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GRS WEEK 23-24 FEBBRAIO / NORD: AUTONOMIA O SECESSIONE? I RISCHI CHE CORRE IL SUD


Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo

 

Autonomia differenziata o secessione economica? È questa la domanda che apre un nuovo scontro sul divario Nord-Sud che si è acceso nel dibattito politico di queste settimane. Ed è anche il titolo del saggio di Giafranco Viesti, docente di Economia Applicata all’Università di Bari e punto di riferimento per chi nel Mezzogiorno sta contrastando la richiesta di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non è il solo, anche Leonardo Becchetti, professore, economista e membro del Comitato preparatorio delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani parla di “un grosso pericolo” per il Paese. Ma cosa vogliono queste tre regioni? Ascoltiamo la scheda di Francesca Spanò.

 

(Audio scheda)

 

Da questi punti è scattata anche la mobilitazione con appelli firmati da artisti e musicisti come “Il Sud conta” a Napoli, quello dei 130 intellettuali sulla difesa dei beni culturali e quello dei sindacati della scuola. Ma a preoccupare sono anche le conseguenze su sanità e diritto alla salute su cui si è mobilitata tra gli altri Cittadinanzattiva: ascoltiamo la vicepresidente Francesca Moccia

 

 (Audio Moccia)

 

E chi opera sul campo nel profondo Sud? Quali timori verso il rischio di secessione economica a chi paga da anni un prezzo alto in regioni come Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Molise, Sicilia e Sardegna? Parliamo dell’area più depressa d’Europa insieme alla Grecia con tassi elevatissimi di disoccupazione, emigrazione e povertà assoluta. Ascoltiamo Nicola Fiorita, docente all’Università di Catanzaro e autore di alcuni libri come “Il bicchiere mezzo pieno” scritto con Giancarlo Rafele

 

(Audio Fiorita)

 

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GRSWEEK 16/02/2019 – La cultura tra le mani: la Giornata del Braille a Matera


Bentrovati all’ascolto del GRS Week curato questa settimana da Katia Caravello, in studio Elena Fiorani.

Ci sono invenzioni che, seppur straordinarie, col passare del tempo vengono superate e sostituite da nuove scoperte grazie al progredire della scienza, della ricerca e dell’innovazione. Il Braille, il sistema di scrittura a sei punti in rilievo inventato oltre due secoli fa, continua a essere ancora oggi un indispensabile strumento di inclusione e cultura per tutte le persone con disabilità visiva, rimanendo fedele nell’uso e nell’efficacia a come lo aveva concepito Louis Braille.

Per continuare a promuoverne la conoscenza, è stata istituita la Giornata Nazionale del Braille, che ricorre ogni anno il 21 febbraio, in coincidenza con quella mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco. Che cosa rappresenta questa Giornata per l’Uici, l’unione italiana ciechi e ipovedenti? Ascoltiamo la scheda di Ivano Maiorella:

La giornata nazionale del Braille è l’occasione annuale più grande per ricordare ai cittadini che i ciechi devono istruirsi e dotarsi degli strumenti adeguati per promuovere riscatto civile e inclusione sociale.

L’istituzione della Legge di tutela del sistema Braille è stata promossa dal Parlamento italiano nel 2007. “Tuttavia – dichiara Mario Barbuto, Presidente Nazionale UICI – va sottolineato che a oggi nessuna risorsa pubblica viene destinata alla promozione e alla diffusione del Braille in Italia. Quando Louis Braille duecento anni fa mise a punto l’alfabeto in rilievo che da lui ha preso il nome, per milioni di ciechi nel mondo si sono aperte le porte dell’istruzione, del lavoro, della cultura e della conoscenza. La Giornata Nazionale si pone su questo solco di civiltà e intende esaltarne il significato più profondo”.

“La cultura tra le mani” è il titolo dei due giorni di incontri e dibattiti che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con il Club Italiano del Braille, ha organizzato a Matera il 20 e il 21 febbraio per celebrare la 12° edizione.

Sentiamo il perché della scelta di celebrare la Giornata a Matera dalla voce di Maria Buoncristiano, tra i curatori della manifestazione: “Ci piaceva sottolineare l’universalità della cultura come diritto per tutte le persone ad informarsi”.

