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Sulle strade europee si fa fatica a dare spazio agli altri, rivela il “road sharing” della Fondazione Vinci

di Redazione GRS


Spostati ché devo passare!

Sulle strade i cittadini europei sono riluttanti a fare spazio agli altri: lo dice il “road sharing” della Fondazione Vinci che racconta come il 26% degli automobilisti e il 57% dei motociclisti invadono le corsie riservate alle bici, il 72% dei ciclisti circola sui marciapiedi e l’85% dei pedoni attraversa al di fuori degli attraversamenti protetti.

Aperte fino al 15 dicembre le candidature per Educa, il festival dell’educazione che si terrà a Rovereto il prossimo aprile

di Redazione GRS


Buone pratiche

Fino al 15 dicembre candidature aperte per Educa, il festival dell’educazione che si terrà a Rovereto il prossimo aprile. Il bando è aperto a organizzazioni e enti interessati a contribuire portando riflessioni e pratiche maturate all’interno dei rispettivi contesti attraverso laboratori o attività d’animazione.

Partono i “Giochi inclusivi” di Insuperabili: gli studenti di Floridia (Siracusa) sperimentano diverse abilità e disabilità

di Redazione GRS


Giochi inclusivi

Parte da Floridia, in Sicilia, il progetto di Insuperabili che farà sperimentare agli studenti diverse abilità e disabilità in una sana competizione. L’iniziativa entra nel vivo a dicembre in tre diversi istituti comprensivi, con il coinvolgimento di tutti gli studenti, disabili e non.


Un progetto pilota che parte da Floridia per poi essere replicato in altre parti d’Italia per permettere agli studenti di sperimentare diverse abilità e disabilità in una sana competizione.

È “Giochi inclusivi a scuola – lo sport per tutti”, iniziativa promossa da Insuperabili nazionale con la sede di Floridia, per favorire una cultura sportiva inclusiva, favorendo il lavoro di rete tra le diverse realtà già attive nella promozione e nella costruzione di una società di tutti e per tutti.

Quattro le fasi principali del progetto: la presentazione dell’iniziativa alla città, i giochi inclusivi d’istituto, il concorso artistico e creativo e i giochi inclusivi di comunità con il convegno “Sport e inclusione – esempi di buone prassi del territorio”.

L’iniziativa entrerà nel vivo a dicembre con i giochi che si terranno nei tre diversi istituti comprensivi con il coinvolgimento di tutti gli studenti, disabili e non, delle classi quarte e quinte della primaria e delle prime e seconde della secondaria di primo grado di ciascun istituto.

La classe che otterrà il punteggio più alto nella competizione interna vincerà la fase dei giochi d’istituto mentre le migliori classificate con un alunno con disabilità potranno accedere al turno finale dei giochi inclusivi, dove sfideranno le classi parallele degli altri istituti.

Agli studenti del liceo toccherà invece fare da tutor  per poi rielaborare l’esperienza vissuta, restituendo il percorso svolto, le difficoltà, i punti di forze e le emozioni vissute attraverso la lettura, la riflessione e la compilazione di una scheda prestrutturata.

La terza fase, che sarà realizzata a febbraio con la collaborazione con l’associazione culturale Focus, prevede l’avvio di un concorso artistico-creativo, “Uno sport per amico – Amici nello Sport”, con l’obiettivo di avviare nei ragazzi una riflessione sul tema lo sport come opportunità di conoscenza di sé e dell’altro, di sperimentazione della difficoltà, della prova, della scelta, del successo.

Il concorso prevede quattro sezioni: disegno artistico, testo letterario, testo musicale, coreografia.

Quindi, ad aprile, sarà la volta della quarta e ultima fase, ovvero i giochi inclusivi di comunità, in cui le classi selezionate nella fase di istituto si affronteranno alla presenza di docenti, famiglie, rappresentanti delle istituzioni, referenti delle associazioni aderenti, per decretare la scuola vincitrice.

Povertà e disuguaglianze: per tre quarti degli italiani sono in crescita nel nostro Paese

di Redazione GRS


Facciamo il punto

Secondo i risultati del sondaggio Ipsos nel Rapporto ASviS 2023, tre quarti delle persone vedono povertà e disuguaglianze in crescita nel nostro Paese e considerano lo “Stato” tra le principali cause di tali disparità.
Ascoltiamo Elisa Capobianco, referente di Asvis per l’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030.

