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Myplan


È il nome della app per smartphone e tablet che aiuta le donne a prendere coscienza e a denunciare casi di violenza subiti nella vita di coppia o da ex partner. Kenya, Ghana e Somalia saranno i primi Paesi africani dove approderà la nuova applicazione.

Soccorrere non è reato


Una durissima lettera aperta firmata da 29 accademici europei contro l’Italia. Il servizio di Giovanna Carnevale.

 

Continua a far discutere il caso della nave della ong spagnola Open Arms che nei giorni scorsi si è rifiutata di consegnare alla guardia costiera libica 218 persone salvate in acque internazionali. Dopo l’accusa nei confronti del coordinatore e del capitano della barca di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina arriva un appello di 29 docenti universitari europei: “la crescente fermezza con cui l’Italia espone le persone a gravi violazioni dei diritti umani e crimini contro l’umanità”, si legge, “richiede un’azione immediata della comunità internazionale”. I firmatari della lettera chiedono al Consiglio di sicurezza Onu e alla Corte penale internazionale di chiarire le responsabilità dell’Italia nel promuovere e rafforzare i rimpatri in Libia. Comportamento, questo, che viola il diritto internazionale secondo cui i comandanti delle navi hanno l’obbligo di assistere le persone in difficoltà in mare e di portarle in un luogo sicuro.

Pianeta armato


Dal 2003, i trasferimenti internazionali di armi da guerra sono in aumento in tutto il mondo. In testa alla classifica ci sono Usa e Russia. Ma nella Top Ten stilata dallo Stockholm International Peace Research Institute un posto è riservato all’Italia.

Basta bombe italiane ai sauditi


Ong e associazioni pacifiste lanciano un appello al nostro Parlamento riportando l’attenzione sul disastro umanitario in Yemen perpetrato anche con armi made in Italy. Ai nostri microfoni il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury. (sonoro)

Cimitero Mediterraneo


Meno sbarchi ma più morti. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni rende noti i dati degli arrivi dalle coste del nord Africa direzione Europa. Nonostante il calo dei flussi, nei primi mesi dell’anno il numero delle vittime è aumentato del 75%.

Infanzia negata


Per sfuggire alla fame vanno incontro a traffico di essere umani, rischi sanitari e reclutamento da parte di gruppi armati. È ciò che accade ai 300.000 minori che lasciano il Venezuela per raggiungere la Colombia, secondo l’ultima denuncia di Save the children. Nel Paese guidato da Maduro, che si appresta alle elezioni presidenziali, ogni settimana muoiono per malnutrizione cinque/sei bambini.

Confini minati


80 milioni di euro dell’Unione europea sono stati usati da Ankara per l’acquisto di mezzi militari blindati, apparecchi per la sorveglianza e navi per il pattugliamento delle frontiere per evitare l’arrivo dei migranti. A rivelarlo è un’inchiesta dei media danesi a due anni dalla firma dell’accordo, fortemente criticato dalle ong, tra l’Ue e Turchia per stabilizzare la rotta migratoria dei Balcani.

Bombe silenziose


Tre anni fa iniziava la guerra in Yemen. Tra le più crudeli e meno conosciute al mondo. Il servizio di Giovanna Carnevale.

 

A tre anni dall’inizio della guerra civile in Yemen il conflitto non dà segni di regressione e tutte le parti continuano a infliggere enormi sofferenze alla popolazione civile. Lo denuncia Amnesty International, che riporta i dati dell’Ufficio per il coordinamento degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite: oltre 20 milioni di persone nel Paese hanno bisogno di assistenza ed è stato registrato oltre un milione di casi di colera. L’associazione per i diritti umani denuncia le violazioni del diritto internazionale da parte di tutti i partecipanti al confitto e i trasferimenti di armi alla coalizione a guida saudita. Oltre a Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Spagna, c’è anche l’Italia, da cui continuano a partire bombe prodotte nello stabilimento in Sardegna.

Unione d’intenti


“Un grande passo in avanti per la crescita umana e civica dei giovani”. Così il Forum Terzo Settore commenta il Servizio europeo di solidarietà e volontariato presentato ieri a Roma. Tra le novità: l’apertura a tutti i residenti nel vecchio continente e norme più stringenti sugli enti.

“È positivo”, si legge nella nota del Forum, “che le attività di tirocinio e lavoro siano state limitate (dal 15% al 5%), e che potranno essere realizzate solo da realtà non profit. Bene anche il rafforzamento del carattere transnazionale dell’ESVS, che assicura che le iniziative locali vedano protagonisti giovani di diversa provenienza.  Il Servizio, poi, sarà aperto non solo ai cittadini europei, ma anche ai residenti nel territorio europeo. I progetti di solidarietà, infine, dovranno essere ispirati dai bisogni concreti delle comunità: per questo è fondamentale valorizzare il ruolo delle organizzazioni della società civile”.

Acqua, un diritto per pochi


Nella Giornata mondiale, le ong denunciano le difficoltà di accesso ad un bene primario. Per Save the children, entro il 2025 metà della popolazione mondiale vivrà in aree dove è scarsa la risorsa idrica. Secondo l’Unicef: ogni giorno oltre 700 bambini muoiono per malattie legate alla contaminazione delle falde acquifere.