
“Fisico da urlo”, “icona di stile”, ma uno su tutte, “belle e brave”. Sono solo alcuni dei clichè più ricorrenti quando si scrive di atlete e donne di sport. Molti i giudizi sull’apparenza anzichè sulle prestazioni sportive. Per questa ragione, martedì 28 maggio a Roma nella sede della Federazione Stampa Nazionale Italiana (Fnsi), Uisp e Giulia Giornaliste hanno presentato il manifesto “Media, Donne e Sport: idee guida per una diversa informazione”. Cinque i punti base per promuovere un buon giornalismo scevro da stereotipi e pregiudizi, “informare sulle discipline sportive con competenza di merito; evitare di soffermarsi sull’aspetto o i look non più di quanto si scriva dell’aspetto tecnico e delle prestazioni; evitare di focalizzarsi sulle parti del corpo ammiccanti”, e ancora, “dare alle discipline femminili pari visibilità, declinare i ruoli, le funzioni e le cariche al femminile ed evidenziare le discriminazioni e le discrepanze in termini di benefit, premi e tutele”.
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L’ Uisp vuole “mettere in campo delle buone pratiche” come ha detto Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp. “Da tempo la nostra associazione è impegnata in un percorso di maturità sul fronte delle pari opportunità nello sport. In questo senso una tappa fondamentale di questo processo è stata la scelta nel 2013 di non avere all’interno della nostra governance il Coordinamento donne. Piuttosto che restringere la discussione solamente all’interno di questo organo abbiamo preferito allargare le problematiche di genere a tutto l’apparato associativo”. Nel suo intervento Manco ha anche aggiunto che “nel percorso di emancipazione delle donne non c’è solo un problema di linguaggio ma anche di spazio. Spesso e volentieri, infatti, i social, le testate, la televisione non danno abbastanza importanza allo sport al femminile”.
Anche il viceministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, ha voluto inviare un saluto in occasione della presentazione, non potenzo partecipare personalmente. “Sono quindi completamente d’accordo con il Manifesto nel considerare una narrazione giornalistica attenta, corretta e consapevole come uno strumento efficace per superare pregiudizi e modelli stereotipati e favorire una maggiore presenza femminile nello sport, a tutti i livelli, al superamento di gap e discriminazioni, in vista dell’obiettivo centrale della promozione dello sport come pratica di vita sana e di cittadinanza attiva – scrive nel messaggio il ministro – Ci sono molte cose che attraverso il Ministero si possono fare: in primo luogo la promozione di azioni
formative per operatrici e operatori del settore dei media e dello sport a tutti i livelli, anche dirigenziali, che
parta da una collaborazione tra organizzazioni della stampa e dei media e l’università, ma che deve
coinvolgere anche la scuola sia per quanto riguarda i linguaggi, sia per quanto riguarda l’utilità e la bellezza
della pratica sportiva fin dall’infanzia per uno sviluppo armonico delle nuove cittadine e dei nuovi cittadini”. Per leggere il messaggio integrale clicca qui
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Perciò, secondo Manuela Claysset, responsabile delle politiche di genere Uisp, “i punti sanciti dal manifesto, nato dal matrimonio tra Uisp e Giulia Giornaliste, rappresentano il blocco di partenza per costruire un mondo plurale e amichevole tra i sessi e i generi, ma anche per sollecitare il resto della società nell’impegno sui diritti delle donne. Con una rete sempre più estesa da associazioni e federazioni si può migliorare”. Un concetto ribadito anche da Marina Cosi, presidente Giulia Giornaliste. ASCOLTA L’AUDIO dell’intervento di Manuela Claysset a Radio 1 Rai
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Cambiare la comunicazione è importantissimo “perchè arriva ovunque e può porre le basi per la produzione di politiche attive.Il lavoro da fare è quello di instaurare la consapevolezza dell’importanza del linguaggio che non è necessariamente parlato, ma anche visivo”, ha detto Laura Moschini, Gender Interuniversity Observatory.
