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IL PAESE DELLE DISUGUAGLIANZE: 15 PROPOSTE PER LA GIUSTIZIA SOCIALE


Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo

 

Il 25 marzo alle ore 10 al Teatro de’ Servi di Roma, il Forum Disuguaglianze e Diversità presenta il rapporto “15 Proposte per la giustizia sociale”: un pacchetto di proposte di politiche pubbliche e azioni collettive che intervengono su tre meccanismi di formazione della ricchezza: il cambiamento tecnologico, la relazione tra lavoro e impresa, il passaggio generazionale.

 

Tra il 1995 e il 2016 la quota di ricchezza dell’1% più ricco della popolazione adulta è passata dal 18% al 25%, quella del 10% più ricco dal 49% al 62%.

 

Le grandi disuguaglianze di ricchezza e di reddito, di accesso ai servizi essenziali, di riconoscimento dei nostri valori e aspirazioni, hanno prodotto una società fortemente lacerata. La professoressa Elena Granaglia, coordinatrice del progetto, spiega le ragioni dello studio

 

Audio Granaglia

 

 

Le proposte riguardano il cambiamento tecnologico,  la relazione fra lavoro e impresa, per ridare al lavoro dignità salariale, il passaggio generazionale quando i giovani e le giovani iniziano a costruire un piano di vita. Gli interlocutori diretti sono i partiti i soggetti che, nel mondo della cultura e del lavoro, della produzione e della cittadinanza attiva, della scuola e della salute, dell’ospitalità e della rete digitale, vogliono farsene promotori. Ascoltiamo Andrea Morniroli, cooperativa Dedalus

Audio Morniroli

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Un altro Sud – Grsweek del 16-17 marzo


Bentrovati all’ascolto del GRSweek da Anna Monterubbianesi.

Un altro Sud – Il Mezzogiorno, più di ogni altra area geografica italiana, soffre di profonde disuguaglianze. Dei 4 milioni e mezzo di poveri presenti in Italia oltre 2 vivono al Sud. Dieci anni fa erano la metà. Gli effetti asimmetrici delle politiche di austerità si sono dispiegati in tutta la loro pervasività. In questa situazione, invece di registrare politiche complessive di sostegno e coesione territoriale, continua il crollo della spesa pubblica. C’è poi il grande tema giovanile. La povertà̀ riguarda sempre più i giovani e il Sud, oggi, è l’area demograficamente più giovane del Paese. L’emigrazione giovanile è in fortissimo aumento. Negli ultimi mesi però sta maturando una riflessione secondo la quale l’analisi delle storiche disuguaglianze territoriali, economiche e sociali del Mezzogiorno non può prescindere dalle dinamiche nuove della società. Le trasformazioni culturali e politiche che stanno investendo le democrazie europee impattano al Sud in modo peculiare. È necessario pensare ad un Mezzogiorno saldamente agganciato all’Europa, e strettamente intrecciato all’economia di tutto il Paese. Ascoltiamo Francesca Coleti, Arci e progetto Fqts….

In un contesto sociale caratterizzato da povertà, esclusione sociale, disoccupazione e debolezza del sistema istituzionale, ma con enormi potenzialità di sviluppo, si inserisce FQTS, il progetto di formazione dedicato agli Enti di Terzo Settore delle regioni del Sud Italia promosso da Forum del Terzo Settore e CSVnet e sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD. Dal 2008 FQTS mette al centro della propria proposta formativa le tematiche dello sviluppo proponendo una nuova lettura della questione meridionale, ribaltando la prospettiva di un Sud povero e senza risorse e provando a sviluppare soluzioni nuove per affrontare problematiche storiche.

