Archivi categoria: Internazionale

Piazza rovente

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In Nicaragua continua la violenta repressione governativa contro le manifestazioni pacifiche che da aprile chiedono un migliore sistema di welfare e di lotta alla povertà. L’Aoi, associazione ong italiane, ricorda le centinaia di persone morte, ferite o scomparse a seguito degli scontri, e chiede la fine delle violenze e un impegno internazionale per lo sviluppo sociale e democratico nel Paese.

(Foto: Ansa)

Palestina senza pace

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Appello su change.org per dire no alla demolizione della Scuola di Gomme di Khan al Ahmar su ordine della Corte israeliana. Ancora una volta, secondo i promotori dell’iniziativa, vengono calpestati i diritti alla vita, alla libertà, all’istruzione, di piccoli innocenti.

(Foto: ventoditerra.org)

Cimitero Mediterraneo

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Due nuove tragedie dei migranti, dalla Turchia alle coste della Tunisia. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Due nuove tragedie nel Mediterraneo nell’arco di poche ore: davanti alle coste turche hanno perso la vita una decina di persone, di cui sei bambini, a causa del naufragio di un motoscafo. Al largo della Tunisia, invece, una nave è affondata provocando la morte di almeno 35 migranti. 68 sono stati portati in salvo. L’imbarcazione trasportava circa 180 persone, ma aveva una capacità di 70: tra loro molti tunisini, spinti a tentare di raggiungere l’Europa, dicono le ong, anche per un forte tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile. Secondo le ultime stime dell’Onu sono 660 i migranti morti quest’anno mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo. Nei primi 4 mesi del 2018, un totale di 22.439 migranti hanno raggiunto le coste europee.

Vietato aiutare

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In Ungheria passa la legge contro le ong che soccorrono i migranti. Il servizio di Giovanna Carnevale.

 

Una legge che vieta alle ong di aiutare i migranti: è quella approvata ieri dal Parlamento ungherese, in cui il partito del presidente Orban ha la maggioranza assoluta. Secondo il pacchetto di norme, un’organizzazione ma anche un singolo cittadino che aiuti a entrare e restare in Ungheria persone che non hanno titolo per chiedere asilo politico, sarà passibile di pene detentive. Inoltre, si prevede la necessità di emendare la Costituzione per affermare il divieto di far insediare sul suolo ungherese qualsiasi popolazione non conforme con valori occidentali e cristiani del Paese magiaro. Immediata la reazione dell’UNHCR: se le leggi non verranno ritirate, ha detto l’agenzia dell’Onu, “toglieranno ogni diritto da chi fugge da guerre e rischio di morte infiammando un dibattito politico già caratterizzato da forti pesanti toni xenofobi”

Eroe per un giorno

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Una volta tanto una storia a lieto fine dall’estero. Quella del migrante del Mali, Mamoudou Gassama, che sabato sera a Parigi ha letteralmente scalato la facciata di un palazzo riuscendo così a salvare la vita di un bambino di 4 anni sospeso nel vuoto. Il Presidente Macron lo ha ricevuto all’Eliseo, annunciando che il giovane, ormai per tutti Spiderman, sarà naturalizzato francese e verrà arruolato nei pompieri.

L’inferno di Lesbo

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Attualmente sull’isola, secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ci sarebbero 4.521 profughi, in gran parte trattenuti nell’hotspot di Moria. Qui vivono in condizioni igienico-sanitarie più che precarie, arrivati dopo l’entrata in vigore dell’accordo tra Unione europea e Turchia nel marzo del 2016.

Fuga verso la morte

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In Libia chi cerca di scappare dai trafficanti viene ucciso. La denuncia di Medici senza frontiere, nel servizio di Giovanna Carnevale.

 

Almeno 15 migranti sono stati uccisi e 25 sono rimasti feriti mentre cercavano di fuggire dai trafficanti libici. La denuncia arriva da Medici senza frontiere, che riporta le testimonianze dei sopravvissuti: in gran parte adolescenti provenienti da Etiopia, Eritrea e Somalia, raccontano di essere stati venduti più volte dai trafficanti e rimasti prigionieri, in alcuni casi, per tre anni. Sul corpo mostrano cicatrici e segni di ustioni elettriche. Secondo quanto riporta la ong, i migranti sono stati trasferiti in centri di detenzione a Tripoli, dove le equipe mediche stanno fornendo consultazioni mediche. “La detenzione arbitraria non può essere la soluzione”, così Medici senza frontiere, che chiede tutte le misure necessarie perché i pazienti possano accedere ai trattamenti di cui hanno bisogno.

Virus mortale

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La diffusione dell’Ebola in Congo inizia a preoccupare seriamente a differenza che in passato. Secondo Medici senza frontiere, la vicinanza del focolaio a un grande fiume potrebbe favorirne di più la propagazione. Dall’inizio del contagio, due settimane fa, sono già 26 le persone decedute.