La XII Giornata Nazionale del Braille è stata un’importante occasione per coinvolgere il del territorio. Sentiamo ancora Maria Buoncristiano in merito: “Siamo riusciti a costruire una rete con i territori, le scuole e le associazioni. Siamo riusciti a definire un movimento culturale vasto che, ne siamo certi, porterà ad effettivi cambiamenti”

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Grsweek del 9 e 10 febbraio 2019 – Quale SICUREZZA?


Bentrovati all’ascolto del GRSweek da Anna Monterubbianesi.

Si parla molto, negli ultimi mesi, di sicurezza. È un tema sul quale in tanti si stanno interrogando, dalle associazioni della società civile, ai numerosi Comuni italiani a partire da Palermo, alle associazioni di categoria fino agli ordini professionali, tutti per dire no ad un decreto che offende i diritti costituzionali e fondamentali delle persone e che, contrariamente al suo nome, sta già rendendo la condizione dei migranti e di conseguenza degli italiani, sempre meno sicura. Ma la vera sicurezza, contrariamente al messaggio che si vuole diffondere, non riguarda solo gli immigrati. Il nostro Paese sta assistendo ad una recrudescenza di violenza, verbale e fisica, che irrompe in tutti i rapporti sociali, e che sta diventando ormai un fatto di cultura. In un clima di crescente irresponsabilità dove non è più chiaro il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, anche il tema delle mafie e della criminalità sembrano spariti, cancellati, come si vorrebbe fare con la povertà, a colpi di social. La storia di Manuel, il ventenne nuotatore ferito da un colpo d’arma da fuoco nella periferia di Roma è solo l’ultimo di una serie di esempi che testimoniano l’esplosione di questa violenza, di minacce e di crescenti discriminazioni sempre più alla portata di tutti. Cosa succede, in particolare nella capitale ce lo racconta Nello Trocchia, giornalista e autore di “Casamonica” (…)

4 anni fa la vicenda di mafia capitale ha investito pesantemente il Terzo settore, gettando un marchio di infamia in particolare sulle cooperative sociali che da allora sono state guardate con diffidenza e sospetto sia dalle istituzioni che dagli stessi cittadini. Legacoopsociali nazionale è stata poi riconosciuta parte lesa con un risarcimento dei danni morali e materiali. Ma gli episodi di accoglienza e solidarietà gratuita, l’impegno concreto contro le mafie ed il rilancio dei beni confiscati e dei luoghi destinati all’abbandono, rischiano di diventare, ancora oggi, esperienze di resistenza, anomalie che rompono gli schemi formali e non la normalità. Marta Battioni di Legacoopsociali Lombardia ci racconta la percezione delle infiltrazioni mafiose nell’opinione pubblica nella sua regione (…)

La politica dovrebbe quindi favorire una inversione di tendenza per garantire legalità, contrastare fenomeni di isolamento sociale e diseguaglianze, per garantire lo sviluppo e la vera sicurezza per il nostro Paese. Una sicurezza fondata su legami sociali e di fiducia.

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GRSWEEK 02/02/2019 – Il lavoro delle Ong


Bentrovati all’ascolto del GRSWEEK da Fabio Piccolino.

 

Negli ultimi mesi le critiche alle organizzazioni che si impegnano nella cooperazione internazionale e nell’aiuto sul campo di chi proviene da zone svantaggiate del pianeta, sono cresciute a causa di un clima politico sempre più teso che tende a cercare soluzioni sbrigative a situazioni molto più complesse.
Ad essere sotto accusa è un intero sistema di valori, e il lavoro quotidiano delle ong viene sminuito e talvolta criminalizzato.
Ne abbiamo parlato con Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto di ActionAid Italia e coordinatore della Consulta Europa, Mondo e Cooperazione Internazionale del Forum Terzo Settore.

 

[sonoro]

 

Quella della cooperazione internazionale è una galassia che ha al proprio interno molte anime e che si impegna in settori diversi tra loro: dalla sanità all’istruzione, dal benessere alla sicurezza.
Non soltanto l’aiuto in mare dei migranti che provano a raggiungere le nostre coste, ma molte attività in diverse parti del mondo.