Ascoltiamo la scheda di Giuseppe Manzo: Formazione Quadri Terzo Settore è un percorso di formazione che nasce per contribuire al consolidamento e al rafforzamento del Terzo settore meridionale, attraverso la crescita delle competenze e la costruzione di reti e relazioni di fiducia tra le persone e tra le organizzazioni. Giunto alla sua XI edizione, è preso come modello di formazione innovativa anche all’estero. Ha raggiunto, in questi dieci anni, oltre 25.000 destinatari, in rappresentanza di 3.000 organizzazioni di Terzo settore in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tra questi è altissima la percentuale dei giovani under 35.
Nel corso degli anni il progetto ha permesso il rafforzamento della cooperazione tra gli enti, creato un patrimonio di conoscenze comuni ed ha promosso la costruzione di un modello di economia circolare, equo e sostenibile. Il 45% dei nuovi dirigenti delle reti di Terzo settore del meridione ha frequentato il percorso di FQTS in questi anni.

Oggi l’approccio più utile ed efficace per un ruolo proattivo del Terzo settore e delle comunità locali delle regioni meridionali è quello di leggersi ed attrezzare risposte connesse e non separate dalle dinamiche complessive del Paese e dalle trasformazioni globali che attraversano anche il mediterraneo. In questa chiave il Terzo settore meridionale diventa un laboratorio di pratiche e politiche innovative nazionali, di energie positive, del superamento delle tradizionali barriere Nord-Sud. Un soggetto capace quindi di portare quel cambiamento di cui c’è bisogno. Come racconta ai nostri microfoni Mauro Giannelli, coordinatore del progetto: “Non affrontiamo la questione meridionale nell’ottica rivendicativa che potrebbe anche essere compresa rispetto ai disagi che il meridione d’Italia ha vissuto in tanti anni prima e dopo l’unità repubblicana e monarchica ma vogliamo affrontare questa questione come una buona pratica, cioè come si può, partendo da esperienze importanti del meridione d’Italia, arrivare a contaminare in maniera positiva tutto il territorio nazionale. Il vero tema è non protesta ma proposta. Credo che qui sia il cuore della nostra attività.”

 

GrsWeek 9-10 marzo – Volontariato nei grandi eventi: nuova forma di impegno “occasionale”


Ben trovati all’ascolto del Grsweek, l’approfondimento del Giornale radio sociale. In studio Clara Capponi
Si moltiplicano in Italia e all’estero, le occasioni di fare volontariato in festival, raduni, spettacoli, che diventano occasioni per ingaggiare nuove risorse in attività coinvolgenti, dove tutti sono protagonisti davanti o dietro le quinte
Nella scheda di Fabio Piccolino la fotografia di questo fenomeno
La molla principale è la voglia di relazioni insieme ad aspetti culturali e personali come aumentare le proprie conoscenze, valori e competenze. Sono questi i fattori principali che spingono le persone al volontariato cosiddetto “episodico”, legato non solo ai grandi eventi ma anche a temi trasversali come la cura dei beni comuni e la gestione delle emergenze; una delle indagini più dettagliate sul fenomeno è stata condotta da CSVnet e Ciessevi Milano sul “Programma Volontari per Expo Milano 2015” che vide la partecipazione di ben 5mila volontari. La ricerca ha permesso anche di tracciare un loro identikit: per la maggior parte donne, giovani, con un livello medio –alto d’istruzione. Persone in gran parte molto soddisfatte dell’esperienza tanto che il 98% degli intervistati consiglierebbe l’esperienza ad amici e parenti e vorrebbe tornare a fare volontariato in futuro. Un impegno quindi che non esclude quello tradizionale nelle organizzazioni; anzi può costituire il trampolino di lancio verso un’esperienza più lunga e strutturata.
I volontari nei grandi eventi oggi chiedono più libertà di scelta e impegni limitati nel tempo con risultati tangibili.
Sentiamo il commento di Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia all’Università degli Studi di Milano
Il volontariato episodico ha una capacità attrattiva perché incontra caratteristiche culturali del mondo di oggi è una forma di impegno breve, concentrata che non richiede l’adesione formale a un’associazione. E’ una forma di volontariato “disintermediato”.
Sono sempre più frequenti nuove ricerche di volontari per festival o grandi manifestazioni. Tra le proposte anche quella della Fondazione Matera-Basilicata 2019 che ha già coinvolto più di 300 volontari per gli eventi organizzati nella città dei Sassi diventata Capitale europea della cultura. Ne parliamo con Carla di Grazia, che si occupa del coordinamento dei volontari all’interno della fondazione.
I volontari della fondazione Matera – Basilicata 2019 hanno rappresentato una risorsa fondamentale fin dalla candidatura della città a Capitale europea della cultura; la squadra è cresciuta tantissimo tanto che è stata determinante per la cerimonia d’apertura in cui sono stati coinvolti 300 volontari. Un gruppo eterogeneo sia per età (sono coinvolte persone dai 14 fino ai 70 anni) che per interessi; i volontari sono coinvolti in diversi tipi di attività noi cerchiamo di mettere in risalto le loro capacità, esperienze e interessi. Spesso sono anche loro a proporre nuove idee e progetti, soprattutto per coinvolgere la comunità negli eventi.

