L’ex pilota di Formula 1 Sebastian Vettel, si espone a proposito della decisione della FIA di vietare dichiarazioni su questioni politiche o religiose, se non autorizzate dalla stessa federazione. Lo sportivo ha invitato invece i suoi ex colleghi ad esprimere la propria opinione e sostenerla.
Nonostante il recente ritiro, Sebastian Vettel rappresenta ancora una figura di spicco nel mondo della F1. Il pilota tedesco, infatti, oltre ad essere stato un grande campione in pista, si è distinto anche per le sue battaglie a favore dei diritti umani e delle questioni ambientali, tra le altre. L’ex Ferrari e Red Bull, di recente impegnato nella Race of Champions, ai microfoni di AutoBild si è espresso sulla decisione della FIA di vietare dichiarazioni su questioni politiche o religiose, se non autorizzate dalla stessa federazione.
“Dipende sempre dalla domanda che ti viene fatta e dalla questione trattata, ma penso sia assolutamente importante prendere posizione su alcune questioni, e negli ultimi anni abbiamo visto sempre più persone farlo. Per questo, non ha molto senso, da parte della FIA, vietare di farlo. Ora non sono più in quel mondo e sono più libero di parlare, ma spero che i piloti continuino ad avere il coraggio di esprimere la propria opinione e sostenerla”, le parole di Vettel.
Dodici Paesi africani si mobilitano a sostegno dei bambini colpiti dall’Hiv. Il servizio è di Fabio Piccolino
Ogni cinque minuti nel mondo un bambino muore per cause legate all’Aids mentre solo la metà di quelli colpiti da Hiv è sottoposto a terapie salvavita: una piaga che riguarda soprattutto l’Africa.
Per questo Angola, Camerun, Costa d’Avorio, Repubblica democratica del Congo, Kenya, Mozambico, Nigeria, Sudafrica, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe hanno aderito all’alleanza globale per la lotta all’Aids nei bambini, con il supporto di Unicef e Oms, con l’obiettivo di invertire la rotta entro il 2030. Tra le azioni previste, test tempestivi, migliori cure, informazione e prevenzione.
Per l’autonomia differenziata, la portavoce del Forum nazionale del Terzo settore Vanessa Pallucchi invita “a fare tutto il possibile per scongiurare lo scivolamento verso un ‘regionalismo delle disuguaglianze’, a partire da una adeguata definizione dei Lep e dalla garanzia della loro concreta esigibilità sui territori”.
Sul caso Cospito le associazioni A buon diritto, Antigone e Amnesty hanno scritto al ministro Nordio. E sulla vicenda è intervenuto anche lo scrittore Erri De Luca, ascoltiamo.
Sono 7 milioni le famiglie che anche quest’anno potranno usufruire dell’Assegno Unico Universale, un intervento importante a sostegno della genitorialità e della natalità che può fare la differenza per gli 11 milioni di minori che ne beneficeranno. Le Acli, attraverso la Delega Famiglia e con il supporto di Patronato e Caf, mettono in campo tutta la loro rete di servizi per aiutare i cittadini a non perdere questa opportunità.
A Bagheria, in provincia di Palermo, la mostra nata da un progetto corale, voluto e organizzato dal pittore Tommaso Provenzano e patrocinato dall’amministrazione comunale per una raccolta di fondi a sostegno dell’“Associazione Siciliana Leucemie Tumori Infantili – Liberi di crescere”.
Gender Equality Force è il progetto, sostenuto tra gli altri dall’associazione Assist, che mira a bilanciare il genere nelle posizioni di leadership delle organizzazioni sportive. Obiettivo dell’azione è fornire consapevolezza, guida e supporto alle persone che ricoprono tali ruoli in ambito sportivo.
Crediamo che lo sport sia il luogo ideale per iniziare ad affrontare la sistematica disuguaglianza di genere. Inoltre, pensiamo che possano essere il modo ideale per far sì che tutti inizino a parlare di questo argomento critico. Ecco perché abbiamo collaborato a questo progetto per promuovere il discorso della parità di genere nella gestione delle organizzazioni sportive.
Ecco alcuni modi in cui potete contribuire a promuovere l’uguaglianza di genere attraverso lo sport:
1. Non limitatevi a guardare; fatevi coinvolgere! Iniziate a praticare il vostro sport preferito in un campionato misto o in un campo estivo. Incontrerete persone di ogni estrazione sociale che condividono i vostri interessi e diventerete parte di qualcosa di più grande di voi!
2. Se già praticate uno sport, incoraggiate le donne della vostra comunità a unirsi a voi! Potreste essere sorprese di quante donne vorrebbero giocare con voi se sapessero che è una possibilità!
3. Partecipate agli eventi della comunità locale che sostengono i diritti delle donne attraverso lo sport: fate uno sforzo consapevole per consentire alle donne di assumere posizioni di leadership nelle organizzazioni sportive; date alle donne una possibilità a livello dirigenziale; ci sono tanti modi per essere coinvolti!
GE Force – ha l’obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare i futuri leader dello sport e di sviluppare un sistema di consulenza online per sostenere le organizzazioni sportive nell’adozione di misure relative alla parità di genere. Per saperne di più: https://genderequalityforce.com
E’ il nuovo progetto di Auser Ravenna nato dall’esperienza degli orti sociali, che mira alla conoscenza delle coltivazioni e educa al mangiare sano. Ascoltiamo la presidente Mirella Rossi.
Il Memorandum d’intesa tra Italia e Libia compie sei anni. Open Arms ha ricordato che in questo periodo sono state oltre 85 mila le persone intercettate in mare e riportate nei centri di detenzione. Secondo Oxfam si tratta di una ferita alla democrazia e alla dignità umana.
Baseball in carrozzina, all’Istituto di Montecatone arriva una nuova disciplina. Il servizio di Elena Fiorani.
Grazie all’impegno di due associazioni sportive emiliane, la Tozzona Baseball Imola e la Ferrara Baseball Softball Club, e al lavoro dei terapisti dell’Istituto di riabilitazione di Montecatone, sta prendendo piede una nuova disciplina: il wheelchair baseball. Il progetto, che si chiama “Homerunners”, è rivolto a pazienti dell’unità spinale della struttura imolese, che si occupa della riabilitazione intensiva di persone colpite da lesioni midollari e lesioni cerebrali acquisite.
Se in Italia questo sport è ancora in fase embrionale, negli Stati Uniti esiste da decenni e sono più di venti le squadre esistenti. In Italia siamo agli inizi, ma si tratta di uno sport che, per le sue caratteristiche, si adatta molto bene ad accompagnare il paziente nel suo percorso riabilitativo.
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