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Napoli e Ail insieme per la ricerca sulle malattie del sangue

di Redazione GRS


Dentro e fuori dal campo – La squadra di calcio del Napoli ha siglato un accordo con Ail per sensibilizzare la comunità sui temi legati alle malattie del sangue e al valore della ricerca. L’obiettivo è quello di far crescere l’attenzione sull’importanza della ricerca scientifica e dell’assistenza ai pazienti.

Con questa partnership, SSC Napoli prosegue il proprio lavoro nel campo della responsabilità sociale, mettendo il calcio al servizio di iniziative legate alla comunità e al territorio.

Gaetano Biallo, Direttore Generale di AIL:“Desidero esprimere un sincero ringraziamento alla SSC Napoli per aver scelto di intraprendere insieme ad AIL un percorso di grande valore. Il calcio è molto più di uno sport: è un linguaggio universale capace di unire le persone e creare legami profondi. Attraverso questa collaborazione vogliamo trasformare le emozioni del campo in gesti concreti di solidarietà, portando supporto, speranza e vicinanza a chi affronta una malattia ematologica”.

Tommaso Bianchini, Direttore Generale – Area Business di SSC Napoli: “Questo accordo ha un significato importante per SSC Napoli. Essere il primo Club a collaborare direttamente con AIL Nazionale ci dà una responsabilità in più: portare attenzione su un tema che riguarda tante persone e tante famiglie, accanto a chi lavora ogni giorno per la ricerca e per l’assistenza ai pazienti.”

Crediti foto: FP

Giustizia per la Global Sumud Flotilla: l’appello delle associazioni

di Redazione GRS


Rispettate i diritti umani – Anpi, Arci, Acli, Libera e Pax Christi hanno lanciato un appello congiunto affinché le Corti internazionali intervengano per condannare i reati commessi dalle forze armate israeliane contro la Global Sumud Flotilla. Le associazioni chiedono l’intervento delle istituzioni per la liberazione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek, prelevati da una nave battente bandiera italiana e oggi detenuti in condizioni che destano forte preoccupazione.

Appello di ANPI, ARCI, ACLI, LIBERA, PAX CHRISTI

L’attacco alla Global Sumud Flotilla da parte delle forze armate israeliane è un insieme di atti illegali che si configurano come reati in base al diritto internazionale, marittimo, europeo e nazionale, e alcuni chiamano in causa direttamente l’Unione Europea e il Governo italiano.

Tra di essi: l’abbordaggio in acque internazionali, in zona SAR greca, verso imbarcazioni battenti bandiere di diverse nazionalità; il rapimento e sequestro di centinaia di persone di molte nazionalità; l’uso di armi in modo intimidatorio; le violenze e le vessazioni operate verso i rapiti; il sequestro dei navigli; i danni consapevolmente causati alle imbarcazioni per metterle fuori uso; l’abbandono di equipaggi alla deriva in imbarcazioni non più governabili.

E a ciò si aggiunge la deportazione forzata in Israele di due coordinatori della Flotilla, Thiago Avila e Saif Abukeshek, prelevati da un’imbarcazione battente bandiera italiana, detenuti con gravissime accuse in condizioni di detenzione degradanti e violente, che suscitano serie preoccupazioni per la loro sorte.

Per queste ragioni sosteniamo le denunce, gli esposti, le azioni legali e le richieste intraprese dalla Global Sumud Flotilla stessa, da reti internazionali, da associazioni e movimenti in Italia, in Europa, in tutto il mondo, come anche dal governo spagnolo e brasiliano.

Chiediamo l’intervento, ciascuna rispetto alle proprie competenze, della Corte Internazionale di Giustizia (CIG/ICJ), della Corte Penale Internazionale (CPI/ICC), della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), del Tribunale Internazionale per il diritto del mare, della magistratura italiana.

Chiediamo al Governo italiano di intervenire con tutti gli strumenti possibili per la liberazione di Avila e Abukeshek: per il diritto marittimo, le imbarcazioni battenti bandiera italiana che navigano in acque internazionali ricadono sotto la giurisdizione del Paese di bandiera, e il rapimento è quindi da considerarsi compiuto in territorio italiano.

