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Gaza, 74mila bambini a rischio malnutrizione acuta nel prossimo anno

di Redazione GRS


Alla fame – Nel prossimo anno circa 74mila bambini avranno bisogno di cure per la malnutrizione acuta nella Striscia di Gaza, mentre 25mila donne in gravidanza e in allattamento necessiteranno di sostegno nutrizionale. Lo dice l’analisi di Fao, Unicef e Programma alimentare mondiale secondo cui soltanto il 3% dei terreni coltivabili è attualmente utilizzabile.

Quattro governatorati della Striscia – Gaza Nord, Gaza, Deir Al-Balah e Khan Younis – sono inoltre destinati a raggiungere livelli di malnutrizione classificati come “allerta” (fase 2 Ipc). Le tre agenzie spiegano che il miglioramento dei tassi di malnutrizione è dovuto soprattutto all’espansione dei programmi di prevenzione e all’aumento dell’accesso alle cure per i casi più gravi, ma resta fortemente dipendente dagli aiuti umanitari. A Gaza, infatti, oltre il 70% dei terreni coltivabili risulta inaccessibile e soltanto il 3% è attualmente utilizzabile, mentre le importazioni commerciali di prodotti freschi e proteine continuano a essere irregolari. “La malnutrizione acuta è diminuita, ma molti bambini continuano a soffrire la fame e alcuni potrebbero non riprendersi mai completamente dalla prolungata mancanza di un’alimentazione adeguata”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell. Le agenzie lanciano infine un appello alla comunità internazionale affinché aumenti i finanziamenti per alimentazione, sanità, acqua, servizi igienico-sanitari e ripresa agricola, avvertendo che l’esaurimento delle risorse disponibili rischia di compromettere i progressi ottenuti e di mettere ulteriormente in pericolo i 2,1 milioni di abitanti della Striscia.

Infanzia negata, in Italia cresce il numero dei bambini poveri

di Redazione GRS


Infanzia negata – In Italia 1 bambino su 7 vive in condizioni di povertà assoluta. Nonostante gli sforzi compiuti per affrontarla, il fenomeno è in aumento a causa di salari bassi e crescente costo della vita. È quanto emerge dal memorandum del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, che sottolinea la necessità di misure strutturali di contrasto.

I bambini sono oggi la fascia d’età più colpita dalla povertà in Italia: il 13,8% di loro – circa 1 bambino su 7 – vive in condizioni di povertà assoluta. E’ quanto emerge dal memorandum sulla povertà minorile in Italia pubblicato dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty. Questa percentuale, viene osservato, è aumentata negli ultimi anni a causa di salari non adeguati e del crescente costo della vita, che ha particolarmente colpito le famiglie. Il commissario apprezza che la povertà minorile sia riconosciuta dalle autorità italiane come un grave problema e che nel corso degli anni siano stati compiuti notevoli sforzi per affrontarla. Tuttavia, osserva che le misure di contrasto dovrebbero essere notevolmente rafforzate, attraverso un approccio coerente a livello nazionale basato sui diritti umani e incentrato sui bambini. Esorta le autorità a tutti i livelli a dare priorità all’eliminazione della povertà minorile nella loro spesa pubblica. Il commissario evidenzia che riforme strutturali, un’azione coordinata e finanziamenti sostenuti sono necessari per garantire i diritti dei bambini nel Paese. “Per garantire che la prossima generazione possa vivere senza paura né privazioni, indipendentemente dalla famiglia in cui nasce o dalla regione in cui vive, l’Italia dovrebbe sviluppare un approccio globale attuato in modo ben coordinato e sostenuto da finanziamenti costanti”, ha dichiarato O’Flaherty. La situazione della povertà minorile in Italia, viene rilevato, è segnata da notevoli disparità a livello geografico, con una concentrazione particolare nel Sud, nelle zone periferiche e nelle aree urbane svantaggiate. La povertà assoluta è più prevalente nelle famiglie monoparentali e in quelle con tre o più figli, nonché nelle famiglie in cui gli adulti hanno un basso livello di istruzione, appartengono a minoranze o sono cittadini stranieri

Pensioni, gender gap: le donne ricevono il 30% in meno degli uomini

di Redazione GRS


Gender gap – I dati Inps confermano il divario tra uomini e donne sul fronte delle pensioni. IL servizio di Federica Bartoloni.

Cresce il divario tra le pensioni erogate da Inps a donne e uomini. L’Osservatorio INPS sui flussi di pensionamento ha pubblicato dati che raccontano come nei primi sei mesi del 2026 l’importo medio percepito dalle donne sia del 30,41% inferiore a quello liquidato agli uomini. Un dato che conferma il trend previsto dal 25 Rapporto dell’Istituto presentato il 10 luglio. Un gap che si inasprisce di quasi 90 euro rispetto al 2025 in ragione della stagnazione di concrete politiche attive del lavoro femminile, tutt’oggi incapaci di infrangere il soffitto di cristallo del gender gap.

Auser, a Bagni di Lucca coperte solidali per chi vive senza casa

di Redazione GRS


Fili di Calore – A Bagni di Lucca prosegue il progetto di Auser che unisce socialità e solidarietà: volontarie e volontari si incontrano con ferri e uncinetto per sferruzzare insieme realizzando coperte da donare a chi vive senza una casa.