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Nella deformazione della rappresentazione delle donne nello sport – atlete, giornaliste, allenatrici, politiche e donne nelle istituzioni – l’informazione svolge un ruolo fondamentale e talvolta contribuisce a promuovere stereotipi e narrazioni discriminatorie, per questo è una “piccola soddisfazione la ribellione che è partita dal commento di Fulvio Collovati in materia di donne che non si devono occupare di tecnica perchè non ne capiscono”, la sua sospensione “a due settimane almeno, è un segnale importante”, ha dichiarato Vittorio Di Trapani, segretario generale aggiunto Fnsi e segretario nazionale UsigRai, che ha ribadito che “in questi casi bisogna essere intransigenti con le palesi violazioni di tutti i nostri codici deontologici”. A questo proposito, Fabio Appetiti, associazione Italiana Calciatori (Aic) ha spiegato che “si incontrano forti resistenze nel mondo dello sport, per questo portiamo avanti questa battaglia. Una mentalità patriarcale – ha aggiunto- è quella che spinge l’ondata crescente della violenza di genere, da qui è nata la nostra campagna ‘Facciamo gli uomini’, per ribadire, attraverso la visibilità di alcuni calciatori, che la violenza di genere è anche un tema maschile. Il tema serio è la mentalità degli uomini che deve cambiare. Per questo vanno coinvolti”. L’incidenza delle atlete è in graduale aumento ma le donne rimangono sottorappresentate negli organi decisionali delle istituzioni sportive, “nella mia carriera ho trovato diverse discriminazioni”, ha raccontato Valentina Casaroli, calciatrice di serie A e portiera della Roma. A Valentina non interessa essere chiamata portiere o portiera, anzi se deve dirla tutta, forse perchè non è usuale, “mi sento più di definirmi un portiere”.
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Ma sono le discriminazioni reali che l’atleta ha portato oggi all’attenzione dei giornalisti e delle giornaliste. “Io non so se è giusto mantenere questo linguaggio o no, questo me lo dovete dire voi, ma le discriminazioni reali sono tante, in tutti i sensi, come le ‘quote rosa’ in allenamento che non premiano la tecnica o nelle scuole di calcio maschili dove le bambine non devono pagare la stessa quota associativa in quanto bambine. Non è discriminazione anche questa?”. Paola Spadari, presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lazio, rivolgendosi alla calciatrice della Roma ha detto che “è per una resistenza, anche da parte delle istituzioni, che anche tu nel percepire questi termini declinati al femminile, li percepisci come non gradevoli. È perchè non c’è l’abitudine, che se si parla di portiera non si pensa all’atleta dello sport ma ad un altro mestiere”. “Sono i valori tecnici spettacolari, agonistici, le capacità stilistiche che noi abbiamo il dovere di enfatizzare, null’altro. Credo francamente che questa sia la strada maestra”, ha chiosato Carlo Verna, presidente dell’Ordine dei Giornalisti.(Fonte: Agenzia Dire)
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Una meta oltre le sbarre
Teatro, rugby e poesia per aprire le porte del carcere. È l’obiettivo dell’iniziativa di oggi nella casa circondariale di Pesaro grazie allo spettacolo “Corpo a corpo. Ricordi e ritorni tra gioco e sogno di una vita”. Sul palcoscenico detenuti della compagnia Lo spacco e studenti dell’università di Urbino.
Movimento è salute
Si concluderà domenica l’ottava edizione della Move week, iniziativa che attraverso centinaia di eventi sportivi vuole convincere i cittadini europei a combattere la sedentarietà. Ascoltiamo Vincenzo Manco, presidente nazionale dell’Uisp che coordina gli eventi in Italia. (sonoro)
Napoli città aperta
Il Comune partenopeo dice no al razzismo. E ha conferito la cittadinanza onoraria a Kalidou Koulibaly, il difensore vittima più volte di cori razzisti ma soprattutto. Si legge nella motivazione: “Il calciatore senegalese oltre ad essere un fuoriclasse, ha saputo essere anche un vero esempio di cittadino del mondo”.
