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Welfare, maglia nera alla Campania


Con 55 euro lordi pro-capite è la regione italiana che investe di meno in materia di politiche sociali. Sentiamo perché da Giacomo Smarrazzo, del comitato campano Il welfare non è un lusso “fino ad oggi la Campania, come molte altre regioni del sud, hanno compensato i fabbisogni finanziari della spesa sociale attraverso l’utilizzo dei fondi europei, cosa che in questi ultimi anni per motivi di carattere politico e burocratico-amministrativo non avviene, nel senso che i fondi strutturali sono fermi, il Fondo Sociale Europeo è fermo e non viene speso. Questo comporta un ulteriore danno a carico dei cittadini e delle persone che avrebbero, soprattutto in un periodo di crisi, bisogno di maggiore attenzione”.

La crisi blocca i mutui


La domanda da parte delle famiglie italiane nel 2011 presenta un calo del 19% rispetto all’anno precedente, primo stop dopo un biennio di crescita. È quanto emerge dall’analisi del patrimonio informativo di Eurisc che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie.

Latouche e il no profit


Il teorico francese della decrescita è arrivato a Napoli per parlare di economia. Il servizio è di Giuseppe Manzo.
 Dal 16 al 20 gennaio 2012 Serge Latouche sarà in Campania ospite della Federazione Internazionale Città Sociale. Fitto il calendario di incontri e di inziaitive che avranno come protagonista il teorico della decrescita e che tendono a far confrontare gli esiti della sua riflessione con alcune delle più significative buone pratiche avviate nella regione. Ad accoglierlo nel suo primo appuntamento a Napoli il sindaco Luigi De Magistris, ma sentiamo il professor Latouche che parla di crisi e del ruolo delle organizzazione no profit nel nostro paese “ Il mondo del no profit cerca di avere delle buone pratiche. Questo può avere una importanza come esempio che un’altra strada è possibile e anche come scuola per decolonizzare l’immaginario”.

Carrello pesante


Il 2012 arriva la stangata sulla spesa. Secondo il Codacons, una famiglia composta da tre persone spenderà in media 585 euro in più all’anno per comprare beni alimentari. Tutto ciò, se si somma ai futuri aumenti delle tasse introdotti dalla manovra Monti, dall’Imu all’Iva, l’aumento diventa pesante: più 1.257 euro per nucleo familiare.

Lavoro più o meno tutelato


 Sono quasi 7 milioni i “protetti”, circa 6 milioni e 400 mila gli “esclusi”. È questa la stima, secondo una ricerca condotta da Datagiovani, del numero di lavoratori del settore privato a cui può essere applicato o meno l’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il tasso di protezione è più accentuato al Nord e scende man mano che ci si avvicina al Meridione.

Microcredito si parte dalla Sicilia


Dove è stato consegnato il primo assegno da 6 mila euro ad una famiglia dell’isola, monoreddito, con due figlie a carico di una disabile. Previsti più di 2500 prestiti. Cinquanta enti no-profit segnaleranno le famiglie più bisognose. Avviate esperienze simili anche in Calabria, Parma e Pescara.

Lavoro atipico


Oltre il 12% degli occupati ha un contratto non standard e la percentuale raddoppia tra i giovani. È quanto emerge dai dati dell’indagine Isfol Plus. I più colpiti da questa precarietà sono le donne, i laureati e i residenti nel Meridione.

Saldi senza soldi


La crisi continua incessante anche nel 2012 e così le famiglie italiane, tra sacrifici e cinghie da tirare, rinunceranno ai tradizionali sconti stagionali. Secondo i dati di Federconsumatori, infatti, acquisteranno il 19% in meno rispetto allo scorso anno.

Al lavoro


Si apre una settimana decisiva: il governo incontra le parti sociali. Le speranze di Legacoop dalla voce della presidente Paola Menetti “Non concordiamo con questa scelta del taglio lineare come modalità per affrontare una riforma del welfare, che vuol poi dire a quel punto la sua eliminazione vera. Crediamo che l’azione vera rispetto al lavoro  sia quella di rendere possibile occasioni di lavoro e di sviluppare occupazione. Ci pare un po’ singolare che nel momento in cui i numeri dicono che si sta estendendo in maniera preoccupante il dato della della perdita del lavoro, qualcuno ritenga di considerare centrale strumenti che servono a interrompere e chiudere rapporti di lavoro”.

Poveri immigrati


Gli stranieri lavorano prima, vivono del proprio mestiere ma guadagnano meno degli italiani. È questo, in sintesi, il quadro che emerge da un’indagine Istat. Le condizioni economiche migliorano con la permanenza nel nostro Paese, anche se l’illegalità nei luoghi di lavoro è sempre più diffusa.