Giro d’Italia per la pace – Il suicidio della politica ha generato mostri che ci stanno trascinando nella terza guerra mondiale. E nessuno sembra volerli fermare. Con questo assunto oggi all’Università di Padova il seminario della Tavola della Pace a una settimana dall’inizio del conflitto in Iran.
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Sport femminile, i tabù dei media nel libro di Mara Cinquepalmi
6 Marzo 2026Tabù. Sono quelli che ancora abbondano nel racconto dello sport al femminile. Ne parla Mara Cinquepalmi nel suo nuovo libro. Il servizio di Elena Fiorani.
Il linguaggio ha una parte importante nel libro di Cinquepalmi, sottotitolo “Di donne, sport e informazione”, perché «ciò che non si dice non esiste». Soprattutto è il linguaggio dei media quello sotto esame, con lo sconfinamento continuo tra pratica sportiva e altre cose che non c’entrano nulla: dall’estetica delle atlete, ai ruoli di genere fino al gossip. Dopo un’introduzione dedicata ai meccanismi del linguaggio il libro prende in esame sei temi attraverso dati e storie significative: la disparità di genere nello sport, la maternità, il ciclo mestruale e la salute mentale, l’omofobia e la violenza. Lunedì a Roma l’autrice presenta il suo ultimo lavoro alla Libreria Altroquando insieme al giornalista Riccardo Cucchi. “Tabù” esplora tematiche importanti e attuali per provare a immaginare un nuovo modello di sport a partire dalla sua narrazione, oltre ogni stereotipo.

Al Cinema Astra di Napoli la storia di Sara Shahverdi che sfida il patriarcato in Iran
6 Marzo 2026A difesa delle donne – Questa sera alle 20.30 alla rassegna di Arcimovie al Cinema Astra di Napoli l’anteprima nazionale del film “Cutting Through Rocks” sulla storia di Sara Shahverdi che sfida il patriarcato in Iran, selezionata e premiata in tanti prestigiosi festival di tutto il mondo.

La guerra e la vita delle persone sempre più dimenticata. Il punto di Ivano Maiorella
6 Marzo 2026Edizione 05/03/2026
5 Marzo 2026
Guerra in Libano, emergenza umanitaria senza tregua
5 Marzo 2026I civili nel mirino – La guerra si allarga in Libano e migliaia di persone sono in fuga con una situazione umanitaria già grave prima. Ascoltiamo il capomissione di Cesvi a Beirut Federico Patacconi.
Nel Paese oggi quasi tre milioni di persone, tra cittadini libanesi e rifugiati siriani, dipendono dall’assistenza umanitaria. La crisi economica, aggravata dall’iperinflazione e dal collasso dei servizi pubblici, ha ridotto drasticamente il potere d’acquisto delle famiglie, costrette spesso a tagliare i pasti o a ritirare i figli da scuola. I bambini sono i soggetti più vulnerabili: oltre il 70% dei caregiver riferisce che i propri figli soffrono di stati d’ansia o depressione, mentre crescono esponenzialmente i rischi legati al lavoro minorile e ai matrimoni precoci.
In questo contesto di emergenza, CESVI sostiene le comunità più colpite attraverso un intervento integrato che unisce protezione e sviluppo. Opera per rendere le scuole pubbliche luoghi sicuri e inclusivi, riqualificando gli edifici danneggiati e installando pannelli solari per contrastare i continui blackout. Parallelamente al supporto scolastico e psicologico per i minori, agisce sul tessuto economico locale sostenendo piccole imprese e cooperative agricole, offrendo percorsi di formazione professionale per giovani e donne.

Giustizia minorile, protocollo d’intesa tra Ministero e UNICEF
5 Marzo 2026Nel nome dell’inclusione – Ieri a Roma il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia e l’UNICEF hanno firmato un Protocollo d’Intesa della durata di 2 anni con l’obiettivo di rafforzare la promozione e la tutela dei diritti nonché il benessere e l’inclusione delle persone di minore età coinvolte nei procedimenti di giustizia minorile.
Erano presenti alla firma: Antonio Sangermano, Capo Dipartimento del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della giustizia, Nicola dell’Arciprete, Coordinatore dell’ufficio UNICEF ECARO della risposta a favore dei minorenni migranti e rifugiati in Italia e per l’UNICEF Italia: il Presidente Nicola Graziano, il Direttore generale Paolo Rozera e la Special Advisor per la Giustizia Minorile Elisabetta Garzo.
“È fondamentale promuovere una cultura multidisciplinare, orientata alla «presa in carico» integrale dei minorenni del circuito penale. Una cultura che riconosca quale suo epicentro il preminente interesse del minore e la «vulnerabilità» quale componente intrinseca e consustanziale alla fase di strutturazione psico‑fisica tipica della giovinezza e dell’adolescenza. Diventa centrale garantire un equilibrio equo e simmetrico tra il pieno riconoscimento dei diritti e l’adempimento dei doveri, affinché il percorso rieducativo possa realmente favorire il reinserimento sociale. Il Protocollo si inserisce precisamente in questa visione: esso mira a rendere il minore protagonista attivo di un processo di responsabilizzazione e di reinserimento sociale, rafforzando l’approccio minorilista, che pone al centro la personalità e i bisogni evolutivi del minore, prima ancora del fatto-reato”, ha dichiarato Antonio Sangermano, Capo Dipartimento del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della giustizia.
“Questo Protocollo va nella giusta direzione di rendere concreta l’applicazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e del suo principio cardine: il diritto del minorenne a che il proprio superiore interesse sia tenuto in primaria considerazione, senza alcuna discriminazione. Per molti ragazzi questa presa in carico in ambito penitenziario rappresenta non la ‘seconda’, ma la ‘prima’ opportunità, per questo vanno potenziate le misure per la reintegrazione sociale, ascoltando e facendo partecipare i ragazzi stessi, grazie ad un lavoro in rete a livello nazionale come locale, valorizzando le migliori prassi e realizzando una formazione iniziale e continua di tutto il personale a diverso titolo coinvolto”, ha sottolineato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia.
“La giustizia minorile è uno snodo decisivo per la tutela dei diritti, un ambito in cui le istituzioni hanno l’opportunità di dimostrare la loro massima capacità di protezione. Questo protocollo si fonda su un’idea semplice: ogni ragazza e ogni ragazzo, anche nei percorsi più complessi, va supportato e protetto. Investire su competenze, ascolto qualificato e risposte integrate significa trasformare una situazione di vulnerabilità in opportunità di crescita, costruendo percorsi di inclusione. È così che il principio del superiore interesse del minorenne può trovare applicazione concreta” – Nicola dell’Arciprete, Coordinatore dell’ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale della risposta a favore minorenni migranti e rifugiati in Italia.

