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Riforma della cultura: si mobilita il collettivo “La musica che gira”

di Redazione GRS


 

 

La musica che gira. Il coordinamento composto da lavoratori e artisti della musica e dello spettacolo torna a mobilitarsi per chiedere la riforma (che ancora non c’è). Il servizio è di Clara Capponi.

Distribuzione iniqua dei sostegni economici una mappatura del settore che non incide abbastanza sull’emersione del lavoro nero. Sono solo alcune delle ombre legate alla riforma della cultura proposta dal ministro Franceschini evidenziate dal collettivo La musica che gira.

«Ci aspettavamo una riforma – dicono i rappresentanti degli artisti e lavoratori dello spettacolo- che in maniera coraggiosa partisse da un foglio bianco per scrivere una storia diversa, ci siamo trovati di fronte a una serie di palliativi, a un sistema di riconoscimento dei contributi ancora troppo complesso, «Se questa è una rivoluzione dobbiamo ammettere di non averla compresa. ll Ministero della Cultura ci incontra per poter dire che lavora con gli operatori del settore, ma non ci ascolta -sottolinea il coordinamento.

Piano Nazionale Mobilità Ciclistica, Giovannini: “Sarà varato entro fine anno”

di Redazione GRS


Rivoluzione su due ruote. Il Piano Nazionale della Mobilità Ciclistica dovrebbe essere varato entro fine anno: lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Giovannini. Il PNRR prevede 600 milioni di euro per ciclovie nazionali e piste ciclabili urbane, mentre altri 400 milioni saranno stanziati dalla legge di bilancio.

Lo prevede l’art. 3 della legge 11 gennaio 2018, n. 2 e doveva essere approvato entro ottobre 2018. Come spesso accade i sei mesi entro il quale il piano doveva essere approvato sono diventati anni. Ma, finalmente, qualcosa sembra stia per cambiare. Infatti, in una recente intervista, il Ministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha annunciato che, entro la fine dell’anno, sarà varato il Piano Nazionale della Mobilità Ciclistica, ricordando che il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) prevede 600 milioni di euro per ciclovie nazionali e piste ciclabili urbane e che altri 400 milioni saranno stanziati dalla legge di bilancio.

Un annuncio importante, considerato che quasi tutte le regioni e diversi altri enti locali hanno già provveduto alla pianificazione di loro competenza, in assenza di un quadro generale di livello nazionale.
Il Piano generale della mobilità ciclistica è articolato con riferimento a due specifici settori di intervento, relativi, rispettivamente, allo sviluppo della mobilità ciclistica in ambito urbano e metropolitano e allo sviluppo della mobilità ciclistica su percorsi definiti a livello regionale, nazionale ed europeo.

Il Piano generale della mobilità ciclistica si riferisce a un periodo di tre anni e reca:

a) la definizione, per ciascuno dei tre anni del periodo di riferimento, degli obiettivi annuali di sviluppo della mobilità ciclistica, da perseguire in relazione a due distinti settori di intervento (mobilità ciclistica in ambito urbano e metropolitano e mobilità ciclistica su percorsi definiti a livello regionale, nazionale ed europeo), avendo riguardo alla domanda complessiva di mobilità;

b) l’individuazione delle ciclovie di interesse nazionale che costituiscono la Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» e gli indirizzi per la definizione e l’attuazione dei progetti di competenza regionale finalizzati alla realizzazione della Rete stessa; c) l’indicazione, in ordine di priorità, con relativa motivazione, degli interventi da realizzare per il conseguimento degli obiettivi di cui alla lettera a), nei limiti delle risorse di cui alla lettera e);

d) l’individuazione degli interventi prioritari per assicurare le connessioni della Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» con le altre modalità di trasporto;

e) la definizione del quadro, per ciascuno dei tre anni del periodo di riferimento, delle risorse finanziarie pubbliche e private di cui all’articolo 10 – Disposizioni finanziarie – della legge, da ripartire per il finanziamento degli interventi previsti nel medesimo Piano generale, nonché di quelli indicati nei piani della mobilità ciclistica delle regioni, dei comuni, delle città metropolitane e delle province;

f) gli indirizzi volti ad assicurare un efficace coordinamento dell’azione amministrativa delle regioni, delle città metropolitane, delle province e dei comuni concernente la mobilità ciclistica e le relative infrastrutture, nonchè a promuovere la partecipazione degli utenti alla programmazione, realizzazione e gestione della rete cicloviaria;

g) l’individuazione degli atti amministrativi, compresi quelli di natura regolamentare e gli atti di indirizzo, che dovranno essere adottati per conseguire gli obiettivi stabiliti dal medesimo Piano generale;

h) la definizione, nei limiti delle risorse di cui alla lettera e), delle azioni necessarie a sostenere lo sviluppo della mobilità ciclistica in ambito urbano, con particolare riferimento alla sicurezza dei ciclisti e all’interscambio modale tra la mobilità ciclistica, il trasporto ferroviario e il trasporto pubblico locale.

Ddl Zan, appello di Arcigay sulla discussione in corso al Senato

di Redazione GRS


 

 

Nessun compromesso al ribasso: è l’appello di Arcigay dopo la prima giornata di discussione al Senato del DDL Zan. Il servizio è di Fabio Piccolino

“Dopo questa prima giornata in Aula, piena di fischi e ululati, possiamo intravedere i tanti ostacoli che incontrerà il testo nei giorni e nelle settimane a venire e ci dice molto sul modo in cui un pezzo della nostra classe politica affronta il tema dei diritti umani, civili, sociali”: è la dichiarazione di Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, dopo discussione del Ddl Zan a Palazzo Madama.

