Inclusione in diretta – Dal 2022 i tifosi della Cremonese con deficit visivi o disturbi dell’attenzione possono seguire le partite in diretta con un commento dedicato. Il servizio di Elena Fiorani.
Grazie al progetto dell’Associazione Marcotti Osvaldo allo stadio Zini, tra le oltre 12mila persone che assistono alle partite casalinghe della Cremonese, c’è anche un gruppo di ragazzi con deficit visivi o disturbi dell’attenzione che, indossando delle cuffie wireless che li isolano dai rumori forti e improvvisi, seguono la partita accompagnati da volontari dell’associazione. La telecronaca inclusiva in diretta, studiata appositamente per loro, deve tenere conto di diversi fattori, spiega uno dei volontari: bisogna far appassionare persone che non hanno mai visto questo sport, usare tanti aggettivi e ricreare interamente a parole l’azione che si svolge sul campo. E poi non dare per scontato nessun dettaglio, come per esempio i colori dei completi delle due squadre.
Festa della Resistenza – Fino a domenica Roma Capitale celebra l’81° Anniversario della Liberazione e gli 80 anni dell’Assemblea Costituente con quattro giorni di cultura e partecipazione al Mattatoio di Testaccio e in altri luoghi della città con oltre 100 appuntamenti: presentazioni, teatro, proiezioni, musica, mostre e percorsi.
La memoria torna ad abitare i luoghi in cui la libertà è stata conquistata: la Festa della Resistenza giunta alla sua IV edizione si celebra nel quartiere Testaccio, al Mattatoio, a ridosso di Porta San Paolo, dove c’è stata la prima lotta di militari e civili contro l’occupante nazista, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943.
Al Mattatoio, gli spazi degli eventi verranno intitolati, per l’occasione, alle figure chiave della Resistenza e alle madri Costituenti: Tina Anselmi, Adele Bei, Lina Merlin, Teresa Noce e ai padri Costituenti Piero Calamandrei e Sandro Pertini.
La Festa della Resistenza è promossa da Roma Capitale e il programma è a cura di Silvia Barbagallo
Ingresso gratuito salvo dove diversamente indicato
Per alcuni appuntamenti, sarà presente il servizio di traduzione in Lingua dei segni italiana-LIS del Dipartimento Politiche Sociali e Salute (Direzione Servizi alla Persona) svolto dalla Cooperativa Segni di Integrazione Lazio
In fuga – In Libano la situazione umanitaria continua ad essere critica. Ascoltiamo la testimonianza di Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes.
Norme ingiuste – Continua la mobilitazione contro il Decreto Sicurezza. Oggi in piazza Capranica a Roma cittadini e associazioni, tra cui Arci, A Buon Diritto, No Kings Italia, per dire no alle misure repressive nei confronti di chi manifesta, il rafforzamento delle sanzioni in aree urbane considerate a rischio e gli incentivi per i rimpatri volontari assistiti per le persone migranti.
Questo decreto – spiegano gli organizzatori – colpisce le persone che esprimono il dissenso e le persone razzializzate, che vengono ulteriormente criminalizzate e discriminate.
Le risposte del Governo alle questioni sociali continuano a essere più sanzioni e più repressione per chi dissente, non investimenti pubblici per interventi di prevenzione, welfare, tutele, diritti.
Non possiamo lasciar passare l’ennesimo decreto criminalizzante e repressivo.
Exposanità – Fino a domani a Bologna la manifestazione dedicata al mondo della salute. Al centro del dibattito il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel preservare la salute come diritto universale. Oltre 200 i convegni e i workshop previsti.
La tecnologia è la grande protagonista dei 200 convegni che si alternano tra i padiglioni. Dall’Intelligenza Artificiale applicata alla diagnosi assistita, alla medicina personalizzata e all’analisi predittiva, passando per le soluzioni della telemedicina che riducono le distanze territoriali, fino alla nuova generazione di dispositivi diagnostici indossabili, l’innovazione digitale traccia la strada per la sanità del futuro, offrendo soluzioni – Planning Solutions, come recita il claim – che hanno il compito di rispondere a una grande sfida: il digitale salverà la salute come diritto universale?
È questo il tema affrontato nel convegno inaugurale “Sfide socio-sanitarie e soluzioni tech. Nuove risposte per garantire il diritto alla cura”, che ha dato il via alla prima giornata.