 

Ilaria Nobili della Uisp di Roma è in Libano per un progetto di formazione nei campi profughi palestinesi gestito da Ctm – Cooperazione nei territori del mondo.
Ascoltiamo di cosa si tratta

 

[sonoro]

 

Tra i volontari impegnati c’è Emanuela Serra della Uisp di Sassari

 

[sonoro]

 

Ilaria Nobili ci racconta la vita nel campo profughi di Tiro, nel sud del Libano e delle difficoltà che incontrano le persone e le giovani generazioni.

 

[sonoro]

 

Il Libano, paese che ha la superficie dell’Abruzzo, accoglie circa due milioni di profughi: oltre ai palestinesi, molti provengono dalla vicina Siria, teatro di una guerra che dura dal 2011 ed è costata la vita a mezzo milione di persone. Ilaria Nobili ci parla della convivenza tra popoli diversi.

 

[sonoro]

 

Tra le persone coinvolte nel progetto all’interno del campo profughi, c’è apprezzamento per il lavoro svolto e il desiderio di imparare cose nuove.
Ascoltiamo ancora Emanuela Serra

 

[sonoro]

 

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GRS WEEK – 26/27 GENNAIO Sanremo 2019 tra musica, politica e impegno sociale


Bentrovati all’ascolto del Grs week l’approfondimento settimanale del Giornale radio sociale. In studio Clara Capponi

La denuncia di un paese “incattivito e rancoroso nei confronti dell’altro che guarda con sospetto anche la propria ombra” è la cifra stilistica che caratterizzerà questa 69^ edizione del Festival di Sanremo in onda su Rai 1 dal 5 al 9 febbraio.
A pronunciare queste parole è Claudio Baglioni il direttore artistico della kermesse, rispondendo a una domanda sui migranti e la vicenda delle imbarcazioni Sea Watch e Sea Eye durante la conferenza stampa di presentazione delle 24 canzoni in gara. Parole che in poche ore hanno scatenato una dura polemica con il Ministro dell’Interno Salvini e un forte imbarazzo nella dirigenza di viale Mazzini.

Ascoltiamole (Sonoro Baglioni)

La critica sociale e politica quindi non si farà attendere sul palco dell’Ariston e tanti sono anche i volti nuovi che arrivano dalle periferie per la maggior parte rapper come il favoritissimo Ultimo, il 22enne Nicolò Moriconi, vincitore allo scorso Festival per i Giovani.A sorprendere sarà anche il milanese Alessandro Mahmood, madre sarda e padre egiziano che nel brano Soldi, racconta un padre assente.A rappresentare le seconde generazioni anche  Einar, italiano di origine cubana e Irama che canta un testo forte sugli abusi in famiglia.
SanRemo non fa più rima con amore nemmeno per i big: argentovivo di Daniele Silvestri è il flusso di parole di un adolescente che si sente in carcere, gli Ex Otago porteranno sul palco il riscatto di Genova tra i favoriti anche Motta,  vincitore dell’ultimo Tenco in gara a Sanremo con dov’è l’Itia un brano che racconta un migrante che ha preso la rotta e lo spaesamento attuale. Sentiamo

Sonoro

Fra qualche mese saranno poche le canzoni che ricorderemo, ma questa edizione ha il polso di quello che si ascolta in giro e dei sentimenti del paese.Canzoni vicine al nostro tempo, dove sono assenti le grandi guide, le voci sono dissenzienti, c’è confusione e un grande interrogativo sull’orizzonte verso cui ci stiamo dirigendo.
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GRS WEEK 19-20 Gennaio 2019 – Reddito di Cittadinanza: quale risposta a persone con disabilità e Sud?


 

A Roma 3 senza dimora morti per il freddo in strada. Nella capitale 21mila persone si sono rivolte ai centri della Caritas. Sono 5 milioni gli italiani in una condizione di povertà. E rischiano maggiormente quei nuclei che hanno a carico persone fragili, con disabilità o non autosufficienti. A creare grandi aspettative è il Reddito di Cittadinanza approvato nella Legge di Bilancio: ascoltiamo i numeri di questa misura nella scheda di Clara Capponi

 

Scheda audio

 

Eppure nel dibattito pubblico su questa misura, si sono alzate le critiche delle associazioni con disabilità che parlano apertamente di una bufala per le famiglie con la presenza di persone disabili. Ascoltiamo Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Federazione Italiana Superamento Handicap

