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Giornata della Terra: le scelte quotidiane contano

di Redazione GRS


Our Power, Our Planet – Oggi si celebra la Giornata della Terra che quest’anno vuole sottolineare che la transizione ecologica avviene anche tramite le nostre scelte quotidiane. Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia, spiega come sia fondamentale comprendere che “terra significa ambiente, biodiversità, relazioni: difenderla non è una scelta ideologica, ma una responsabilità inevitabile”.

La Giornata della Terra 2026 (56esima edizione) è legata al concetto di “Our Power, Our Planet” per sottolineare che la transizione ecologica avviene anche tramite scelte quotidiane. Scelte che sono sicuramente importanti, ma che da sole non bastano: ci vuole un intervento più concreto e programmato della politica e dell’economia. La spesa quotidiana, a partire da quello che portiamo in tavola, è un atto su cui ogni persona può incidere perché ogni scelta alimentare sostiene uno specifico modello agricolo e distributivo, difende la biodiversità, la salute dell’ambiente e l’economia rurale: «Il cibo assume un ruolo centrale e decisivo – spiega Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia –. È attraverso modelli distorti di produzione alimentare che si sono consumate alcune delle ferite più profonde inflitte al pianeta. Le monocolture, l’agricoltura industrializzata, la logica dell’efficienza a ogni costo hanno spezzato equilibri antichi, cancellando un sapere fondamentale: il cibo non è solo nutrimento. È il punto di incontro tra l’uomo e la natura, il luogo in cui ambiente e società si intrecciano, la chiave per leggere il nostro modo di abitare il mondo. È da qui che affiora con forza il valore dell’agroecologia. Non solo come disciplina scientifica, ma come visione culturale che nasce dal basso, dall’esperienza e dall’ascolto dei territori. L’agroecologia ci insegna a osservare i sistemi agricoli come ecosistemi complessi, fatti di relazioni, di equilibri sottili, di funzioni che si sostengono a vicenda. Non si tratta semplicemente di produrre cibo, ma di farlo senza spezzare i cicli naturali, custodendo la fertilità dei suoli, rafforzando le interconnessioni tra le forme di vita, riconoscendo il valore della biodiversità, delle comunità rurali e dei paesaggi costruiti da secoli di convivenza tra uomo e natura».

“Padrone e sotto”: a Napoli anteprima del film sulle classi invisibili

di Redazione GRS


Visioni sociali – Venerdì al Cinema Astra di Napoli l’anteprima di “Padrone e sotto”, il film di Roberto-C sulle classi invisibili napoletane: un racconto ravvicinato degli sforzi quotidiani e delle aspirazioni di chi non ha potere, denaro, istruzione, né una voce pubblica.

Ultima tappa di AstraDoc XVI, rassegna di Arci Movie dedicata al Cinema del Reale. Una serata speciale in sinergia con Parallelo 41 Produzioni. Al Cinema Astra arriva, in anteprima napoletana, “Padrone e sotto” di Roberto-C, film sulle classi invisibili napoletane, racconto ravvicinato degli sforzi quotidiani e delle aspirazioni di chi non ha potere, denaro, istruzione, né una voce pubblica. Appuntamento per venerdì 24 aprile 2026 alle 20:30 alla presenza del regista e della produttrice Antonella Di Nocera.

Il film, anteprima mondiale alla 12esima edizione dell’Algiers International Film Festival e selezionato al Bergamo Film Meeting, è prodotto da Parallelo 41 Produzioni con Luce Cinecittà, in collaborazione con Rai Cinema e realizzato con il contributo di Film Commission Campania e Regione Campania, da un’idea Quintessenza.

A Napoli la “questione sociale” è un tema onnipresente nel dibattito pubblico: come emergenza perpetua, violenza latente, sofferenza data e ricevuta. I suoi protagonisti sono costantemente sotto osservazione. Eppure, il suo nucleo resta un tabù: negato, immutabile, inalterato nel tempo. Nessuno si interroga sulle sue ragioni, sulla sua essenza. Non diventa mai una questione politica. Per individuarlo e portarlo alla luce, più che gli strumenti che abbiamo ereditato da Marx potrebbero esserci utili quelli che ci ha lasciato Frantz Fanon. Le storie di Pio, lavoratore precario nell’industria del turismo, quella della famiglia di Ugo, in cerca di verità e giustizia dopo l’omicidio del ragazzo, infine quella dei disoccupati organizzati in lotta da anni per un lavoro dignitoso, rispecchiano tre movimenti di un’unica traiettoria, che accomuna le vite degli invisibili, dei senza voce della città.

“Tra noi, per ridurre all’osso questo film, parlavamo di Schiacciati, Sfruttati, Indomiti. I primi, stretti nella morsa di uno stigma di matrice “razziale”, difficilmente sforano dal circuito criminalità-carcere-morte (Ugo). I secondi – larga maggioranza – per miracolo sfuggiti alla devianza, piombano nel tritacarne del lavoro miseramente salariato. Accantonate velleità di qualsiasi tipo finiscono con il chiudersi in quell’alveo familiare che costituisce la loro prigione (Pio). Agli Indomiti invece succede di deragliare da una traiettoria preconfezionata perché a un certo punto del loro cammino qualcuno (Eddy, Mimì) gli mostra che mettersi insieme ad altri – aldilà dei meri intenti di sopravvivenza – restituisce quella gioia e quella consapevolezza che la società capitalista tende deliberatamente a seppellire (Angelo, I disoccupati organizzati tutti). Lotto dunque sono. Perché solo così, forse, si potrà “interrompere il flusso delle lacrime ereditarie”. (Note di regia)

Biglietto d’ingresso 5 euro, ridotto a 4 euro per i soci Arci. AstraDoc è curata da Arci Movie con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II e Coinor, con il patrocinio del Comune di Napoli.

