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Homeless more rights: il festival promosso da Avvocato di Strada

di Redazione GRS


 

 

Homeless more rights. A Bologna dal 15 ottobre il primo festival dedicato ai diritti delle persone senza dimora. Il servizio è di Clara Capponi.

Diritto alla salute, immigrazione, discriminazioni, diritto alla casa e giustizia sociale. Diritti di tutte e tutti. È questo il senso del festival promosso dall’associazione Avvocato di Strada in programma a Bologna dal 15 al 17 ottobre. 17 ore di dibattiti che vedranno protagonisti avvocati, docenti universitari, sociologi, assistenti sociali e giornalisti.

Un’occasione di formazione e sensibilizzazione per chi lavora con le persone in difficoltà. Tra gli ospiti don Ciotti di Libera, Rossella Miccio di Emergency, Cristina Avonto di Fiopsd, Andrea de Bonis di Unhcr e Mario Perrotta, attore, regista e scrittore.

Parità di genere: parte il progetto #GIOCHIamoMISTI dell’Uisp Bologna

di Redazione GRS


#giochiamomisti. A Bologna con l’Uisp tornei misti di calcio e pallavolo contro le discriminazioni, per promuovere pari opportunità, contrastare violenze e omotransfobia. Anche i regolamenti saranno frutto di un lavoro co-partecipato con le squadre e contempleranno la presenza di spogliatoi all-gender. Iscrizioni entro il 22 novembre.

“La Regione Emilia-Romagna favorisce il pieno sviluppo della persona e sostiene la soggettività e l’autodeterminazione femminile come elemento di cambiamento e progresso della società; contrasta ogni tipo di violenza e discriminazione di genere in quanto lesive dei diritti umani, della libertà, della dignità e dell’inviolabilità della persona […] favorisce l’equilibrio tra l’attività lavorativa, professionale e la vita privata e familiare per donne e per uomini […]”. Recita così l’art. 1 della legge regionale n. 6/2014 “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere”. Richiamandosi a questi principi, parte il progetto Uisp Bologna #GIOCHIamoMISTI. “Sempre più donne, ragazze e bambine si stanno avvicinando a pratiche che, per decenni, erano riservate agli uomini e viceversa – spiega Uisp –. È in questo spazio che si inserisce la proposta che vuole implementare nuove modalità di gioco, nuovi modelli e nuove narrazioni che permettano di unire tutte le persone senza riproporre all’interno delle competizioni modelli tradizionali di classificazione binaria rispetto al sesso biologico”.

Realizzato in collaborazione con Polisportiva Hic Sunt Leones, ASD polisportiva il Grinta, ASD Gap Calcio 5 e ASD Crystal BO – e con il supporto della Regione – #GIOCHIamoMISTI sarà caratterizzato da tornei di calcio a 7 e pallavolo aperti a chiunque, “promuovendo il rispetto per una cultura plurale delle diversità e della non discriminazione, anche in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere, e promuovendo il tema della parità uomo-donna e le pari opportunità e contrastando la violenza sulle donne e l’omotransfobia”.

“Per Uisp è un obbligo morale occuparsi delle tematiche tra sport e genere e intervenire affinché nelle nostre pratiche diventi sempre più sostanziale l’opportunità di praticare lo sport per tutte e tutti a misura di ciascuno – spiega Paola Paltretti presidente Uisp Bologna APS –. I regolamenti saranno frutto di un lavoro co-partecipato con le squadre e i partners e contempleranno la presenza di spogliatoi all-gender e la possibilità di praticare attività sportiva tramite la tessera Alias: una soluzione che permette di tesserarsi con il nome di elezione durante il cammino, per nulla semplice, della transizione di genere. Ci facciamo promotori per dare una risposta a dei problemi latenti che purtroppo ancora oggi condizionano in maniera sostanziale la possibilità di accesso alla pratica sportiva per tutte quelle soggettività Trans, intersex e non binarie molto spesso escluse e/o forzate a dei coming out non desiderati. Il nostro impegno è quello di raggiungere le persone ma anche quello di sensibilizzare in primis il nostro mondo e attraverso questo dare un contributo per sostenere nuovi modelli di gioco utili per imprimere un cambiamento di mentalità sul territorio”.

“Quando Uisp ci ha parlato per la prima volta del progetto – spiega l’ASD Polisportiva Hic Sunt Leones – ne siamo stati subito entusiasti. L’idea di poter usufruire di un vero e proprio campionato nel corso dell’anno che promuova questo spirito e permetta di ripensare un nuovo modo di fare calcio insieme ci ha subito spinti ad aderire e supportare il progetto. Quello che ci aspettiamo è un’occasione di crescita personale e collettiva, un momento di sport aperto, libero e inclusivo che sia di divertimento ma anche formativo, e possibilmente che apra una nuova porta alla città di Bologna e alle persone che la vivono”. “Vogliamo essere antenne contro ogni forma di discriminazione, contrastare la violenza di genere e gli stereotipi ancora forti nello sport – conclude ASD CrystalBO.