L’ultimo passaggio si sarebbe dovuto fare in consiglio comunale. E, nella seduta di lunedì, l’amministrazione napoletana ha votato si al conferimento della cittadinanza onoraria a Kalidou Koulibaly. L’iniziativa è stata pensata sin dallo scorso 26 dicembre, quando il difensore senegalese subì i cori razzisti che gli dedicò uno dei settori popolari dello stadio di San Siro. Koulibaly rispose con dichiarazioni che hanno dimostrato che, oltre ad essere un fuoriclasse, ha saputo essere anche un vero esempio di cittadino del mondo. “Il conferimento della cittadinanza onoraria – hanno sottolineato i due consiglieri proponenti – ha una grande valenza politica ed evidenzia la natura antirazzista, multiculturale e multietnica della nostra città di cui
Kalidou Koulibaly è e può essere degno rappresentante”.
Vacanze in autonomia
L’Unione italiana ciechi e ipovedenti ha presentato il Manuale d’autonomia per i campi estivi con i non vedenti, innovativo progetto per la realizzazione di interventi abilitativi. È un vero strumento di lavoro per gli operatori che possono tirare fuori le abilità dei ciechi permettendo loro di diventare sempre più autonomi. L’intervento è stato attuato in 18 Regioni italiane.
Media, femminile plurale
Presentato questa mattina a Roma il manifesto promosso da Giulia-Giornaliste unite libere autonome e Uisp, che lancia alcune idee guida per una diversa informazione, che combatta pregiudizi e stereotipi legati al mondo dello sport. Sentiamo Manuela Claysset, del gruppo di lavoro che ha curato il testo. (sonoro)
Handbike sharing
Inaugurato a Torino il primo servizio in Europa rivolto a persone con disabilità. Il progetto per una città accessibile a tutti mette a disposizione una city bike particolare, dotata di tre ruote e di uno speciale meccanismo per “pedalare” con le mani. Si chiama ToHandbike: può essere prenotata gratuitamente e viene recapitata presso l’indirizzo indicato.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Ambiente e sviluppato da Tobike e Città di Torino, in partnership con Aips. Chiunque sia iscritto al servizio, può prenotare gratuitamente la propria handbike per un periodo di tre giorni consecutivi. La bicicletta verrà recapitata presso l’indirizzo indicato in fase di registrazione dall’utente e successivamente ritirata al termine del noleggio. Qualora l’utente abbia esigenze diverse, potrà effettuare il noleggio della HandBike per più tempo, fino ad un massimo di sette giorni, effettuando il pagamento di una tariffa; nel periodo di affidamento, infatti, dovrà garantire la custodia in sicurezza del mezzo, per la quale è ritenuto responsabile. Aips metterà a disposizione degli utenti 6 biciclette di sua proprietà, mentre Tobike si occuperà della logistica e della manutenzione dei mezzi.
In sella con Aequilibrium
Verrà presentato oggi pomeriggio al Centro Giovani di Piombino il nuovo dispositivo per la sicurezza in bici. Il servizio di Elena Fiorani. (sonoro)
Si chiama Aequilibrium ed è un dispositivo salvavita per chi va in bici. Pensato per ciclisti professionisti, semplici appassionati, adulti e bambini. Per chi sulle due ruote va per piacere, ma anche per coloro che usano la bicicletta per lavoro. L’idea, finanziata da Fondazione CR
Firenze e Legacoop Toscana, consiste in un faro posteriore per bici che, se collegato allo smartphone, tramite app scaricabile dal proprio store, è capace di rilevare urti importanti o situazioni di pericolo, inviando a un numero di cellulare un sms con la posizione GPS. Funziona come la scatola nera degli arei, ma con un costo di produzione e vendita ridotto. La presentazione è organizzata dall’Associazione Nazionale per la sicurezza sul lavoro “Ruggero Toffolutti” e dall’Uisp di Piombino con la collaborazione di Unicoop Tirreno e il patrocinio del Comune di Piombino
Sotto la lanterna
Da domani a domenica il Porto Antico di Genova diventerà una grande palestra a cielo aperto con attività, spettacoli, esibizioni e ospiti speciali. Per la 15esima edizione la kermesse diventa green e ancora più grande. I partecipanti potranno osservare ma soprattutto provare decine di sport, individuali e di squadra.