Migranti, le organizzazioni della società civile criticano l’accordo Italia-Albania

di Redazione GRS


Diritto di asilo calpestato

Secondo il Centro Astalli l’accordo tra Italia e Albania sulla gestione dei flussi migratori punisce le persone piuttosto che aprire con realismo a un futuro condiviso. Per Medici Senza Frontiere si tratta di un aggiramento degli obblighi di protezione e soccorso sanciti dal diritto internazionale mentre Amnesty parla di soluzione illegale e impraticabile.

“Chi sono io?”: il vademecum di Arcigay per rispondere ai dubbi sull’identità sessuale

di Redazione GRS


 

 

Chi sono io?

Da Arcigay il vademecum che risponde ai dubbi sull’identità sessuale. Il servizio di Patrizia Cupo.

Come accompagnare insegnanti e famiglie nei dubbi sull’identità sessuale? Ci pensa “Chi sono io? Come sopravvivere alle domande delle nuove generazioni”, il manuale realizzato da Arcigay e scaricabile gratuitamente dal sito dell’associazione.
Coordinato da Marta Rohani, la pubblicazione è una sorta di cassetta degli attrezzi pensata per scuole e famiglie. Oltre a un’introduzione e a un glossario che fornisce le definizioni dei principali termini in uso, il manuale comprende quattro sezioni che affrontano le principali domande sulle tematiche lgbtqia+.

Beach volley, le norvegesi dicono no al bikini

di Redazione GRS


Un punto per i diritti

Le giocatrici norvegesi di beach volley, durante le qualificazioni per le Olimpiadi di Parigi 2024 si sono rifiutate di giocare in bikini, appellandosi al regolamento, modificato solo nel 2012, che permette alle atlete di scegliere come vestirsi. 30 anni fa era stato scelto il bikini per “aumentare la popolarità della pallavolo”.


Cina: le norvegesi Olimstad e Sunniva si battono per i loro diritti, previsti dal regolamento, rischiando di perdere le qualificazioni per le Olimpiadi di Parigi 2024
Spesso per le donne battersi per i propri diritti può costare caro. Come accaduto alle due giocatrici norvegesi di beach volley, Emilie Olimstad e Sunniva Helland-Hansen, che hanno rischiato di perdere la qualificazione per le Olimpiadi di Parigi 2024 durante la gara del circuito World Tour in Cina, tenutasi venerdì scorso, perché l’arbitro si era opposto alla loro volontà – e al loro diritto concesso dal regolamento – di giocare in top e short anziché in bikini. “Pensavamo che l’arbitro scherzasse perché conosciamo le regole molto bene, eravamo sicure di aver diritto di giocare in pantaloncini – hanno dichiarato le due giocatrici Olimstad e Sunniva all’agenzia di stampa norvegese Ntb – Lui però era saldo nella sua posizione, dicendo che non avrebbe consentito di farci giocare con l’equipaggiamento sbagliato”.

Le atlete si sono così imposte nettamente per il loro diritto di giocare vestite a loro agio e hanno mandato l’arbitro a studiare il regolamento. Un ordinamento assai discusso, se si considera la motivazione che 30 anni fa portò l’allora presidente della Federvolley Mondiale, Ruben Acosta, ad optare per un abbigliamento ridotto per le atlete: “aumentare la popolarità della pallavolo”. L’ordinamento, per fortuna, fu poi rivisto nel 2012, dopo che alcune atlete musulmane si rifiutarono di partecipare ai Giochi Olimpici di Londra in bikini e che ad oggi consente a tutte le atlete di scegliere come vestirsi: in costume da bagno, in shorts o in pantaloncini.

Nonostante l’esistenza di un regolamento i dibattiti, oltre quello già citato, non sono mancati. Alle Olimpiadi di Tokyo 2021 le atlete tedesche di ginnastica artistica si sono ribellate alla “sessualizzazione dei corpi”, indossando una tuta intera che coprisse tutto il corpo, boicottando il body inguinale. Al contrario, nello stesso anno durante i Mondiali in Qatar, le tedesche Carla Borger e Julia Sude boicottarono per motivi opposti, dopo che la Federvolley aveva loro caldamente consigliato di indossare pantaloni lunghi e maniche lunghe.

Foto di Engin Akyurt