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Seeyousound torna a Torino, cinema e musica contro il rumore del mondo

di Redazione GRS


Music is the noise – Dal 3 marzo a Torino la dodicesima edizione di “Seeyousound”, la rassegna diffusa dedicata al binomio tra cinema e musica. Il cartellone del festival, ispirato quest’anno al tema del rumore come forma di protesta, propone 68 film e numerosi eventi dal vivo.

Nel 2015, nasce a Torino il primo festival in Italia incentrato sul rapporto duraturo e reciprocamente arricchente tra cinema e musica, che mette d’accordo cinefili e melomani in una festa per gli occhi e le orecchie.

Anteprime nazionali e internazionali compongono quattro sezioni in concorso: LONG PLAY DOC (documentari), LONG PLAY FEATURE (lungometraggi di finzione), 7 INCH (cortometraggi), SOUNDIES (videoclip). Alla competizione si aggiungono due sezioni in mostra: INTO THE GROOVE, da sempre l’anima “pop” del festival, mischia generi e tendenze spaziando dalle nuove tendenze musicali ai nomi cult della storia della musica mondiale, e RISING SOUND, impegnata a scoprire e proporre storie in cui il potere ispiratore della musica si intreccia con questioni globali, sociali e politiche, distaccandosi dalle leggi del mercato e degli stereotipi; storie lontane o vicine che possano ispirare, motivare, intrattenere e far riflettere.

Seeyousound non si esaurisce nei giorni del festival, prosegue tutto l’anno con un ricco programma di appuntamenti, collaborazioni, contaminazioni e sinergie, ponendo sempre al centro la relazione tra musica e immagine.

In poche edizioni Seeyousound cresce insieme al suo pubblico, e si ritaglia un ruolo nel panorama italiano e sulla scena internazionale. Nel 2018 va in tour con il progetto On the road: Palermo, Milano, Bologna, Firenze, Pisa, Lecce, Roma. A Lecce si attivano collaborazioni con realtà locali che contribuiscono a innescare un forte coinvolgimento del territorio e permettono il graduale radicamento dell’evento nella città pugliese.

Nel 2020 Seeyousound si rivoluziona con l’aggiunta di FREQUENCIES, un concorso rivolto a giovani musicisti e compositori riguardante la musica applicata alle opere del cinema muto. Una residenza artistica, inserita all’interno delle giornate del festival, che si conclude con un contest che premia la migliore sonorizzazione composta dai partecipanti al laboratorio.

Seeyousound aderisce ad AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema) ed è tra i soci fondatori di MFFN, Music Film Festival Network, una rete internazionale formata da dodici festival provenienti da 12 paesi diversi.

Mantenendo uno spirito sempre pronto ad accogliere con entusiasmo ciò che è diverso e inconsueto, Seeyousound continuerà a proporre opere provenienti da ogni angolo del pianeta che illumineranno i grandi schermi per farci ballare sulle poltrone.

Aggressione omofoba all’arbitro Pascal Kaiser dopo la proposta allo stadio

di Redazione GRS


Fuori dal campo – Dopo essere stato protagonista di una romantica proposta al fidanzato allo stadio di Colonia, l’arbitro tedesco Pascal Kaiser è stato vittima di un violento attacco omofobo nella sua abitazione. Il 27enne è stato aggredito da tre uomini nel suo giardino.

È solo l’apice di una campagna di molestie verbali che si è scatenata in seguito alla pubblicazione del video della proposta che, nel giro di pochissimo, è diventato virale. Sui social, il giovane è stato, infatti, preso di mira da una lunga serie di insulti e minacce. Alcuni commenti menzionavano persino il suo indirizzo di casa. “Alcuni facevano riferimento al mio indirizzo email privato, condiviso senza il mio consenso. Il tono dei messaggi diventava sempre più ostile e inquietante”, ha raccontato l’arbitro al sito.

Prima dell’attacco, Pascal aveva ricevuto dei messaggi minacciosi. “Circa 20 minuti dopo, sono andato in giardino a fumare e c’erano tre ragazzi lì in piedi…“, ha spiegato Kaiser.

Dopo l’aggressione, il 27enne ha subito denunciato l’accaduto alla polizia che – dopo un controllo in ospedale – ha trasportato il ragazzo e il compagno, Moritz, in un luogo sicuro. “Da allora, sono state messe in atto misure di sicurezza preventive”, riferisce Simil Queer. Sono in corso indagini sull’attacco e sulle minacce per risalire ai colpevoli.

