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Il Csi guarda al futuro: “Ai bordi del campo, sempre in campo”

di Redazione GRS


 

 

Sempre in campo. Da oggi a domenica il CSI riunisce a Roma tutti i ruoli associativi per parlare di giovani e sport oltre la pandemia. Il servizio di Elena Fiorani.

Il Centro Sportivo Italiano è pronto a riflettere sul suo futuro con l’appuntamento “Ai bordi del campo, sempre in campo”, evento finale del progetto finanziato dal ministero del Lavoro. La convention sarà un’occasione di confronto associativo per rivedere e rilanciare il modello sportivo ed organizzativo alla luce delle recenti riforme e normative, e per progettare insieme le strade dell’associazione ventura.

L’incontro fornirà anche l’opportunità per rilanciare la policy dell’ente di promozione sportiva rivolta al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza e per condividere materiali e progetti destinati alla scuola, con l’obiettivo di rafforzare la strategia di progettazione e di sperimentazione del CSI, da sempre valido interlocutore dell’universo scolastico.

Ius Scholae, Ferri (Action Aid): “Legge attuale produce profonde disuguaglianze”

di Redazione GRS


Diritti da conquistare. Gli studenti senza cittadinanza che frequentano le scuole italiane sono uno su dieci. Il 29 giugno la Camera discuterà la proposta di legge sullo “Ius Scholae”, che riconosce la cittadinanza italiana ai figli di persone straniere nati o cresciuti in Italia dopo aver completato 5 anni di scuola. Ascoltiamo Francesco Ferri di Action Aid.

Afghanistan, il Paese dimenticato in ginocchio tra terremoto e carestia

di Redazione GRS


 

 

La voce di un operatore di Unhcr in Afghanistan: spiega che tende rifugio, coperte e altri articoli di soccorso sono partiti da Kabul per proteggere 4000 sopravvissuti nelle province di Khost e Paktika dopo il terribile sisma.

Oggi parliamo del devastante terremoto in Afghanistan nella zona al confine con il Pakistan. Il bilancio provvisorio è di oltre 1000 morti e altrettanti feriti. Questo cataclisma arriva in un Paese in ginocchio dopo la presa del potere dei Talebani e l’uscita delle truppe internazionali nell’agosto 2021. Da mesi ci sono allarmi inascoltati per la carestia e la difficoltà a reperire cibo.

Serve “erogare urgentemente finanziamenti internazionali per consentire alla comunità umanitaria di aumentare rapidamente la sua risposta sulla scia di questo terremoto senza dimenticare i bisogni umanitari in altre parti dell’Afghanistan. È fondamentale finanziare completamente i 4.4 miliardi di dollari necessari per soddisfare i bisogni della popolazione nel loro insieme”: è questo l’appello lanciato per il Paese asiatico lanciato in una nota dalla ong italiana Intersos.

L’Unhcr “ha dispiegato il proprio personale nelle aree più colpite delle province di Pakitika e Khost dal proprio ufficio sul campo di Gardez. Attualmente l’attenzione si concentra sulle operazioni di ricerca e salvataggio per trovare i sopravvissuti. Si teme che altre vite possano andare perdute se non si raggiungono urgentemente i sopravvissuti nelle zone più remote del Paese”. Intanto Unicef teme per il destino di migliaia di bambini, come sempre l’anello più fragile della catena di sofferenza.

Ascoltiamo la testimonianza di Stefano, Country Director di Emergency sul posto.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale