Notizie

Basket: la storia di Che Flores, il primo arbitro trans negli sport professionistici americani

di Redazione GRS


Fischietti arcobaleno

Che Flores è diventato nel 2022 arbitro Nba, dopo 14 anni sui campi e più di mille partite arbitrate a ogni livello. A settembre ha deciso di rendere pubblica la sua identità non binaria, diventando così il primo arbitro trans negli sport professionistici americani.


Nel 2022 Che Flores è finalmente diventat* un arbitro NBA, culminando una carriera di 14 anni sui campi con il fischietto in bocca, più di mille partite arbitrate, a ogni livello, in tre Paesi diversi, in tre leghe professionistiche diverse (l’unic* a dirigere una finale di tre campionati diversi, NCAA, G League e WNBA). Poi, l’anno scorso, il grande salto: la NBA. Solo che in quell’annuncio fatto dalla lega di Adam Silver (“Due nuovi arbitri donna nella lega”) Flores non riusciva a riconoscersi fino in fondo, visto che ormai da anni la sua identità di genere (che definisce trans e non-binaria) era diversa. E a settembre di quest’anno la decisione di renderla pubblica anche al resto del corpo arbitrale NBA, diventando così il primo arbitro non binario trans negli sport professionistici americani.

“L’ho fatto anche per far sapere a un sacco di ragazzini e ragazzine che esistiamo, che possiamo avere successo in mille modi diversiMi piace l’idea che si vedono su un campo NBA possano dire: ‘Posso farlo anch’io'”, ha detto Flores a “GQ”. E dopo aver arbitrato 35 gare di stagione regolare già lo scorso anno, quest’anno Flores (maglia n°91, come quella di Dennis Rodman ai Bulls) torna sui parquet NBA, una destinazione che per la prima volta è sembrata possibile grazie a Violet Palmer, la prima donna chiamata ad arbitrare nella lega. E se un veterano come Bill Kennedy (apertamente dichiaratosi omosessuale nel 2015) è ormai una superstar tra i fischietti NBA, ora anche Che Flores è più liber* di far vedere cosa sa fare in campo: “Ora mi sento al 100% me stess*”, dice.

Smog, trasporti, rete idrica: va a rallentatore il percorso verso la sostenibilità nelle città italiane

di Redazione GRS



Non decolla

A rallentatore il percorso verso la sostenibilità nei centri urbani del Paese. A trent’anni dalla prima edizione, il nuovo rapporto di Legambiente. Nel servizio di Anna Monterubbianesi

Al primo posto come vivibilità ambientale c’è Trento, all’ultimo Catania e Palermo. È la classifica di Ecosistema Urbano 2023, il report di Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia del Sole 24 Ore, sulle performance ambientali di 105 Comuni capoluogo. Se in 30 anni le città sono cresciute in termini di popolazione e dimensioni, restano le croniche emergenze urbane: smog, auto circolanti, trasporti, perdite della rete idrica. In crescita raccolta differenziata e piste ciclabili.

Per l’associazione: “Tallone d’Achille gli interventi troppo a compartimenti stagni e la mancanza di una strategia e una cabina di regia nazionale che includa Governo, sindaci e comunità locali e risorse adeguate per interventi lungimiranti e innovativi non più rinviabili”.

Conciliare vita familiare e lavoro: come funziona il nido “Battibaleno” di Brescia

di Redazione GRS


Insieme si può

A Brescia il nido aziendale “Battibaleno”, gestito dalla Cooperativa Elefanti Volanti permette di conciliare il tempo del lavoro con quello della vita familiare per genitori impegnati nel settore della sanità. Per replicare questa esperienza è nato il progetto “Da zero a mille”.
Ascoltiamo la responsabile Silvia Ziletti.

Dall’Iran: dichiarata la morte cerebrale per Armita Geravand, due giornalisti condannati per aver seguito il caso Mahsa Amini

di Redazione GRS


Coma irreversibile

E’ stata dichiarata la morte cerebrale per Armita Geravand, la ragazza di sedici anni che in Iran è stata picchiata dalla polizia morale per non aver indossato il velo. Intanto due giornalisti incarcerati per aver seguito la vicenda della morte di Mahsa Amini, sono stati condannati rispettivamente a sei e sette anni di prigione.