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Alimenti e ascolto: a Roma nasce la nuova dispensa solidale

di Redazione GRS


Dispensa solidale – Oggi a Roma l’inaugurazione di luogo dedicato alla raccolta, conservazione e distribuzione degli alimenti ma anche all’ascolto e all’orientamento delle persone. L’iniziativa è promossa da Acli.

La Dispensa solidale, che sarà un luogo dedicato alla raccolta, conservazione e distribuzione degli alimenti nonché di ascolto e orientamento per le persone, nasce come evoluzione del progetto “Il Cibo che serve”, attraverso il quale le Acli di Roma da anni recuperano eccedenze alimentari e le redistribuiscono a persone e famiglie in difficoltà su tutto il territorio della provincia di Roma.

Digit.NOW.FUTURE, al via i laboratori per cittadini digitali

di Redazione GRS


Sguardo in avanti – Intelligenza artificiale, fake news e cyberbullismo: parte DIGIT.NOW.FUTURE, il progetto nazionale per formare i cittadini digitali di domani. Il servizio di Federica Bartoloni.

Al via in 30 province italiane DIGIT.NOW.FUTURE, promosso da AiCS con il Centro Turistico Giovanile e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il progetto coinvolgerà per 18 mesi ragazze e ragazzi dai 12 ai 17 anni, insegnanti ed educatori, attraverso laboratori, formazione ed eventi. Obiettivo: sviluppare competenze digitali e pensiero critico, imparare a riconoscere disinformazione e cyberbullismo e utilizzare l’intelligenza artificiale in modo consapevole. Il percorso si concluderà con un Festival nazionale della cittadinanza digitale.

Sicurezza stradale, settembre il mese peggiore per i ciclisti

di Redazione GRS


Autunno tragico – Settembre è stato il mese peggiore del 2026 con 33 vittime e dieci ciclisti uccisi solo nell’ultima settimana. Le associazioni invitano a considerare ogni ciclista come una persona da proteggere, non come un ostacolo da superare, riducendo la velocità e mantenendo la distanza di sicurezza.

Per quanto riguarda le regioni, in testa c’è la Lombardia con 36 morti, poi Emilia-Romagna 25, Veneto 24, Piemonte 19, Campania 12.

“Dieci ciclisti uccisi sulle strade italiane in appena una settimana rappresentano un bilancio inaccettabile”: lo afferma Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, che lancia un appello agli automobilisti.

“Consideriamo ogni ciclista come una persona da rispettare, da proteggere, non come un ostacolo da superare in fretta – afferma – Riduciamo la velocità, manteniamo adeguate distanze di sicurezza e rinunciamo a qualsiasi distrazione.

Un sorpasso azzardato, uno sguardo al telefono o pochi chilometri orari in più possono trasformarsi in una condanna a morte. La sicurezza dei più deboli è la misura della civiltà di chi guida e dell’intero Paese”.

Settembre è infatti già oggi – secondo le elaborazioni dell’Asaps – il mese più tragico del 2026, con un dato provvisorio di 33 vittime. Dal primo gennaio sono 179 i ciclisti morti, 149 uomini e 30 donne, con 82 utenti di oltre 65 anni di età. Nell’ultima settimana, in particolare, le vittime sono state dieci. Gennaio ha chiuso con 11 decessi, 18 a febbraio, 10 a marzo, 21 ad aprile, 24 a maggio, 18 a giugno, 25 a luglio, 19 ad agosto, 33 finora a settembre. Nei primi otto mesi del 2026 sono deceduti 146 ciclisti, nove in meno rispetto ai 155 del 2025, ma il dato completo di settembre – sottolinea l’Asaps – “purtroppo annullerà questa indicazione positiva”. Per quanto riguarda le regioni, in testa c’è la Lombardia con 36 morti, poi Emilia-Romagna 25, Veneto 24, Piemonte 19, Campania 12.

