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Consenso, domenica in 100 piazze contro il Ddl Bongiorno

di Redazione GRS


Consenso Scelta Libertà – Domenica in oltre 100 piazze italiane la mobilitazione contro la proposta di modifica dell’art. 609bis del Codice penale. Il DdL Bongiorno – spiegano gli organizzatori –   interviene sul concetto di consenso e sul modo in cui viene valutata la violenza sessuale. Il rischio è che le donne tornino a essere costrette a dimostrare di aver detto no.

“Il modello ‘no significa no’ è problematico, poiché implica automaticamente l’esistenza del consenso in tutte le situazioni in cui non ci sia un espresso rifiuto a intraprendere un atto sessuale, opposto all’interpretazione del consenso come partecipazione attiva e/o espressione affermativa. Secondo questo modello, le donne acconsentono sempre al sesso a meno che non affermino diversamente”, ha dichiarato Tina Marinari, coordinatrice campagne di Amnesty International Italia.

Si tratta, infatti, di una scelta precisa di linguaggio e di prospettiva: parlare di “sì” significa parlare di responsabilità, di cultura e di relazioni basate su rispetto e parità. Il consenso non è solo una soglia legale da non oltrepassare ma un gesto positivo, libero e reciproco che deve essere al cuore di ogni rapporto sessuale.

La campagna parte dal valore affermativo del sì, con l’obiettivo di generare consapevolezza e farne un riferimento condiviso, promuovendo un cambiamento culturale che coinvolga in particolare gli uomini e contribuisca a superare polarizzazioni e narrazioni che mettono ancora sulle spalle delle sopravvissute il peso di dimostrare di non aver voluto.

Periferie, 50 milioni per i giovani di 15 città: il progetto di Con i Bambini

di Redazione GRS


Organizziamo la speranza – Si sono svolti a Roma gli Stati generali di Regioni e Comuni per mettere al centro i ragazzi e le ragazze che vivono nelle periferie. Il progetto, promosso da Con i Bambini, prevede un investimento di 50 milioni di euro e coinvolge 15 città, oltre 40 quartieri periferici e 367 organizzazioni.

Le 15 aree interessate sono: Carbonara, Ceglie, Loseto, S. Rita a Bari; San Donato – San Vitale a Bologna; Borgo Sant’Elia, Nuovo Borgo Sant’Elia, San Michele, Mulinu Becciu, Is Mirrionis, Tuvixeddu – Tuvumannu a Cagliari; Caivano (NA); Centro storico a Catania; Mantignano – Ugnano – Sollicciano, San Bartolo a Cintoia, San Jacopino, Cascine a Firenze; Rione Candelaro, Rione Biccari, Borgo Croci a Foggia; Cornigliano, Sampierdarena, Ca’ Nuova (all’interno di CEP) a Genova; Villapizzone, Quarto Oggiaro a Milano; San Giovanni a Teduccio, Barra a Napoli; Pontevigodarzere, Mortise, Torre, Ponte di Brenta e Palestro a Padova; Palazzo Reale – Monte di Pietà, Tribunali – Castellammare (I circoscrizione) a Palermo; San Giorgio – Modena – San Sperato a Reggio Calabria; San Basilio, Tor Cervara a Roma; Quartiere Mirafiori Sud a Torino.

A disposizione 50 milioni di euro. Gli enti di terzo settore (ETS) interessati dovranno presentare la propria candidatura entro il 17 ottobre 2024 mediante la piattaforma Chàiros (www.chairos.it).

Milano-Cortina, casco “politico”: Heraskevych escluso dai Giochi

di Redazione GRS


Memoria o politica? – Vladylsav Heraskevych è stato escluso dai Giochi di Milano Cortina per un casco che è stato valutato troppo politico. Il servizio di Elena Fiorani.

