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Nuove norme Ue sull’asilo, Amnesty: “Più respingimenti”
12 Febbraio 2026Diritti umani cercasi – Il Parlamento europeo ha approvato le norme che modificano il concetto di “paese terzo sicuro”: secondo Amnesty le nuove regole renderanno più facile, per gli stati membri, dichiarare inammissibili richieste di asilo senza esaminarle nel merito ed eseguire trasferimenti forzati di persone in cerca di salvezza.
Il 10 febbraio 2026 il Parlamento europeo ha approvato le norme che modificano il concetto di “paese terzo sicuro” nel Regolamento sulle procedure d’asilo dell’Unione europea e che introducono una lista comune di “paesi di origine sicuri”.
Sarà così più facile, per gli stati membri, applicare il concetto di “paese terzo sicuro” per dichiarare inammissibili richieste di asilo senza esaminarle nel merito ed eseguire trasferimenti forzati di persone in cerca di salvezza verso paesi coi quali non avranno alcun legame o attraverso i quali saranno meramente transitati.
Viene cancellato anche l’effetto sospensivo dei ricorsi: le persone potranno essere sottoposte a trasferimento forzato ad appello in corso.
La lista dei “paesi di origine sicuri” comprende Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia così come, con alcune eccezioni, gli stati candidati a entrare nell’Unione europea.
Le persone che hanno nazionalità di tali paesi saranno ritenute non bisognose di protezione e subiranno procedure accelerate di asilo, venendo private in questo modo dell’esame individuale delle loro richieste.
“È una giornata veramente nera per i diritti umani nell’Unione europea. Questo attacco al diritto d’asilo arriva mentre è ancora in fase di negoziato tutta una serie di ulteriori misure punitive. Col voto odierno, il Parlamento europeo ha capitolato di fronte a decenni di campagne contrarie ai diritti umani, a partire da quelli delle persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate. Siamo di fronte a un attacco al cuore dei principi fondamentali dell’Unione europea, a un’abdicazione all’impegno di proteggere i rifugiati e all’incentivo agli stati membri a concludere accordi con paesi terzi per l’esternalizzazione della gestione delle domande d’asilo”, ha dichiarato Olivia Sundberg Diez, esperta di Amnesty International su migrazione e asilo nell’Unione europea.

Povertà e salute mentale, Rapporto Caritas: una crisi strutturale sempre più profonda
12 Febbraio 2026Povertà e salute mentale – L’ultimo rapporto Caritas evidenzia legami sempre più profondi. Il servizio di Giovanna Carnevale.
Nell’ultimo decennio la Caritas ha registrato un aumento del 154% dei disturbi depressivi tra le persone che accompagna. E il disagio mentale, nell’80% dei casi, si intreccia con condizioni di povertà materiale, relazionale e sociale. Numeri che emergono dal rapporto realizzato in collaborazione con la Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia. E che raccontano di una crisi strutturale, che colpisce in modo particolare giovani, donne e persone con esperienza migratoria. Accanto all’analisi delle criticità, lo studio individua possibili direzioni di cambiamento: il potenziamento dell’integrazione sociosanitaria, il rafforzamento dei servizi di prossimità, la valorizzazione del ruolo del Terzo settore.

