non è più un sogno, è un’utopia. Con inevitabili conseguenze socio-economiche sulla crescita e lo sviluppo, in particolare in Africa.

American dreams


Sono oltre 7mila le persone che con ogni mezzo, anche a piedi, si stanno dirigendo, dal Centro America, verso il confine Usa, decisi a superarlo e a stabilirsi negli Stati Uniti. Il loro sogno a stelle strisce sembra più forte anche delle minacce del presidente Trump, che ha parlato di emergenza nazionale e ha promesso di inviare l’esercito per chiudere le porte alla diaspora.

Troppo tardi


Dopo l’uccisione dell’attivista e giornalista Jamal Khashoggi, Human rights watch punta il dito contro l’Arabia Saudita e i leader della comunità internazionale che non hanno intrapreso azioni contro Riad, tenendo in vita i rapporti commerciali, soprattutto quelli che riguardano l’export di armi. Secondo l’organizzazione inoltre, è necessario che il paese saudita modifichi in modo significativo le leggi sui diritti umani.

Voglia d’arcobaleno


I gruppi per la difesa dei diritti Lgbti negli Stati Uniti si stanno mobilitando contro il piano del Dipartimento Sanità che non riconosce le persone transgender. Il nuovo orientamento della Casa Bianca rappresenta infatti un significativo passo indietro dalle politiche di Obama che hanno permesso alle persone di scegliere la propria identità sessuale.

Misure urgenti contro i morti in mare


Appello di Unhcr e Oim ai leader europei. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

E’ necessario adottare misure urgenti per contrastare le morti nel Mediterraneo: è l’appello che l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni rivolgono ai Capi di stato e di governo dell’Unione Europea. I decessi in mare infatti sono drasticamente aumentati nell’ultimo anno: nel solo mese di settembre una persona su otto è scomparsa nel tentativo di raggiungere l’Europa, nella maggior parte dei casi a causa di una riduzione nella capacità di ricerca e soccorso. Unhcr e Oim propongono inoltre un accordo regionale che renderebbe le operazioni di sbarco e accoglienza prevedibili e rapide, sollecitando i leader europei a soluzioni pratiche da adottare con la massima urgenza.