Pascal racconta questo momento spiegando di provare paura e incertezza, ma non rimorso per essersi inginocchiato davanti a 50mila tifosi: “Non mi pento della proposta. Era piena di amore e autenticità. Allo stesso tempo, non avrei mai potuto immaginare la catena di eventi che ne è seguita, né il livello di ostilità che ne è derivato”.

Mediterraneo, ennesima strage: barcone si ribalta, 53 migranti morti

di Redazione GRS


Ennesima strage – un’imbarcazione che trasportava 55 persone migranti si è ribaltata al largo delle coste della Libia: 53 sono morte. Secondo l’Organizzazione mondiale delle migrazioni, nel 2026 sono almeno 500 i migranti mori o dispersi cerando di attraversare il Mediterraneo.

Le uniche sopravvissute sono due donne nigeriane, soccorse dalle autorità libiche. Il naufragio è avvenuto venerdì, ma l’OIM l’ha reso noto lunedì. L’organizzazione è un’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di persone che scappano da guerre, disastri naturali e altre situazioni di difficoltà.

Legambiente: smog in calo nelle città, ma i limiti restano lontani

di Redazione GRS


Mal Aria – Il nuovo report di Legambiente fa il punto sulla qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani. Il servizio di Anna Monterubbianesi.

Nel 2025 cala lo smog nelle città italiane, ma non abbastanza. Secondo il report “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, scendono a 13 i capoluoghi che superano i limiti giornalieri di PM10, contro i 25 dell’anno precedente. Un segnale positivo, ma ancora fragile. Con i nuovi limiti europei in vigore dal 2030, oggi oltre la metà delle città sarebbe fuorilegge per le polveri sottili. Legambiente chiede di rafforzare le politiche per la qualità dell’aria, intervenendo su tutte le principali fonti emissive, garantendo più risorse e interventi strutturali su mobilità, riscaldamento e industria, soprattutto nel bacino padano.

Le proposte di Legambiente

Per invertire la rotta e raggiungere gli obiettivi europei del 2030, Legambiente chiede interventi strutturali su sei ambiti prioritari:

·      Mobilità sostenibile: Accelerare gli investimenti nel trasporto pubblico locale e regionale, estendere le zone a traffico limitato e a basse emissioni, espandere le reti ciclo-pedonali e diffondere la “Città 30” per aumentare la sicurezza stradale e ridurre le emissioni.

·      Riscaldamento ed edifici: Istituire Low Emission Zone specifiche per il riscaldamento, superare progressivamente l’uso della biomassa nei territori più critici, vietare caldaie inquinanti nelle aree più esposte e avviare programmi di riqualificazione energetica degli edifici.

·      Riduzione Emissioni Industriali: Servono dei piani di bonifica per i siti inquinati e restrizioni severe per gli impianti industriali in aree urbane, con diniego di autorizzazioni per l’upgrading di impianti obsoleti.

·      Agricoltura e allevamenti: Ridurre l’intensità di allevamento nelle aree in cui il numero di capi è eccessivo, come la Pianura Padana, rafforzare le buone pratiche agricole sullo spandimento dei liquami, incentivare gli investimenti per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e vietare le combustioni agricole all’aperto.

·      Risorse e coordinamento: Ripristinare immediatamente i fondi previsti dal decreto MASE del luglio 2024, garantire risorse certe e continuative, considerare la qualità dell’aria come una priorità nazionale non più rinviabile e assicurare un coordinamento efficace tra Stato, Regioni e Comuni.

·      Monitoraggio: Aggiornare la rete territoriale delle centraline di monitoraggio per coprire anche aree oggi sguarnite e attivare un sistema sensoristico per inquinanti come metano e ammoniaca, che esalano dagli allevamenti e fungono da precursori nella formazione di polveri sottili e ozono.

Cure oncologiche pediatriche, nel Lazio più navette solidali

di Redazione GRS


Navette solidali – Il Lazio è la prima regione per le cure oncologiche pediatriche, ma gli spostamenti, soprattutto per chi proviene da fuori, sono un fattore di stress. Così l’associazione Peter Pan intensifica nel 2026 il proprio servizio di accompagnamento: grazie all’impegno dei volontari, ci sarà il 50% in più di navette che accompagneranno da e verso gli ospedali.