GrsWeek del 1-2 marzo – Educare alle differenze per promuovere diritti


 

Bentrovati all’ascolto del grsweek. In studio Elena Fiorani
La mamma stira e cucina, il papà legge e lavora: l’esercizio sui verbi nel libro di seconda elementare propone una visione della mamma a casa che svolge le faccende domestiche mentre il papà lavora e porta a casa lo stipendio o legge e ovviamente scatena polemiche. Anche se la casa editrice si è subito detta «dispiaciuta per il disguido» e ha aggiunto che ha già provveduto a modificare l’esercizio nell’edizione in commercio nel nuovo anno scolastico, l’incidente riapre questioni mai risolte nel nostro paese. Dove, anzi, negli ultimi anni si allarga una visione conservatrice e tradizionalista che vorrebbe negare diritti acquisiti e promuove un sentire sempre più patriarcale, omofobo e misogino. Questo sentimento si riflette nel mondo sportivo che da sempre è uno specchio fedele della nostra società: infatti, nonostante la crescita, rispetto al passato, di campagne contro l’omofobia e dei coming out, l’ambiente sportivo è ancora fortemente limitante rispetto alla possibilità di esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale, in particolare per alcuni sport e soprattutto nel mondo maschile. Per Paolo Valerio, del Centro di Ateneo SInAPSi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la soluzione è culturale: scuola e sport devono educare alle differenze.

Mentre una donna che pratica sport, soprattutto a livello agonistico, tende ad essere considerata come in possesso di qualità di norma attribuite all’uomo portando a definire le atlete mascoline, poco femminili, quindi lesbiche. A questo si aggiunge la privazione di diritti scontati per gli sportivi professionisti uomini. Anche se i calciatori iscritti al corso di studi triennale in scienze motorie ad indirizzo calcio dell’Università telematica San Raffaele da quest’anno avranno anche un esame sul calcio femminile, tenuto da Katia Serra, ex calciatrice azzurra e responsabile donne dell’Assocalciatori. Sentiamola.
Dalla teoria alla pratica, a che punto siamo con i diritti per le donne che praticano sport a livello professionistico? Risponde Katia Serra

GRS WEEK 23-24 FEBBRAIO / NORD: AUTONOMIA O SECESSIONE? I RISCHI CHE CORRE IL SUD


Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo

 

Autonomia differenziata o secessione economica? È questa la domanda che apre un nuovo scontro sul divario Nord-Sud che si è acceso nel dibattito politico di queste settimane. Ed è anche il titolo del saggio di Giafranco Viesti, docente di Economia Applicata all’Università di Bari e punto di riferimento per chi nel Mezzogiorno sta contrastando la richiesta di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non è il solo, anche Leonardo Becchetti, professore, economista e membro del Comitato preparatorio delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani parla di “un grosso pericolo” per il Paese. Ma cosa vogliono queste tre regioni? Ascoltiamo la scheda di Francesca Spanò.

