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Plastica, quattro anni dopo il divieto Ue, l’Italia resta in ritardo

di Redazione GRS


Mondo inquinato – Sono passati quattro anni dalla direttiva europea che vieta il commercio di alcuni prodotti in plastica monouso, ma in Italia si conferma il rifiuto più trovato su lidi e aree verdi urbane. Legambiente ha raccolto oltre 40mila rifiuti in 10 parchi e 10 spiagge della Penisola: l’80% è costituito da imballaggi, tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica.

Accoglienza e solidarietà: 9 afghani arrivano in Italia grazie alla Comunità di Sant’Egidio

di Redazione GRS


Corridoi umanitari – Sono arrivati il 28 gennaio a Fiumicino nove afghani, provenienti dall’Iran, dove si erano rifugiati a seguito della grande fuga dell’agosto 2021. Si tratta di nuclei familiari che saranno ospitati in diverse regioni italiane. L’iniziativa è realizzata dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con Cei, Arci, Unhcr e altre organizzazioni.

#Domenicalmuseo: primo febbraio ingresso gratuito nei musei

di Redazione GRS


Musei aperti – Il 1° febbraio torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che offre l’ingresso gratuito – ogni prima domenica del mese – nei musei, nei parchi archeologici, nei castelli, nei complessi monumentali, nelle ville e nei giardini statali.

Gaza, violenze senza fine nonostante gli aiuti umanitari: l’allarme Onu

di Redazione GRS


Senza pace – Attacchi aerei, bombardamenti e spari continuano a uccidere e mutilare civili a Gaza: lo ha detto la portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, Olga Cherevko, che ha spiegato come, dal cessate il fuoco, l’Onu ha portato quasi 200.000 tonnellate di aiuti e consegnato assistenza alimentare a oltre un milione di persone ogni mese.

“Accesso umanitario sicuro, duraturo e prevedibile; rimozione delle restrizioni alle organizzazioni umanitarie e all’ingresso di forniture, comprese quelle considerate ‘a duplice uso’; Rotte di movimento interne affidabili a Gaza; Finanziamenti costanti e sufficienti per consentire una ripresa rapida”: è quanto chiesto da Olga Cherevko, portavoce dell’Ocha, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, durante un briefing con i giornalisti presenti a Gaza. L’incontro ha fornito l’occasione anche per fare il punto sulla situazione nella Striscia dove, ha detto la portavoce, “dal cessate il fuoco, l’Onu ha portato quasi 200.000 tonnellate di aiuti, consegnato assistenza alimentare a oltre un milione di persone ogni mese, nonché pasti caldi a 1,6 milioni di persone al giorno, riaperto decine di punti sanitari e creato centinaia di spazi di apprendimento temporanei. Stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere le persone bisognose, ma i nostri risultati sono fragili e il divario tra i bisogni e ciò che può essere fornito in modo sicuro e costante rimane ampio”. Sul campo, ha aggiunto, “attacchi aerei, bombardamenti e spari continuano a uccidere e mutilare civili. Il freddo sta crudelmente mietendo la vita dei bambini. Metà di Gaza è ancora off-limits, mentre la maggior parte dei palestinesi rimane sfollata e vive in condizioni deplorevoli”. Cherevko ha ricordato che “le organizzazioni umanitarie stanno affrontando gravi limitazioni. I rifornimenti urgenti, tra cui alcuni articoli medici, strumenti per riparare le case, macchinari per la rimozione delle macerie e pezzi di ricambio, rimangono fortemente limitati. Le interruzioni delle telecomunicazioni complicano ulteriormente il coordinamento e la risposta alle emergenze. I danni a strade, magazzini, reti idriche e strutture sanitarie stanno limitando la nostra capacità di immagazzinare, distribuire e fornire assistenza dove è più necessaria”. Altri impedimenti all’azione umanitaria arrivano anche dalle “esigenze di coordinamento, dagli ordigni esplosivi e dalle infrastrutture danneggiate che limitano l’accesso a molte aree. Stiamo ancora lottando per raggiungere le comunità più vulnerabili, in particolare nelle aree vicine a dove continuano le operazioni militari. Le persone nei rifugi sovraffollati e nei luoghi di fortuna riescono a malapena a sopravvivere, mentre nuovi temporali minacciano di cancellare la scarsa protezione di cui dispongono”.

Carcere, suicidio a Padova: il Terzo settore chiede rispetto dei diritti

di Redazione GRS


Diritti calpestati – Si mobilitano le associazioni del Terzo settore carcerario dopo il suicidio a Padova di un detenuto che stava per essere trasferito in un’altra casa di reclusione. Così, denunciano le reti, si interrompono progetti di rieducazione costruiti in decenni per dare una prospettiva di vita nuova ai detenuti che giungono all’agognato fine pena.

«Col trasferimento c’è l’interruzione del trattamento, delle pratiche di certe attività, perché in altri carceri questo non esiste, non si fa. E’ proprio il modello Padova sotto attacco. Ma ancora di più lo è l’idea che il carcere rappresenti un percorso di rieducazione, ed è il pericolo maggiore», commenta Rossella Favero di Ristretti Orizzonti. Anche la stessa rivista nata oltre vent’anni fa nel carcere di Padova e in quello femminile della Giudecca e ideata per dare voce alle persone detenute. Ristretti Orizzonti, coordinato da Ornella Favero e redatto direttamente dai detenuti, ha subito diversi attacchi negli ultimi anni. La rivista da vent’anni racconta la vita reale in carcere e informa su temi legati alla detenzione, alla giustizia e ai diritti, sempre però mantenendo viva l’ironia nonostante la carcerazione.