I VOLONTARI: IL NOSTRO COMPITO NON È SOLO GUIDARE, MA ESSERCI. Cercare di rendere più leggero il momento del viaggio da e per l’ospedale è il compito dei volontari Timonieri di Peter Pan. Sono loro che guidano le auto che portano le famiglie in ospedale e poi di nuovo a casa, offrendo una presenza discreta ma preziosa e che trasforma ogni tragitto in un momento di cura e vicinanza.  Se la casa di Peter Pan diventa, per i piccoli ospiti accolti durante il periodo delle cure, la “Casa di Roma”, le auto diventano così le “Case viaggianti”.
«Durante un tragitto può esserci silenzio, paura, sollievo o felicità – racconta Silvano, volontario Timoniere di Peter Pan ODV – Sono momenti intensi. Spesso siamo noi i primi a raccogliere le emozioni delle famiglie, all’andata e al ritorno dall’ospedale. Il nostro compito non è solo guidare, ma esserci. Le navette solidali sono una presenza costante, che alleggerisce un peso concreto e umano.»

Povertà abitativa, nuovo bando della Fondazione con il Sud

di Redazione GRS


Benvenuti a casa – Torna il nuovo bando di Fondazione con il Sud per sostenere progetti sperimentali che contrastino la povertà abitativa nelle regioni meridionali. L’iniziativa promuove pratiche sostenibili di housing sociale e welfare comunitario a sostegno di persone e nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità economica e sociale.

La casa è il presupposto fondamentale per costruire percorsi di dignità, autonomia e inclusione sociale”, ha dichiarato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione con il Sud. “Con la seconda edizione di questo bando la Fondazione vuole rimarcare l’importanza di intervenire in questo ambito, non solo per rispondere ai bisogni immediati di chi vive in condizioni difficili, ma anche per promuovere un cambiamento strutturale che renda il diritto alla casa più accessibile e quanto più possibile stabile per tutti. Il Terzo settore, grazie alla sua presenza radicata nei territori e alla conoscenza diretta dei bisogni delle comunità, insieme alle istituzioni e agli attori del territorio può giocare un ruolo decisivo nella promozione di modelli di housing sociale innovativi e sostenibili che siano capaci di rispondere al bisogno abitativo e di contrastare le disuguaglianze che ancora segnano profondamente soprattutto le regioni del Sud, sia nelle aree interne che nelle grandi, medie e piccole città».

Secondo dati Istat, il 9,8% della popolazione italiana vive in condizioni di povertà assoluta, per un totale di oltre 5,7 milioni di persone e oltre 2,2 milioni di famiglie, con l’incidenza più alta nel Mezzogiorno, con oltre 886mila famiglie (10,5%). Quasi la metà delle famiglie povere vive in affitto, con un’incidenza del 22,1% contro il 4,7% di quelle che possiedono case di proprietà. Il fenomeno è particolarmente marcato nel Sud Italia, dove gli affittuari in povertà assoluta rappresentano il 24,8% (circa 346mila famiglie). Le criticità non riguardano solo l’accesso alla casa, ma anche la qualità delle abitazioni. Dati recenti mostrano che il 5,6% degli italiani vive in condizioni di grave deprivazione abitativa e al Sud la situazione è ancora più preoccupante. Rispetto a una media nazionale del 22% di edifici in cattive condizioni, in 7 capoluoghi, tutti del Mezzogiorno, la quota supera il 50%: Foggia, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Salerno, Catania e Napoli. Accanto a queste criticità, l’Italia continua a registrare un elevato numero di persone senza dimora (sono oltre 96mila secondo gli ultimi dati disponibili), oltre a una diffusa presenza di abitazioni vuote o inutilizzate: nelle regioni del Mezzogiorno la quota di alloggi non occupati supera il 40% a Reggio Calabria e il 39% a Messina, contro valori inferiori al 15% nelle città del Nord.

Saranno sostenuti progetti in grado di promuovere modalità abitative inclusive e sostenibili, incrementando l’offerta abitativa esistente attraverso l’individuazione di nuovi alloggi integrati nel tessuto urbano e sociale. In questo modo sarà anche possibile valorizzare il patrimonio immobiliare, pubblico o privato, inutilizzato o sottoutilizzato, contribuendo alla rigenerazione dei territori in un’ottica di sostenibilità ambientale.

I progetti dovranno inoltre promuovere percorsi individualizzati per accompagnare le persone nell’uscita dalla marginalità e per rafforzare le capacità di vita indipendente e di autonomia, anche economica, favorendo al contempo relazioni sociali e interpersonali positive. Sarà, inoltre, fondamentale, promuovere comunità più inclusive e sensibili al tema del disagio abitativo in cui relazioni di prossimità, reti di vicinato, volontariato e mutuo aiuto favoriscano l’integrazione delle persone, contribuendo al superamento dei pregiudizi che spesso interessano i proprietari di immobili.