Dettagli sul film sono disponibili sul sito www.arcimovie.it e sui social Arci Movie e AstraDoc. Per attivare gratuitamente gli aggiornamenti della rassegna su WhatsApp inviare un messaggio al 334 68 95 990.

Crediti foto: ArciMovie.it

Premio Bearzot a Fabregas: assegno devoluto all’ ospedale Sant’Anna di Como

di Redazione GRS


Pipa d’onore – Il tecnico del Como, Cesc Fabregas, ha ricevuto il Premio Enzo Bearzot, promosso dall’US ACLI, dedicato agli allenatori di calcio e assegnato dai rappresentanti delle maggiori testate sportive. Insieme al riconoscimento Fabregas ha ricevuto un assegno da 5mila euro che sarà devoluto al reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Como.

“E’ veramente un onore, mi sono sentito amato dal primo giorno in Italia. Questo è un premio che non conoscevo, mi sono informato e ho provato a studiare chi fosse Enzo Bearzot e per questo oggi diventa speciale. E’ un premio alla città di Como, perché da soli non si va da nessuna parte”, ha detto Fabregas ricevendo il riconoscimento, oltre un assegno da 5mila euro che sarà devoluto in beneficienza al reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Como.

Poco prima era stato consegnato anche un premio speciale alla carriera a Fabio Capello. “Con Bearzot siamo legati da grandi soddisfazioni, anche passando per momenti non semplici – dice Capello -. Il rapporto che lui aveva uomo-giocatore mi ha aiutato e insegnato tanto, è un qualcosa che mi sono portato dietro poi quando ho fatto l’allenatore”.

Crediti foto: UsAcli.it

Gaza da ricostruire, stima record: servono oltre 71 miliardi di dollari

di Redazione GRS


Terra martoriata – Secondo la valutazione di Unione Europea e Nazioni Unite, per la ripresa e la ricostruzione della Striscia di Gaza servirebbero oltre 71 miliardi di dollari. I settori più colpiti dai bombardamenti sono edilizia abitativa, sanità, istruzione, commercio e agricoltura.

La valutazione è stata messa a punto in vista della nona ministeriale della Global Alliance per la soluzione dei due Stati e dell’Ad hoc liaison committee in corso oggi a Bruxelles e co-presieduti dall’Ue.
Il doppio appuntamento punta ad avanzare il confronto su sicurezza e stabilizzazione a Gaza e in Cisgiordania, oltre a fare il punto sulle iniziative a sostegno della popolazione palestinese, in linea con il piano di pace per Gaza e la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Verona Capitale del volontariato italiano 2027

di Redazione GRS


Nuova sfida – Verona sarà la Capitale italiana del volontariato 2027. La città è risultata vincitrice del bando nazionale promosso da CSVnet in partenariato con Forum Terzo Settore e Caritas Italiana. Sono oltre 6.200 gli enti non profit attivi a livello provinciale, in particolare negli ambiti culturale, sociale ed educativo.

Alla selezione hanno partecipato anche Napoli e Perugia. I progetti sono stati valutati da una commissione composta dai rappresentanti del Consiglio direttivo di CSVnet, dal presidente del Csv Modena, Capitale in carica e dai referenti del Forum Terzo Settore e Caritas Italiana.
“Le tre candidature – hanno dichiarato i promotori – restituiscono uno spaccato articolato e rappresentativo del volontariato nei diversi contesti territoriali del Paese, mettendo in evidenza approcci e priorità differenti ma accomunati da una forte capacità di attivazione delle comunità locali. La Capitale italiana del volontariato è uno strumento che punta proprio a rafforzare queste connessioni e a rendere più visibile il contributo del volontariato nei diversi ambiti della vita sociale”.

La proposta di Verona si inserisce in un territorio con una presenza diffusa di enti e reti associative. A marzo 2026, nella provincia si contano circa 500 organizzazioni di volontariato iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore e quasi 950 associazioni di promozione sociale. Nel complesso, sono oltre 6.200 gli enti non profit attivi a livello provinciale, in particolare negli ambiti culturale, sociale ed educativo. Una realtà articolata che coinvolge migliaia di volontari – 85mila persone attive in tutta la provincia e che contribuisce in modo significativo alla vita della comunità locale, anche attraverso iniziative rivolte ai giovani e percorsi di inclusione.
Al centro del progetto, un’alleanza ampia che affianca al non profit e alle istituzioni una pluralità di attori: scuola e università, filantropia e sistema imprenditoriale, ordini professionali e settori chiave della vita pubblica, dalla sanità alla giustizia, dallo sport alla cultura, fino alla comunicazione.