Anche le adolescenti sono vittima di abusi: 9 giovani su 10 non si sentono al sicuro e la maggioranza delle intervistate dichiara di aver avvertito personalmente disagio da comportamenti, commenti o avances da parte di adulti; il 70% dice di aver subito molestie o apprezzamenti sessuali.
Quasi una ragazza su due ha fatto finta di nulla per paura o per vergogna. Sono i dati dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e ScuolaZoo. Secondo la psicoterapeuta Marianna Trojano, il sesso femminile è, nonostante tutto, ancora percepito come il sesso debole, su cui scaricare tutte le responsabilità dei fatti.
La Figc e la Divisione Calcio Femminile sostengono la campagna “2020. Il mondo si è fermato. I centri antiviolenza D.i.Re NO”, lanciata in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’associazione ha garantito l’assistenza alle vittime di violenza e ai loro figli anche nei momenti più difficili del primo lockdown e anche ora che il paese è diviso in zone rosse, arancioni e gialle.
D.i.Re è la più grande associazione nazionale che si occupa di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne. Ogni anno, grazie a 103 centri antiviolenza, più di 100 case rifugio e case di semi autonomia e centinaia di sportelli di primo contatto che lavorano in sinergia con gli enti locali, supporta migliaia di donne e ragazze nel percorso per riconquistare la propria vita. Questa iniziativa, accompagnata dal claim ‘2020. Il mondo si è fermato. I centri antiviolenza D.i.Re NO’, prende le mosse dall’esperienza vissuta in questi mesi dai centri antiviolenza della rete D.i.Re, che non hanno mai fatto venire meno il loro supporto alle donne vittime violenza e ai loro figli, garantendo assistenza nei momenti più difficili del primo lockdown e anche ora che il paese è diviso in zone rosse, arancioni e gialle.
E se nel 2019 le donne accolte e sostenute dai centri antiviolenza D.i.Re sono state in media 1.695 al mese, per un totale di 20.432, questa cifra è salita a quasi 3.000 al mese tra il 2 marzo e il 3 maggio 2020, confermando quanto la violenza tra le mura domestiche si sia aggravata durante il lockdown. I dati dei centri antiviolenza D.i.Re per il 2019 confermano infatti come il maltrattante nell’83,7% dei casi abbia (o abbia avuto) le chiavi di casa. Si tratta infatti dell’attuale partner nel 55% dei casi, dell’ex partner nel 20%, o di un altro familiare nell’8,7%.
“Siamo felici di trovare nuovamente la FIGC e la Divisione Calcio Femminile al nostro fianco, perché le donne che giocano a calcio sono la dimostrazione che è possibile uscire dalle gabbie degli stereotipi e pregiudizi in cui troppo spesso vogliono intrappolare le donne, e che troppo spesso finiscono per condonare o minimizzare la violenza”, ha affermato Antonella Veltri, presidente di D.i.Re. Un concetto ribadito anche dal presidente della Divisione Calcio Femminile Ludovica Mantovani: “Siamo orgogliosi che il nostro mondo sia un veicolo strategico per arrivare alle famiglie italiane tramite l’immagine incisiva delle nostre atlete, che rappresentano un simbolo di empowerment femminile. L’educazione alla parità di genere deve diventare una componente essenziale di tutto il sistema di formazione. I centri antiviolenza sono luoghi protetti, in cui si promuove anche l’autoconsapevolezza e quindi semplicemente grazie di esserci sempre per tutte noi. Dobbiamo vincere questa partita insieme”.
È il titolo del dossier che ActionAid ha realizzato nel 2020 per verificare lo stato dell’arte rispetto ai finanziamenti per i centri antiviolenza e per il Piano nazionale. Le richieste di aiuto sono raddoppiate ma i centri sono stati lasciati soli.
Ascoltiamo Isabella Orfano, esperta di diritti delle donne di ActionAid.
Questa sera alle 21 la rappresentanza in Italia della Commissione europea trasmetterà online sulla propria pagina Facebook un evento sul diritto di ogni donna a vivere libera e sicura. L’attore Neri Marcorè e il cantautore Edoardo De Angelis, saranno protagonisti insieme a molti loro colleghi di un percorso musicale intervallato dalle riflessioni di Daniela Brancati, Dacia Maraini e Alberto Laruccia.
Secondo l’ultimo Rapporto annuale dell’Agenzia europea dell’ambiente, la qualità dell’aria in Europa è in miglioramento. Le emissioni e le concentrazioni di inquinanti sono in diminuzione da circa dieci anni, a eccezione del settore agricolo e del riscaldamento residenziale. A influire positivamente sui dati dell’ultimo anno anche i blocchi dovuti alla pandemia.
