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Allarme povertà, Istat: un italiano su cinque fatica ad arrivare a fine mese

di Redazione GRS


Così non va – Secondo i dati Istat quasi 11 milioni di persone in Italia sono a rischio di povertà, oltre un quinto della popolazione dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà e oltre un quarto fatica ad affrontare spese impreviste. Per Alleanza contro la Povertà è urgente intervenire subito con politiche mirate e riforme credibili di corto, medio e lungo termine.

A seguito della presentazione del Rapporto annuale Istat 2026 Alleanza contro la povertà ribadisce l’urgenza di intervenire subito per affrontare con decisione e politiche mirate la crescita della povertà nel nostro Paese.
I numeri, meglio di qualunque altra considerazione, certificano la persistenza della povertà assoluta in Italia: nel 2025, quasi 11 milioni di individui (18,6 per cento) sono a rischio di povertà, oltre un quinto della popolazione dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà e oltre un quarto fatica ad affrontare spese impreviste.
5,7 milioni di individui, 2,2 milioni di famiglie (8,4% del totale), 1,28 milioni di minori. A questi si aggiungono quasi 11 milioni a rischio di povertà, un’incidenza dell’insicurezza alimentare al 9,3 per cento e una povertà energetica che sale al 9,1 per cento.

Il dato, ci dice Istat, è «sostanzialmente stabile rispetto al 2023», ma questa stabilità indica che le misure finora adottate non stanno producendo una riduzione strutturale del fenomeno.

E poi ci sono le diseguaglianze, vera piaga nel nostro Paese. I dati Istat confermano infatti come la povertà sia fortemente concentrata su specifici gruppi sociali e territori. Le famiglie composte da soli stranieri registrano un’incidenza della povertà assoluta del 35,2 per cento, quattro volte la media nazionale.
Le famiglie monogenitoriali hanno un rischio di povertà del 36,3 per cento. Le famiglie con tre o più figli minori arrivano al 22,3 per cento.

Crediti foto: PB

Ai.Bi., un progetto per i minori tra Congo e Burundi

di Redazione GRS


Dalla strada alla famiglia – È il nuovo progetto di cooperazione internazionale promosso da Ai.Bi. Per la cura e l’autonomia dei minori in Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo e Burundi. Ascoltiamo Francesco Elli dell’associazione.

Tra le principali attività previste figurano la sensibilizzazione comunitaria sul diritto del minore a vivere in famiglia; i percorsi di reinserimento familiare e la promozione dell’affido e dell’adozione; la regolarizzazione giuridica dei minori e il sostegno economico alle famiglie tramite attività generatrici di reddito; il supporto sanitario, nutrizionale, educativo e psico-sociale ai minori accolti nei centri partner.
Il progetto prevede inoltre l’accoglienza e la presa in carico di oltre 100 bambini nei centri FED e SODAS a Goma, con i quali Amici dei Bambini collabora da tempo, e percorsi di autonomia per 20 care leavers.
A Kinshasa sarà sviluppato un modello di sanità scolastica con screening per anemia falciforme e accompagnamento socio-sanitario, mentre in Congo Brazzaville (Repubblica del Congo) saranno promosse attività di formazione per funzionari pubblici sul tema dell’adozione e una campagna di comunicazione multilingue. Nel villaggio di Makana sarà infine attivato un programma di alfabetizzazione e formazione professionale rivolto a giovani donne vulnerabili colpite dal conflitto.
I beneficiari diretti dell’iniziativa saranno oltre 5.000, tra minori istituzionalizzati, genitori e caregiver, funzionari pubblici, operatori dei centri e cittadinanza attiva.

Con questo intervento, Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS rinnova il proprio impegno a favore dei diritti dei minori e del diritto di ogni bambino a crescere in famiglia, promuovendo percorsi integrati di protezione, cura e autonomia in contesti ad alta vulnerabilità.

Crediti foto: FP

Slow Food, omaggio a Carlo Petrini tra memoria e futuro

di Redazione GRS


Per non dimenticare – Si è svolta ieri a Pollenzo, frazione di Bra – Cuneo la cerimonia pubblica di commemorazione per Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food scomparso lo scorso venerdì.

“Credeva nel cambiamento e ora ci chiede di continuare e di credere in questo cambiamento”, ha detto Don Luigi Ciotti di Libera.

“Carlin ci diceva di fare rumore, di essere visionari, ma con dei valori. Ci diceva che ora toccava a noi essere ambasciatori, di non avere paura. Continueremo ad andare avanti, a mettere energia in ogni angolo del mondo nel suo nome, per avere un mondo dove il cibo sia buono, pulito e giusto”. Così, citando nella conclusione le tre caratteristiche che Petrini declinava per il cibo, hanno parlato Lucia e Camila, studentesse dell’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo.