Napoli, bene confiscato diventa casa per donne fragili
12 Febbraio 2026Un bene per tutte – A Napoli nella sede del Comune è stata presentata la casa di semi-autonomia destinata a donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento in un bene confiscato alla criminalità organizzata che torna alla collettività e sarà gestito dalla cooperativa sociale Dedalus.
Un bene sottratto alla camorra che diventa baluardo di libertà.
È stata presentata questa mattina, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, alla presenza della Vicesindaco e Assessora all’Urbanistica, Laura Lieto, dell’Assessore alla Legalità Antonio De Iesu, dell’Assessora allo Sport e alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante, della Presidente del Consiglio Comunale, Enza Amato, e di Tania Castellaccio, socia della Cooperativa Dedalus, la nuova casa di semi-autonomia destinata a donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento.
L’immobile, confiscato al clan Grimaldi e assegnato al Comune di Napoli, rinasce oggi grazie alla gestione della Cooperativa Sociale Dedalus, offrendo non solo un tetto, ma un vero percorso di reinserimento sociale e lavorativo.
Il progetto trasforma un simbolo di sopraffazione in uno spazio di autodeterminazione, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Un presidio di libertà
La struttura, riqualificata funzionalmente dalla Cooperativa Dedalus, ospiterà donne che hanno già intrapreso un percorso di uscita dalla violenza, accompagnandole verso la piena autonomia abitativa e professionale.
Alla conferenza sono intervenuti anche i responsabili della Cooperativa, che hanno illustrato le attività quotidiane e il modello di accoglienza integrata che caratterizzerà il centro.
L’apertura di questa casa non rappresenta solo un traguardo amministrativo, ma un segnale di speranza: la dimostrazione che dai luoghi del crimine può germogliare una nuova cultura del rispetto e della solidarietà.

Giovani e volontariato, al via il corso Uildm e Fish
12 Febbraio 2026Esperti? Per esperienza! – Iscrizioni aperte per il corso di formazione promossi da Uildm e Fish
per aiutare i volontari a coinvolgere, motivare e accompagnare i giovani all’interno delle comunità.
Il percorso è articolato in due moduli formativi, per accompagnare i partecipanti dalla visione alla pratica.
Il volontariato sta cambiando. Cambiano i linguaggi, le motivazioni, le aspettative delle persone – soprattutto delle nuove generazioni. Per continuare a essere vivi, utili e inclusivi, le associazioni hanno bisogno di nuove competenze, di nuovi sguardi e di persone capaci di attivare legami, non solo di rispondere ai bisogni.
Essere Esperti per esperienza significa trasformare il proprio vissuto, le proprie competenze e il proprio impegno in valore per gli altri. Questo percorso formativo nasce per chi crede in un volontariato capace di evolvere, di leggere la complessità e di costruire risposte concrete, inclusive e condivise.

Csv Marche lancia la terza stagione di Glovo: nuove voci sul volontariato
12 Febbraio 2026Nuove voci e storie – È partita la terza stagione di Glovo, il podcast del Csv Marche che racconta storie di giovani e volontariato. Ascoltiamone un estratto.