Il Governo italiano è anche tenuto a chiedere conto a Israele dell’atto di pirateria compiuto contro cittadini e cittadine italiani e imbarcazioni battenti bandiera italiana.

All’Unione Europea chiediamo un’azione tesa a determinare l’immediata liberazione dei due rapiti, giustizia per gli equipaggi vittime dell’attacco, e la fine delle complicità con le violazioni dei diritti umani e dei popoli commessi da Israele.

Le nostre associazioni, come molte altre, chiedono da tempo la sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele, richiesto peraltro da una raccolta di firme che ha superato un milione di adesioni. È lo stesso Accordo che all’articolo 2 recita: “Le relazioni tra le Parti, così come tutte le disposizioni dell’Accordo stesso, si baseranno sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, che guidano la loro politica interna e internazionale e costituiscono un elemento essenziale del presente Accordo”.

Il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici è stato ancora una volta violato. È tempo di prenderne atto, e di agire di conseguenza.

ANPI, ARCI, ACLI, LIBERA, PAX CHRISTI

Crediti foto: Auser

Italia in debito ecologico: scattato l’Overshoot Day

di Redazione GRS


Overshoot Day – Dallo scorso 3 maggio l’Italia è entrata in debito ecologico, esaurendo le risorse naturali che il nostro Paese è in grado di rigenerare in un anno. Secondo WWF, questo si traduce in crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi.

22 associazioni lanciano oggi “Ci siamo! Potere e libertà per le nuove generazioni”, il frutto di un inedito processo di confronto collettivo durato oltre nove mesi che ha consentito di elaborare una piattaforma di proposte concrete che, dando potere alle nuove generazioni nei luoghi in cui si decide, consenta di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone giovani di realizzare personali percorsi di vita e di esprimere il potenziale collettivo di trasformazione culturale, sociale ed economica del Paese. L’obiettivo è raggiungere con queste proposte i giovani e le giovani, anche lontani e lontane dalla partecipazione, offrendo loro ispirazioni, ragioni e proposte concrete che possano dare la voglia di “fare politica”, impegnandosi in azioni collettive.

Le nove proposte sono relative ad altrettante dimensioni concrete della vita (istruzione scolastica, nuova cittadinanza, patrimonio familiare di partenza, università, spazi pubblici di incontro, lavoro, compreso quello nella pubblica amministrazione, cura, casa) ispirate da una strategia comune. Non un appello da trasmettere, né un programma, ma un insieme di proposte concrete da cui partire per attivare e dare potere.

Ecco l’elenco completo delle realtà che hanno sottoscritto la piattaforma: ACLI, ActionAid, ADI, Arci, Cittadinanzattiva, Collettivo Tirtenlà, Comunet, CoNNGI, Dedalus, Diciassette aps, Fantapolitica, Fondazione Comunità di Messina, Forum Disuguaglianze e Diversità, Legambiente, Porco Rosso Arci, Presidio Patto Simeto, Questa è la mia terra, RENA, Scomodo, Tortuga, Visionary, YOUng Caritas.

Nei prossimi mesi le associazioni sottoscrittrici organizzeranno una serie di incontri nei territori per confrontarsi con altri e altre giovani in merito alle nove proposte, per verificare la loro capacità di parlare davvero alle nuove generazioni, soprattutto a quelle più distanti dalla partecipazione e più esposte alla sfiducia.

Crediti foto: FP

Scuola, cresce il numero di incidenti tra gli studenti: i dati INAIL

di Redazione GRS


Quadro preoccupante – Secondo i dati Inail, le denunce di infortunio degli studenti italiani sono in aumento. Il servizio di Federica Bartoloni.

Nei primi tre mesi del 2026, 3 studenti sono morti durante lo svolgimento della formazione scolastica, nello stesso periodo dello scorso anno furono 5. Gli ultimi Open Data INAIL, estesi agli studenti definitivamente dopo una sperimentazione, raccontano di un importante incremento delle denunce di infortunio che corrisponde, al 95%, a quanti frequentano le scuole statali. Un quadro allarmante e che chiede provvedimenti ad oggi assenti nel recentissimo Decreto Primo Maggio volti al rafforzamento di misure mirate ad arginare il trend.

