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Formula 1 in Ruanda, Amnesty denuncia il rischio sportwashing

di Redazione GRS


Sportwashing – La Formula 1 ha annunciato che dall’inizio degli anni 2030 tornerà a correre nel continente africano, sul tracciato di prossima costruzione a Bugesera, in Ruanda. Il servizio di Elena Fiorani.

L’ultima volta che la F1 ha corso in Africa è stato nel 1993 in sudafrica: ora si parla di “Un Gran Premio per dieci anni ‘presentato da Visit Rwanda’: per il responsabile campagne di Amnesty international Regno Unito sarebbe un premio per lo sportwashing alle autorità ruandesi. Infatti, secondo Human Rights Watch il presidente Paul Kagame, al potere dal 2000, ha sostenuto militarmente il gruppo armato ribelle e dissidente M23 in Congo, che si è macchiato di gravi reati anche su minori, deportazioni, violenze sessuali e intimidazioni verso giornalisti a attivisti. Inoltre, a Kagame viene contestata la repressione del dissenso politico e le limitazioni alla libertà di espressione. La campagna Visit Rwanda è stata creata proprio per migliorare l’immagine del paese all’estero e attirare investimenti e turismo.

Bookolica, al via in Sardegna il Festival dei lettori creativi

di Redazione GRS


Bookolica – Al via lunedì a Tempio Pausania, in Sardegna, il Festival dei lettori creativi. Tema della nona edizione è “La risata come forma di libertà”, tra musica, letteratura, giornalismo e arte.

“Ridere | Disobbedire — La risata come forma di libertà”. E’ il titolo della nona edizione di Bookolica. Il festival  sarà caratterizzato dalla contaminazione artistica  della musica, della letteratura,del giornalismo e dell’arte nserite al’interno degli spazi cittadini e scolastici come lo Spazio Faber guidato arti, lingue e nuove tecnologie attraversano scuole e spazi della città.

Il 23 e 24 ottobre il cuore del festival allo Spazio Faber, con gli incontri di Matteo Flora, Raffaele Angius, Cecilia Anesi, Claudio Cordova, Pablo Sole e gli altri ospiti.Tra i percorsi del festival Picciuné, la sezione dedicata ai più giovani, e Bookolica Night — Faber Frequencies, la notte elettronica del festival.

Gli incontri verteranno sulle nuove tecnologie  come l’intelligenza artificiale ma anche la libertà di ridere e utilizzare molteplici sistemi di comunicazione all’interno delle nuove tecnologie come l’IA e le arti visive. Durante gli appuntamenti, gli invitati e gli spettatori si interrogheranno sulla risata come forma di libertà inserita nell’ironia e l’espressione del linguaggio.
All’interno delle 6 giornate dell’evento, gli ospiti Matteo Flora, Raffaele Angius, Cecilia Anesi, Claudio Cordova, Pablo Sole, Davide Piras, Andrea Deiana, Anna Vaivare, Mari Mameda, Forelock, Marcello Ruggiu, Luca Vargiu e Marco Lutzu, insieme ad autori, musicisti, artisti e operatori culturali coinvolti nelle diverse attività svilupperanno il tema della risata come forma di contraltare degli stereotipi e della disobbedienza. Bookolica avrà come obiettivo l’apprendimento della lettura oltre lo scritto come le persone, i territori e i conflitti attraverso uno sguardo critico che permette di leggere ed sere protagonisti di una storia.

Decreto scuola, Save the Children: stop ai limiti sugli alunni stranieri

di Redazione GRS


Forte preoccupazione – Save The Children chiede di eliminare dal decreto scuola le norme sulle percentuali di alunni stranieri e l’obbligo di segnalare ai servizi sociali i genitori che presentano “barriere linguistiche”. Nel corso dell’audizione in Commissione Cultura del Senato, l’associazione ha ribadito la funzione educativa e di promozione della coesione sociale della scuola.

