Buona informazione: nelpaese.it, il web magazine edito da Legacoopsociali, torna con una veste nuova dedicata all’approfondimento, alle esperienze e al dibattito sui temi legati alla cooperazione sociale. Tra le novità, un periodico digitale da scaricare che sarà dedicato all’analisi e all’approfondimento di temi specifici.
1 a 0 per i diritti. Decisione storica in Iran: a due anni dall’ultima volta, oggi le donne tornano allo stadio in occasione del match di qualificazione al Mondiale 2022, contro la Corea del Sud. L’ultima e unica volta in cui le tifose si sono potute recare allo stadio Azadi di Teheran è stata nell’ottobre 2019, quando in 3.500 tifarono per la nazionale.
Due anni. Tanto ci è voluto per far sì che le donne potessero tornare a godersi dal vivo una partita della nazionale maschile iraniana. Ci saranno, dunque, per il match di qualificazione al Mondiale 2022, contro la Corea del Sud, in programma domani. L’ultima e unica volta in cui le tifose si sono potute recare allo stadio Azadi di Teheran è stata nell’ottobre 2019, quando 3.500 donne hanno tifato per la squadra maschile iraniana impostasi addirittura per 14-0 sulla Cambogia; la decisione di permettere l’ingresso allo stadio alle donne era legata ad un episodio che ha colpito l’opinione pubblica iraniana, ovvero la tragica morte nel settembre 2019 di una ragazza, Sahar Khodayari, che si è data fuoco dopo aver creduto di essere condannata al carcere per aver tentato di entrare in uno stadio.
Dopo la rivoluzione islamica del 1979, alle donne iraniane è stato negato l’accesso alle gradinate, ufficialmente per proteggerle dalla maleducazione maschile. La Fifa da anni chiede a Teheran di aprire gli stadi alle donne, permesso accordato in rarissime occasioni, e a un numero limitato di donne, tra il 2018 ed il 2019. Oggi una svolta, sperando che non sia solo un episodio sporadico ma le donne negli stadi diventino prassi.
Il Forum Terzo Settore esprime la sua forte solidarietà alla Cgil per l’attacco squadrista alla sede nazionale di via del Corso a Roma sabato sera. “I lavoratori e i volontari del Terzo settore italiano – scrive il Forum in una nota – sono al fianco della Cgil e di tutto il sindacato per affermare i principi di libertà e di giustizia sociale”. L’assalto al quartier generale del sindacato è stato il culmine di una giornata di proteste nel cuore della Capitale. Grida, insulti, degenerazioni in nome di una libertà che sarebbe negata a causa delle misure di prevenzione e protezione anti Covid-19. Da piazza del popolo un folto gruppo di contestatori si è separato dal resto dei manifestanti dirigendosi verso Corso d’Italia. Qui la protesta ha assunto i massimi caratteri della violenza. Con aste e bastoni sono state sfondate porte e finestre, poi all’interno i devastatori hanno messo a soqquadro gli uffici, danneggiato le attrezzature e soprattutto hanno colpito un organo di importanza inestimabile nella storia del Paese. “Il sindacato – aggiunge Forum Terzo Settore – rappresenta e difende tutti i lavoratori e le lavoratrici ed è un presidio fondamentale della democrazia. Per questo l’assalto non ha determinato soltanto danni economici alle strutture della Cgil, ma ha prodotto anche “una minaccia ai valori della nostra Costituzione che deve essere condannato con forza e senza tentennamenti. La violenza e la sopraffazione non possono essere confusi con la libertà di pensiero”.
