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Legge di Bilancio, le proposte del Forum del Terzo settore

di Redazione GRS


La persona prima di tutto – Il Forum del Terzo Settore ha presentato ieri a Roma le sue proposte per la prossima Legge di Bilancio. Demografia, disuguaglianze ambiente sono le priorità di investimento. Al dibattito hanno partecipato parlamentari di tutti gli schieramenti.

Rafforzare il welfare per affrontare le trasformazioni demografiche, contrastare le disuguaglianze economiche e nell’accesso ai diritti, realizzare una transizione che sia al tempo stesso ecologica e sociale: sono queste le tre linee direttrici lungo le quali è necessario investire, per il Forum Terzo Settore, nella prossima Legge di Bilancio. L’obiettivo non è distribuire risorse tra capitoli separati, ma costruire un nuovo, indispensabile equilibrio tra sviluppo economico, giustizia sociale e sostenibilità ambientale, in un Paese che vede consolidarsi sempre di più problemi strutturali.

Le proposte del Forum Terzo Settore, racchiuse nel documento “La persona prima di tutto”, sono state presentate questa mattina, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale a Roma, a rappresentanti del Governo e del Parlamento. Durante l’evento sono intervenuti anche: il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci; Marta Bonafoni (Pd); Maria Chiara Gadda (Iv); Lavinia Mennuni (FdI); Fiammetta Modena (FI); Raffaella Paita (Iv); Elisa Pirro (M5S); Silvia Roggiani (Pd).

“Il sottofinanziamento della prevenzione, dei servizi sociali, del sistema sanitario, dell’educazione, della cultura e della tutela ambientale può produrre un risparmio immediato – si legge nel documento – ma genera nel medio periodo costi sociali e per la salute, riduce le opportunità di sviluppo e indebolisce la fiducia nelle istituzioni”.

Il Forum Terzo Settore individua quindi, all’interno di ciascuna delle tre dimensioni considerate prioritarie – demografia, disuguaglianze e ambiente – alcuni investimenti specifici. Tra questi: incremento del fondo nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e l’ecobonus per l’efficientamento energetico degli edifici; ripristino delle risorse per la cooperazione internazionale allo sviluppo; aumento del fondo “Dopo di noi” e quello per il riconoscimento dei caregiver; risorse adeguate per attuare la riforma sulla non autosufficienza e sulla disabilità; maggiore investimento sull’accoglienza diffusa e sui servizi di integrazione dei migranti. Il documento contiene anche le macro-voci di spesa da cui lo Stato potrebbe, almeno in parte, recuperare i costi degli investimenti, tra cui lo stop alla corsa al riarmo, il contrasto all’evasione fiscale e la promozione del lavoro femminile.

Il FTS pone inoltre l’attenzione sulle politiche per il Terzo settore e sul Piano d’azione nazionale sull’economia sociale chiedendo, tra le altre cose, l’adeguamento del tetto al 5 per mille, la riduzione dell’imposta Irap per gli enti non commerciali, l’aumento del fondo per i progetti svolti dal Terzo settore e di quello per il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati.

Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore: “Con questa iniziativa vogliamo indicare alle istituzioni una strada per iniziare a incidere alla radice dei problemi che viviamo, non limitandoci alla superficie. È la prima volta che presentiamo le nostre idee in anticipo rispetto alla discussione della Manovra e ci auguriamo che Governo e Parlamento riconoscano la necessità di intervenire nella direzione del bene comune. Siamo consapevoli dei vincoli finanziari, ma siamo anche convinti che la sostenibilità dei conti pubblici e quella sociale non possono essere considerate obiettivi alternativi, oggi più che mai. Il Terzo settore, operando sui territori e insieme alle persone, ha un punto di vista peculiare sui bisogni e le fratture sociali: per questo diciamo che la sicurezza la si costruisce soprattutto con gli investimenti sociali, riducendo il disagio, garantendo accesso alla salute e ai servizi. La Legge di Bilancio sarà anche un primo banco di prova importante per l’attuazione del Piano sull’economia sociale: ci aspettiamo un impegno concreto per dare possibilità vere a un’economia più sana e inclusiva”.

