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Operatori culturali: la denuncia delle paghe da fame nel settore

di Redazione GRS


Arriva la denuncia delle paghe per gli operatori culturali dall’associazione “Mi riconosci”. Il servizio è di Federica Bartoloni

Quello della cultura è un settore basato su appalti al ribasso. Per questa ragione gli operatori culturali sono costretti ad accettare retribuzioni tra i quattro, cinque euro l’ora per i dipendenti (sempre precari) di cooperative che riescono ad aggiudicarsi appalti in progetti culturali proprio grazie a queste gare al ribasso. “Caporalato”, “sfruttamento”: non esistono altri termini per definire tali condizioni come denuncia l’associazione “Mi Riconosci?” attraverso le pagine di “Avvenire”. Siamo abituati a relegare queste parole al fianco del concetto di schiavitù ma, nonostante nel nostro Paese continui a crescere il fenomeno del caporalato di immigrati stranieri soprattutto in agricoltura, questo si è evoluto in altre forme, così come la schiavitù.

Fondi per la povertà educativa: Arci e Uisp lanciano un appello al governo

di Redazione GRS


Arci, Uisp ed Arci Ragazzi chiedono al governo di ripensarci e di finanziare il Fondo per il contrasto alla povertà educativa. “C’è bisogno di una politica di welfare per i territori – dicono le associazioni – nel costruire presìdi di sostegno, ascolto, accoglienza e relazione per una generazione che non smette mai di essere dimenticata dalla politica”.

“Donne di altri mondi”: la storia dell’allenatrice che sfida gli stereotipi culturali

di Redazione GRS


Donne di altri mondi. E’ il titolo del documentario che racconta la storia di Alessandra Campedelli, allenatrice della nazionale femminile di pallavolo, prima iraniana e poi pakistana. Il servizio di Elena Fiorani

Un viaggio attraverso lo sport, i diritti delle donne e la resilienza in Iran e Pakistan: è questo il cuore del documentario, realizzato e distribuito dalla DRC productions. L’obiettivo del progetto è raccontare una storia di inclusione e cambiamento sociale, evidenziando come lo sport possa diventare uno strumento di emancipazione femminile anche in contesti dove i diritti delle donne sono limitati. Campedelli, attraverso il suo lavoro, sfida stereotipi culturali e sociali, offrendo alle atlete un’opportunità di crescita e di visibilità. Il documentario si propone come uno strumento educativo per promuovere una cultura dell’uguaglianza e della partecipazione attiva, infatti verrà portato nelle scuole italiane, per stimolare una riflessione su diritti e libertà e offrire ai giovani un punto di vista differente