Crediti foto: Slowfooddonation.it

Rapporto ReSST: Italia inadempiente sui diritti dei torturati

di Redazione GRS


Inadempiente – Come l’Italia non rispetta le convenzioni Onu sui servizi per i sopravvissuti a tortura. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Il nostro Paese è ancora largamente inadempiente rispetto agli obblighi internazionali che impongono servizi accessibili ai sopravvissuti a tortura, necessari per una piena riabilitazione. A dirlo è il rapporto della Rete Italiana per il Supporto alle Persone Sopravvissute a Tortura (ReSST) in collaborazione con Action Aid: “Manca personale formato – si legge – c’è scarsa collaborazione tra il sistema sanitario e quello dell’accoglienza, e assenza di strumenti per verificare se i programmi di riabilitazione funzionino davvero.

Crediti foto: FP

“L’Africa non è così”, il libro di Chiara Piaggio che sfida i pregiudizi

di Redazione GRS


L’Africa non è così – È il libro di Chiara Piaggio che contrasta pregiudizi e cliché rimettendo al centro la complessità di un continente immenso attraverso esperienze, storie e racconti. Ogg, in occasione della Giornata dell’Africa, il volume viene presentato nelle Marche alla libreria Passaggi di Fano.

L’Africa è un’idea oltre che un luogo. Una sagoma abitata da immagini, spesso distorte. Dall’alto sembra racchiusa in un disegno coerente, ma per vedere meglio occorre avvicinarsi, scoprirne la pluralità e guardare la contemporaneità: l’espansione caotica di una città, la spinta di una protesta, i dubbi degli scrittori, le ambiguità degli aiuti. I numeri colpiscono – 75% della popolazione sotto i 35 anni, crescita urbana del 3,5% – ma non raccontano tutto. È nei dettagli che qualcosa si incrina e ci si trova a fare i conti con il proprio sguardo. Perché parlare di Africa vuol dire addentrarsi in un universo di fraintendimenti, ereditato da secoli di discorsi che le hanno cucito addosso un copione: povertà, violenza, poi riscatto. Rappresentazioni che non sono solo cliché, ma nascondono, ancora, una logica gerarchica. In questo libro Chiara Piaggio, seguendo il filo di intense esperienze vissute in diversi Paesi dell’Africa Subsahariana, propone storie, riflessioni, fatti di cronaca di ieri e di oggi, in un tentativo corale di rimettere al centro la complessità di un continente immenso.

Crediti foto: Africarivista.it

A Palermo sport e inclusione: un’area fitness per rilanciare il quartiere Sperone

di Redazione GRS


Parco Urbano RiBelle – I cittadini di Palermo possono votare per far diventare realtà uno spazio in cui lo sport diventi cultura, inclusione e riscatto sociale. L’associazione “L’arte di crescere” partecipa al bando di Democrazia Partecipata del Comune con un progetto pensato per il quartiere dello Sperone: un’area fitness all’aperto che diventa occasione di profonda rinascita urbana.

Immaginiamo un luogo aperto a tutte e tutti, dove fare sport, incontrarsi, stare insieme e vivere il quartiere in modo completamente diverso. Una visione che punta a scardinare il degrado e a restituire dignità al territorio attraverso la partecipazione attiva. È questo il cuore pulsante di “Parco Urbano RiBelle”, l’ambizioso progetto pensato specificamente per lo Sperone e ammesso al bando di Democrazia Partecipata del Comune di Palermo.

L’iniziativa, promossa dall’associazione “L’Arte di Crescere”, non si limita alla semplice progettazione di un’area fitness all’aperto, ma mira a istituire un vero e proprio spazio di comunità, inclusione e profonda rinascita urbana. L’obiettivo fondamentale è la trasformazione radicale dello sport in veicolo di cultura, cura del territorio e, soprattutto, affermazione del sacrosanto diritto allo spazio pubblico. In questa cornice, il movimento fisico e le attività motorie diventano l’occasione ideale per favorire l’incontro, l’abbattimento delle barriere sociali e una crescita collettiva e sana del tessuto di quartiere.

I dettagli del progetto, mostrati anche nella grafica della locandina ufficiale, evidenziano il contrasto virtuoso tra lo stato attuale di alcune aree verdi del quartiere (oggi spoglie o incolte) e la futura trasformazione: un’oasi urbana attrezzata con strutture moderne per il calisthenics e l’allenamento all’aperto, percorsi fitness inclusivi, strutture ludiche polivalenti e geometriche per i più piccoli, e spazi dedicati a discipline olistiche e di concentrazione come lo yoga. Un connubio perfetto che unisce il benessere psicofisico alla riqualificazione ambientale di un’area periferica strategica della città.

Come sostenere il progetto: la votazione online
Il destino del “Parco Urbano RiBelle” è adesso nelle mani della comunità palermitana. Nelle prossime settimane si aprirà ufficialmente la votazione online sul portale del Comune di Palermo. Potranno esprimere la propria preferenza tutti i cittadini residenti maggiorenni, autenticandosi in modo sicuro tramite le proprie credenziali SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Ogni singolo voto potrà contribuire in maniera decisiva a trasformare un profondo desiderio collettivo in un luogo reale e tangibile, fatto di benessere, accoglienza e riscatto urbano. Trasformare questo grande sogno in realtà è possibile, ma richiede la partecipazione attiva di tutti. L’appello degli organizzatori alla cittadinanza è chiaro e diretto: “Contiamo su di te!”.

Crediti foto: FP