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Consumo sostenibile, Cittadinanzattiva: per 3 persone su 5 costa troppo

di Redazione GRS


Consumo sostenibile – Per 3 cittadini su 5 costa troppo. Il Rapporto di Cittadinanzattiva nel servizio di Anna Monterubbianesi.

Consumare in modo sostenibile è un obiettivo sempre più condiviso, ma non alla portata di tutti. È quanto emerge dal primo Rapporto civico sul consumerismo sostenibile di Cittadinanzattiva. Il 65,6% dei cittadini considera l’emergenza ambientale una priorità, ma per oltre il 58% il principale ostacolo per scelte più responsabili è il costo dei prodotti sostenibili. Pesano anche la scarsa informazione, le comunicazioni fuorvianti, le frodi digitali e le difficoltà nell’esercitare i propri diritti. Dal Rapporto arriva la proposta di una nuova Carta dei diritti del cittadino-consumatore, con maggiori tutele, informazioni trasparenti e accesso equo a beni e servizi.

Voyager a Napoli: l’arte di Mahama tra viaggio, accoglienza e dialogo

di Redazione GRS


Voyager – In piazza Municipio a Napoli la nuova installazione dell’artista ghanese Ibrahim Mahama che mette in relazione l’Africa occidentale e il Mediterraneo attraverso il tema del viaggio, dell’accoglienza e del dialogo fra culture.

A pochi passi dal porto di Napoli, spiccano le tre imbarcazioni in legno, alte circa 5, 7 e 8 metri, realizzate appositamente per l’occasione e costruite con modelli e tecniche tradizionali del Ghana: parzialmente immerse nel suolo della piazza, assumono una presenza al tempo stesso concreta e straniante, trasformando uno degli spazi pubblici più rappresentativi della città in un luogo sospeso, nel quale l’idea del viaggio si confronta con quella della permanenza. “È un’installazione che si ispira alla vocazione della città – ha affermato il sindaco, Gaetano Manfredi – una grande città del Mediterraneo, che guarda con attenzione all’Africa. Napoli è una città aperta, inclusiva, in dialogo con tutte le sponde del Mediterraneo. Credo che quest’opera rappresenti molto il principio dell’accoglienza e del dialogo fra culture che è proprio della nostra città”. Il lavoro richiama alcuni dei temi centrali della ricerca di Mahama quali le migrazioni, la circolazione delle merci, il lavoro, la memoria dei materiali, gli scambi tra culture e le trasformazioni delle comunità. Le tre barche possono evocare i viaggiatori contemporanei che attraversano il Mediterraneo spinti da condizioni economiche, sociali e politiche drammatiche, e richiamare le esperienze di chi affronta il mare alla ricerca di sicurezza e di una nuova possibilità di vita. La loro posizione, parzialmente immersa nel suolo della piazza, suggerisce anche la dimensione tragica di questi attraversamenti e il destino di quanti non riescono a raggiungere la riva.

Sport femminile e stereotipi: le atlete denunciano il nuovo spot Novig

di Redazione GRS


Atlete contro – Il nuovo spot della piattaforma di scommesse sportive Novig, con protagonista l’attrice Sydney Sweeney, apre un nuovo confronto sulla rappresentazione delle donne nello sport. Le atlete denunciano un’immagine che riduce lo sport femminile al corpo delle donne piuttosto che all’ allenamento, al talento e ai risultati.

Sydney Sweeney al centro della nuova polemica per uno spot pubblicitario per Novig, piattaforma americana di previsioni e scommesse sportive, nel quale l’attrice appare senza vestiti, utilizzando palloni e attrezzatura sportiva per coprire il corpo. Una campagna pensata per essere ironica e provocatoria, ma che ha finito per aprire un confronto molto più ampio sulla rappresentazione delle donne nello sport.
Il video, lanciato il 9 settembre, gioca proprio sull’idea di uno sport ridotto alla sua essenza. «Just Sports» è il concetto della campagna: Sweeney passa dal basket al football, dal tennis all’hockey, fino al golf, sempre attraverso una rappresentazione volutamente sensuale e sopra le righe. L’obiettivo dichiarato è quello di attirare l’attenzione sulla piattaforma, che si presenta come un mercato dedicato esclusivamente agli eventi sportivi.
Ma questa volta la provocazione non si è fermata al pubblico. Ha incontrato la reazione, netta, di molte atlete.
La prima a prendere posizione è stata Ariarne Titmus. La campionessa olimpica australiana ha criticato duramente una rappresentazione che, a suo giudizio, rischia di ridurre ancora una volta lo sport femminile al corpo delle donne, proprio mentre le atlete chiedono che a essere messi in primo piano siano allenamento, talento, forza e risultati.
Con lei si sono schierate altre sportive, da Amy Hunt a Gracie Kramer, fino a Lani Pallister, Bree Rizzo e Tilly Kearns, in una sorta di risposta collettiva allo spot