Senza sostegno – I genitori lavoratori con figli malati di tumore godono di scarse tutele, specie in ambito lavorativo. Ascoltiamo Ferdinando Ricci, direttore generale di Peter Pan ODV.
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In cammino a Greccio: Libera promuove il weekend dedicato alla pace
24 Settembre 2026In cammino – Sabato e domenica a Greccio, in provincia di Rieti, l’iniziativa promossa da Libera, Valle Santa Officina di Pace e altre organizzazioni, per richiamare l’attenzione sul nesso tra promozione della pace, contrasto alla violenza e lotta alle mafie. Approfondimenti, incontri, musica fino alla Marcia che condurrà fino al Santuario francescano del Presepe.
Si svolgerà a Greccio, il 26 e 27 settembre, l’iniziativa “Per la pace e la giustizia. Disarmare le guerre, disarmare le mafie”, promossa da Libera, Valle Santa Officina di Pace, Provincia San Bonaventura dei Frati Minori, Comune di Greccio e Istituto comprensivo “A. Malfatti”. Il programma prenderà il via sabato 26 settembre, dalle 9.30 alle 12.30, in piazza Roma, con attività di animazione curate dall’Istituto comprensivo “A. Malfatti” e dal gruppo scout Agesci Roma 104. Nella stessa mattinata è previsto il concerto “Parole e musica per la pace” con Roberto Proietti e Gaia Codispoti. Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30 in Largo Betlemme, si terranno tre incontri dedicati ai temi della pace, dell’informazione e dell’economia, con l’obiettivo di approfondire le sfide contemporanee legate alla costruzione di una società più giusta e solidale. La manifestazione culminerà domenica 27 settembre con la “Marcia per la pace e la giustizia”. Il ritrovo è fissato alle ore 10.00 a Greccio per il cammino che condurrà i partecipanti fino al Santuario francescano del Presepe. L’iniziativa, spiegano i promotori, intende richiamare l’attenzione sul nesso tra promozione della pace, contrasto alla violenza e lotta alle mafie, rilanciando un impegno condiviso per la tutela del bene comune, la giustizia sociale e la costruzione di percorsi di convivenza fondati sulla solidarietà e sul dialogo.

Libri e giovani: De Agostini e Pellai presentano la collana “Svolte”
24 Settembre 2026Pagine contemporanee – De Agostini lancia “Svolte – Storie per leggere il presente”, nuova collana curata da Alberto Pellai per aiutare ragazze e ragazzi ad affrontare temi complessi come intelligenza artificiale, razzismo, guerra, legalità e disagio psicologico. Libri pensati anche come strumenti di dialogo per scuole ed educatori.
Il primo titolo in libreria è ‘Lovers rock’ di Antonio Ferrara che racconta l’amore tra adolescenti oggi; il29 settembre esce ‘Le ragazze di Herat’ di Flavia Amabile, ispirato a una storia vera, che racconta un gruppo di giovani afgane che trasforma la passione per lo sport in una sfida al regime.
Il 13 ottobre è in arrivo ‘Tutto quello che non diciamo’ di Barbara Tamborini ed Emanuela Iacchia, sostenuto da Associazione Italiana Mutismo Selettivo, con protagonista una ragazza, Lisa, che non riesce più a parlare.

Olimpiade Metropolitana: a Firenze 1000 atleti per la quinta edizione
24 Settembre 2026Giglio a cinque cerchi – Al via sabato a Firenze la quinta edizione dell’Olimpiade e Paralimpiade Metropolitana: 1000 atleti e atlete in gara, 65 tra gare e dimostrazioni, 38 discipline sportive e 24 Comuni coinvolti. Obiettivo della manifestazione quello di contrastare l’abbandono sportivo tra i più giovani, garantire l’inclusione e promuovere il gioco di squadra.
Il fitto programma dell’edizione 2026, che prevede oltre 30 discipline in campo, è stato illustrato giovedì 17 settembre, nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi. Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte Nicola Armentano, consigliere metropolitano delegato allo Sport, Alberto Mariotti, assessore del Comune di Rignano, Alessandra Gherardelli, assessora allo sport del Comune di San Casciano, Davide Bisignano, delegato del Coni Firenze, Carlotta Ferrari di Destination Florence, Franco Morabito, Presidente dell’Ussi Toscana – Unione Stampa Sportiva Italiana, Massimo Porciani, Presidente Cip Toscana – Comitato Italiano Paralimpico, Alessandro Cherici, componente Giunta CIP Regionale, Matteo Casanovi Presidente di Firenze Smart e la giornalista Elena Mannucci.