 

(Audio scheda)

 

Da questi punti è scattata anche la mobilitazione con appelli firmati da artisti e musicisti come “Il Sud conta” a Napoli, quello dei 130 intellettuali sulla difesa dei beni culturali e quello dei sindacati della scuola. Ma a preoccupare sono anche le conseguenze su sanità e diritto alla salute su cui si è mobilitata tra gli altri Cittadinanzattiva: ascoltiamo la vicepresidente Francesca Moccia

 

 (Audio Moccia)

 

E chi opera sul campo nel profondo Sud? Quali timori verso il rischio di secessione economica a chi paga da anni un prezzo alto in regioni come Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Molise, Sicilia e Sardegna? Parliamo dell’area più depressa d’Europa insieme alla Grecia con tassi elevatissimi di disoccupazione, emigrazione e povertà assoluta. Ascoltiamo Nicola Fiorita, docente all’Università di Catanzaro e autore di alcuni libri come “Il bicchiere mezzo pieno” scritto con Giancarlo Rafele

 

(Audio Fiorita)

 

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GRSWEEK 16/02/2019 – La cultura tra le mani: la Giornata del Braille a Matera


Bentrovati all’ascolto del GRS Week curato questa settimana da Katia Caravello, in studio Elena Fiorani.

Ci sono invenzioni che, seppur straordinarie, col passare del tempo vengono superate e sostituite da nuove scoperte grazie al progredire della scienza, della ricerca e dell’innovazione. Il Braille, il sistema di scrittura a sei punti in rilievo inventato oltre due secoli fa, continua a essere ancora oggi un indispensabile strumento di inclusione e cultura per tutte le persone con disabilità visiva, rimanendo fedele nell’uso e nell’efficacia a come lo aveva concepito Louis Braille.

Per continuare a promuoverne la conoscenza, è stata istituita la Giornata Nazionale del Braille, che ricorre ogni anno il 21 febbraio, in coincidenza con quella mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco. Che cosa rappresenta questa Giornata per l’Uici, l’unione italiana ciechi e ipovedenti? Ascoltiamo la scheda di Ivano Maiorella:

La giornata nazionale del Braille è l’occasione annuale più grande per ricordare ai cittadini che i ciechi devono istruirsi e dotarsi degli strumenti adeguati per promuovere riscatto civile e inclusione sociale.

L’istituzione della Legge di tutela del sistema Braille è stata promossa dal Parlamento italiano nel 2007. “Tuttavia – dichiara Mario Barbuto, Presidente Nazionale UICI – va sottolineato che a oggi nessuna risorsa pubblica viene destinata alla promozione e alla diffusione del Braille in Italia. Quando Louis Braille duecento anni fa mise a punto l’alfabeto in rilievo che da lui ha preso il nome, per milioni di ciechi nel mondo si sono aperte le porte dell’istruzione, del lavoro, della cultura e della conoscenza. La Giornata Nazionale si pone su questo solco di civiltà e intende esaltarne il significato più profondo”.

“La cultura tra le mani” è il titolo dei due giorni di incontri e dibattiti che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con il Club Italiano del Braille, ha organizzato a Matera il 20 e il 21 febbraio per celebrare la 12° edizione.

Sentiamo il perché della scelta di celebrare la Giornata a Matera dalla voce di Maria Buoncristiano, tra i curatori della manifestazione: “Ci piaceva sottolineare l’universalità della cultura come diritto per tutte le persone ad informarsi”.

La XII Giornata Nazionale del Braille è stata un’importante occasione per coinvolgere il del territorio. Sentiamo ancora Maria Buoncristiano in merito: “Siamo riusciti a costruire una rete con i territori, le scuole e le associazioni. Siamo riusciti a definire un movimento culturale vasto che, ne siamo certi, porterà ad effettivi cambiamenti”

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Grsweek del 9 e 10 febbraio 2019 – Quale SICUREZZA?


Bentrovati all’ascolto del GRSweek da Anna Monterubbianesi.

