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Avanti insieme


Coronavirus, 40 milioni dalle fondazioni bancarie. Il comitato esecutivo dell’Acri ha deliberato l’attivazione di un Fondo di garanzia rotativo a sostegno delle esigenze finanziarie delle organizzazioni del Terzo settore nelle varie Regioni del Paese.

Nella direzione giusta


Questo il primo commento della Portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, alle misure a sostegno delle organizzazioni sociali contenute nel decreto Cura Italia, approvato lunedì dal Consiglio dei Ministri. “Non ci fermiamo – sottolinea Fiaschi – Non lo abbiamo mai fatto e continueremo ad andare avanti, compatibilmente con le disposizioni di legge”.

Tsunami sociale


Per l’emergenza sanitaria a rischio lavoro e welfare. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

L’emergenza Coronavirus rischia la rottura della coesione sociale. Uno tsunami si sta abbattendo su un sistema già fragile nella protezione e nell’inclusione degli esclusi e delle fasce più deboli. Lo denuncia il Forum Disuguaglianze Diversità che chiede di non perdere tempo: “agire solo a tutela di alcune categorie d’individui – è scritto in una nota – magari di quelli che hanno una voce più forte, sarebbe profondamente errato e ingiusto. Secondo requisito cruciale è che le misure adottate siano di attuazione semplice e tempestiva: intervenire senza effetti certi e immediati, infatti, sarebbe fatale”. In particolare la situazione più esplosiva riguarda la cooperazione sociale con i servizi socio-sanitari al collasso. Sono 6 milioni gli italiani che vedrebbero annullati i servizi di welfare e 300mila i lavoratori che assistono disabili, anziani, minori, sofferenti psichici, malati gravi, migranti e soggetti deboli a rischio occupazione. L’Alleanza delle cooperative sociale chiede un Piano nazionale per salvare questa parte del Paese per il quale restare a casa non è sufficiente. Fate presto, fermate lo tsunami prima che sia troppo tardi.

Salvate il welfare


Un Piano Nazionale a sostegno dei servizi sociali, sociosanitari ed educativi per il contenimento del coronavirus e per far fronte alle ricadute di più lungo periodo. È ciò che propone l’Alleanza delle cooperative sociali per 300mila operatori socio-sanitari che hanno bisogno di protezioni e agibilità per continuare a svolgere il proprio lavoro.

Lavoro a rischio


Se badanti e baby sitter continuano a operare anche (e ancor di più) in questo periodo, le colf in molti casi sono licenziate, o restano a casa senza retribuzione. L’allarme di Aclicolf: “La mancanza di ammortizzatori sociali espone centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne, a rischio impoverimento”

Crac sociale


Sono a rischio 200 mila occupati che erogano servizi di welfare a 6 milioni di italiani. Lo scrivono Confcooperative – Federsolidarietà, LegacoopSociali, Agci Solidarietà insieme ai tre sindacati confederali in una lettera al Presidente del Consiglio, ai ministri del Lavoro e dell’Economia, ai presidenti della Conferenza Stato Regioni, dell’Anci e dell’Upi per lanciare l’allarme sui presidi sociosanitari, sociali ed educativi che il mondo della cooperazione sociale sta garantendo.

Le richieste delle cooperative


“Chiediamo che si provveda a estendere gli ammortizzatori in deroga a tutte le imprese, comprese le micro nel segmento 1–4 lavoratori e di adottare interventi urgenti con iniezioni di liquidità per consentire anche alle ditte più fragili di accedere alla moratoria siglata con Abi sulla sospensione dei mutui”. Sono le richieste dell’Alleanza delle cooperative al Governo dopo il varo del decreto da 25 miliardi sull’emergenza coronavirus.

#noicisiamo


Le cooperative sociali, colpite duramente dalla crisi determinata dal Covid-19, fanno sentire la loro voce attraverso la campagna social lanciata da Legacoopsociali. Ascoltiamo la presidente nazionale Eleonora Vanni. (sonoro)

In difesa del lavoro


Per rispondere agli effetti dell’epidemia da coronavirus, le centrali delle coop sociali e i sindacati della Regione Lazio hanno firmato un protocollo d’intesa per l’attivazione del Fondo di Integrazione Salariale in conseguenza delle misure urgenti a sostegno dei lavoratori interessati dai provvedimenti di chiusura delle scuole e dei servizi per l’infanzia.

Milano non molla


Il Consiglio comunale meneghino ha approvato il bilancio preventivo per il 2020 e il triennio 2020/2021 e 2022. Il documento istituisce un fondo di emergenza da 3 milioni di euro per il coronavirus e impegna la giunta ad attivarsi per garantire “il diritto al salario delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative impegnate sugli appalti nell’ambito dei servizi educativi scolastici e culturali del Comune”.