Zakhor/Ricorda
Oggi a Roma la presentazione di sei installazioni video di altrettanti artisti contemporanei israeliani dedicate alla Shoah. Le opere saranno ospitate, in occasione della Giornata della Memoria, in sei Musei Civici della Capitale.


Oggi a Roma la presentazione di sei installazioni video di altrettanti artisti contemporanei israeliani dedicate alla Shoah. Le opere saranno ospitate, in occasione della Giornata della Memoria, in sei Musei Civici della Capitale.

Al via la seconda edizione del premio buone pratiche nelle aree interne promosso da CittadinanzAttiva. Il servizio di Anna Monterubbianesi.
“Chi l’ha fatto?” è il premio dedicato alle aree interne del nostro Paese, che vuole raccogliere e mettere in rete le pratiche e le esperienze più innovative per il miglioramento della qualità della vita in questi territori.
Il bando è aperto fino al 20 marzo e si focalizza su iniziative orientate al raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo dell’Agenda Onu. Altro tema centrale di questa seconda edizione del premio è la lotta alle disuguaglianze economiche, di genere, generazionali e di accesso a servizi primari quali istruzione e salute, finalizzate a favorire la possibilità per le giovani generazioni di continuare a vivere nelle aree interne.

Anche il mondo del terzo settore plaude per l’arresto di Matteo Messina Denaro. La cattura del boss di Cosa Nostra, arrestato ieri dai carabinieri del Ros dopo 30 anni di latitanza, è senza dubbio un fatto storico per il nostro Paese. L’inizio di una nuova fase del contrasto alla mafia in Italia, esattamente 30 anni dopo l’arresto di Totò Riina che fu catturato il 15 gennaio del 1993 (anche lui a Palermo). Secondo Acli “la fine della lunga latitanza di Matteo Messina Denaro è indubbiamente una vittoria per lo Stato che corona un lungo lavoro investigativo e che toglie dalla circolazione un criminale pluricondannato, uno degli ultimi boss della mafia corleonese”. Allo stesso tempo l’associazione ricorda che “la vittoria con le armi della giustizia e del codice penale della mafia è solo parziale finché non viene completata dalla capillare diffusione della cultura della legalità nelle menti e nelle coscienze di tutti i cittadini, a partire da quelli che vivono nelle zone a più alta densità mafiosa”.
La chiave di lettura può essere dunque molteplice: festeggiare un evento che segna un punto a favore dello Stato, raccontare il valore di questo arresto, ricordare che la battaglia non è finita. Lungo questa prospettiva è diretto il messaggio di Arci, che con un post su Facebook spiega come la cattura del boss non significhi che la mafia è sconfitta, “ma che pezzo dopo pezzo si può sconfiggere. Il percorso dell’antimafia sociale deve proseguire ogni giorno perché le mafie hanno un impatto nella nostra realtà quotidiana e la lotta alle mafie è una scelta politica molto precisa, un tesoro sterminato che può portare trasparenza all’Italia che vuole cambiare”. L’associazione si sofferma anche sulla figura di Matteo Messina Denaro, “ultimo erede dello schieramento corleonese, ha rappresentato il ponte fra due generazioni mafiose: l’erede di una vecchia cultura mafiosa, ma con un concetto della vita più moderno che si muoveva con strumenti diversi e una dimensione più ampia”. Era in cima alla lista dei ricercati, di lui non esisteva nemmeno una foto segnaletica o le sue impronte digitali. Era stato condannato anche per le stragi del ’92 e collegato alla stagione del terrore del ’93. Protetto nella sua terra da una fitta rete di connivenze, è stato arrestato nei dintorni di una clinica privata “La Maddalena”, a pochi metri dal palazzo della DIA.
di Pierluigi Lantieri

Si chiama “Sei stato felice?” il podcast scritto dalla giornalista Chiara Lalli in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni sulla storia di Piergiorgio Welby e della sua battaglia sul fine vita, raccontata dalla moglie Mina. Ascoltiamone un estratto.

E’ il titolo del nuovo rapporto di Oxfam presentato in occasione dell’apertura del World Economic Forum di Davos. Secondo i dati, dal 2020 l’1% più ricco si è accaparrato quasi il doppio dell’incremento della ricchezza netta globale rispetto alla quota andata al restante 99% della popolazione mondiale.

Da un lato i nuclei familiari, dall’altra le persone impiegate nel comparto dell’assistenza. Sugli aumenti salariali le Acli Colf auspicano “un confronto costruttivo tra associazioni datoriali e sindacati, che porti ad una soluzione condivisa”.

Procura, Coni e Procura generale dello sport hanno firmato un protocollo per tutelare le vittime di violenza. L’intesa permetterà uno scambio “proficuo” e “immediato” di informazioni tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva.
Lo ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella, coordinatore del dipartimento che tutela le fasce deboli e vulnerabili, illustrando il protocollo d’intesa tra la Procura, il Coni e la Procura Generale dello Sport per tutelare le vittime di violenza.
Il protocollo dà il via a uno scambio “proficuo” e “immediato” di informazioni tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva, nel rispetto e con l’obbligo di mantenere il segreto istruttorio, con lo scopo di accelerare i procedimenti e per “rendere giustizia soprattutto a giovani atleti maltrattati e abusati ma anche agli istruttori ingiustamente accusati”. Il documento, redatto solo per i 14 milioni di tesserati, riguarda ogni forma di violenza contro la persona, come quelle al centro del caso ora alla ribalta delle cronache delle Farfalle della ginnastica ritmica.

Allarme per la salute mentale con la lettera inviata a Mattarella e Meloni da 91 direttori dei Dipartimenti di salute mentale. Mentre cresce il disagio, specie tra gli adolescenti, mancano personale e risorse. Ascoltiamo Salvatore Di Fede, segretario di Psichiatria democratica.

La promozione dell’incontro fra coop di tipo B e le imprese per favorire l’assunzione delle persone con disabilità: sarà questo uno dei temi sul tavolo dell’incontro sulla disabilità organizzato domani a Roma da Legacoopsociali, dove interverrà la ministra Locatelli.

I giornalisti che in Europa si occupano di clima sono sempre più vittime di minacce. Il servizio è di Giuseppe Manzo.
Gli operatori dei media che si occupano di ambiente sono sempre di più oggetto di minacce e ostacoli al loro lavoro. Lo dice la Federazione europea dei giornalisti in Europa, spiegando come lo scorso anno si sono registrate 18 violazioni alla libertà di stampa in 8 paesi.
Secondo l’organizzazione “garantire la sicurezza dei giornalisti e assicurarsi che i loro diritti legali siano rispettati è fondamentale affinché svolgano il loro ruolo di aiutarci a comprendere i problemi che stiamo affrontando”.