Stralciare dal decreto scuola le norme sui tetti percentuali agli alunni stranieri e l’obbligo per le scuole di segnalare ai servizi sociali i genitori che presentano quelle che la norma definisce “barriere linguistiche” che “ostacolano l’integrazione scolastica e lo sviluppo del percorso educativo e formativo” dei figli. Lo ha chiesto Save the Children, nel corso dell’audizione in Commissione Cultura del Senato sul Dl Scuola.
“Le disposizioni riguardanti gli studenti con background migratorio e le loro famiglie destano forti preoccupazioni in considerazione del ruolo della scuola e in particolare della sua funzione educativa e di promozione della coesione sociale”, ha dichiarato Giorgia D’Errico, direttrice delle Relazioni istituzionali di Save the Children.
In particolare, riguardo al limite percentuale del 30% alla presenza nelle classi prime della scuola primaria e secondaria di alunni con cittadinanza non italiana privi di una precedente frequenza della scuola d’infanzia o del sistema scolastico, D’Errico ha evidenziato che “costruire l’organizzazione didattica intorno alla ricerca di un presunto equilibrio numerico tra studenti italiani, studenti con background migratorio cresciuti in Italia e studenti neoarrivati rischia di trasmettere il messaggio che le differenze siano un problema da contenere attraverso la separazione”. “Questa regola rigida appare inoltre contraria alla realtà delle scuole, che devono poter fruire di un margine di autonomia ampio per la formazione delle classi, in modo da valorizzare le diverse esperienze e favorire la didattica inclusiva”, ha aggiunto.
Pur condividendo l’importanza del supporto all’apprendimento della lingua italiana, l’organizzazione evidenzia inoltre il rischio che l’obbligo per le scuole di segnalare ai servizi sociali i genitori che presentano “barriere linguistiche” che “ostacolano l’integrazione scolastica e lo sviluppo del percorso educativo e formativo” dei figli rischi al contrario di “allontanare ulteriormente dalla scuola proprio le famiglie che incontrano maggiori difficoltà e che avrebbero più bisogno di essere accompagnate nel rapporto con la scuola, indebolendo quell’alleanza educativa che dovrebbe invece essere rafforzata”.
“La scuola è un luogo fondamentale di incontro e di costruzione della comunità, capace di riconoscere e valorizzare le diverse esperienze, favorire il dialogo e rafforzare la coesione sociale. Per questo è necessario investire, fin dalla prossima Legge di Bilancio, maggiori risorse per il sostegno linguistico, la mediazione, il tempo educativo, la collaborazione tra scuole, servizi e realtà del territorio e il rafforzamento dell’offerta formativa”, ha concluso D’Errico, richiamando il ruolo della scuola sottolineato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

GenerAzione Attiva, 2.000 giovani protagonisti in 19 Regioni

di Redazione GRS


GenerAzione Attiva – In 40 territori italiani al via il progetto che mette ragazze e ragazzi al centro della vita delle comunità. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Coinvolgerà 2.000 giovani tra gli 11 e i 14 anni in 19 Regioni GenerAzione Attiva, promosso da AiCS con CTG, FICTUS e Assoutenti e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per 18 mesi sport, cultura, ambiente e turismo sociale diventeranno strumenti di cittadinanza attiva. I ragazzi parteciperanno a laboratori, conosceranno il territorio e contribuiranno a progettare eventi pubblici insieme a scuole, associazioni, enti locali e famiglie. Obiettivo: rafforzare competenze, partecipazione e cura dei beni comuni.

Legacoop lancia Isle, formazione per chi guida le cooperative

di Redazione GRS


Verso il domani – A novembre al via Isle, la scuola internazionale di cooperativismo promossa da Legacoop con il contributo di Coopfond, dedicato a chi guida imprese cooperative. Tra i temi in agenda intelligenza artificiale, governance, management ed economia sociale.

Promossa da Legacoop Nazionale con il contributo di Coopfond, la Scuola Internazionale di Cooperativismo (ISLE) offre un percorso concepito come un luogo di apprendimento e di confronto.

L’obiettivo è far acquisire ai partecipanti una visione strategica che unisca la consapevolezza delle dinamiche economiche globali, le competenze per operare in contesti decisionali e la capacità di cogliere le sfide che si porranno nell’immediato futuro.

In otto Sessioni tematiche i partecipanti affrontano un itinerario progressivo che parte dall’identità valoriale e approda al posizionamento europeo e internazionale, in un susseguirsi di chiavi interpretative originali, tecnicalità all’avanguardia e contenuti riferiti all’esperienza cooperativa.

Con un metodo didattico immersivo, si portano in aula keynote speaker, casi di studio, workshop, testimonianze e confronti tra pari.

A garantire l’eccellenza del percorso, una Faculty di alto profilo, un Comitato scientifico permanente di esperti internazionali e un gruppo di 30 cooperative che partecipa alla progettazione dei contenuti.

