Secondo i dati della Federazione Uniamo sulle malattie rare, il sistema italiano è un’eccellenza in Europa grazie a un ambizioso Piano nazionale. Tuttavia si riscontrano differenze tra nord e sud, tempi troppo lunghi per il percorso diagnostico e terapie ancora insufficienti.
A cinque mesi dal terremoto in Turchia e Siria milioni di persone vivono ancora nei campi profughi. Ascoltiamo la direttrice di Caritas Turchia suor Nazareth.
Si è insediato ieri il “Forum Permanente per la diffusione della cultura del consumo responsabile e sostenibile”, istituito dal CNEL: hanno aderito 19 associazioni tra cui Altroconsumo, CittadinanzAttiva e Federconsumatori.
Oggi a Roma, presso la sede di Arci Nazionale, la presentazione del libro “L’Italia e l’antisemitismo. La necessità di un impegno” a trent’anni esatti dalla sua prima pubblicazione. Il volume, voluto e curato dall’ex presidente dell’Arci, Tom Benetollo e da Victor Magiar, affronta un tema ancora oggi estremamente attuale.
La Corte Europea dei diritti umani ha dato ragione a Caster Semenya, campionessa olimpica sugli 800 metri, perché “discriminata sulle caratteristiche sessuali”. Il Tribunale Arbitrale dello Sport aveva giudicato legittimo il regolamento sportivo che impone all’atleta di abbassare il suo naturale livello di testosterone per partecipare ad alcune gare.
Oggetto della questione, il regolamento sportivo che impone a Semenya, due volte campionessa olimpica sugli 800 metri e tre volte iridata nella stessa specialità, di sottoporsi a cure ormonali per abbassare il suo naturale livello di testosterone per poter gareggiare su alcune distanze.
Semenya aveva fatto ricorso al Tas, perdendolo, contro la norma della federazione internazionale di atletica leggera (World Athletics) che obbliga le atlete con “diverso sviluppo sessuale” ad assumere anticoncezionali per abbassare il proprio testosterone. Una discriminazione alla quale la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha posto fine.
Medici Senza Frontiere chiede il ripristino delle distribuzioni di cibo in Etiopia sospese a giugno scorso a causa delle indagini sul dirottamento degli aiuti alimentari. Dagli aiuti umanitari dipendono più di 20 milioni di persone e in molte aree del Paese i tassi di malnutrizione sono già al di sopra della soglia di emergenza.
Presentato il 18° rapporto sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS e dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. Il servizio di Anna Monterubbianesi.
Nel 2021, per la prima volta da quando l’Italia è un Paese di immigrazione, il numero degli stranieri residenti nel Lazio è calato, attestandosi a oltre 600 mila persone, che rappresentano il 10,8% della popolazione complessiva (dato che a livello nazionale è dell’8,5%). La diminuzione è causata principalmente dalla differenza tra nati e morti e da quella tra stranieri in entrata e in uscita dal territorio nazionale, dagli effetti della pandemia e delle sue conseguenze. A Roma il calo ha coinvolto soprattutto le donne la cui quota sul totale dei residenti stranieri resta però maggioritaria. Ciò nonostante, il Lazio e la Città metropolitana di Roma si confermano in Italia al secondo posto tra le regioni per numero di stranieri e al primo tra le province.
Amnesty International si rivolge nuovamente al ministro della Giustizia affinché la legislazione italiana si adegui alle norme internazionali, modificando il Codice penale per fare in modo che si consideri reato qualsiasi atto sessuale senza consenso.
A Lissone, in provincia di Monza, il laboratorio di teatro-danza formato da ragazzi con disabilità e non che mira alla crescita e allo sviluppo dei talenti e alla conoscenza delle proprie potenzialità Le audizioni sono aperte dai sedici anni in su.
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