Laila Edwards, prima donna nera nell’hockey Usa olimpico
12 Febbraio 2026Prime volte – Laila Edwards è la prima donna di colore a giocare per la squadra di hockey su ghiaccio olimpica degli Stati Uniti. La ventunenne ha detto che ha sempre cercato di “integrarsi” ma “distinguendosi”, come ragazza nello sport giocando con i ragazzi e, in seguito, come unica donna nera nella sua squadra.
Fin da giovane, Edwards ha già infranto ogni barriera. Aveva solo 19 anni quando è diventata la prima donna di colore a entrare a far parte della squadra femminile di hockey degli Stati Uniti
La giocatrice di hockey ventunenne ha anche infranto ogni barriera diventando la più giovane americana ad aver vinto il premio di Most Valuable Player ai campionati femminili di hockey su ghiaccio, quando aveva 20 anni.
Una donna di colore sta scrivendo la storia olimpica per la squadra femminile di hockey su ghiaccio degli Stati Uniti.
A 21 anni, Laila Edwards si unirà alla squadra nazionale alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina di quest’anno, diventando la prima donna di colore a farlo.
Originaria di Cleveland Heights, Ohio, la carriera di Edwards sul ghiaccio è iniziata da bambina. Ha iniziato a pattinare a tre anni, passando all’hockey a cinque, e ha raccontato di aver dovuto giocare nelle squadre maschili perché dove viveva non c’erano programmi per ragazze. In seguito, ha iniziato un rapporto più serio con questo sport in terza media, quando si è trasferita dall’Ohio a New York per giocare in un programma d’élite alla Bishop Kearney High School di Rochester.
Attualmente frequenta l’ultimo anno all’Università del Wisconsin e gioca sia per la squadra universitaria che per quella nazionale di hockey femminile. Il sito web ufficiale delle Olimpiadi l’ha definita una “rara giocatrice bidirezionale che può dare il suo contributo sia in difesa che come attaccante”.
Parlando della sua identità unica nello sport, ha scritto in un saggio per la serie “Forging Firsts” del Wisconsin di come abbia sempre cercato di “integrarsi” ma di “distinguersi sempre” come ragazza nello sport giocando con i ragazzi e, in seguito, come unica donna di colore nella sua squadra.
“Pensavo che tutto questo sarebbe scomparso quando ho iniziato a giocare in una squadra tutta al femminile del collegio, ma non è successo”, ha scritto. “Anche se amavo la mia squadra, c’erano momenti – come quando condividevano le routine di trucco – che mettevano in risalto la mia diversità; nessuno dei prodotti che usavano si adattava al mio incarnato. All’inizio, tutto questo ha reso difficile per me trovare me stessa e la persona con cui mi sentivo a mio agio”.
Ha scritto che, nonostante i suoi successi, a volte teme che la sua “identità possa mettere in ombra tutto il resto”.
“Gli altri vedranno i sacrifici e la dedizione che mi hanno portato fin qui?” ha scritto. “Capiranno la disciplina richiesta per partecipare agli allenamenti alle 5 del mattino o il coraggio necessario per lasciare i miei cari per inseguire la mia passione?”
Fin da giovane, Edwards ha già infranto ogni barriera. Aveva solo 19 anni quando è diventata la prima donna di colore a entrare a far parte della squadra femminile di hockey degli Stati Uniti. Nella stessa stagione ha vinto il Campionato Mondiale Femminile della Federazione Internazionale di Hockey su Ghiaccio. A 20 anni, è diventata la più giovane americana a vincere il premio di “Most Valuable Player” ai Campionati Mondiali di hockey femminile.

Giornata contro cancro infantile: a Roma le navette solidali di Peter Pan per le famiglie
12 Febbraio 2026Edizione 11/02/2026
11 Febbraio 2026
100×100 Gaza, associazioni unite per tenere alta l’attenzione sulla Palestina
11 Febbraio 2026100×100 Gaza – Fino a domenica associazioni e realtà sociali promuovono una mobilitazione straordinaria di solidarietà a sostegno della popolazione della Striscia di Gaza.
L’iniziativa si sviluppa attraverso 100 eventi informativi, culturali e di raccolta fondi in 100 ore per mantenere alta l’attenzione pubblica su quanto sta accadendo in Palestina.
Questa nuova maratona di eventi sarà focalizzata sulla riconnessione del tessuto solidaristico e di mutuo soccorso nella Striscia di Gaza.
Dopo due anni di isolamento, dispersione e frammentazione bisogna alzare la testa e muoversi insieme per la fase successiva: ricostruire i legami, riconnettere le energie, ricomporre il tessuto sociale e solidale.
Significa sostenere l’impegno degli attivist* palestinesi di passare da una logica di emergenza ad una stagione di ricomposizione e rinascita comunitaria, dove il sostegno internazionale non sia solo slancio assistenziale, ma alleanza che condivida percorsi.
Per cominciare, è in corso in queste settimane un tentativo di allestire luoghi fisici di socializzazione, all’interno dei quali persone e organizzazioni ancora attive trovino spazi sicuri e funzionali. Presidi per incontrarsi, scambiare risorse e visioni; per condividere strumenti di gestione e comunicazione, per rafforzare la coesione, la capacità operativa e la trasparenza.
L’obiettivo è innescare azioni collettive di supporto, capaci di restituire fiducia, protagonismo e continuità alle reti locali.