L’organizzazione ha poi rinnovato l’appello alle coscienze dei senatori affinché la legge contro l’omotransfobia venga approvata senza ulteriori modifiche.

Land grabbing, nuovo rapporto di Focsiv sui “padroni della terra”

di Redazione GRS


I padroni della terra. E’ nuovo Rapporto di Focsiv sul land grabbing: un fenomeno sempre più diffuso che lo scorso anno ha raggiunto i 93 milioni di ettari strappati alle popolazioni locali e alle comunità più vulnerabili. Ai nostri microfoni Andrea Stocchiero, Policy Officer dell’organizzazione

Paralimpiadi Tokyo 2020: presenti anche i 6 atleti del team rifugiati

di Redazione GRS


La squadra più coraggiosa del mondo. Alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 ci saranno anche i sei atleti del team rifugiati, una donna e cinque uomini che gareggeranno in rappresentanza degli oltre 82 milioni di persone che sono state costrette a fuggire, 12 milioni delle quali vivono con una disabilità. Il team rifugiati sarà il primo a entrare nello stadio il 23 luglio durante la cerimonia di apertura.

Lo chef de mission per la squadra è Ileana Rodriguez, una rifugiata cubana che ha gareggiato ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 nel nuoto per gli Stati Uniti. “Vorrei esortare le persone di tutto il mondo a sostenere la squadra sportiva più coraggiosa del mondo, la squadra paralimpica dei rifugiati”, l’invito di Andrew Parsons, presidente dell’Ipc. “Questi atleti esemplificano come il cambiamento inizia con lo sport: hanno subito lesioni che hanno cambiato la vita, sono fuggiti per la loro sicurezza e hanno intrapreso viaggi pericolosi, ma nonostante le numerose barriere poste sul loro cammino, sono diventati atleti d’elite pronti a competere ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. Lo sport è un potente strumento per includere i rifugiati con disabilità nella società e l’annuncio del Refugee paralympic team è un momento toccante per l’Ipc: stiamo mantenendo un impegno che abbiamo preso al Forum mondiale dei rifugiati dell’Unhcr nel 2019 per promuovere la partecipazione equa nei eventi sportivi per i rifugiati”.

L’annuncio della composizione della squadra è stato dato tramite un video con le voci e i volti delle star del mondo della musica, dello sport, della letteratura, del teatro e dello schermo che difendono la causa dei rifugiati. Per cominciare, Ibrahim Al Hussein, nuotatore rifugiato siriano che vive ad Atene, è stato annunciato dal frontman dei Coldplay, Chris Martin. E’ poi la volta dell’atleta Alia Issa, rifugiata siriana che vive sempre ad Atene, annunciata dall’attrice britannica e Goodwill Ambassador dell’Unhcr, Gugu Mbatha-Raw. Parfait Hakizimana, rifugiato del Burundi che vive nel campo profughi di Mahama, Ruanda, specializzato nel parataekwondo, è stato annunciato dalla cantante d’opera e destinataria della Legione d’onore francese e ambasciatrice di buona volontà dell’Unhcr, Barbara Hendricks (la sua partecipazione è legata però alle chance di qualificazione fissate al primo agosto). Ancora, a Tokyo ci sarà Abbas Karimi, nuotatore rifugiato afgano che vive a Fort Lauderdale, negli Stati Uniti, annunciato dall’ambasciatore di buona volontà dell’Unhcr Khaled Hosseini, l’autore del best-seller ‘Il cacciatore di aquiloni’ e lui stesso rifugiato afghano. Anas Al Khalifa, rifugiato siriano che vive a Halle, in Germania, gareggerà nella paracanoa e il suo nome è stato annunciato dal calciatore e sostenitore di alto profilo dell’Unhcr, Asmir Begovic. Infine c’è Shahrad Nasajpour, rifugiato iraniano che vive a Phoenix, negli Stati Uniti, ed è specializzato nel lancio del disco, annunciato dal calciatore del Bayern Monaco e del Canada, Alphonso Davies, anch’egli rifugiato originario della Liberia e recentemente annunciato come Goodwill Ambassador dell’Unhcr.

Relazione annuale Inps: l’importanza “inequivocabile” del reddito di cittadinanza

di Redazione GRS


 

 

 

Reddito fondamentale. Quello di cittadinanza come misura contro la povertà. Lo dice la relazione annuale Inps. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Mentre le analisi Inps illustrano come la disuguaglianza nei redditi annuali sia cresciuta di quasi il 50% negli ultimi 30 anni, e la disuguaglianza salariale raddoppiata, è evidente un inesorabile aumento della precarizzazione del lavoro che richiede maggiori protezioni ed equità.

“In questa direzione andrebbe l’inserimento di un salario minimo”, rileva la relazione dell’Inps. Che reputa “inequivocabile”, l’efficacia nel contrasto alla povertà e inclusione sociale apportato dal Reddito/Pensione di Cittadinanza, soprattutto nel 2020 per 1,8 milioni di famiglie e 3,7 i milioni di individui, di cui un quarto minori.