Archivio Redazione GRS

Violenza sessuale, verso modifica della legge: sit-in davanti al Senato

di Redazione GRS


Senza consenso è sempre stupro – Oggi in Senato si costituisce il comitato ristretto chiamato a trovare una mediazione politica sul testo del disegno di legge che modifica il reato di violenza sessuale. Le associazioni in mobilitazione saranno presenti con un sit-in davanti a Palazzo Madama.

Tra le organizzazioni: Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa | Casa Internazionale delle Donne | D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza | Fondazione Pangea | Fondazione Una Nessuna Centomila | Rete REAMA | UDI – Unione Donne in Italia con:
Action Aid | ADV – Against Domestic Violence | Amnesty International Italia | CGIL | CISMAI | Codice Kairòs | Comitato scientifico di UNIRE – Università in rete contro la violenza di genere | Tocca a noi | UIL | UISP | WeWorld

Regeni, escluso il docufilm da fondi del Ministero: scoppia la polemica

di Redazione GRS


Pessima decisione – È polemica per l’esclusione del docufilm su Giulio Regeni tra le opere finanziate dal Ministero della Cultura per interesse artistico e culturale. Il Coordinamento delle associazioni di autori e autrici ha sottolineato il forte valore testimoniale del film, fondamentale per mantenere alta l’attenzione sul caso Regeni e sulle responsabilità ancora irrisolte.

Nonostante il riconoscimento del Nastro della legalità 2026 e una diffusione già avviata nelle sale, l’opera è stata giudicata dalla commissione ministeriale “non meritevole di sostegno pubblico”.
La vicenda si è ulteriormente complicata con le dimissioni, avvenute nelle stesse ore in cui il caso è esploso, di due componenti della commissione di valutazione: Massimo Galimberti e Paolo Mereghetti. Un elemento che ha contribuito ad alimentare dubbi sulla trasparenza e sul funzionamento del sistema.

Nuove professioni nello sport tra digitale e dati: dati Eurostat

di Redazione GRS


Sport e lavoro – Dal digital producer al data analyst sono molte le professioni in crescita nel settore sportivo. Secondo i dati Eurostat gli occupati nel settore sono circa 1,6 milioni in Europa e oltre un terzo sono under 30. Queste le caratteristiche specifiche: maggiore diffusione di contratti part-time, più elevata incidenza di lavoro autonomo e una crescente qualificazione professionale.

Attorno ai grandi eventi sportivi cresce non solo l’interesse degli spettatori ma anche quello dei giovani che vorrebbero lavorarci. Del resto, se prendiamo il nostro Paese, secondo gli ultimi dati Istat disponibili relativi al 2024, nel nostro Paese c’è molta passione sportiva e sono 21,5 milioni le persone con più di 3 anni che praticano un’attività nel tempo libero. Secondo The Careers & Enterprise Company, l’ente indipendente per l’orientamento professionale del Regno Unito, gli studenti che hanno tra le loro principali ambizioni di carriera il settore sportivo sono quasi un terzo, il 29%. Seguono le professioni legate al mondo dell’arte e musica (19%) e la cura degli animali (15%). Gli ultimi dati Eurostat disponibili, parlano di circa 1,6 milioni di persone che, nell’Unione Europea, sono impiegate nel settore sportivo, un dato destinato a una continua crescita. Le analisi mostrano come lo sport sia un comparto particolarmente rilevante per l’occupazione giovanile: oltre un terzo dei lavoratori (36,8% secondo Eurostat) ha tra i 15 e i 29 anni, una quota significativamente superiore alla media degli altri settori.

Allo stesso tempo, il settore presenta caratteristiche specifiche: maggiore diffusione di contratti part-time, più elevata incidenza di lavoro autonomo e una crescente qualificazione professionale. A questo proposito nella top five delle professioni in più rapida ascesa ci sono il digital sport producer che si occupa della produzione, gestione e distribuzione dei contenuti per l’editoria sportiva digitale, lo sports data analyst, ossia lo specialista che identifica e raccoglie tutti i dati relativi alle diverse discipline sportive (statistiche, dati e analisi), lo sport trader, il professionista che opera sulla compravendita di quote nei mercati sportivi, il club media manager che si occupa della comunicazione social delle società sportive e delle federazioni agonistiche e l’eSports manager che gestisce l’organizzazione complessiva, la strategia e le operazioni di un team di videogiochi competitivi.

«Il cambiamento che stiamo osservando non riguarda solo le professioni, ma il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano al lavoro. C’è una crescente attrazione verso ambiti che uniscono dati, tecnologia e capacità decisionale. Anche nel mondo dello sport, sempre più spesso, non si tratta solo di passione ma di competenze legate all’analisi, alla gestione del rischio e alla lettura degli scenari», interpreta lo sport trader Davide Renna. Il settore sportivo europeo si trova oggi in una fase di forte evoluzione: da un lato continua a crescere come bacino occupazionale e leva economica, dall’altro si intreccia sempre più con innovazione tecnologica e nuovi modelli di business digitali. La sfida per i prossimi anni sarà trovare un equilibrio tra sviluppo economico, tutela dei lavoratori e regolazione di strumenti emergenti, in un ecosistema in cui sport, dati e finanza sono sempre più interconnessi.

Naufragio a Pasqua: 70 dispersi nel Mediterraneo centrale

di Redazione GRS


Strage di Pasqua – Sono circa settanta le persone partite dalla Libia e disperse nel Mediterraneo centrale, dopo il ribaltamento del barcone su cui viaggiavano. Quest’ennesimo naufragio – ha detto Mediterranea Saving Humans – non è una tragica fatalità, ma conseguenza delle politiche dei governi europei, che rifiutano di aprire canali d’ingresso legali e sicuri.

Savona, nasce “La casa di Silvia” per persone con SLA

di Redazione GRS


La casa di Silvia – A Savona parte il progetto per trasformare un’abitazione privata in uno spazio accessibile di accoglienza e sollievo, pensato per le persone con la SLA e per le loro famiglie. L’iniziativa in ricordo di Silvia Codispoti è frutto dell’impegno dell’associazione AISLA e di un’azione condivisa del territorio per l’acquisto dell’immobile davanti al mare.

Italia, fuga di giovani: 38mila partono ogni anno

di Redazione GRS


Sempre meno opportunità – Quasi 38 mila giovani italiani vanno a lavorare all’estero ogni anno. Il servizio di Federica Bartoloni.

Non siamo un Paese per giovani. La recente analisi dell’Eurispes costruita su di un campione di 22 paesi europei mostra come, nonostante un Pil da economia avanzata, le opportunità destinate ai giovani italiani continuino a risultare nettamente inferiori anche a quelle di “paesi europei periferici” come Bulgaria, Polonia e Croazia.

Ne scaturisce l’annuale perdita di 37.000 giovani l’anno che emigrano per cercare stabilità altrove.

I numeri in Italia su part time involontari, crescita di Neet e disoccupazione di neolaureati continuano a dipingere una nazione condotta principalmente da lavoratori anziani che ben cederebbero il posto alla nuova leva a fronte di politiche previdenziali dignitose.

“Il caporalato”, un’analisi storica nel libro di Ferrarese

di Redazione GRS


Il caporalato – È il titolo del nuovo libro di Giovanni Ferrarese che analizza l’evoluzione del fenomeno in Italia, dal secondo dopoguerra a oggi, intrecciando dinamiche economiche e del mercato del lavoro, flussi migratori, gli sviluppi normativi, risposte istituzionali e l’azione degli attori sindacali.

Il volume verrà presentato giovedì 9 aprile alla Biblioteca Guglielmo Marconi di Roma.