 

Falabella audio

 

Dai segmenti sociali in piena sofferenza a quelli territoriali. Il Mezzogiorno è l’area più depressa d’Europa insieme alla Grecia, lì la promessa del Reddito di cittadinanza ha creato speranze e consenso elettorale. A Crotone che è rimbalzata alle cronache per essersi mobilitata verso 51 migranti arrivate su una spiaggia si sono alzate anche tante proteste contro le politiche di questo governo. Per capire qual è il punto di vista di chi opera sul territorio ascoltiamo Fabio Riganello, operatore sociale di Agorà Kroton Onlus

 

Riganello audio

 

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GRSWEEK 12 gennaio 2019 – Il governo incontra il mondo del terzo settore


 

Il governo rivede la sua scelta e promette di intervenire per ricalibrare la tassazione Ires sul terzo settore, come modificata nella legge di Bilancio. Su quella, cioè, che era stata definita dal presidente Mattarella una “tassa sulla bontà”. Lo sblocco della situazione che stava divenendo un macigno per il terzo settore italiano, c’è stato giovedì 10 gennaio, come risultato dell’incontro con il governo che Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del terzo settore, ha giudicato “positivo e costruttivo”. Ascoltiamola

 

[sonoro]

 

Come si è arrivati a questo punto? Esattamente un mese fa, in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato, le organizzazioni del terzo settore avevano messo in fila le priorità: accelerare il completamento della riforma del terzo settore con i provvedimenti attuativi ancora mancanti: linee guida per l’adozione dei modelli per la redazioni dei bilanci, Registro unico del terzo settore e l’insediamento della Cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che deve approvare provvedimenti importanti.

 

Ascoltiamo la scheda di Francesca Spanò

 

Raddoppio dell’Ires: la legge di Bilancio approvata nell’ultimo giorno utile di dicembre, a colpi di fiducia da parte del governo, non contiene esattamente un bel regalo di Natale per il terzo settore. L’aliquota per gli enti non profit prevede un aumento dal 12 al 24 per cento. La misura viene giustificata con la necessità di recuperare risorse per il Reddito di cittadinanza e Quota 100 alle pensioni.
Per il non profit il prezzo complessivo da pagare sarebbe di 118 milioni di euro. Il Forum nazionale del terzo settore protesta, chiede un incontro col governo e denuncia: “A farne le spese saranno non solo gli enti, ma anche, e in maggiore misura, gli anziani, persone con disabilità, minori in difficoltà e altre persone fragili a cui ogni giorno gli enti si dedicano”.
Il 31 dicembre ha un peso decisivo il discorso di fine d’anno del presidente Mattarella, che stigmatizza così il paventato aumento dell’Ires: “Vanno evitate ‘tasse sulla bontà”. Le realtà del terzo settore, del non profit, rappresentano una rete preziosa di solidarietà e suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto”. Il governo corre ai ripari e l’ incontro viene fissato per il 10 gennaio: non solo per concordare le opportune soluzioni all’insostenibile raddoppio dell’Ires, replica il Forum, ma per costruire una agenda sui principali temi del paese in cui il terzo settore italiano é ogni giorno in prima linea nelle comunità.

Per questo, dopo l’incontro, c’è stato un comprensibile apprezzamento del Forum del terzo settore, nel metodo, perché è stato aperto un canale di comunicazione e confronto e nel merito per il riconoscimento da parte del Governo del valore del terzo settore per il Paese. Ascoltiamo Stanislao Di Piazza, vicepresidente commissione finanze del senato.

 

[sonoro]

 

Ma nell’incontro con il governo il Forum del terzo settore ha posto anche altre tematiche ritenute prioritarie per tutto il mondo dell’impegno sociale, a cominciare dai temi delle politiche sul fenomeno migratorio. Ascoltiamo Luca De Fraia, Coordinatore della consulta Europa e Mondo del Forum terzo settore.