Domenica 20 settembre, a Palazzo Vecchio, è previsto il grande evento dell’inaugurazione ufficiale con atleti e associazioni sportive, con l’arrivo della fiaccola olimpica che partirà da San Casciano verso Firenze e sarà poi consegnata a Rignano Sull’Arno nella cerimonia di chiusura.
A seguire, un fitto calendario coinvolgerà i Comuni di Bagno a Ripoli, Barberino di Mugello, Barberino Tavarnelle, Borgo San Lorenzo, Campi Bisenzio, Capraia e Limite, Castelfiorentino, Certaldo, Empoli, Fiesole, Figline e Incisa Valdarno, Firenze, Fucecchio, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Pontassieve, Rignano sull’Arno, Rufina, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa, Vaglia. Il territorio metropolitano ha già avuto i suoi primi emozionanti assaggi agonistici a Lastra per la Coppa Toscana U15 di Baseball, a Rufina con l’avvio dei tornei giovanili di pallavolo e a Fiesole di calcio.
Il consigliere delegato allo sport della Città Metropolitana di Firenze, Nicola Armentano, ha sottolineato con orgoglio il valore sociale del traguardo dell’edizione 2026: “Siamo arrivati alla quinta edizione di una rassegna ormai radicata nel cuore della nostra Metrocittà, nata per far ripartire la nostra comunità attraverso lo sport all’indomani della pandemia. Anno dopo anno, questa manifestazione ha dimostrato che l’Olimpiade e Paralimpiade Metropolitana non è solo una vetrina competitiva, ma una straordinaria infrastruttura sociale diffusa sul territorio. Quest’anno consolidiamo la nostra proposta con oltre 30 discipline e la prestigiosa sinergia con la Fondazione Destination Florence, che ci permette di valorizzare lo sport anche come veicolo di promozione del territorio e dei suoi valori autentici. Il nostro obiettivo resta fermo: contrastare l’abbandono sportivo tra i più giovani, abbattere ogni barriera garantendo la totale inclusione tra atleti olimpici e paralimpici e promuovere il gioco di squadra, il rispetto delle regole in tutto il territorio metropolitano. Coinvolgere attivamente le amministrazioni locali, le società sportive di base e le federazioni, grazie al lavoro del nostro Ufficio Sport, del Cerimoniale, dell’Ufficio Comunicazione e Informazione e dei nostri partner, si conferma un modello unico di sinergia istituzionale, capace di unire l’intera area fiorentina sotto i valori universali della fiaccola olimpica”.

Salute mentale e giovani, in 6 mesi 138mila post sui social. A San Benedetto il dialogo tra “Utopie”
24 Settembre 2026Edizione 23/09/2026
23 Settembre 2026
Cambiare rotta: Save The Children chiede più soldi per l’istruzione
23 Settembre 2026Cambiare rotta – Ogni anno i governi spendono 725 miliardi di dollari per sostenere petrolio, gas e carbone, ma basterebbero 5 miliardi di dollari in cinque anni per contribuire a finanziare l’istruzione di quasi 750 milioni di bambini. Lo dice Save The Children a pochi giorni dal vertice per il rifinanziamento della Global Partnership for Education in occasione dell’Assemblea Generale Onu.
Save the Children chiede ai leader di cambiare rotta e reinvestire i finanziamenti nella lotta alla crisi globale dell’educazione, destinando almeno 5 miliardi di dollari al Gpe affinché i governi possano costruire sistemi educativi più solidi e resilienti e si possa garantire a ogni bambino il diritto all’istruzione anche in caso di catastrofi. L’organizzazione chiede, inoltre, ai leader di stanziare ulteriori 600 milioni di dollari in occasione del rifinanziamento dell’“Education Cannot Wait” – il fondo globale delle Nazioni Unite dedicato all’istruzione nelle emergenze e nelle crisi prolungate – in programma a novembre, per garantire a 10 milioni di bambini tra i più vulnerabili al mondo, che vivono in situazioni di crisi, di continuare a studiare.