Giovani, la priorità è il lavoro: servono reddito e flessibilità

di Redazione GRS


Priorità lavoro – È quello che emerge dall’indagine Ires per le Acli con i giovani che chiedono reddito e flessibilità. Ascoltiamo il presidente nazionale Emiliano Manfredonia.

Al 57° Incontro nazionale di studi presentata la ricerca ACLI-IREF su 1.525 giovani lavoratori: il 57,4% sente di dare al lavoro più di quanto riceve. Le proposte al centro del confronto con le forze politiche

Un fisco che alleggerisca stabilmente i redditi da lavoro e da pensione, spazi in cui i giovani possano costruire opportunità e partecipare alle decisioni, un sistema di formazione professionale e servizi per il lavoro finanziato con continuità. Sono le tre proposte politiche presentate oggi dalle ACLI (qui il doc integrale e qui il doc sintetico) alla Gran Guardia di Verona, nella giornata conclusiva del 57° Incontro nazionale di studi “INSIDE. Capire il lavoro, costruire partecipazione”.

«Le nostre proposte partono da una constatazione: in Italia oggi si può essere poveri pur lavorando», afferma Raffaella Dispenza, vicepresidente nazionale delle ACLI. La prima proposta chiede di ridurre stabilmente le tasse sui redditi da lavoro e da pensione, adeguare all’inflazione scaglioni, detrazioni e soglie ISEE e alleggerire l’IVA sui beni essenziali. Le ACLI chiedono anche di riequilibrare il carico fiscale tra le diverse fonti di ricchezza, destinando le risorse recuperate a formazione, servizi per il lavoro e welfare. La seconda proposta punta sulle Case di Futuro, spazi per l’orientamento, la formazione e la partecipazione che potranno nascere anche nei circoli ACLI. «I giovani devono poter scegliere le attività e partecipare alle decisioni, non soltanto usufruire dei servizi», spiega Dispenza. Con la terza proposta, le ACLI chiedono ulteriori 500 milioni di euro l’anno per l’istruzione e formazione professionale e finanziamenti stabili per i servizi per il lavoro, con particolare attenzione al Mezzogiorno e alle aree interne. «L’istruzione e  formazione professionale è un diritto riconosciuto dalla Costituzione: occorre renderlo esigibile in tutta Italia, soprattutto al sud e in quei territori per troppo tempo lasciati indietro. I centri di formazione professionale, insieme alle reti di terzo settore, possono cambiare la vita di ragazzi a rischio di dispersione scolastica, per contrastare le diseguaglianze sociali e territoriali», conclude Dispenza.

A dare forza alla richiesta di cambiare le politiche del lavoro sono anche i risultati della ricerca (qui la sintesi) “Un lavoro diverso. Le traiettorie divergenti dei giovani italiani nella crisi occupazionale”, realizzata dall’IREF per le ACLI e presentata dal presidente dell’istituto Paolo Petracca. L’indagine ha coinvolto 1.525 persone tra i 18 e i 34 anni attive nel mercato del lavoro.

Il 57,4% dei giovani che hanno valutato il rapporto tra impegno e ricompensa sente di dare al lavoro più di quanto riceve: la quota sale al 62,9% tra le donne, rispetto al 51,9% degli uomini. Per il 54,9% degli intervistati flessibilità degli orari e autonomia nella gestione del tempo sono molto importanti. Quanto all’intelligenza artificiale, il 56,5% sa utilizzare i nuovi strumenti, ma non si sente formato in modo adeguato.

La ricerca mostra anche quanto il lavoro sia, per i giovani, una questione pubblica: il 78,2% concorda sul fatto che sia un diritto fondamentale e non una merce, mentre il 67,9% ritiene che un Paese in cui molti giovani non trovano un lavoro dignitoso non possa definirsi democratico. Sono dati che descrivono una domanda di equità, tempo, formazione e possibilità di contribuire alle scelte, più che un rifiuto del lavoro.

