Durante la partita di calcio di Eccellenza tra il Sant’Agnello e l’Agropoli ha definito una “barzelletta” vedere donne che vengono a fare gli arbitri, in riferimento all’assistente Annalisa Moccia. Pronta la risposta dell’Ordine dei giornalisti della Campania che ha sospeso Sergio Vessicchio, telecronista di una emittente locale salernitana.
Ferrara dragon lady
Un’attività sportiva terapeutica per le donne che hanno subito un’intervento al seno o che stanno ultimando le terapie. L’idea è nata nel 1996 in Canada ed ora arriva in Italia grazie al progetto del Canoa club cittadino e sarà seguita da una fisioterapista e da una psicologa.
L’attività del Dragon boat, nasce in Cina già nel 500 a.c. ed oggi è diventata una vera e propria attività sportiva con manifestazioni in tutto il mondo. Nel 1996 in Canada, grazie al dottore McKenzie, nasce il progetto “Abreast in a boat” dedicato alle donne operate al seno con l’obiettivo di sfatare il mito che le donne operate non potessero svolgere attività fisica. Ed è proprio per le donne operate al seno, e alla prevenzione e riabilitazione loro dedicate, che è pensata questa manifestazione aperta comunque a tutti.
Le istruttrici Giorgia Minzoni, Anna De Lucchi, Giulia Tomasi e Giada Carniel, che saranno a capo del progetto, introducono la disciplina affermando che “Siamo in possesso di un dragone che prevede 20 pagatori, un tamburino a prua e un timoniere e puntiamo all’acquisto di una seconda imbarcazione. L’attività sportiva sarà seguita da una fisioterapista e da una psicologa. Il fattore fisico è molto importante per questa disciplina perché è da considerare come un «farmaco» sia per donne che hanno finito sia per donne che stanno effettuando la terapia”.
In gioco contro il razzismo
Appuntamento alle ore 17.30 a Roma, presso il campo della Romulea, con l’incontro di calcio aperto al pubblico tra le squadre Liberi Nantes e Montespaccato Savoia. Il servizio di Elena Fiorani. (sonoro)
Come ogni anno, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ha promosso la “Settimana di azione contro il razzismo”, campagna di sensibilizzazione giunta alla quindicesima edizione. Per celebrare l’iniziativa oggi presso il campo sportivo della S.S. Romulea, si giocherà un incontro di calcio tra due realtà sorte per restituire speranza a giovani in difficoltà, per educarli alla reciprocità e per trasmettere loro i valori di una cittadinanza attiva che accoglie e che sostiene. La Liberi Nantes è un’associazione sportiva, riconosciuta dall’Unhcr, che promuove e garantisce l’accesso allo sport ai rifugiati e ai richiedenti asilo politico. Il Montespaccato Savoia è una società dilettantistica che svolge attività sportiva in uno dei territori più fragili della Capitale. Gli atleti coinvolti sono circa 600 giovani che risiedono in un quartiere romano connotato da un forte disagio economico e sociale.
Assist
Ovvero Accoglienza Servizi e Sport per l’Integrazione e lo Sviluppo del Territorio. È l’iniziativa promossa dell’Asd Valle del Vomano, tra le province dell’Aquila e di Teramo, per promuovere una maggiore consapevolezza del ruolo svolto dallo sport come strumento di sviluppo sociale, in campo e fuori. L’iniziativa si rivolge alla fascia di età tra i 5 e i 17 anni.
Una festa in campo
Domani a Moncalieri, l’Anffas locale organizza, insieme a Torino For Disable, un quadrangolare di calcio con due squadre di ragazzi con sindrome di Down. Un pomeriggio di festa e divertimento per ribadire che le persone con trisomia 21 hanno diritto a una vita indipendente, magari iniziando a fare sport come tutti gli altri e insieme a tutti gli altri.
Studenti in buca
Il golf entra a scuola grazie all’iniziativa voluta dalla Federazione per insegnare una disciplina non comune trasmettendone i valori educativi e aggreganti. Tre ore di lezione a settimana per i 34 istituti scolastici di tutta Italia protagonisti del progetto.