Si parla molto, negli ultimi mesi, di sicurezza. È un tema sul quale in tanti si stanno interrogando, dalle associazioni della società civile, ai numerosi Comuni italiani a partire da Palermo, alle associazioni di categoria fino agli ordini professionali, tutti per dire no ad un decreto che offende i diritti costituzionali e fondamentali delle persone e che, contrariamente al suo nome, sta già rendendo la condizione dei migranti e di conseguenza degli italiani, sempre meno sicura. Ma la vera sicurezza, contrariamente al messaggio che si vuole diffondere, non riguarda solo gli immigrati. Il nostro Paese sta assistendo ad una recrudescenza di violenza, verbale e fisica, che irrompe in tutti i rapporti sociali, e che sta diventando ormai un fatto di cultura. In un clima di crescente irresponsabilità dove non è più chiaro il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, anche il tema delle mafie e della criminalità sembrano spariti, cancellati, come si vorrebbe fare con la povertà, a colpi di social. La storia di Manuel, il ventenne nuotatore ferito da un colpo d’arma da fuoco nella periferia di Roma è solo l’ultimo di una serie di esempi che testimoniano l’esplosione di questa violenza, di minacce e di crescenti discriminazioni sempre più alla portata di tutti. Cosa succede, in particolare nella capitale ce lo racconta Nello Trocchia, giornalista e autore di “Casamonica” (…)

4 anni fa la vicenda di mafia capitale ha investito pesantemente il Terzo settore, gettando un marchio di infamia in particolare sulle cooperative sociali che da allora sono state guardate con diffidenza e sospetto sia dalle istituzioni che dagli stessi cittadini. Legacoopsociali nazionale è stata poi riconosciuta parte lesa con un risarcimento dei danni morali e materiali. Ma gli episodi di accoglienza e solidarietà gratuita, l’impegno concreto contro le mafie ed il rilancio dei beni confiscati e dei luoghi destinati all’abbandono, rischiano di diventare, ancora oggi, esperienze di resistenza, anomalie che rompono gli schemi formali e non la normalità. Marta Battioni di Legacoopsociali Lombardia ci racconta la percezione delle infiltrazioni mafiose nell’opinione pubblica nella sua regione (…)

La politica dovrebbe quindi favorire una inversione di tendenza per garantire legalità, contrastare fenomeni di isolamento sociale e diseguaglianze, per garantire lo sviluppo e la vera sicurezza per il nostro Paese. Una sicurezza fondata su legami sociali e di fiducia.

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GRSWEEK 02/02/2019 – Il lavoro delle Ong


Bentrovati all’ascolto del GRSWEEK da Fabio Piccolino.

 

Negli ultimi mesi le critiche alle organizzazioni che si impegnano nella cooperazione internazionale e nell’aiuto sul campo di chi proviene da zone svantaggiate del pianeta, sono cresciute a causa di un clima politico sempre più teso che tende a cercare soluzioni sbrigative a situazioni molto più complesse.
Ad essere sotto accusa è un intero sistema di valori, e il lavoro quotidiano delle ong viene sminuito e talvolta criminalizzato.
Ne abbiamo parlato con Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto di ActionAid Italia e coordinatore della Consulta Europa, Mondo e Cooperazione Internazionale del Forum Terzo Settore.

 

[sonoro]

 

Quella della cooperazione internazionale è una galassia che ha al proprio interno molte anime e che si impegna in settori diversi tra loro: dalla sanità all’istruzione, dal benessere alla sicurezza.
Non soltanto l’aiuto in mare dei migranti che provano a raggiungere le nostre coste, ma molte attività in diverse parti del mondo.

 

Ilaria Nobili della Uisp di Roma è in Libano per un progetto di formazione nei campi profughi palestinesi gestito da Ctm – Cooperazione nei territori del mondo.
Ascoltiamo di cosa si tratta

 

[sonoro]

 

Tra i volontari impegnati c’è Emanuela Serra della Uisp di Sassari

 

[sonoro]

 

Ilaria Nobili ci racconta la vita nel campo profughi di Tiro, nel sud del Libano e delle difficoltà che incontrano le persone e le giovani generazioni.

 

[sonoro]

 

Il Libano, paese che ha la superficie dell’Abruzzo, accoglie circa due milioni di profughi: oltre ai palestinesi, molti provengono dalla vicina Siria, teatro di una guerra che dura dal 2011 ed è costata la vita a mezzo milione di persone. Ilaria Nobili ci parla della convivenza tra popoli diversi.