L’atleta ucraino voleva gareggiare indossando un casco in cui erano ritratti amici e colleghi deceduti durante l’occupazione russa, che però è stato ritenuto non conforme in ossequio alla regola 50 della Carta Olimpica. Il Cio, infatti, ha giustificato la decisione affermando che se permettessero messaggi sul campo di gara si creerebbe “il caos”, dato il numero di guerre e conflitti in tutto il mondo. Il Comitato olimpico sostiene, inoltre, che gli atleti potrebbero essere sottoposti a pressioni da parte dei governi affinché rilascino dichiarazioni con cui potrebbero non essere d’accordo. Ma per gli olimpionici ucraini “Il ricordo non è una violazione”, come ha scritto la slittinista Olena Smaha sul palmo del suo guanto, finendo anche lei pera rischiare l’esclusione dai Giochi.

In tutta Italia KIDDO: 350 librerie per i piccoli lettori

di Redazione GRS


Libri per ragazzi – Fino al 28 febbraio, in tutta Italia “KIDDO Indipendentemente leggo’, festival diffuso dedicato ai libri per lettori in erba finalizzato a creare connessioni, percorsi di formazione e momenti di partecipazione condivisa per educare alla lettura i più piccoli. 400 gli appuntamenti e 350 le librerie coinvolte.

L’iniziativa è ideata e organizzata da Emme Promozione, la rete promozionale di Emmelibri-Gruppo Messaggerie, e torna con diverse novità.

Dopo che alla prima edizione hanno preso parte oltre 30 editori indipendenti, con più di 100 librerie aderenti e circa 150 attività tra incontri, laboratori e presentazioni – KIDDO “amplia la propria rete raggiungendo circa 350 librerie, grazie anche all’ingresso delle catene Ubik e Libraccio”.

La programmazione si espande di conseguenza, arrivando a oltre 400 appuntamenti in tutta Italia.

Tra le novità, anche l’avvio del percorso KIDDO – Coltivare la lettura, che affiancherà la festa di febbraio con momenti di formazione gratuita rivolta a librai, insegnanti, bibliotecari ed educatori, per offrire ai professionisti un calendario che non si esaurisce nell’arco di un mese.

“Un’estensione pensata per rispondere alla crescente richiesta di occasioni di incontro, aggiornamento e dialogo intorno ai libri per ragazzi”, si spiega nella presentazione.

Il programma, “progettato per sviluppare competenze, strumenti e visioni sulla promozione della lettura, nasce dalla consapevolezza che la qualità del lavoro in libreria e nelle scuole è un tassello fondamentale nella crescita dei giovani lettori”.

In questo quadro si inserisce anche il rafforzamento delle collaborazioni istituzionali del festival. Dopo le anteprime realizzate a Bookcity Milano, KIDDO avvia così “un dialogo strutturato con il Centro per il libro e la lettura“. Tutti gli eventi rivolti alle scuole previsti tra il 16 e il 21 febbraio entreranno nel calendario ufficiale della settimana della dodicesima edizione di Libriamoci – Giornate di lettura nelle scuole, la campagna nazionale di promozione della lettura rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, dai nidi alle superiori, in Italia e all’estero.

Nuove norme Ue sull’asilo, Amnesty: “Più respingimenti”

di Redazione GRS


Diritti umani cercasi – Il Parlamento europeo ha approvato le norme che modificano il concetto di “paese terzo sicuro”: secondo Amnesty le nuove regole renderanno più facile, per gli stati membri, dichiarare inammissibili richieste di asilo senza esaminarle nel merito ed eseguire trasferimenti forzati di persone in cerca di salvezza.

Il 10 febbraio 2026 il Parlamento europeo ha approvato le norme che modificano il concetto di “paese terzo sicuro” nel Regolamento sulle procedure d’asilo dell’Unione europea e che introducono una lista comune di “paesi di origine sicuri”.

Sarà così più facile, per gli stati membri, applicare il concetto di “paese terzo sicuro” per dichiarare inammissibili richieste di asilo senza esaminarle nel merito ed eseguire trasferimenti forzati di persone in cerca di salvezza verso paesi coi quali non avranno alcun legame o attraverso i quali saranno meramente transitati.