Freed by Football
È il programma educativo condiviso da Figc e Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, rivolto ai giovani sottoposti all’istituto della “messa alla prova”, minori stranieri non accompagnati e minori cresciuti in famiglie mafiose o in contesti di deprivazione socio-familiare. Al centro c’è la conoscenza e la pratica del gioco del calcio quale strumento di socialità e di riabilitazione.
Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina e il presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria Roberto Di Bella hanno siglato un importante protocollo, che ha come obiettivo l’avvio di un progetto pilota sull’educazione, la rieducazione e l’integrazione di ragazzi costretti in situazioni di marginalità.
Inoltre, valorizzare la dimensione sportiva equivale ad investire sulla salute e sul sano sviluppo dei giovani e della società civile.
Giovani alla meta
Al via domani, in occasione del match Italia-Francia del Sei Nazioni, la collaborazione tra Save the Children e Federazione italiana rugby. Il servizio di Elena Fiorani. (sonoro)
Nasce una nuova alleanza per contrastare la povertà educative e nasce all’insegna dello sport: Federazione Italiana Rugby e Save the Children fianco a fianco per sostenere i bambini e gli adolescenti delle periferie delle città italiane. Una collaborazione grazie alla quale la FIR, attraverso la sensibilizzazione delle società sportive locali ad essa aderenti, potrà coinvolgere nella pratica del rugby e nella conoscenza dei forti valori alla base di questo sport i minori che frequentano i Punti Luce di Save the Children. Oggi, nel nostro Paese, più di 7 minori su 10 non svolgono attività ricreative o culturali, e più di 4 su 10 non hanno la possibilità di fare sport, tagliati fuori così da opportunità formative essenziali per la loro crescita e per il loro benessere. Non soltanto a causa delle condizioni di svantaggio economico delle loro famiglie, ma anche per la carenza di servizi e spazi adeguati nei territori in cui vivono.
No bulli
È la campagna di prevenzione e contrasto che prevede incontri nelle scuole per insegnare ai ragazzi le regole dello stadio e il rispetto reciproco. Portavoce del messaggio di amicizia e rispetto saranno i bambini delle scuole calcio di Roma, Lazio e Frosinone che per tutta la stagione indosseranno magliette con il logo dell’iniziativa.
Roma, Lazio e Frosinone insieme perché “lo sport è l’antidoto migliore” contro ogni prevaricazione. Testimonial della campagna Ciro Immobile, attaccante della Lazio e della nazionale italiana, Alessandro Florenzi centrocampista della Roma e della nazionale italiana, e Daniel Ciofani attaccante del Frosinone di cui è capitano. Portavoce del messaggio di amicizia e di rispetto reciproco saranno i bambini delle scuole calcio di Roma, Lazio e Frosinone che per tutta la stagione indosseranno in campo le magliette delle rispettive squadre sulle quali è stato cucito il logo “No bulli”. L’iniziativa rientra nell’omonima campagna presentata in Consiglio regionale. La Regione Lazio è stata la prima, nel 2016, ad emanare una legge che disciplina gli interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo.
Va di moda
La Rage Sport è un’azienda di abbigliamento sportivo nata a Caserta dall’idea di due ragazzi della squadra di calcio popolare antirazzista RFC Lion. Sono ormai decine le squadre di tutto il mondo che indossano le loro magliette. Con i proventi, al netto delle spese, vengono finanziati progetti sociali.
“La nostra squadra è composta per lo più da rifugiati – spiega Maurizio, uno dei fondatori dell’azienda, insieme a Vincenzo – ci sembrava un controsenso giocare con magliette prodotte chissà in quale paese, in quale stato e da quali bambini, così abbiamo deciso di fare un prodotto made in Italy che lanciasse un messaggio antirazzista”. “La MFC di Parigi ci ha commissionato una maglia che richiamasse la lotta del popolo palestinese – aggiunge Vincenzo – il 50% dei proventi della vendita finanzierà la creazione di una biblioteca itinerante per i bambini di Betlemme”.