Difesa civile, depositate in Senato oltre 57mila firme

di Redazione GRS


Missione compiuta – Le Reti promotrici della campagna “Un’altra difesa è possibile” hanno depositato in Senato le firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la difesa civile, non armata e nonviolenta: 57.136 sottoscrizioni, ben oltre il quorum di 50.000 richiesto dalla normativa.

Alla fine di questa prima fase di campagna sono ben 57.136 le cittadine e i cittadini che hanno sostenuto la nostra proposta di legge: 54.751 firme raccolte digitalmente tramite la piattaforma del Ministero della Giustizia, a cui si aggiungono 2.385 firme raccolte con la modalità cartacea. Un risultato che le Reti promotrici considerano davvero un grande successo, raggiunto nonostante alcune difficoltà iniziali nel percorso di raccolta e un diffuso “silenzio” dei grandi media: la campagna è comunque riuscita a convincere migliaia di persone e a mettere in moto energie e iniziative in numerosi territori italiani, tra incontri pubblici, banchetti, presentazioni e momenti di approfondimento organizzati da gruppi locali, associazioni ed enti di servizio civile.

Il lavoro delle Reti promotrici non finisce però con il deposito delle firme. Dopo la presentazione e l’annuncio della proposta di legge in Senato inizierà un percorso di stimolo, coinvolgimento, pressione verso i gruppi parlamentari affinché il testo di legge venga approfondito, discusso e portato al voto. Il percorso istituzionale che si apre oggi è anche l’occasione per intensificare la diffusione della proposta e l’approfondimento di un’idea che, nonostante il risultato raggiunto, resta ancora poco conosciuta: la difesa civile, non armata e nonviolenta come componente riconosciuta del sistema di difesa e sicurezza della Repubblica, distinta ed autonoma da quella militare.

Le Reti promotrici lavoreranno quindi su un doppio binario: da un lato advocacy e pressione istituzionale, affinché il Parlamento non perda questa occasione storica e cruciale, e dall’altro rilancio informativo e diffusione dei contenuti e delle idee alla base della campagna. Vogliamo che le proposte di “Un’altra difesa è possibile” arrivino in tutte le città e i territori attraverso i gruppi locali, le persone delle associazioni aderenti e i giovani in servizio civile, per allargare la platea di chi sostiene questa forma diversa di difesa della Patria e di costruzione della pace, in alternativa a percorsi militari che nei fatti non hanno saputo garantire sicurezza né nel mondo né nei conflitti in corso.

Come Reti promotrici di “Un’altra difesa è possibile” siamo disponibili a continuare a lavorare insieme alle realtà che già sostengono la campagna e a tutte quelle che vorranno aderire nei prossimi mesi, nel percorso che porterà la proposta di legge in Parlamento.

Giornata del Migrante, oltre 117 milioni di persone sfollate nel mondo

di Redazione GRS


“Anche uno solo di questi bambini” – Ieri si è celebrata la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato: secondo le Nazioni Unite sono più di 117 milioni le persone sfollate con la forza in tutto il mondo a causa di guerre, povertà, violenze, disastri ambientali. Circa il 40% sono minori.

È una spinta a concentrare «la nostra attenzione sui minori direttamente coinvolti nell’esperienza del migrare e della fuga» e sulla «sollecitudine» nei loro confronti il tema dell’odierna Giornata mondiale del migrante e del rifugiato: «Anche uno solo di questi bambini». Lo evidenzia Papa Leone XIV nel Messaggio per la ricorrenza, giunta alla 112ª edizione. Nel testo, pubblicato ad agosto scorso, il Pontefice ricorda che il Vangelo «ci invita a non fare calcoli»: ogni bambino, ogni essere umano «possiede una dignità infinita». Davanti a ciascun minore migrante, riflette, «siamo chiamati a compiere un atto di umanità e di fede: nel bambino, infatti, possiamo accogliere e incontrare il Signore».
Purtroppo, constata il Papa, i minori migranti sono «più facilmente ridotti all’invisibilità, perché privi di adulti che li proteggano e sostengano». Ecco perché è «necessario intervenire nei Paesi d’origine per rimuovere le eventuali cause che costringono alla fuga» e «offrire protezione e accoglienza nei Paesi di transito e di arrivo». All’udienza generale di mercoledì scorso poi il reiterato appello di Leone XIV alla «responsabilità di tutti: ognuno si senta coinvolto nella vita di questi ragazzi, che vanno sempre tutelati e assistiti».