Dello stesso tenore sono anche altre prese di posizione giunte dal mondo del sociale. Per le Acli “ora è il momento di rimanere uniti contro chi si rende protagonista di attacchi alla convivenza civile e alla Costituzione: la libertà di pensiero e di manifestazione non può mai sfociare in violenze di questo genere”. “Una vergogna che rimanda ai tempi più oscuri della nostra storia”, afferma invece l’Arci. “La sede della CGIL non è solo del sindacato, è la casa di tutte e tutti noi ed è patrimonio della democrazia italiana”. Entrambe le associazioni hanno manifestato solidarietà al sindacato partecipando al presidio di solidarietà che si è tenuto domenica mattina davanti alla sede della Cgil. Proprio dove i fatti sono avvenuti, per dire con forza che nel nostro Paese non c’è spazio per negazionismi e fascismi.
Una prima risposta all’attacco violento, alla quale farà seguito “una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia” che Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per sabato 16 ottobre a Roma. “L’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil – affermano i segretari generali delle tre Confederazioni sindacali, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pier Paolo Bombardieri – è un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia. Chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge”.
Quotidiana ingiustizia. La pena di morte è ancora presente nell’ordinamento di 56 paesi del mondo. Il servizio è di Fabio Piccolino
Si è celebrata ieri in tutto il mondo la giornata internazionale contro la pena di morte: una pratica che Amnesty International definisce crudele, disumana e degradante, abolita nella legge o nella pratica da oltre la metà dei paesi del mondo.
E’ la Cina a guidare la classifica delle esecuzioni effettuate nell’ultimo anno, seguita da Iran, Egitto, Iraq e Arabia Saudita.
Quest’anno la Coalizione mondiale contro la pena di morte ha posto l’attenzione sulle donne che si trovano nel braccio della morte, 800 in tutto il mondo, spesso vittime di pregiudizio e discriminazione legati al genere, all’orientamento sessuale, all’appartenenza etnica o religiosa.
Abbattiamo i muri: fa discutere la proposta di dodici membri dell’Unione europea alla Commissione di Bruxelles di finanziare la costruzione di “protezioni” ai confini per respingere i migranti. Per Luigi Ciotti le “frontiere invalicabili generano ingiustizie e guerre, la politica non si riduca a regolatrice di interessi”.
Partite Iva perse. Dal febbraio 2020, mese pre Covid, allo scorso agosto, ultima rilevazione disponibile, il numero complessivo dei lavoratori indipendenti è sceso di 302 mila unità. Il dato è stato diffuso dalla Cgia di Mestre.
Se dicessimo la verità. Questa sera al cinema Quattro Fontane di Roma l’opera prodotta da Rai Cinema e realizzata dalla onlus Crisi Come Opportunità, dedicata a chi denuncia la ’Ndrangheta, attraverso un racconto suggestivo e corale di una realtà spesso dimenticata.
Ascoltiamo Giulia Minoli, vicepresidente dell’associazione e autrice teatrale.
A scuola di sostenibilità. Promuovere la mobilità sostenibile, in bicicletta e a piedi, delle studentesse, degli studenti e del personale scolastico è uno degli obiettivi del protocollo d’intesa firmato da ministero dell’istruzione e Fiab. Si lavorerà, inoltre, per prevenire e contrastare comportamenti scorretti in materia di sicurezza stradale.
Il Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione e Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), è stato sottoscritto alla presenza del Ministro Patrizio Bianchi e del Presidente Alessandro Tursi. Il Protocollo promuove la cooperazione per la realizzazione di attività che migliorino la qualità della formazione di alunni e personale in termini di salute, sicurezza e sostenibilità della mobilità.
Grazie alla scienza. Amref esprime soddisfazione dopo l’annuncio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del primo vaccino contro la malaria, una patologia che ancora oggi causa circa 400mila decessi all’anno. Secondo la presidente Paola Crestani “Dobbiamo spingere questa malattia tra le pagine della nostra storia passata”.
Un altro inizio. Parte oggi a Nicotera, in Calabria, il Festival dell’Ospitalità. Tre giorni di incontri ed esperienze per riflettere sul periodo che stiamo attraversando nella convinzione che è necessario ripartire dalle comunità lavorando attivamente su progetti identitari, sostenibili e integrati.
Ai nostri microfoni uno degli organizzatori della manifestazione, Francesco Biacca.
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