“La cenere e il fiore”, ad Azzano Decimo in scena il teatro che unisce le generazioni

di Redazione GRS


Morte e miracoli – Domenica al Teatro Mascherini di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, lo spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale La cenere e il fiore. Un esempio di teatro sociale e intergenerazionale, capace di trasformare il palcoscenico in uno spazio di incontro, ascolto e condivisione.

Il Festival Che cura che fa! – Il Festival che cura avrà un’emozionante finale domenica 18 ottobre, alle ore 17.30, al Teatro Mascherini di Azzano Decimo, con Morte e Miracoli, spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale La cenere e il fiore, a cura della compagnia teatrale Fierascena.

Protagonisti della pièce saranno le persone residenti presso le ASP Casa Lucia di Pasiano, Solidarietà – Mons. D. Cadore di Azzano Decimo e Umberto I di Pordenone, appartenenti alla rete Link to Care, in collaborazione con Coop. FAI.

Lo spettacolo rappresenta un significativo esempio di teatro sociale e intergenerazionale, capace di trasformare il palcoscenico in uno spazio di incontro, ascolto e condivisione. Attraverso le proprie storie, i ricordi e una contagiosa vitalità,  attrici e attori testimonieranno come la cura e la creatività non conoscano età, restituendo alla fragilità una nuova possibilità di espressione e trasformandola in un autentico atto artistico e collettivo.

Un appuntamento che interpreta lo spirito del Festival, celebrando il valore delle relazioni, la forza delle esperienze condivise e il ruolo della cultura nella costruzione di comunità più accoglienti e inclusive.
Ingresso libero.

Murale antirazzista vandalizzato, la condanna della città di Bolzano

di Redazione GRS


Oltre la competizione – A Bolzano un atto vandalico e razzista ha coperto tutte le raffigurazioni di bambini neri sul murale dedicato al valore inclusivo dello sport: un gesto che ha subito suscitato la ferma condanna da parte della città.

Il murale in questione si trova nel parco delle Semirurali, a Bolzano. Un’opera che nelle intenzioni dell’autore voleva celebrare lo sport come strumento di unione e collaborazione. Ora il bambino nero raffigurato nelle illustrazioni è stato coperto con la vernice, deturpando il murale e il messaggio che voleva lanciare.

A segnalare l’atto vandalico è stato il Team K, che ha parlato di “atto razzista che colpisce i nostri concittadini di colore e, in un parco frequentato ogni giorno da famiglie e che richiama una storia comune di diversità e convivenza, colpisce soprattutto i bambini”.

Il sindaco Corrarati, parlando con Ansa, esprime la sua ferma condanna: “Questa non è la città che io voglio, non è la città che vogliamo e non è la città che deve essere. Parallelamente tutti noi dobbiamo avere dei toni giusti su questi temi, perché ogni cosa crea un innesco e l’innesco crea delle azioni e queste azioni incendiano in qualche modo la comunicazione all’interno della nostra città e inseriscono degli elementi anche in qualche modo di violenza”.

Non si tratta dell’unica polemica riguardante un murale e la rappresentazione di figure nere. Negli ultimi giorni sono salite all’onore delle cronache le polemiche per lo stop a un altro murale: quello che doveva nascere sul muro della scuola Ada Negri nell’ambito del progetto Ella.

È notizia degli scorsi giorni, infatti, che le artiste avessero intenzione di rappresentare delle figure femminili nere ispirate ai tarocchi. Sull’argomento si è espressa l’assessora alle pari opportunità Patrizia Brillo (Fratelli d’Italia), che ha detto al quotidiano Alto Adige: “Prima le artiste mi hanno detto che le figure femminili, ispirate ai tarocchi, sarebbero state nere; poi color ottanio. Della serie: o così o niente. Ho proposto un compromesso: una bianca e una ottanio. Stavo aspettando una risposta, quando è scoppiata la polemica. Ho portato la questione in giunta e si è deciso di non fare più nulla”.

Il progetto si è quindi bloccato con varie critiche da parte dei partiti, soprattutto quelli di opposizione. Le Donne Democratiche scrivono: “Siamo alla politica che decide quali donne possono essere rappresentate, quali colori sono ammessi, quali storie meritano spazio pubblico. Non si cancella solo un disegno su un muro. Si calpestano i principi delle istituzioni. Si dice a una parte di questa città, plurale e diversa, che è invisibile”.