Teatro di pace. Al San Carlo di Napoli per l’Aida il soprano ucraino Liudmyla Monastyrska e il mezzosoprano russo Ekaterina Gubanova si sono abbracciate sul palcoscenico lanciando un messaggio di unità.



Teatro di pace. Al San Carlo di Napoli per l’Aida il soprano ucraino Liudmyla Monastyrska e il mezzosoprano russo Ekaterina Gubanova si sono abbracciate sul palcoscenico lanciando un messaggio di unità.

Piazza no war. Per tutto il weekend le città italiane si sono popolate di migliaia di cittadini, associazioni e sindacati uniti sotto le bandiere della pace. Ascoltiamo la portavoce del Forum nazionale terzo settore dal palco di piazza Santi Apostoli a Roma.

Rider inclusivi. Spesa S.O.S.tenibile è il progetto promosso dalla coop sociale La Rosa Blu, che vede impegnati come fattorini i ragazzi con disabilità del centro diurno gestito dalla cooperativa a Mestre: consegneranno la spesa gratuitamente e a domicilio ai residenti del quartiere Gazzera

In prima fila. Per i 30 anni della Protezione Civile anche Anpas con i suoi volontari dà un contributo importante per le attività di previsione, di prevenzione, di soccorso e di superamento dell’emergenza: “stiamo lavorando per migliorare il sistema e dare nostro contributo”, ha detto il responsabile protezione civile Pubbliche assistenza Alessandro Benini.
Cambiare in meglio. Le giocatrici della nazionale statunitense di calcio hanno ottenuto dalla loro federazione un risarcimento di oltre 20 milioni di dollari per le mancate retribuzioni del passato, oltre all’impegno di raggiungere la parità di retribuzione con la nazionale maschile: una misura, quest’ultima, già adottata in Norvegia, Australia e Olanda.
L’accordo dovrebbe mettere fine a una disputa iniziata sei anni fa e risarcirà sia le giocatrici del presente che del passato con un terzo della cifra inizialmente richiesta. I parametri e le modalità dei risarcimenti verranno stabiliti nei prossimi mesi.
A differenza della nazionale maschile, che fatica ancora a qualificarsi ai Mondiali, quella femminile statunitense è composta dalle migliori calciatrici in attività e ha vinto quattro delle otto edizioni disputate finora dei Mondiali. Negli anni i successi della nazionale femminile hanno creato un grosso seguito e reso le calciatrici tra le sportive più popolari del paese. Secondo quanto denunciato da alcune di loro nel 2016 — in rappresentanza di tutto il movimento — durante questi successi avrebbero però ricevuto un trattamento discriminatorio, ricevendo compensi inferiori rispetto alla nazionale maschile. Cindy Parlow Cone, presidente federale da due anni, ha commentato l’accordo dicendo: «Non è stato facile arrivarci, ma la cosa più importante è che stiamo andando avanti e stiamo andando avanti insieme».
Le giocatrici della Nazionale americana di calcio femminile prenderanno lo stesso stipendio della rappresentativa maschile. E’ l’impegno assunto dalla federazione calcistica Usa attraverso un accordo con un gruppo di giocatrici che aveva citato in giudizio la stessa federazione.
“La Us Soccer si impegna a fornire la parità di retribuzione d’ora in poi per le squadre nazionali femminili e maschili in tutte le amichevoli e i tornei, compresa la Coppa del Mondo”.
Oltre a un impegno sul futuro, nell’accordo viene pattuito anche un risarcimento per le differenze salariali fino ad ora non percepite. Le calciatrici, infatti, riceveranno un pagamento forfettario di oltre 24 milioni di dollari. Tale importo sarà distribuito secondo le modalità proposte dalle giocatrici dell’Uswnt, l’assocalciatori femminile, e approvato dal tribunale distrettuale.
Ventotto calciatrici della nazionale femminile degli Stati Uniti, campione del mondo in Francia nel 2019, avevano intentato una class action contro la politica discriminatoria della federcalcio americana. L’applicazione dei termini dell’accordo sarà subordinata alla ratifica di un contratto collettivo tra i calciatori delle Nazionali e la Federazione.
Un’analoga azione era stata intrapresa con successo, prima che lo facessero le americane, dalle calciatrici della nazionale della Norvegia. Molto soddisfatta la campionessa e stella del calcio statunitense Megan Rapinoe che ha commentato con quello che è diventato lo slogan della lotta per la parità: “Quando noi vinciamo, tutti vincono”.
“E’ davvero un giorno fantastico. Penso che, quando guarderemo indietro a questo giorno, noi diremo che questo è il momento in cui il calcio statunitense è cambiato in meglio. Qualcosa come questa non capiterà mai più, e noi possiamo andare avanti nel rendere il calcio il miglior sport possibile” negli Stati Uniti. Il prossimo passo sarà cercare di cambiare le cose anche a livello di club, dove però tutto appare più difficile. Basti pensare che a Miami l’ex Napoli e Juve Gonzalo Higuain guadagna 4,7 milioni di dollari all’anno mentre la calciatrice più pagata della lega professionistica (Nwsl), l’attaccante Trinity Rodman(figlia dell’ex superstar dei Chicago Bulls) a Washington prende 285mila dollari all’anno.

Per un’Europa di Pace. Il mondo del terzo settore italiano unanime nel condannare l’invasione russa dell’Ucraina. Rete Italiana Pace e Disarmo ha indetto per sabato mattina a Roma una manifestazione per chiedere la fine delle ostilità con tutti i mezzi della diplomazia e della pressione internazionale.
Trasferte pericolose. Segnali di dissenso verso la guerra arrivano anche dal mondo dello sport. Ci racconta tutto Elena Fiorani,
“Non posso parlare a nome dell’associazione dei piloti di Formula 1, ma personalmente non voglio correre in Russia e la F1 non dovrebbe correrci. Tante persone stanno morendo per ragioni stupide”. Sono le parole del pilota Sebastian Vettel, che si uniscono all’appello delle Federazioni calcistiche di Polonia, Svezia e Repubblica Ceca perché le partite di qualificazione ai Mondiali 2022, in programma il mese prossimo, non si giochino in Russia.
Lo Schalke 04 ha deciso di rimuovere il logo del main sponsor GAZPROM dalle maglie del club. Un forte “No alla guerra” è giunto da Fedor Smolov, primo giocatore della nazionale russa a schierarsi apertamente contro l’attacco armato all’Ucraina.

Buone pratiche. Oggi la giornata conclusiva di SDGs Festival: oltre 25.000 studenti e più di 1.500 docenti hanno dialogato e interagito con manager ed esperti di sostenibilità di grandi aziende e fondazioni su temi come crisi climatica, plastica e disinformazione, educazione finanziaria, economica circolare, agricoltura sostenibile.
Lavoro di squadra. In Italia sono oltre due milioni i ragazzi e le ragazze che non studiano e non lavorano. Contrastare il fenomeno dei neet costruendo un progetto lavorativo o formativo è l’obiettivo dell’iniziativa di Action Aid. Ascoltiamo la project manager del progetto Chiara Parapini.

Sempre più in crisi. Da inizio pandemia quasi la metà delle famiglie italiane ha eroso i risparmi o si è indebitata; ridotte le spese dentistiche e sanitarie; soffre il “ceto popolare”: l’83% in difficoltà per gli acquisti alimentari. A rilevarlo è uno studio del Centro studi Legacoop e Ipsos.