Un’iniziativa nata per creare incontro, condivisione e solidarietà: un gruppo di donne — ma anche gli uomini sono i benvenuti — si ritrova per trascorrere del tempo insieme realizzando, con ferri o uncinetto, piastrelle di lana che diventeranno calde coperte da destinare per il prossimo inverno a chi ha più bisogno di calore, non solo materiale ma anche umano.
Fili colorati che si intrecciano e prendono forma in lavori fatti a mano, ma anche fili invisibili di amicizia, collaborazione e attenzione verso gli altri.

A Pesaro il cricket diventa occasione di inclusione e dialogo

di Redazione GRS


Lo sport che unisce – Domenica arriva a Pesaro il 5° Trofeo regionale di cricket, all’insegna di relazioni, scambio culturale e partecipazione. Il servizio di Elena Fiorani.

Il Trofeo regionale “Cricket città di Pesaro” è nato nel 2022 seguendo la passione per questo sport di molti beneficiari dei progetti SAI gestiti dalla cooperativa sociale Labirinto. Nel tempo l’iniziativa è cresciuta coinvolgendo numerose realtà dell’accoglienza delle Marche, tanto da diventare un appuntamento atteso da chi partecipa ai progetti e dalle comunità pakistana e bengalese che popolano il territorio. La novità di questa edizione è la composizione delle squadre che saranno miste e si formeranno direttamente domenica mattina, tenendo conto dei diversi livelli di esperienza e abilità dei partecipanti. Il Trofeo, con il suo carattere non agonistico e inclusivo, vede nello sport uno strumento per promuovere una sana competitività e il rispetto dell’altro, interpretando il gioco come un momento di crescita.

Il Silver Frame Film Festival premia il diritto di migrare

di Redazione GRS


Sguardo sul presente – Il Coordinamento nazionale delle comunità accoglienti ha sostenuto il Silver Frame Film Festival di Srebrenica e Bratunac, dedicato al dialogo e alla pace. Premiato Toni Jelenić per “Dry Clothes”, corto sul diritto di migrare e sull’urgenza di non restare indifferenti.

Il CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti ha sostenuto l’edizione 2026 del Silver Frame Film Festival, un’iniziativa nata nel 2024 da un’idea del regista bosniaco Ado Hasanović per promuove il dialogo e la pace attraverso film e cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Il Festival si è tenuto a Srebrenica e Bratunac dal 16 al 19 luglio scorsi. La nostra federazione ha collaborato al Concorso studentesco regionale, che ha visto in gara i cortometraggi di sei accademie cinematografiche del Sud-Est Europa. Il CNCA ha offerto al vincitore una targa e un premio in denaro di 250 euro. La giuria era composta da Gigi Nardetto, consigliere nazionale della federazione e coordinatore dei progetti di servizio civile del CNCA, Emiliano Bertoldi, anch’egli consigliere nazionale della federazione e operatore locale di progetto per il progetto di servizio civile che il CNCA ha attivato in Bosnia ed Erzegovina, e Sofia Bertoldi e Virginia Brugnara, due neo maturate.

A vincere il Concorso è stato Toni Jelenić, dell’Accademia di Arte Drammatica di Zagabria, con il corto Dry Clothes (Vestiti asciutti). Nella motivazione del premio si legge: “Il diritto di migrare non è riconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone. Questo è all’origine di tragedie, di emergenze mantenute tali da leggi inique. Di fronte a tutto questo possiamo o rimanere indifferenti e considerarle normalità o, per restare umani, provare a fare qualcosa, anche poco, quello che sappiamo fare. Il cortometraggio Dry Clothes di Toni Jelenić lancia un messaggio originale, breve, immediato e forte nella sua semplicità, con uno stile asciutto e delicato allo stesso tempo. Un ringraziamento da parte del CNCA per questa occasione di riflessione che i sei corti ci hanno dato. Tutti interessanti, con stili e temi diversi. Grazie ai ragazzi e alle ragazze.”

La partecipazione del CNCA al Silver Frame Film Festival non è un evento estemporaneo. Il Festival è organizzato dall’Associazione Admon Film – organizzazione culturale e casa di produzione cinematografica fondata nel 2019 da Hasanović – in collaborazione con il Forum Internazionale di Solidarietà Emmaus. La federazione mantiene dall’autunno 2023 rapporti costanti con associazioni della Bosnia ed Erzegovina impegnate nel custodire la memoria delle tragiche vicende della guerra dei Balcani e per la difesa dei diritti umani, tra cui proprio Emmaus Bosnia. Grazie a questa associazione il CNCA ha conosciuto Hasanović e organizzato la proiezione del suo film I diari di mio padre, con la sua presenza, a Pisa, Monterotondo, Padova e Trento (in occasione della propria assemblea nazionale del 4 giugno 2025). E da quest’anno è attivo un progetto di servizio civile della federazione a Srebrenica e Doboj Istok che vedrà coinvolti dal 30 ottobre prossimo sei giovani. Le proiezioni dei corti del Concorso studentesco regionale si sono tenute proprio presso la sede a Srebrenica di Emmaus Bosnia, dove svolgeranno il loro servizio tre dei sei ragazzi selezionati.

“La scelta del CNCA di un impegno concreto in quest’area non è casuale”, dichiara Gigi Nardetto,” ma, a partire dal servizio civile, vuole essere un ponte di pace in una terra ferita. Oggi, più che mai, in questo tempo difficile, abbiamo estremo bisogno di una cooperazione dal basso della società civile perché o la cooperazione costruisce contesti di pace e bene comune o non è.”