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Giustizia riparativa e inclusione lavorativa: il rischio di creare un “carcere sociale”

di Redazione GRS


 

 

Ora d’aria. Sulla situazione nei penitenziari italiani c’è il rischio di creare un “carcere sociale”. Il servizio è di Pierluigi Lantieri.

Inclusione lavorativa e giustizia riparativa: qualcosa non sta funzionando. Perché la funzione di “rieducazione” dei penitenziari, definita dalla Costituzione, si scontra con ciò che si osserva da alcuni anni nella popolazione detenuta: l’aumento di soggetti plurisvantaggiati che non possiedono “l’idoneità minima a intraprendere percorsi di inserimento lavorativo”. Lo ha denunciato Loris Cervato di Legacoopsociali parlando del rischio di un “carcere sociale”. In piena campagna elettorale l’organizzazione chiede di iniziare a lavorare ai diversi livelli, centrale e locale, con l’istituzione ‘carcere’ per la co-programmazione e la coprogettazione.

di Pierluigi Lantieri

Dl aiuti, Pallucchi: “Quando ci sarà attenzione al terzo settore?”

di Redazione GRS


Dimenticati. “Il Dl Aiuti bis sarà modificato alla Camera, ma non per ricomprendere i sostegni ‘dimenticati’ al Terzo settore. Ci chiediamo se e quando sarà data giusta attenzione anche a quelle realtà che operano, al di fuori della logica del profitto, al fianco dei più svantaggiati”. Lo ha dichiarato Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore.

Mettiamoci in gioco ai candidati alle elezioni: sottoscrivere 4 punti contro i rischi dell’azzardo

di Redazione GRS


L’azzardo non è un gioco: la Campagna Mettiamoci in gioco chiede ai candidati di sottoscrivere quattro punti contro i rischi sottolineando che la difficile situazione economica e sociale in cui versa il paese rende ancora più urgente la regolamentazione di un settore che produce numerose e gravi conseguenze per la vita delle persone e della collettività.

Il Terzo settore dimenticato nel Dl Aiuti: niente sostegni contro la crisi energetica

di Redazione GRS


 

 

Segnale negativo. Nel Dl Aiuti approvato dal Senato non ci sono i ristori per il terzo settore. Il servizio è di Fabio Piccolino.

Il Dl Aiuti appena approvato al Senato non contiene sostegni agli enti non-profit. Secondo il Forum del Terzo Settore si tratta di un segnale molto negativo. “Anche le nostre realtà – spiegano – subiscono pesantemente le conseguenze della crisi energetica. Dimenticare il Terzo settore significa lasciare ai margini proprio chi è più in condizione di svantaggio e sofferenza”.

Critica anche Legacoopsociali: “C’è il rischio di soffocamento – dicono – per un settore che opera nell’interesse generale ed è il cardine di quell’economia sociale che coniuga contrasto alle disuguaglianze, inclusione sociale e lavorativa e sviluppo locale”.

Sport e nonviolenza: il progetto “GG-Good Game”

di Redazione GRS


Allenare alla gentilezza. Il progetto GG-Good Game propone laboratori e seminari in 7 società sportive del territorio di Asti e Alessandria, puntando sullo sport per veicolare i valori della nonviolenza. Il percorso di formazione sul linguaggio e sulle discriminazioni di genere ha coinvolto giovani atleti, allenatori e famiglie.

Puntare sullo sport per veicolare i valori della non violenza. È l’idea alla base di «GG-Good Game», un progetto della associazione «me.dea» con il Csv di Asti Alessandria (www.csvastialessandria.it), che ha coinvolto 7 realtà del territorio – società di calcio, arti marziali, boxe; un mondo che dovrebbe già essere palestra del fair play – in un percorso di formazione sulla violenza di genere e sul linguaggio discriminante.

Laboratori con i giovani atleti, incontri con gli allenatori e le famiglie, che hanno portato in cattedra tra gli altri Mauro Berruto, già coach della nazionale italiana di pallavolo vincitrice della medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 2012. «Il gesto dell’allenare è una pratica quotidiana per mettere insieme persone, trasformarle in squadre e orientarle verso l’obiettivo. La vittoria, quella vera, sta – ha spiegato Berruto in una lezione – nello sforzo necessario per compierlo. Essere allenatore significa allenare al “desiderio di”. Ci sono tanti atleti bravi quando le cose sono facili; ci sono pochi atleti, e sono i campioni, che sono capaci di fare bene una cosa, assumendosene la responsabilità, quando è difficile farlo. La volontà deve essere più forte delle abilità».

Non è stato un percorso in discesa. Come racconta la presidente di «me.dea» (www.medeacontroviolenza.it), Sarah Sclauzero: «Il progetto GG-Good Game è stata una vera scommessa, che oggi possiamo dire di aver vinto. Coinvolgere il mondo sportivo nella sua interezza è stato come aprire una porta su una realtà piena di stereotipi rispetto al tema della violenza di genere, ma al tempo stesso ben disposta a lasciarsi guidare al superamento degli stessi». Si è accesa una luce su termini quali rispetto, differenze, parità di genere «che lo sport con le sue dinamiche – aggiunge – tocca solitamente con altri linguaggi e metodologie». Me.dea ogni anno offre sostegno nelle case rifugio a circa 200 donne. Le sue operatrici hanno proposto laboratori a 200 ragazzi. L’obiettivo: far emergere i concetti legati alla violenza. E poi hanno proseguito con i manager e gli allenatori e anche con i genitori, perché imparino a riconoscere i segni del disagio nei propri figli. E quando sono emerse delle criticità, per esempio alcuni ragazzi hanno raccontato la violenza di cui sono stati testimoni, sono stati offerti loro percorsi dedicati di prevenzione.

Molte le società contattate. Hanno risposto solo in sette: Alessandria Calcio, Alessandria Rugby, l’Asd Olimpia Solero-Quattordio. E ancora StarBoxing Casale, Yudanshakai Casale Asd, Judo Club Casale e Na Ka Ryu Aikido. Così Alessandro Demagistris, maestro del Judo Club Casale: «L’operatrice del Centro antiviolenza in Good Training ha fornito numerosi spunti di riflessione e importanti elementi per gestire adeguatamente determinate situazioni». Tra i partner anche Alterego, associazione che da quattro anni accompagna gli autori di violenza nei percorsi di riabilitazione: «Abbiamo offerto una prospettiva diversa del tema – spiega il presidente Carlo Picchio, che è psicologo – della violenza sulle donne. Vediamo uomini raggiunti da una ammonizione o da una condanna. Lavoriamo sulla gestione del conflitto. E dal nostro osservatorio possiamo solo confermare il valore educativo dello sport».

Rosanna Viotto, presidente del Centro Servizi Volontariato Asti e Alessandria, commenta: «Portare il tema della parità di genere, del riconoscimento delle differenze oltre che evidenziare e far vedere le discriminazioni, fino arrivare alla prevaricazione e alla violenza sulle donne, all’attenzione degli adolescenti e in questo caso dei giovani e delle giovani sportive, ci è sembrato da subito importante oltre che innovativo per il contesto in cui si è svolto il progetto».