Stefano Tassinari, componente dell’esecutivo del Forum Terzo Settore: “Le tre dimensioni che abbiamo individuato sono strettamente connesse l’una all’altra perché una società che invecchia ha bisogno di più servizi e opportunità per i giovani e le famiglie; una crisi climatica non affrontata aggrava disuguaglianze e povertà; il ridursi della popolazione e la carenza di servizi essenziali significano diritti negati e costi enormi per le famiglie. Intervenire su questi fronti rafforzando il welfare è determinante per recuperare produttività e distribuire valore, perché dà fiducia, protagonismo e valore alle persone, alle famiglie e alle comunità”.

Nel corso dell’evento i coordinatori di alcune Consulte del Forum Terzo Settore hanno curato degli approfondimenti tematici: educazione e istruzione (Valentina Bellis); cooperazione internazionale (Paola Berbeglia); sport e benessere (Marco Calogiuri); politiche di welfare (Roberto Speziale).

Tagli alla cooperazione, a rischio i progressi per i diritti di bambine e ragazze

di Redazione GRS


Diritti di bambine e ragazze – I tagli alla cooperazione cancellano anni di progressi. I dati del nuovo dossier indifesa di Terre des Hommes Italia nel servizio di Anna Monterubbianesi.

In vista della Giornata internazionale delle bambine, che si celebra l’11 ottobre, Terre des Hommes ha presentato i dati sulle conseguenze dei tagli alla cooperazione per le bambine. Nel 2025 più di 4 milioni di ragazze sono rimaste fuori dai programmi di prevenzione dei matrimoni precoci, 9 milioni senza servizi per la salute riproduttiva e fino a 12 milioni di donne e ragazze rischiano di perdere l’accesso a servizi essenziali contro la violenza di genere. Per la prima volta in 15 anni l’associazione rileva peggioramenti in quasi tutti gli indicatori, segno dei pesanti tagli internazionali alla cooperazione, che stanno cancellando conquiste fatte negli ultimi decenni.

Azzardo, una macchina che condiziona la vita di famiglie e persone

di Redazione GRS


Giocarsi la vita – L’azzardo è probabilmente la seconda industria italiana: lo ha detto il presidente di Forum Famiglie Adriano Bordignon all’iniziativa di Copercom. “Una macchina mastodontica il cui lato oscuro sta determinando i destini di molte persone e famiglie”.

A porre l’accento sul valore economico che si cela dietro il business del gioco d’azzardo è Adriano Bordignon, presidente del Forum delle associazioni familiari. “L’industria dell’azzardo è probabilmente la seconda industria italiana”, spiega. “Dobbiamo renderci conto di questo. Nel 2025 si attesta attorno ai 168-170 miliardi di euro. Per il 2026 le proiezioni sono di 180-190 miliardi di euro. È una macchina mastodontica alla luce del sole, ma c’è anche il lato oscuro, che sta determinando i destini di molte persone e famiglie”.

A peggiorare la situazione è l’arrivo delle piattaforme digitali di giochi, slot machine e sistemi di scommesse che permettono ai giocatori di avere un accesso continuo al gioco.

A Simonetta Tosi il Consultorio della Casa di Comunità San Lorenzo a Roma

di Redazione GRS


Memoria viva – Il Consultorio della Casa di Comunità San Lorenzo a Roma viene intitolato oggi alla dottoressa Simonetta Tosi. L’iniziativa vuole ricordare una figura che ha dedicato il proprio impegno alla salute e ai diritti delle donne e che ha contribuito alla nascita del primo consultorio autogestito nel quartiere, nel 1974.

La cerimonia sarà un momento di memoria e riconoscimento per una figura profondamente legata alla storia sociale e sanitaria del quartiere e alla costruzione di una cultura della salute attenta ai bisogni delle persone.

Leggere Niente Male, a Roma la Festa del Libro Verde

di Redazione GRS


Leggere Niente Male – La manifestazione culturale in programma a Roma da oggi a domenica si tinge di verde e parla di turismo ambientale. Il servizio di Elena Fiorani.

Al via a Roma, nel cuore di Trastevere, la terza edizione di Leggere Niente Male, il festival a cura della casa editrice dei Merangoli nato nel 2024 con l’intento di promuovere la lettura e la cultura, ponendo al centro l’editoria indipendente. Questa edizione sarà una Festa del Libro Verde, dedicata alla tutela dell’ambiente, al paesaggio e a un approccio davvero “sostenibile” nella vita di tutti i giorni. In questo solco si inserisce l’appuntamento di domenica pomeriggio sulla conoscenza e valorizzazione degli habitat naturali attraverso il turismo ambientale a piedi e in bici. In programma ci sono le presentazioni dei libri Il Cammino dei Vulcani di Fernanda Pessolano, tracciatrice di cammini ed operatrice culturale e Strade nere di Marco Pastonesi, giornalista sportivo e autore di libri su ciclismo e rugby.