Ormai è una tradizione: il Porto Antico si trasformerà per tre giorni in un grande villaggio olimpico, da Piazza Caricamento fino a Calata Gadda, attraverso Piazzale Mandraccio e i Magazzini del Cotone, ovunque, senza soluzione di continuità, gli sport individuali si affiancheranno a quelli di squadra, in un colorato collage delle più svariate attività e iniziative.
Sabato 25 e domenica 26 come sempre liberi tutti: per i più piccoli inizierà la corsa a chi prova più sport, per divertirsi ma anche per completare il Passaporto dello Sport e conquistare così i gadget ufficiali della Festa dello Sport, mentre i più grandi potranno cimentarsi tra lezioni di fitness sul Palco Millo e spettacoli da lasciare senza fiato sul Palco Mandraccio e su quello di Piazza delle Feste.
Saranno più di 90 gli sport presenti e 180 gli eventi del ricco programma di questa edizione di Festa dello Sport. Oltre alle più attese conferme e agli immancabili classici dello sport, alcune importanti novità regaleranno agli affezionati un sapore nuovo. Si comincia a Calata Gadda, dove sotto l’ombra della ruota panoramica lo sport su due ruote dell’outdoor cycling insieme alle mountain bike costeggeranno i campi da volley. I Magazzini del Cotone si vestiranno a Festa per tutti e tre i giorni e grazie all’atletica, la monoruota e le affascinanti scherme storiche creeranno per la prima volta un percorso sportivo che serpeggerà tra gli spazi esterni e gli sport al coperto come karate, kung fu, badminton, tiro con l’arco, calcio balilla…
Albergabici
È la rete che riunisce tutte le strutture che sono già, o desiderano diventare, bike friendly. La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha coinvolto finora 650 tra agriturismi, ostelli e alberghi dal Nord al Sud Italia. I requisiti minimi per entrare nel circuito rivolto al mercato cicloturistico sono stati studiati per andare incontro alle esigenze di chi fa vacanze su due ruote.
Gli Albergabici riconosciuti accettano pernottamenti di una sola note, offrono un parcheggio chiuso e sicuro per le biciclette dei clienti con angolo ciclofficina e garantiscono una colazione sostanziosa. Le strutture che entreranno nella rete compariranno sul sito di Albergabici fino al 31 ottobre 2020 con una pagina descrittiva arricchita da una gallery fotografica.
«Il cicloturismo è una realtà in costante crescita in tutta Europa – commenta Michele Mutterle, della segreteria nazionale di FIAB e responsabile di Albergabici – In Italia muove un indotto di 3,2 miliardi di euro e, in tutta Europa, di 44 miliardi, dato superiore a quello prodotto del settore delle crociere che si ferma a 39,4 miliardi. Da considerare, inoltre, la ricaduta sul territorio: il cicloturista spende il 40% in più della media dei turisti di massa».
FIAB ha inaugurato il progetto Albergabici nel 2003 perché strutture bike friendly e cicloturisti alla ricerca di un’accoglienza attenta e preparata potessero trovarsi e comunicare il più possibile. Il servizio offerto agli associati comprende anche la presenza sul portale Bicitalia e informa tutti i potenziali clienti sulle ciclabili presenti nelle vicinanze.




