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Per non dimenticare

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Ad Acapulco, in Messico, un gigantesco murales per ricordare le vittime del narcotraffico. Nel 2017 la città nello stato di Guerrero era stimata come la terza città più pericolosa del mondo, con un tasso di 106, 63 omicidi ogni 100mila abitanti. Il memoriale, finanziato dalla Fondazione Santina di Roma, vuole essere un segno di speranza per un futuro di pace.

Nulla di fatto

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Il fallimento dei colloqui di pace in Yemen proiettano il Paese di nuovo nel caos. Il servizio di Fabio Piccolino.

Sarebbero dovuti essere i primi negoziati dopo due anni di guerra: ma di pace non si è neanche iniziato a parlare, dopo che la delegazione dei ribelli Houthi ha rifiutato di partecipare.
Adesso per lo Yemen il futuro è ancora più nero: fino ad oggi, secondo le Nazioni Unite sono morti nel conflitto oltre 17 mila civili, la maggior parte dei quali vittime degli attacchi aerei della coalizione a guida saudita. Secondo Oxfam Italia, è una situazione paragonabile al far west, in cui vengono perpetrati regolarmente crimini di guerra. E se nel solo mese di agosto sono stati uccisi circa 300 minori, i riflettori sono in questi giorni puntati sul governo spagnolo che ha deciso di ripristinare il contratto per la fornitura di 400 bombe di precisione all’Arabia Saudita da utilizzare proprio nel conflitto in Yemen.

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Vincono i diritti. L’omosessualità non è più reato in India. La Corte Suprema ha infatti cancellato la norma che puniva severamente le persone gay fino a dieci anni di prigione. Nella sentenza si evidenzia la libertà di scelta individuale e la necessità di una parità tra i cittadini. Diversi attivisti hanno festeggiato la notizia, attesa dopo anni di battaglie.

Caos Libia

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Apprensione da parte di associazioni e ong per l’instabilità nel paese africano. Aoi si dice preoccupata per lo stato di emergenza di Tripoli e condanna le violazioni dei diritti umani nei centri di detenzione. Unhcr invita le parti in conflitto a risparmiare i cittadini e le infrastrutture civili e a consentire l’accesso ad aree più sicure alle persone che cercano protezione.

Abbiate pietà

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E’ l’appello di Unicef Italia in difesa dei minori siriani. Secondo il portavoce Andrea Iacomini “i bambini di Idlib stanno per pagare un prezzo troppo alto in quella che sarà l’imminente offensiva delle forze governative contro i ribelli”. L’invito è che prevalga il buon senso, in una zona in cui si profila un vero incubo umanitario.

 

Non è un paese per migranti

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Secondo Medici senza frontiere la Libia è un paese troppo pericoloso per la vita delle persone. Il servizio di Fabio Piccolino. “Gli scontri che nei giorni scorsi hanno coinvolto gruppi armati rivali a Tripoli hanno compromesso ancora di più la vita di circa 8.000 rifugiati, richiedenti asilo e migranti, intrappolati e detenuti arbitrariamente nei centri di detenzione della città, con accesso limitato all’acqua potabile, alle strutture igienico-sanitarie e all’assistenza medica. La denuncia arriva da Medici Senza Frontiere, che accusa i paesi europei di aver messo in atto politiche che impediscono a persone già molto vulnerabili di lasciare il paese. Persone che, secondo l’organizzazione, “non dovrebbero essere prigioniere semplicemente perché cercano sicurezza o una vita migliore, ma immediatamente rilasciate ed evacuate in un paese sicuro”.

Cinque anni di silenzio

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Era il 29 luglio del 2013 quando si sono persi i contatti di padre Paolo Dall’Oglio, in quel momento impegnato a Raqqa in Siria. Per tenere viva la memoria del gesuita, Articolo 21, Usigrai e Federazione nazionale della Stampa italiana hanno organizzato per questa mattina un’iniziativa nella sede della Fnsi.

 

Siamo tutti greci

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Migliaia di volontari in campo per assistere i feriti e gli sfollati dopo gli incendi che hanno devastato la regione intorno ad Atene. Diverse ong internazionali stanno portando viveri e materiali per la prima assistenza, lavorando insieme a vigili del fuoco e protezione civile.

Movimento forzato

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Nel 2017 si sono registrati 68.5 milioni di sfollati a livello mondiale e il loro numero potrebbe aumentare di 140 milioni entro il 2050 per fattori legati all’ambiente e al clima. Un recente report della Banca Mondiale descrive uno scenario terrificante e l’assoluta necessità di azioni che contribuiscano a invertire la tendenza.