Astensionismo elettorale, aperta la call di Meltemi editore per un volume

di Redazione GRS


Call for proposals – Meltemi editore invita autrici e autori a presentare proposte per un volume dedicato al fenomeno dell’astensionismo elettorale. L’indagine dovrà raccogliere proposte capaci di indagare le cause profonde di questo processo e interrogarsi sulle sue conseguenze. Per partecipare c’è tempo fino all’8 ottobre.

La collana Cantiere delle idee di Meltemi Editore invita autrici e autori a presentare proposte per un volume dedicato al fenomeno dell’astensionismo elettorale.

Negli ultimi anni, la crescita dell’astensione si è accompagnata a un divario sempre più marcato tra le diverse classi sociali. Secondo i dati IPSOS, alle elezioni politiche italiane del 2022 la somma di astensione, schede bianche e nulle aveva raggiunto il 49,4% tra gli elettori più poveri, contro il 27,5% registrato tra quelli più abbienti. Alle elezioni europee del 2024 il divario si è ulteriormente ampliato, arrivando rispettivamente al 75,7% e al 32,9%.

La call intende raccogliere proposte capaci di indagare le cause profonde di questo processo, senza ridurre l’astensionismo al semplice disinteresse per la politica e senza ricorrere a condanne morali frettolose.

Il volume dovrà interrogarsi sulle conseguenze dell’astensione per la politica e per la democrazia e sulle possibili vie d’uscita, prestando attenzione anche ad altre variabili rilevanti, come l’età, il genere e il rapporto tra centro e periferia, oltre che agli eventuali segnali in controtendenza.

Saranno prese in considerazione sia proposte incentrate sul contesto italiano, purché aperte a una prospettiva comparativa, sia progetti di respiro più ampio e internazionale.

L’obiettivo è pubblicare un testo rigoroso e fondato su dati solidi, ma al tempo stesso accessibile e divulgativo: un volume agile, capace di contribuire al dibattito pubblico in vista del ciclo elettorale europeo del 2027.

Tipologia delle proposte
Sono ammesse:
monografie scritte da una singola autrice o da un singolo autore;
monografie scritte a più mani;
progetti di volume collettaneo.

La collana esprime una preferenza per le prime due formule, ma valuterà anche proposte di opere collettanee particolarmente coerenti e ben strutturate.

Chi può partecipare
La call è aperta a tutte e tutti. Non sono previsti particolari requisiti accademici o professionali.

Materiali richiesti
La proposta dovrà contenere:
una presentazione del progetto della lunghezza di una o due pagine;
un indice, preferibilmente accompagnato da una breve descrizione dei capitoli;
una breve biografia dell’autrice, dell’autore o delle autrici e degli autori;
un testo campione, preferibilmente l’introduzione o un capitolo del volume. Qualora questi non fossero ancora disponibili, sarà possibile inviare alcune pagine rappresentative del progetto.

Il volume dovrà avere dimensioni relativamente contenute. La lunghezza definitiva sarà concordata con la direzione della collana e con la casa editrice.

Scadenze
Le proposte dovranno essere inviate entro il 8 ottobre 2026.
I risultati della selezione saranno comunicati entro il 19 ottobre 2026.

La proposta selezionata sarà pubblicata da Meltemi Editore nella collana Cantiere delle idee, con uscita prevista indicativamente tra aprile e maggio 2027.