 

[sonoro]

GRSWEEK 15-16 DICEMBRE 2018 – LIBERI TUTTI


 

Bentrovati all’ascolto del GRS week da Katia Caravello
Il 13 maggio 1978 fu approvata la legge 180, meglio conosciuta come legge Basaglia, con la quale venne sancita la chiusura dei manicomi. Il 23 dicembre dello stesso anno Gli articoli di questa norma furono inclusi nella legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.
La legge Basaglia segna nel nostro Paese la fine di una legislazione speciale e la restituzione della dignità alle persone affette da disturbi mentali, che diventano a tutti gli effetti cittadini cui lo Stato deve garantire e rendere esigibili i fondamentali diritti costituzionali. Da questo momento in poi i malati di mente non possono più essere ignorati.
L’Italia è oggi l’unico Paese nel quale non esistono le istituzioni manicomiali.

Ma ascoltiamo, dalla voce del Presidente della Società Italiana di Psichiatria Enrico Zanalda, perché l’approvazione di questa norma è stata una rivoluzione nel mondo della psichiatria.

Nella scheda di Giuseppe Manzo sono riassunte le principali disposizioni introdotte dalla legge 180 e i risultati, in termini numerici, conseguenti alla sua applicazione.

Ogni anno circa 800mila italiani sono assistiti nei Dipartimenti di salute mentale, significa che circa venti milioni di persone, in quarant’anni, sono state curate e seguite senza essere rinchiuse nei manicomi. È la stima degli esperti della Società italiana di psichiatria (Sip), in occasione dei quarant’anni di vita della legge 180 che porta il nome di Franco Basaglia. Ed ecco i punti di una legge di grande civiltà per i diritti umani nel nostro Paese: Eliminazione del concetto di pericolosità per sé e gli altri: trattamento sanitario in psichiatria basato sul diritto della persona alla cura e alla salute. Rispetto dei diritti umani (ad esempio, diritto di comunicare e diritto di voto). Disposizione di chiusura degli Ospedali Psichiatrici. Strutture alternative al manicomio. Servizi psichiatrici territoriali come fulcro dell’assistenza psichiatrica. Istituzione dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (Spdc) all’interno degli ospedali generali . Trattamento sanitario di norma volontario: prevenzione, cura e riabilitazione. Trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e introduzione del concetto di continuità terapeutica.

La legge Basaglia però non è stata accolta positivamente da tutti: c’è chi l’ha definita una legge incompleta che, chiudendo i manicomi senza che fossero già ben strutturati i servizi territoriali, ha scaricato il peso della cura dei malati interamente sulle famiglie: abbiamo chiesto al dott. Zanalda di farci un bilancio dopo 40 anni dalla sua entrata in vigore.

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GRSWEEK – Giornata internazionale del volontariato 2018


Bentrovati all’ascolto del GRS week da Katia Caravello

“Quando le persone fanno la differenza” è questo il titolo che hanno scelto Forum Terzo Settore, CSV net e Caritas Italiana per celebrare la 33° Giornata del volontariato indetta dall’Onu, che si è svolta il 5 dicembre.

Oltre 200 rappresentanti del terzo settore si sono incontrati a Roma per un confronto su un tema sempre attuale che oggi, alla luce delle novità introdotte dalla recente riforma del terzo settore, offre nuove chiavi di lettura, opportunità e sfide da esplorare.

Il volontariato tiene unite le comunità e in ogni fase storica, non solo in quelle di maggiore crisi, è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale per la tenuta del paese e per la democrazia.

Ascoltiamo le parole di Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore

“Il volontariato ha vinto perché il nuovo codice gli ha assegnato una funzione centrale e strategica per tutti gli enti di terzo settore riconoscendo l’azione di tutti i cittadini responsabili e solidali. Senza le persone l’iniziativa civica non esiste. Le persone sono il motore che fa partire tutto, la scintilla in grado di dare vita ad azioni collettive volte a rispondere con innovazione e creatività ai problemi delle comunità. La riforma del terzo settore – conclude Fiaschi – rilancia una nuova stagione di impegno civico e organizzato”

Il tema delle sfide aperte dalla nuova normativa è stato ripreso anche dall’intervento di Francesco Marsico, responsabile dell’area nazionale di Caritas italiana

“La riforma recepisce la liquidità del volontariato capace di convivere tra forme organizzative diverse, mantenendo una propria identità. Il volontariato di ieri era spesso militanza in forma associata, oggi è sempre più spesso esperienza in modalità destrutturata. Ci sono definizioni del passato che vanno maneggiate con cautela, come quella della ‘purezza del volontariato’. Dobbiamo pensare invece al compromesso come punto di partenza per l’azione. Il volontariato deve essere dentro ai processi e saper scendere a compromessi. Viviamo un tempo  in cui è impossibile capire cosa fare ma è importante essere al servizio dei processi che mettano al centro la persona più che occupare spazi”