 

[sonoro]

 

Tra le persone coinvolte nel progetto all’interno del campo profughi, c’è apprezzamento per il lavoro svolto e il desiderio di imparare cose nuove.
Ascoltiamo ancora Emanuela Serra

 

[sonoro]

 

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GRS WEEK – 26/27 GENNAIO Sanremo 2019 tra musica, politica e impegno sociale


Bentrovati all’ascolto del Grs week l’approfondimento settimanale del Giornale radio sociale. In studio Clara Capponi

La denuncia di un paese “incattivito e rancoroso nei confronti dell’altro che guarda con sospetto anche la propria ombra” è la cifra stilistica che caratterizzerà questa 69^ edizione del Festival di Sanremo in onda su Rai 1 dal 5 al 9 febbraio.
A pronunciare queste parole è Claudio Baglioni il direttore artistico della kermesse, rispondendo a una domanda sui migranti e la vicenda delle imbarcazioni Sea Watch e Sea Eye durante la conferenza stampa di presentazione delle 24 canzoni in gara. Parole che in poche ore hanno scatenato una dura polemica con il Ministro dell’Interno Salvini e un forte imbarazzo nella dirigenza di viale Mazzini.

Ascoltiamole (Sonoro Baglioni)

La critica sociale e politica quindi non si farà attendere sul palco dell’Ariston e tanti sono anche i volti nuovi che arrivano dalle periferie per la maggior parte rapper come il favoritissimo Ultimo, il 22enne Nicolò Moriconi, vincitore allo scorso Festival per i Giovani.A sorprendere sarà anche il milanese Alessandro Mahmood, madre sarda e padre egiziano che nel brano Soldi, racconta un padre assente.A rappresentare le seconde generazioni anche  Einar, italiano di origine cubana e Irama che canta un testo forte sugli abusi in famiglia.
SanRemo non fa più rima con amore nemmeno per i big: argentovivo di Daniele Silvestri è il flusso di parole di un adolescente che si sente in carcere, gli Ex Otago porteranno sul palco il riscatto di Genova tra i favoriti anche Motta,  vincitore dell’ultimo Tenco in gara a Sanremo con dov’è l’Itia un brano che racconta un migrante che ha preso la rotta e lo spaesamento attuale. Sentiamo

Sonoro

Fra qualche mese saranno poche le canzoni che ricorderemo, ma questa edizione ha il polso di quello che si ascolta in giro e dei sentimenti del paese.Canzoni vicine al nostro tempo, dove sono assenti le grandi guide, le voci sono dissenzienti, c’è confusione e un grande interrogativo sull’orizzonte verso cui ci stiamo dirigendo.
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GRS WEEK 19-20 Gennaio 2019 – Reddito di Cittadinanza: quale risposta a persone con disabilità e Sud?


 

A Roma 3 senza dimora morti per il freddo in strada. Nella capitale 21mila persone si sono rivolte ai centri della Caritas. Sono 5 milioni gli italiani in una condizione di povertà. E rischiano maggiormente quei nuclei che hanno a carico persone fragili, con disabilità o non autosufficienti. A creare grandi aspettative è il Reddito di Cittadinanza approvato nella Legge di Bilancio: ascoltiamo i numeri di questa misura nella scheda di Clara Capponi

 

Scheda audio

 

Eppure nel dibattito pubblico su questa misura, si sono alzate le critiche delle associazioni con disabilità che parlano apertamente di una bufala per le famiglie con la presenza di persone disabili. Ascoltiamo Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Federazione Italiana Superamento Handicap

 

Falabella audio

 

Dai segmenti sociali in piena sofferenza a quelli territoriali. Il Mezzogiorno è l’area più depressa d’Europa insieme alla Grecia, lì la promessa del Reddito di cittadinanza ha creato speranze e consenso elettorale. A Crotone che è rimbalzata alle cronache per essersi mobilitata verso 51 migranti arrivate su una spiaggia si sono alzate anche tante proteste contro le politiche di questo governo. Per capire qual è il punto di vista di chi opera sul territorio ascoltiamo Fabio Riganello, operatore sociale di Agorà Kroton Onlus

 

Riganello audio

 

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