Viene cancellato anche l’effetto sospensivo dei ricorsi: le persone potranno essere sottoposte a trasferimento forzato ad appello in corso.

La lista dei “paesi di origine sicuri” comprende Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia così come, con alcune eccezioni, gli stati candidati a entrare nell’Unione europea.

Le persone che hanno nazionalità di tali paesi saranno ritenute non bisognose di protezione e subiranno procedure accelerate di asilo, venendo private in questo modo dell’esame individuale delle loro richieste.

“È una giornata veramente nera per i diritti umani nell’Unione europea. Questo attacco al diritto d’asilo arriva mentre è ancora in fase di negoziato tutta una serie di ulteriori misure punitive. Col voto odierno, il Parlamento europeo ha capitolato di fronte a decenni di campagne contrarie ai diritti umani, a partire da quelli delle persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate. Siamo di fronte a un attacco al cuore dei principi fondamentali dell’Unione europea, a un’abdicazione all’impegno di proteggere i rifugiati e all’incentivo agli stati membri a concludere accordi con paesi terzi per l’esternalizzazione della gestione delle domande d’asilo”, ha dichiarato Olivia Sundberg Diez, esperta di Amnesty International su migrazione e asilo nell’Unione europea.

Povertà e salute mentale, Rapporto Caritas: una crisi strutturale sempre più profonda

di Redazione GRS


Povertà e salute mentale – L’ultimo rapporto Caritas evidenzia legami sempre più profondi. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Nell’ultimo decennio la Caritas ha registrato un aumento del 154% dei disturbi depressivi tra le persone che accompagna. E il disagio mentale, nell’80% dei casi, si intreccia con condizioni di povertà materiale, relazionale e sociale. Numeri che emergono dal rapporto realizzato in collaborazione con la Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia. E che raccontano di una crisi strutturale, che colpisce in modo particolare giovani, donne e persone con esperienza migratoria.  Accanto all’analisi delle criticità, lo studio individua possibili direzioni di cambiamento: il potenziamento dell’integrazione sociosanitaria, il rafforzamento dei servizi di prossimità, la valorizzazione del ruolo del Terzo settore.

Napoli, bene confiscato diventa casa per donne fragili

di Redazione GRS


Un bene per tutte – A Napoli nella sede del Comune è stata presentata la casa di semi-autonomia destinata a donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento in un bene confiscato alla criminalità organizzata che torna alla collettività e sarà gestito dalla cooperativa sociale Dedalus.

Un bene sottratto alla camorra che diventa baluardo di libertà.
È stata presentata questa mattina, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, alla presenza della Vicesindaco e Assessora all’Urbanistica, Laura Lieto, dell’Assessore alla Legalità Antonio De Iesu, dell’Assessora allo Sport e alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante, della Presidente del Consiglio Comunale, Enza Amato, e di Tania Castellaccio, socia della Cooperativa Dedalus, la nuova casa di semi-autonomia destinata a donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento.
L’immobile, confiscato al clan Grimaldi e assegnato al Comune di Napoli, rinasce oggi grazie alla gestione della Cooperativa Sociale Dedalus, offrendo non solo un tetto, ma un vero percorso di reinserimento sociale e lavorativo.
Il progetto trasforma un simbolo di sopraffazione in uno spazio di autodeterminazione, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel riutilizzo sociale dei beni confiscati.

Un presidio di libertà

La struttura, riqualificata funzionalmente dalla Cooperativa Dedalus, ospiterà donne che hanno già intrapreso un percorso di uscita dalla violenza, accompagnandole verso la piena autonomia abitativa e professionale.
Alla conferenza sono intervenuti anche i responsabili della Cooperativa, che hanno illustrato le attività quotidiane e il modello di accoglienza integrata che caratterizzerà il centro.
L’apertura di questa casa non rappresenta solo un traguardo amministrativo, ma un segnale di speranza: la dimostrazione che dai luoghi del crimine può germogliare una nuova cultura del rispetto e della solidarietà.