Biennale di Venezia, apre “In Minor Keys” tra polemiche

di Redazione GRS


Arte e contestazione – Alla Biennale di Venezia apre “In Minor Keys”, il tema scelto da Koyo Kouoh. Tra arte e proteste, pesano le polemiche sui padiglioni di Israele e Russia e le dimissioni della giuria. Una settimana che intreccia cultura, guerra e dissenso civile oggi.

Dopo i giorni infuocati della discordia con l’arrivo degli ispettori a Ca’ Giustinian, le dimissioni della Giuria internazionale, la nascita dei Leoni dei Visitatori e la cancellazione della cerimonia ufficiale nel giorno d’inaugurazione, il 9 maggio, alla quale il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva già dato forfait, la 61/a Esposizione è ai blocchi di partenza. Si potranno finalmente visitare in anteprima la mostra della curatrice di questa edizione, Koyo Kouoh, morta a maggio 2025, e i Padiglioni nazionali ai Giardini e Arsenale tra cui quelli di Mosca e di Israele. Tra arte, performance e appuntamenti dedicati al Dissenso e alla Pace per la Biennale della Parola, il vernissage si concluderà l’8 maggio e fuori dagli eventi si annunciano proteste. Nei quattro giorni dell’opening, a partire dal 5 maggio alle 10.00, gli artisti del Padiglione russo cominceranno a registrare la performance ‘The Tree is Routed in the Sky’. Tra musica, arte e letture saranno coinvolti una trentina artisti non solo russi, ma anche argentini, brasiliani, maliani e messicani. L’apertura – solo su invito – è il 6 maggio alle 17.00. Finita la registrazione il Padiglione verrà chiuso per tutta la durata dell’esposizione, fino al 22 novembre. La Russia, in base alle sanzioni vigenti, “non potrebbe ottenere le autorizzazioni per aprire il Padiglione al pubblico”, ha spiegato la Biennale, e quindi i visitatori potranno vedere la performance su grandi maxi-schermi all’esterno e anche votarla per il Leone dei Visitatori dedicato ai Padiglioni Nazionali, dopo la riammissione di Russia e Israele nella gara da cui erano state escluse dalla Giuria (in quanto Paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l’umanità).
Il Padiglione di Israele, che sarà all’Arsenale e non ai Giardini per lavori di ristrutturazione, ospiterà l’artista Belu-Simion Fainaru con le sue sculture, protagonista di quello che il ministero degli esteri israeliano aveva definito “boicottaggio”. L’opening – sempre su invito – è l’8 maggio alle 11.00.

Crediti foto: FP

FIFA riconosce la nazionale afghana delle rifugiate

di Redazione GRS


Il diritto di giocare – La FIFA ha riconosciuto la squadra di calcio delle rifugiate afghane come nazionale femminile dell’Afghanistan. Grazie a questo riconoscimento la squadra potrà partecipare ai tornei internazionali in rappresentanza del paese. La squadra era stata creata dopo il ritorno al potere dei talebani nel 2021.

La FIFA, la federazione calcistica mondiale, ha riconosciuto la squadra di calcio delle rifugiate afghane (Afghan Women United) come nazionale femminile dell’Afghanistan. Grazie a questo riconoscimento la squadra potrà partecipare ai tornei internazionali organizzati dalla FIFA in rappresentanza del paese. La squadra era stata creata dalla FIFA per includere le giocatrici afghane che avevano ottenuto lo status di rifugiate, dopo che avevano lasciato il loro paese a seguito del ritorno al potere dei talebani nel 2021.

I regolamenti FIFA prevedono che una squadra possa competere come nazionale solo se riconosciuta dalla federazione calcistica del paese di provenienza: la federazione afghana, che è controllata dai talebani, non riconosce la squadra femminile, e ha vietato alle donne di praticare sport. La FIFA mercoledì ha deciso di derogare alla sua norma, dicendo che altrimenti le giocatrici sarebbero state escluse dai tornei per situazioni «che vanno al di là del loro controllo».

La squadra è composta da giocatrici afghane che vivono all’estero e ha disputato le sue prime partite lo scorso anno in Marocco durante il FIFA Unites, un torneo amichevole organizzato dalla federazione che includeva anche le nazionali del Ciad e della Libia.

Crediti foto: FP