Il bando si articola in due distinte fasi: la prima finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio di intervento; una successiva seconda fase di progettazione esecutiva, volta ad arricchire e rendere la proposta pienamente coerente con gli obiettivi del bando.

Le partnership progettuali dovranno essere composte, oltre che dal soggetto responsabile, da almeno altre 2 organizzazioni, di cui 1 appartenente al mondo del terzo settore.

Nei progetti potranno essere coinvolti altri enti del terzo settore, istituzioni (comuni, regioni, aziende territoriali per l’edilizia residenziale, agenzie sociali per la casa, centri per l’impiego, etc.), imprese, enti religiosi, agenzie immobiliari, amministratori di sostegno, favorendo la collaborazione con enti proprietari di immobili per aumentare la disponibilità di alloggi disponibili.

Le proposte dovranno essere inviate esclusivamente on line, entro il 28 maggio 2026 attraverso il portale Chàiros.

Con la precedente edizione del bando la Fondazione con il Sud ha finanziato con oltre 4 milioni di euro 10 progetti per il contrasto della povertà abitativa nelle regioni del Sud Italia.

Il cinema parla ai ragazzi: al via School Experience nel Lazio

di Redazione GRS


Cinema per ragazzi – Arriva nel Lazio la School experience 5: il servizio di Patrizia Cupo.

Il cinema come potente via di comunicazione per i giovani. Continua in Lazio il viaggio di School Experience 5, festival itinerante promosso dall’associazione INdieGesta nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Fino al 13 febbraio i comuni interessati saranno Ceccano, Arnara, Pàtrica, Supino, Morolo e Vallecorsa, con la provincia di Frosinone che sarà protagonista di una settimana all’insegna della conoscenza del mondo cinematografico, approfondendo i temi più vicini alle giovani generazioni: la lotta al bullismo e alle discriminazioni, l’identità e l’inclusione, le fragilità emotive, le relazioni e l’amore per la natura.

Milano-Cortina 2026, ai Giochi nasce la Pride House

di Redazione GRS


Pride House – Sono quarantuno gli atleti dichiaratamente LGBTQIA+ alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026: un dato che non ha precedenti recenti nello sport olimpico. Anche per questo durante i Giochi, Milano ospiterà uno spazio dedicato al rapporto tra sport, diritti e discriminazioni curato da CIG Arcigay Milano.

Quarantuno atleti dichiaratamente LGBTQIA+ alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026: un dato che non ha precedenti recenti nello sport olimpico. Tra loro Filippo Ambrosini, Lara Wolf, Paul Poirier e Erin Ambrose. La visibilità resta però un’eccezione in un ambiente in cui dichiararsi liberamente resta difficile. “Per molti atleti il doversi nascondere è ancora un peso enorme”, spiega a ilfattoquotidiano.it Roberto Muzzetta, vicepresidente del CIG Arcigay Milano. “Sono sottoposti a pressioni disumane e spesso temono che la loro identità possa diventare un problema”.

È anche per questo che durante i Giochi, Milano ospiterà una Pride House, uno spazio dedicato al rapporto tra sport, diritti e discriminazioni. Dal 6 al 22 febbraio, negli spazi del MEET Digital Culture Center di Porta Venezia , CIG Arcigay Milano aprirà un luogo pubblico di incontri, spettacoli e dibattiti dedicati all’inclusione delle persone LGBTQIA+ nello sport, per poi spostarsi durante le Paralimpiadi. “Le Pride House nascono come evoluzione delle house nazionali”, spiega Muzzetta. “All’inizio c’erano le Italy House, le Canada House: luoghi dove seguire i Giochi e tifare per i propri atleti. Poi quel modello si è esteso ed è diventato tematico, non più nazionale ma trasversale”. Guardare insieme le gare in uno spazio sicuro era l’idea di partenza. Ma presto il contesto internazionale ha imposto un significato più politico.

“Le Pride House erano pensate anche per atleti, familiari e persone LGBTQIA+ che arrivavano da Paesi dove vivere apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere non era possibile. In alcuni casi è ancora oggi perseguitato per legge”. Il riferimento corre alle Olimpiadi in Russia, quando le leggi contro le persone queer resero evidente il rischio per attivisti e persone LGBTQIA+. “In quell’occasione Vladimir Luxuria venne arrestata”, ricorda Muzzetta. “Fu poi rilasciata, ma quell’episodio chiarì quanto fosse necessario avere spazi di protezione e visibilità durante grandi eventi sportivi. Le Olimpiadi si svolgono anche in Paesi dove i diritti non sono garantiti, e questo non può essere ignorato”. Da Vancouver 2010 a Parigi 2024, fino a Milano–Cortina, le Pride House sono diventate una rete internazionale. Il concept viene concesso gratuitamente alle associazioni LGBTQIA+ del Paese ospitante, non solo per le Olimpiadi ma anche per altri grandi eventi sportivi. “Negli anni il modello è cresciuto molto: da semplice bar sportivo è diventato uno spazio culturale e politico. Oggi una Pride House è un luogo che produce relazioni, contenuti, consapevolezza”.