Scuola, Acli: nessun bambino deve sentirsi straniero o in un angolo
23 Settembre 2026Essere comunità – Nessun bambino o ragazzo deve sentirsi in un angolo, né italiano né straniero. Lo dicono le Acli dopo le dichiarazioni della Presidente del Consiglio sull’introduzione per legge di un numero massimo di studenti stranieri per classe. La scuola non dovrebbe insegnare a contarsi sulla base della cittadinanza, spiega l’associazione, ma a riconoscersi reciprocamente come compagni.
Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla volontà di introdurre per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe meritano una riflessione che vada oltre la contrapposizione politica.
La questione esiste e sarebbe sbagliato negarla. Classi nelle quali si concentrano contemporaneamente molti alunni di recente immigrazione, con una conoscenza ancora insufficiente della lingua italiana, possono incontrare maggiori difficoltà didattiche e rendere più complesso il lavoro degli insegnanti e il percorso di apprendimento di tutti.
Ma proprio perché il problema è serio, servono strumenti seri. E il primo errore sarebbe confondere cittadinanza, provenienza e bisogno educativo.
L’annuncio di un provvedimento che dovrebbe introdurre per legge un tetto agli studenti stranieri per classe, sostenendo che non possa accadere che i bambini italiani si sentano «in un angolo» perché diventati minoranza. Ha inoltre collegato il tema alla conoscenza dell’italiano e alle difficoltà di integrazione scolastica.
È proprio questo passaggio che ci preoccupa. Per le ACLI, che hanno fatto della pedagogia sociale ed educativa una cifra fondamentale della propria azione, la scuola non è semplicemente il luogo nel quale si distribuiscono numericamente le differenze. È il primo grande spazio pubblico nel quale bambini e ragazzi imparano a riconoscersi come parte della stessa comunità.
È utile allora ricordare i numeri che raccontano una realtà più complessa
Nell’anno scolastico 2024/2025 gli studenti con cittadinanza non italiana sono 931.323, pari all’11,6% della popolazione scolastica. L’incidenza raggiunge il 13,7% nella scuola primaria, il 12,7% nell’infanzia e il 12,6% nella secondaria di primo grado, mentre scende sotto il 9% nella secondaria di secondo grado.
Ma dietro la definizione amministrativa di “studente straniero” ci sono biografie profondamente diverse. Gli ultimi dati disponibili indicano che quasi due terzi degli alunni con cittadinanza non italiana sono nati in Italia: oltre 607 mila ragazzi nell’anno scolastico 2023/2024.
Sono bambini e ragazzi che in moltissimi casi sono nati nei nostri ospedali, hanno frequentato i nostri asili, parlano italiano, giocano nelle nostre squadre sportive e sono cresciuti negli stessi quartieri dei loro compagni con cittadinanza italiana.
Definirli semplicemente “stranieri” può dunque essere corretto sul piano anagrafico, ma è spesso insufficiente sul piano educativo e sociale.
Ed è qui il limite di una soglia costruita esclusivamente sulla cittadinanza.
Una classe con dieci ragazzi senza cittadinanza italiana, otto dei quali nati in Italia e perfettamente italofoni, non presenta le stesse esigenze educative di una classe nella quale dieci studenti siano arrivati da pochi mesi e abbiano contemporaneamente bisogno di apprendere la lingua italiana.
Ne discende che il bisogno educativo è completamente diverso.
Il limite poi del 30% esiste già, ma non è mai stato una regola cieca. Nel nostro ordinamento esiste già da anni l’indicazione di evitare una presenza superiore al 30% di alunni con cittadinanza non italiana nelle singole classi. Lo stesso ministro Valditara ha recentemente ricordato questa previsione, annunciando la volontà di trasformarla in legge.
Ma è importante ricordare un elemento spesso dimenticato nel dibattito pubblico: quella disciplina prevedeva deroghe proprio in considerazione della conoscenza della lingua italiana, ad esempio per gli studenti stranieri nati in Italia o che avessero già frequentato la scuola italiana, oltre che per esigenze di continuità didattica o per l’assenza di alternative territoriali.
