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Ladri di terra


Se il clima è al centro del dibattito dei leader riuniti a Katowice in Polonia per la Cop24, il suolo e la sua tutela sono celebrati oggi nella giornata mondiale a loro dedicata. Solo in Italia abbiamo consumato una media di 15 ettari al giorno, ovvero 54 km quadrati all’anno.

Cambiare verso


Al via a Katowice, in Polonia, i lavori del COP24, il più importante meeting sul riscaldamento globale indetto dalle Nazioni Unite dopo gli accordi di Parigi del 2015. Basse le aspettative per una reale riduzione dell’uso di combustibili fossili. Per la Presidente dell’assemblea generale dell’Onu, Maria Espinosa non è necessario scegliere tra clima e lavoro: le energie rinnovabili creeranno milioni di nuovi posti.

Invisibile


È la situazione della Repubblica Centrafricana da parte della comunità internazionale. Il servizio di Fabio Piccolino.

Sono passati cinque anni dall’inizio della crisi in Repubblica Centrafricana, ma senza l’attenzione dell’opinione pubblica e della comunità internazionale. Il nuovo Rapporto di Unicef ha rilevato che sono oltre un milione e mezzo i bambini che hanno bisogno di assistenza umanitaria, con un incremento di 300.000 dal 2016. Il prossimo anno, probabilmente, saranno oltre 40 mila quelli che rischieranno di morire a causa della malnutrizione. Un bambino su quattro oggi è sfollato o rifugiato, mentre migliaia di minori sono soggetti a violenza sessuale. La Repubblica Centrafricana è il Paese con il secondo più alto tasso di mortalità neonatale e materna al mondo: secondo l’organizzazione “queste persone sono state abbandonate per troppo tempo”.

Allarme rosso


Secondo un nuovo rapporto dell’Unicef, oltre 360.000 adolescenti moriranno a causa dell’Aids tra il 2018 e il 2030. Questo significa che 76 perderanno la vita ogni giorno se non verranno realizzati ulteriori investimenti nei programmi di prevenzione, diagnosi e cura dell’Hiv. L’allarme anticipa la giornata mondiale di lotta alla malattia che si celebra domani.

Ora basta


Dopo oltre tre anni dall’inizio del conflitto in Yemen sono sempre di più i civili colpiti dagli effetti devastanti della guerra. Una tragedia che ha portato la morte a quasi 85.000 bambini e lasciato oltre l’80% della popolazione civile dipendente dagli aiuti umanitari. A ricordarlo reti e ong italiane che hanno chiesto al nostro governo di mettere in campo azioni concrete per interrompere questa ecatombe.

#TakeYourSeat


È l’iniziativa lanciata dalle Nazioni Unite per coinvolgere quante più persone possibili alla prossima Conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà in Polonia dal 2 al 14 dicembre. Attraverso una campagna social tutti potranno inviare messaggi e suggerimenti che saranno consegnati ai leader presenti ai lavori.

Al di là del muro


Dopo aver marciato per oltre quattromila chilometri, attraversando l’America centrale, centinaia di migranti sono stati respinti con lacrimogeni e proiettili di gomma mentre tentavano di passare il confine con gli Stati Uniti. Secondo il quotidiano messicano La Jornada, sono più di cento gli arresti effettuali dalla polizia locale.

In cerca di Silvia


Quattordici persone sono state arrestate per il rapimento in Kenya della volontaria italiana. Non farebbero parte del commando di otto uomini che ha prelevato la giovane dopo aver ferito a colpi di arma da fuoco diverse persone tra cui tre bambini nel villaggio di Chakama. Ma potrebbero avere avuto contatti con il gruppo di sequestratori se non proprio esserne complici.

Morire di fame


È il destino che ha colpito circa 85mila bambini negli ultimi tre anni in Yemen. A denunciarlo è Save The Children, che ha spiegato come, a causa del conflitto, le importazioni commerciali di cibo attraverso il porto di Hodeidah si siano drasticamente ridotte, permettendo di soddisfare i bisogni di solo il 16% della popolazione del Paese.

“Circa 85.000 bambini nello Yemen potrebbero aver perso la vita a causa della fame estrema dall’inizio della guerra. Per ogni bambino ucciso da bombe e proiettili, dozzine stanno morendo di fame e si potrebbe prevenire. I bambini che muoiono in questo modo soffrono immensamente: le loro funzioni vitali rallentano e alla fine si fermano, i loro sistemi immunitari sono così deboli che sono più inclini alle infezioni e sono talmente fragili che non riescono nemmeno a piangere. I genitori possono solo rimanere a guardare i loro bambini che stanno morendo senza poter fare nulla”, denuncia Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen. “Nonostante le difficoltà, salviamo vite ogni giorno: abbiamo fornito cibo a 140.000 bambini e curato più di 78.000 bambini per malnutrizione dall’inizio della crisi”