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Afghanistan, un anno dopo la presa dei talebani: abusi, torture e arresti arbitrari

di Redazione GRS


 

 

 

Diritti umani cercasi. Un anno dopo la presa del potere dei talebani, la situazione in Afghanistan è sempre più allarmante. Il servizio di Fabio Piccolino.

Nei giorni scorsi le Nazioni Unite hanno pubblicato il Rapporto sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan dopo l’arrivo dei talebani. Dalla ricerca emerge come il gruppo al potere sia responsabile di abusi, arresti arbitrari, torture e maltrattamenti, e dell’uccisione di almeno 160 persone senza averle sottoposte prima a un procedimento giudiziario.

L’Onu si è detta preoccupata per l’impunità con cui i talebani sembrano aver commesso queste violazioni: una situazione resa ancora più grave dalle misure adottate dalle autorità per frenare il dissenso e limitare i diritti e le libertà fondamentali degli afgani.

Crisi politica, il richiamo alla “massima responsabilità” del Forum terzo settore

di Redazione GRS


In nome del Paese. “La crisi politica che ha portato allo scioglimento anticipato delle Camere potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla situazione del Paese, già segnato da una profonda crisi sociale oltre che economica. Questo rende ancora più doveroso affrontare il prossimo futuro con la massima responsabilità”. Ha dichiarato Vanessa Pallucchi, portavoce Forum nazionale Terzo Settore.

Dalla Grecia a Capo Nord: la pedalata contro le disuguaglianze di Francesco Izzo

di Redazione GRS


 

 

Go isla go. Seimila km in bici per comprare tre anni di cibo per una casa famiglia nel sud delle Filippine. Il servizio di Elena Fiorani.

Una pedalata tra Grecia e Capo Nord per sensibilizzare sul divario esistente tra l’occidente e tante popolazioni nel mondo che non hanno neanche l’acqua potabile. Secondo Francesco Izzo, promotore della raccolta fondi, tutti noi possiamo intervenire per cambiare le cose.

Dal 22 aprile attraversa l’Europa in bicicletta per raccogliere, tramite la piattaforma GoFundMe, il denaro necessario a comprare cibo per la sua casa famiglia a Calabnugan, dove vivono 21 bambine: nel villaggio del sud delle Filippine la vita non è semplice, obiettivo del progetto è assicurare a queste ragazze un’istruzione di qualità che permetta loro di costruirsi un futuro. Questa sera a Roma si tiene l’evento conclusivo della campagna.