Non è un dettaglio. È il riconoscimento di un principio pedagogicamente fondamentale: le persone non sono percentuali e il passaporto non misura il bisogno educativo. Il problema vero sono le disuguaglianze
I dati, semmai, ci indicano dove sarebbe necessario concentrare maggiormente l’azione pubblica.
Secondo le elaborazioni ISMU sui risultati INVALSI 2025, nella terza classe della scuola secondaria di primo grado il divario in italiano rispetto agli studenti senza background migratorio è di 22,6 punti per gli studenti stranieri di prima generazione, ma scende a 13,3 punti per quelli di seconda generazione. Anche in matematica il divario si riduce sensibilmente passando dalla prima alla seconda generazione.
È una differenza importante perché ci dice che tempo, scuola, lingua e relazioni funzionano. L’integrazione non è allora un processo spontaneo, ma nemmeno un fallimento inevitabile: è un percorso che richiede politiche educative.
Nessuna bambina o bambino, nessun ragazzo o ragazza deve sentirsi in un angolo. Né italiano né straniero.
La scuola della Repubblica non dovrebbe insegnare ai bambini a contarsi sulla base della cittadinanza, ma a riconoscersi reciprocamente come compagni.

Report della campagna Ero straniero: regolarizzare fa bene
23 Settembre 2026Regolarizzare fa bene – Presentato il report della campagna Ero straniero. Il servizio di Giovanna Carnevale.
Grazie alla regolarizzazione straordinaria del 2020, oltre 130mila persone sono state stabilizzate e oggi vivono e lavorano nel nostro Paese. A fine 2025, quasi il 60% delle istanze presentate si sono trasformate in contratti di lavoro e permessi di soggiorno. Per le casse dello Stato, si stimano in 228 milioni di euro l’anno i contributi dovuti all’ingresso nel mondo del lavoro delle persone regolarizzate. La campagna Ero straniero chiede quindi di superare le sanatorie e introdurre un meccanismo su base individuale, sempre accessibile sulla base di requisiti precisi, verificabili e sottoposto a controlli.

Povertà, un italiano su tre non può permettersi una settimana di vacanza
23 Settembre 2026La povertà non ha ferie – in Italia una persona su tre non può permettersi una settimana fuori casa e anche chi lavora ha spesso un reddito insufficiente: lo dicono i dati Eurostat rilanciati da Alleanza contro la Povertà, che chiede contratti realmente rappresentativi, meno precarietà e più continuità lavorativa e misure contro la povertà accessibili anche a chi lavora.
Una persona su tre non può permettersi una settimana fuori casa
Partiamo dalla chi una vacanza non può permettersela: secondo Eurostat, nel 2025 il 36,8% delle persone residenti in Italia con almeno 16 anni non era in grado di pagarsi una settimana lontano da casa. Più di una su tre. La media dell’Unione europea era molto più bassa, pari al 27,5%.
Naturalmente, quanto più si è poveri tanto meno si va in vacanza: il 63,2% di chi vive sotto la soglia europea del rischio di povertà non può permettersi una settimana fuori casa. Anche però il 29,4% di chi vive sopra quella soglia, non ha le risorse necessarie per concedersi una settimana di vacanza. In altre parole, anche famiglie che non risultano povere, arrivano alla fine del mese senza alcun margine. Basta una spesa imprevista, un contratto che non viene rinnovato, una malattia o una riparazione urgente per mettere in crisi tutto il bilancio familiare.
Va precisato che non potersi permettere una settimana lontano da casa misura un’impossibilità economica e non coincide necessariamente con il fatto di non avere ferie o di non usufruirne.
Rischio di povertà più elevato tra i lavoratori a termine
Nel 2025, secondo Eurostat, era a rischio di povertà il 14,1% dei dipendenti italiani con un contratto a termine, più del doppio rispetto al 6,8% registrato tra i dipendenti a tempo indeterminato. La differenza era ancora più marcata per le donne. Tra quelle con un contratto a termine, il rischio di povertà raggiungeva il 17,7%, contro il 10,4% degli uomini nella stessa condizione lavorativa.
La discontinuità espone più facilmente a un reddito insufficiente, soprattutto quando nella famiglia c’è un solo percettore, sono presenti figli o persone da assistere oppure una parte consistente del reddito viene assorbita dall’affitto.