Pianeta Mare Film Festival, a Napoli otto anteprime mondiali e 25 italiane

di Redazione GRS


In sala – Dal 5 al 10 ottobre torna a Napoli il Pianeta Mare Film Festival, dedicato al rapporto tra esseri umani, mare e ambiente. In programma 60 film, 8 anteprime mondiali e 25 italiane, con incontri e proiezioni gratuite per riflettere su clima, biodiversità e pace.

Il film festival internazionale di Napoli, nato per il 150° anniversario della Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha come missione selezionare alcuni dei migliori film del mondo per ispirare le persone ad essere protagoniste di buone pratiche per mitigare i cambiamenti climatici, a tutela dell’acqua, del mare e della natura, per la pacifica convivenza delle specie.
Il 2025 è stato l’anno più caldo di sempre. Le temperature dei mari si sono alzate del 1,5%. Il Pianeta Mare Film Festival di Napoli seleziona le migliori opere che raccontano e approfondiscono questo cambiamento. Il rapporto tra le comunità locali e gli esseri umani con il mare, l’impatto del cambiamento climatico sulla vita quotidiana, il mondo marino e la sua biodiversità, le buone azioni e le cattive azioni. Storie ambientate in luoghi di mare, laghi, fiumi, isole, ghiacciai; storie di vita quotidiana in mare, di pesca, di sport e di attivismo.

UE, spese record per la difesa: 418 miliardi nel 2025

di Redazione GRS


Alle armi – Secondo il Rapporto dell’Agenzia europea per la difesa, gli stati membri dell’Unione Europea hanno speso 418 miliardi di euro per la difesa nel 2025, una cifra senza precedenti.

Secondo Rete Italiana Pace e Disarmo «Tutto questo non porta maggiore sicurezza ma contribuisce ad avere un mondo che, se sarà più armato, sarà ancora più in guerra».

La spesa per la difesa dell’Unione europea continua a crescere e potrebbe raggiungere i 547 miliardi di euro entro il 2029. Una cifra che fotografa il cambio di passo degli Stati membri, arrivati a livelli di investimento “senza precedenti” negli ultimi trent’anni. È quanto emerge dal primo rapporto annuale sulla prontezza della difesa, redatto dall’Agenzia europea per la difesa (Eda) con il contributo della Commissione europea e del Servizio europeo per l’azione esterna, compreso lo Stato maggiore dell’Ue.

Secondo gli ultimi dati contenuti nel documento, secondo quanto apprende l’ANSA, nel 2025 la spesa militare dei Ventisette ha raggiunto i 418 miliardi di euro, equivalenti al 2,2% del prodotto interno lordo dell’Unione. La proiezione per il 2029 indica un ulteriore incremento fino a 547 miliardi, confermando la portata dello sforzo finanziario avviato dai Paesi membri. Il rapporto viene presentato oggi al Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue.

Stragi sul lavoro, la proposta di legge per garantire assistenza legale

di Redazione GRS


Tutelare le vittime – Si sono svolte le audizioni sulla proposta di legge per il patrocinio a spese dello Stato per i gravi infortuni sul lavoro. Il servizio di Federica Bartoloni.

Martedì scorso, alla vigilia dell’udienza preliminare per la strage di Brandizzo che strappò la vita a cinque operai, si sono svolte le audizioni in merito alla proposta di legge in materia di patrocinio a spese dello Stato per le vittime di reati commessi in violazione delle norme contro gli infortuni sul lavoro. Provvedimento attraverso il quale a superstiti e lavoratori inabili a seguito di infortunio, verrebbe garantita la copertura delle spese dei procedimenti giuridici. Audita anche Monica Michielin, madre di Mattia Battistetti morto sul lavoro a 23 anni che ha spiegato quanto, in aggiunta al dolore, ai familiari sia chiesto oggi di anticipare spese processuali abnormi portandoli, spesso, a rinunciare alla costituzione in giudizio.