Tra i primi ostacoli che il nostro Servizio sanitario nazionale deve affrontare, certamente la mancanza strutturale di fondi. Con il 3,1% di deficit del Pil, sarà difficile immaginare nuovi finanziamenti. A questo ha provato a rispondere l’Assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna, Massimo Fabi: «Non esiste una soluzione unica. La prima scelta è culturale e politica: investire sulla promozione della salute e sulla prevenzione. Prevenire è meglio che curare, salva vite e rende il sistema più sostenibile. Poi c’è il rafforzamento concreto della sanità territoriale. L’Emilia-Romagna è tra le regioni benchmark sugli obiettivi della Missione 6 del PNRR: passeremo da 140 a 192 Case della Comunità, con 600 posti letto in più negli Ospedali di Comunità, investimenti in tecnologie innovative e digitalizzazione. Oggi il 92% dei cittadini aderisce al Fascicolo Sanitario Elettronico», spiega Fabi, che oltre a essere medico reumatologo vanta una lunga esperienza manageriale come Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.
Un altro tema centrale di Exposanità2026 – come di tutte le precedenti edizioni del Salone – è quello delle risorse umane, che tengono letteralmente in piedi il nostro Servizio Sanitario. «Abbiamo 68.500 operatori, di cui 28.000 infermieri: non sono ancora sufficienti, ma stiamo lavorando per rafforzare il sistema e valorizzare chi ci lavora. Il 2025 è stato un anno difficilissimo, con un sottofinanziamento senza precedenti: la spesa era quasi doppia rispetto alle risorse disponibili. Per evitare il collasso abbiamo chiesto sacrifici ai cittadini: addizionale IRPEF, IRAP, bollo auto e reintroduzione del ticket sui farmaci. Scelte dolorose, ma necessarie. Non solo per salvare il sistema: nei prossimi tre anni investiremo 135 milioni nel Fondo regionale per la non autosufficienza, che arriva a 600 milioni, più del fondo nazionale. Infine – chiude l’assessore – un passaggio chiave: l’accordo integrativo regionale con la medicina generale, che rappresenta una leva fondamentale per rafforzare i servizi territoriali e avvicinare la sanità ai cittadini».
Casa fratelli – è stato inaugurato nei giorni scorsi a Roma il nuovo spazio di Binario 95 per accogliere persone senza dimora. La struttura, immersa nel verde, può ospitare 20 uomini e donne in condizioni di fragilità offrendo un’opportunità concreta per ritrovare dignità, relazioni e nuovi percorsi di vita.
Terre aride – è il documentario dell’alpinista e divulgatore Hervé Barmasse e promosso da Amref, girato nel nord-ovest del Keny. Il reportage racconta come le popolazioni pastorali convivano con la crisi climatica e come quest’ultima impatti drammaticamente sulla loro salute, su quella degli animali e sull’intero ecosistema.
Tutti in gioco – Il Ravenna Fc scende in campo con un progetto rivolto alle scuole del Comune, per promuovere inclusione, partecipazione e valori tramite lo sport. L’iniziativa coinvolgerà gli studenti in momenti di confronto su rispetto, spirito di squadra e integrazione, utilizzando il calcio come strumento di crescita personale e collettiva. Ambassador del progetto è l’attaccante Stefano Okaka.
Il Ravenna Fc rafforza il proprio legame con il territorio e con le giovani generazioni attraverso ‘Tutti in gioco’, un progetto rivolto alle scuole del Comune e del forese, con l’obiettivo di promuovere inclusione, partecipazione e valori educativi tramite lo sport. L’iniziativa, presentata ieri a Palazzo Merlato, punta a coinvolgere direttamente gli studenti in momenti di confronto sui temi del rispetto, dello spirito di squadra e dell’integrazione, utilizzando il calcio come strumento di crescita personale e collettiva.
A sostenere e promuovere l’idea è Stefano Okaka, ambassador del progetto, che ha trovato nel Ravenna il partner ideale per tradurre in realtà un percorso pensato per i più giovani. La sua esperienza personale, segnata dal trasferimento dalla Nigeria all’Italia e da una carriera costruita con determinazione fino ad arrivare alla Nazionale azzurra, rappresenta un esempio concreto di integrazione e riscatto, capace di parlare direttamente agli studenti.
Le prime attività hanno già preso il via e proseguiranno nei prossimi giorni (lunedì e martedì prossimi), con incontri in alcune scuole secondarie di primo grado del territorio. Si tratta di occasioni concrete di dialogo, in cui lo sport diventa veicolo di valori e strumento educativo, andando oltre la dimensione agonistica.
Parole condivise dallo stesso Okaka: “Questo progetto nasce dalla mia storia personale e dal desiderio di condividerla con i ragazzi. Ho trovato nel Ravenna il partner ideale per iniziare questo percorso, perché ho percepito una reale volontà di lavorare sul territorio e sui giovani. Per me è importante entrare nelle scuole, parlare di inclusione e trasmettere valori attraverso lo sport. ‘Tutti in Gioco’ non vuole essere un episodio, ma un cammino che possa crescere nel tempo e raggiungere sempre più ragazzi”.
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