Beni confiscati, bando aperto fino al 10 dicembre 2026
5 Marzo 2026I beni della comunità – Oggi si presenta la seconda annualità del Regolamento “a richiesta” promosso da Fondazione con il Sud per il sostegno a interventi per la valorizzazione di beni confiscati alle mafie: messi a disposizione 2 milioni di euro, le proposte potranno essere presentate entro il 10 dicembre 2026.
Il regolamento sarà presentato insieme all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), con la quale la Fondazione ha sottoscritto a gennaio un importante Protocollo d’intesa per favorire i processi di valorizzazione dei beni confiscati da parte del Terzo settore. L’ANBSC, nella stessa occasione, presenterà le modalità di candidatura per l’assegnazione dei beni confiscati.
Partecipano all’evento: il presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio, e il direttore dell’Agenzia, Prefetto Maria Rosaria Laganà. Intervengono: Gaia Renzi, che illustrerà il regolamento della Fondazione con il Sud; Mariarosa Turchi, che illustrerà il regolamento dell’ANBSC. Conclude Marco Imperiale, direttore generale della Fondazione con il Sud.

Povertà educativa, sfida europea al Parlamento UE
5 Marzo 2026A confronto con l’Europa – Al parlamento europeo il confronto di impresa sociale Con i bambini su “Povertà educativa e benessere degli adolescenti: una sfida europea”. Il servizio è di Federica Bartoloni.
Contrastare la povertà crescente dei minori in Europa attraverso azioni sinergiche tra istituzioni, scuola, terzo settore e comunità. Questo il nodo dell’incontro “Povertà educativa e benessere degli adolescenti: una sfida europea” promosso da “Con i bambini” lo scorso 3 marzo al Parlamento Europeo nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile che, con 800 progetti in tutta Italia, porta i risultati concreti nell’investimento nelle comunità educanti. Agire e farlo immediatamente a livello europeo nella cornice dell’urgenza documentata dai dati Eurostat che mostrano quanto un minore su 4 sia oggi, nel Vecchio Continente, a rischio povertà o esclusione sociale.

“Levante – Teatro ad Est”, il progetto che porta laboratori di teatro nelle scuole
5 Marzo 2026Cultura che classe – Antigone e Roberto De Simone ispirano studentesse e studenti della zona orientale di Napoli protagonisti di “Levante – Teatro ad Est”, progetto finanziato dal Comune e a cura di Napoli Europa Africa che porta laboratori di teatro in tre scuole tra i quartieri Barra e Ponticelli.
Il percorso, curato dall’associazione N:EA Napoli Europa Africa, promosso e finanziato dal Comune di Napoli attraverso il programma “Cultura. Che classe!”, accompagna l’anno scolastico di un centinaio di giovanissimi che, attraverso l’arte e le performances, imparano a mettersi nei panni dell’altro e a curare le proprie emozioni.
In particolare, “Levante – Teatro ad Est” coinvolge allieve e allievi degli istituti comprensivi 83° “Porchiano Bordiga”, 88° “De Filippo” e 46° “Scialoja-Cortese-Rodinò” con l’obiettivo di creare spazi e momenti in cui possono prendere consapevolezza del proprio corpo e della propria voce. Il percorso, infatti, ha previsto ben novanta ore di laboratorio teatrale focalizzate sulla relazione con l’altro e sulla percezione di sé stessi. A questi si aggiungono le lezioni dedicate alla realizzazione della scenografia e dei costumi attraverso il recupero di materiali scolastici e domestici stimolando creatività e collaborazione tra gli studenti che lavorano a una drammaturgia collettiva attraverso la riscrittura di testi della tradizione. Si parte dallo studio delle “Fiabe Campane” di Roberto De Simone, in particolare “Giuvanniello senza paura”, usato per insegnare a ragazzi e ragazze a accogliere e accettare il sentimento della paura: la fiaba, proposta in lingua originale, il napoletano, favorisce un ponte con la tradizione linguistica per poi essere tradotta in italiano, rielaborata e riscritta in forma drammaturgica. Dall’altro, la rielaborazione dell’Antigone di Sofocle trasformata in una “Antigone contemporanea” che abita il quotidiano degli studenti per riflettere sui concetti di fratellanza e prevalenza della legge morale.