La celebrazione è stata anche un’occasione per riflettere sulla natura della cultura del dono e dell’impegno gratuito, come ha ribadito Stefano Tabò, presidente di CSVnet

“La cultura del volontariato è unica: è un modo di essere della persona nell’ambito dei rapporti sociali, che esprime socialità e la arricchisce della dimensione del dono. Questa modalità ha a che fare con il modello di cittadinanza che vogliamo perseguire e che dobbiamo valorizzare e tutelare con cautela”. “Il volontariato non è una pianta selvatica ma un fiore di serra  perché ha bisogno di cure e attenzione. Ma non è la serra il luogo in cui è chiamato ad agire: il suo ruolo è quello di tenere unite le comunità e la ricerca sugli empori realizzata da CSVnet e Caritas italiana è lo specchio di questa capacità”.

E’ stata anche l’occasione per presentare i dati del 1° rapporto sugli empori solidali realizzato da Caritas e CSV net, i sempre più numerosi luoghi che permettono di dare risposte concrete ed omogenee a temi come la povertà, il recupero delle eccedenze alimentari e l’aiuto a persone in situazione di disagio economico. Ascoltiamo la scheda di Clara Capponi

Sono 178 gli empori solidali attivi in Italia, distribuiti in 19 regioni; e almeno altri 20 sono pronti ad aprire entro il 2019. È uno dei dati principali contenuti nel primo rapporto sul fenomeno realizzato da Caritas Italiana e CSVnet.

Si tratta di una forma innovativa di aiuto alle famiglie che vivono situazioni temporanee di povertà; spesso costituiscono un’evoluzione delle tradizionali e ancora molto diffuse (e indispensabili) distribuzioni di “borse-spesa”. Nell’86% dei casi infatti prestano ulteriori servizi ai beneficiari come accoglienza e ascolto, orientamento al volontariato e alla ricerca di lavoro.

Nella quasi totalità sono gestiti da organizzazioni non profit, spesso in rete fra loro. Gli empori sono aperti per 1.860 ore alla settimana per un totale di oltre 100 mila ore all’anno. Dall’apertura al 30 giugno 2018 tutti gli empori attivi hanno servito più di 99 mila famiglie e 325 mila persone, di cui il 44% straniere. Una utenza anagraficamente molto giovane: il 27,4% (di cui un quinto neonati) ha meno di 15 anni, appena il 6,4% supera i 65.

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GRS WEEK – Pagine di speranza per uscire dalla crisi


Bentrovati all’ascolto del Grs week da Clara Capponi
“E’ un Paese in cui è scomparsa la vergogna di non sapere” era il 2014 e il giornalista e scrittore Corrado Augias descriveva così la crisi dell’editoria italiana di fronte alle istituzioni.
Un intervento purtroppo ancora attuale riferito a una crisi che non coinvolge solo gli addetti ai lavori ma compromette anche il rilancio dell’economia e la crescita civile. La piazza virtuale incide non solo sulla lettura, sull’acquisto dei libri ma anche su come si cercano le notizie, si creano consensi.
Il tema è più complesso, tocca tanti ambiti e non a caso l’Agenzia redattore sociale ha scelto di dedicare il suo 24^ seminario nazionale per i giornalisti, in corso a Capodarco di Fermo, alle “solitudini”. Sentiamo il direttore Stefano Caredda
Sonoro
In questo scenario preoccupano i tagli al fondo per il pluralismo avanzati dal movimento cinque stelle con un emendamento alla legge di Bilancio alla Camera; una manovra che riduce drasticamente i finanziamenti alla stampa come sottolinea Matteo Bartocci, giornalista del Manifesto
Sonoro
A reggere meglio restano le piccole case editrici, protagoniste la prossima settimana a Roma della fiera nazionale Più libri più liberi: i perché di questo segnale positivo li chiediamo a Luigi Politano della casa editrice Round Robin,  che presenterà il 5 dicembre la grafic novel ll Buio, la lunga notte di Stefano Cucchi

Sonoro

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