Per le persone con disabilità rimane uno dei problemi maggiori. La Fondazione Unipolis propone una ricerca sul “Paradosso della mobilità” in cui si ricorda come nei prossimi anni due milioni di disabili utilizzeranno mezzi di trasporto e uno su due guiderà un’auto. Ma si tratta ancora di un diritto negato.
I dati Inail spiegano quanti contagi negli ambienti professionali. Il servizio di Giuseppe Manzo
I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 31 ottobre sono 66.781, pari al 15,8% del complesso delle denunce pervenute dall’inizio dell’anno e al 9,8% dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. I casi mortali sono 332, 13 in più rispetto al monitoraggio precedente al 30 settembre. Quasi sette contagiati su 10 (69,7%) sono donne, con un’età media dall’inizio dell’epidemia di 47 anni per entrambi i sessi.
I casi mortali, invece, sono concentrati soprattutto tra gli uomini (83,7%) e nelle fasce 50-64 anni (70,8%) e over 64 anni (19,0%), con un’età media dei deceduti di 59 anni. L’analisi territoriale evidenzia che più della metà delle denunce presentate all’Istituto (53,1%) ricade nel Nord-Ovest, seguito da Nord-Est (22,3%), Centro (13,2%), Sud (8,3%) e Isole (3,1%). L’analisi dei contagi sul lavoro per professione dell’infortunato conferma che la categoria piu’ colpita è quella dei tecnici della salute, con il 39,3% delle infezioni denunciate e il 10,0% dei casi mortali, seguita dagli operatori socio-sanitari, dai medici, dagli operatori socio-assistenziali.
Alle 21, sul canale youtube di Va’ Sentiero, l’anteprima del docufilm “Alla scoperta del Sentiero Italia. I primi 3.548 km da Trieste ai Monti Sibillini”, che condensa in 50 minuti i paesaggi, i volti e le storie che il team ha incontrato durante i primi 7 mesi della spedizione. “Il trekking più lungo al mondo nel Paese più bello del mondo” da percorrere all’insegna della consapevolezza ambientale e del turismo lento.
Appuntamento in diretta alle 21.00 sul canale YouTube di Va’ Sentiero per la proiezione; alle 21.55 ci si sposta su Facebook per il Question Time aperto alle curiosità di tutti gli spettatori. Modera Frank Lotta, speaker di punta di Radio Deejay e conduttore del programma Deejay On the Road. Autoprodotto da Va’ Sentiero con video e montaggio di Andrea Buonopane, il docufilm “Va’ Sentiero – Alla scoperta del Sentiero Italia.
I primi 3.548 km da Trieste ai Monti Sibillini” condensa in 50 minuti i paesaggi, i volti e le storie che il giovane team di Va’ Sentiero ha incontrato durante i suoi primi 3.548 km percorsi nei primi 7 mesi della spedizione lungo il Sentiero Italia, attraversando Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Marche.
Un cammino, questo, senza precedenti, iniziato lo scorso anno con un duplice obiettivo: da una parte promuovere il Sentiero Italia – il trekking più lungo al mondo – all’insegna della consapevolezza ambientale e del turismo lento; dall’altra, valorizzare le Terre Alte rispettandone le peculiarità locali e ambientali e contribuendo a sostenere il tessuto socio-economico delle aree interne, troppo spesso in via di spopolamento.
Presentato il rapporto Censis-Tendercapital “La sostenibilità al tempo del primato della salute”. Ascoltiamo il servizio di Anna Monterubbianesi.
Seicento mila poveri in più, 5 milioni in difficoltà per i pasti. L’emergenza allarga le maglie del disagio sociale: la vita peggiora per 7,6 milioni di famiglie e si amplia il gender gap sul fronte del lavoro femminile, con il 34,8% delle donne che lamenta un peggioramento del proprio impiego.
Questi in sintesi i principali dati emersi dal secondo rapporto Censis-Tendercapital su “La sostenibilità al tempo del primato della salute” presentato ieri in Senato. Si riducono i redditi e sono 23,2 milioni le persone che hanno dovuto fronteggiare delle difficoltà con redditi familiari ridotti, mentre 2 milioni sono già stati duramente colpiti nella prima ondata della pandemia.
I consigli di amministrazione delle società quotate in borsa dovranno essere composti per almeno il 30% da donne: è la nuova misura del governo tedesco per raggiungere l’obiettivo della parità di genere nella gestione delle grandi aziende. Secondo i promotori, si tratta di un’iniziativa che favorisce la crescita di una comunità più moderna e sostenibile.
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