A Milano la Pride House è organizzata da Arcigay nazionale e CIG Arcigay Milano, in collaborazione con Pride Sport Milano e con partner internazionali come ILGA World, Compete Proud e Fier–Play. È inserita nell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026 e ha il patrocinio del Comune di Milano, dell’Ambasciata del Canada e il sostegno del Consiglio d’Europa. Ogni giorno l’Area Lounge del MEET ospiterà talk e momenti di approfondimento, con la possibilità di seguire le gare in diretta. Nei fine settimana il teatro accoglierà spettacoli, cinema e conferenze internazionali, con la presenza di atleti olimpici e paralimpici dichiaratamente LGBTQIA+.

Il nodo centrale resta però la visibilità nello sport. “Questo timore è uno stress aggiuntivo”, sottolinea Muzzetta. “La Pride House serve a creare una cultura dell’empowerment: non a spingere qualcuno a fare coming out, ma a raccontare storie positive e dimostrare che si può vivere apertamente senza che tutto finisca male”. Secondo Muzzetta, lo sport è ancora uno degli ambienti più ostili alle differenze. “In alcuni casi è persino peggiore del resto della società. Oggi viviamo una fase storica involutiva: una parte della politica costruisce consenso attaccando le minoranze, comprese le persone LGBTQIA+. Nel mondo sportivo questo si riflette in modo amplificato”. Il tema dell’inclusione delle persone transgender rende il quadro ancora più complesso. “È una questione delicata, che tocca anche le regole e l’equità nelle competizioni”, spiega. “Ma spesso viene strumentalizzata per alimentare paura e ostilità, invece di affrontarla seriamente”.

Nel dibattito sulle Olimpiadi di Milano–Cortina, tra disuguaglianze sociali, denunce di gentrificazione e accuse di ‘washing’, la Pride House si colloca in una posizione non neutra. “Oggi sostenere apertamente iniziative LGBTQIA+ ha un costo politico”, osserva Muzzetta. “Non è più vero che per le aziende sia sempre conveniente. Esporsi significa spesso pagare un prezzo. Per questo la Pride House va letta dentro il lavoro quotidiano dell’associazione che fa sul territorio”. Un lavoro che prosegue tutto l’anno: servizi legali e psicologici, supporto alle persone trans, attività nelle scuole e sportelli di ascolto. “I momenti di visibilità servono anche a questo: usare un grande evento come volano per parlare di temi che altrimenti resterebbero ai margini”.

Il messaggio che Arcigay Milano vuole far arrivare, soprattutto a chi vive lo sport come un ambiente ostile o finisce per abbandonarlo, è diretto: “Non siete soli. Siamo una comunità internazionale e intersezionale”. E lo sguardo va già oltre Milano–Cortina, con l’EuroPride di Torino 2027 e le prossime Pride House internazionali. “Speriamo che tra dieci anni si possa dire che questa esperienza non è stata solo un appuntamento”, conclude Muzzetta, “ma il primo passo verso una connessione più strutturata tra sport professionistico, diritti e inclusione anche in Italia”.

Una visione che alla Pride House di Milano-Cortina si traduce anche in una programmazione articolata. Nei fine settimana il teatro del MEET diventerà il cuore degli appuntamenti serali, tra spettacoli, cinema e conferenze. Dal format performativo Sempre Liberз (7 febbraio) alle serate con atleti olimpici e paralimpici dichiaratamente LGBTQIA+, fino agli incontri dedicati al rapporto tra sport, genere e disabilità. Tra gli ospiti attesi figurano Alex Di Giorgio, Eric Radford, Paul Poirier e Valentina Petrillo. Il 21 febbraio sarà invece dedicato al tema dell’eredità, con un confronto internazionale sul futuro delle Pride House, da Milano a Los Angeles, passando per l’EuroPride di Torino 2027. Nella stessa serata verrà presentato anche un teaser del documentario che Arcigay sta realizzando sullo sport come strumento di inclusione.