Rom, meno famiglie in emergenza abitativa: il rapporto di Associazione 21 luglio

di Redazione GRS


 

 

Fuori dai campi. Presentato il Rapporto annuale di Associazione 21 luglio: in Italia meno famiglie rom in emergenza abitativa. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Il Rapporto di Associazione 21 luglio, giunto ormai alla sua sesta edizione, intitolato quest’anno ‘L’esclusione nel tempo del Covid’ offre uno spaccato della situazione della comunità Rom in Italia e nella città di Roma nel periodo compreso tra il primo gennaio 2020 e il 30 giugno 2021 e fortemente segnato dalla pandemia da Covid-19.

Il lavoro mette in rilievo luci e ombre: il consolidarsi del fenomeno di fuoriuscita dagli insediamenti e l’avvio di processi virtuosi di superamento degli stessi da parte di sempre più Amministrazioni locali. Infine, diminuiscono ma persistono gli sgomberi forzati nonostante la moratoria di marzo 2020.

Giornata Mondiale della Vista, l’Uici ribadisce l’importanza della prevenzione

di Redazione GRS


In occasione della Giornata Mondiale della Vista che si celebrerà domani, l’Unione italiana Ciechi e ipovedenti ribadisce l’importanza della prevenzione: durante la pandemia infatti le visite specialistiche si sono ridotte del 20%.
Ai nostri microfoni Andrea Cusumano, professore di oftamologia presso l’Università Tor Vergata di Roma.

 

Edilizia scolastica e Pnrr: la richiesta di Cittadinanzattiva

di Redazione GRS


Occasione giusta. Edilizia scolastica e Pnrr, la richiesta di Cittadinanzattiva: “Se entro novembre si intende emettere i bandi per l’assegnazione della prima tranche dei fondi, la definizione dei criteri diventa fondamentale per garantire che i progetti presentati rispondano a criteri di sicurezza, sostenibilità, innovazione”.

Tennis, il piano strategico dell’Atp per diversità e inclusione

di Redazione GRS


Diversità e inclusione: è il piano strategico dell’ATP, il circuito professionistico mondiale di tennis maschile, per creare un ambiente accogliente per i giocatori LGBTQ. A differenza del tennis femminile, infatti l’ATP non conta al momento giocatori apertamente omosessuali. Il programma include anche il delicato tema della salute mentale degli atleti e del proprio staff.

Nel corso della prima settimana dello US Open, abbiamo potuto notare una grande quantità di bandiere arcobaleno e di polsini, indossati sia dai giocatori che dagli spettatori, in onore del primo Open Pride Day della storia del torneo. L’intero Slam è stato parte del piano strategico Diversity and Inclusion ideato dalla USTA per includere sempre più tennisti nella discussione. Ricordiamo che le politiche del tennis in merito non erano state esenti da critiche, come sottolineato in un precedente pezzo. A differenza del tennis femminile, l’ATP non conta al momento giocatori apertamente omosessuali, e coloro che hanno deciso di fare questo passo anni addietro si contano sulle dita di una mano, nonostante le promesse di supporto da parte del resto del Tour. Tra questi si annoverano Stefanos Tsitsipas ed il fresco vincitore dello US Open Daniil Medvedev, i quali si erano espressi dopo i rispettivi match di secondo turno.

Il canadese Fèlix Auger-Aliassime ha invece rivelato che l’ATP in questo periodo ha indetto un sondaggio tra i propri atleti riguardo le problematiche della comunità LGBTQ+. “Ho da poco iniziato a condurre un sondaggio dell’ATP riguardo la comunità LGBTQ+”, ha affermato. “È importante in quest’epoca essere informati sul tema ed avere una certa apertura mentale, e c’è bisogno che l’ATP stessa sia in prima linea. Non so bene perché non ci siano gay dichiarati nel circuito, ma per quanto mi riguarda non ci sarebbe nessun problema. Credo che per la forza dei numeri qualcuno dovrà pur esserci, ma per il momento non sembra questo il caso”. Stuzzicata dalle parole di Auger-Aliassime, Ubitennis ha approfondito il lavoro svolto dalla ATP in collaborazione con altri due enti. La decisione di supportare la LGBTQ+ è parte di un piano ad ampio respiro progettato dalla ATP, che include il delicato tema della salute mentale degli atleti e del proprio staff.

Il sondaggio a cui abbiamo accennato in precedenza è nato in seguito ad un contatto tra l’organizzazione e Lou Englefield, direttore di Pride Sports, un organismo con sede nel Regno Unito che ha il lodevole scopo di combattere la LGBTQ+fobia negli sport e migliorare le condizioni di accesso agli sport per gli atleti LGBTQ+. È stato in seguito contattato anche Eric Denison, un ricercatore di scienze comportamentali presso la Scuola di Scienze Sociali della Monash University, autore del primo studio internazionale sull’omofobia nello sport intitolato “Out on the Fields”.

“Mi ha piacevolmente impressionato l’iniziativa dell’ATP ed il loro forte desiderio di combattere il comportamento omofobico non solo nei confronti delle persone gay, ma nei confronti di tutti i giocatori”, ha scritto Denison in uno scambio di e-mail. “Nessun altro sport ha assunto questo tipo di atteggiamento nei confronti delle problematiche LGBTQ+, né ha profuso questo tipo di sforzo per cercare soluzioni”. Denison afferma che la consuetudine per anni è stata di affrontare la questione soltanto in seguito a pressioni ricevute dal movimento LGBTQ+. A supporto di questa affermazione, le ricerche che ha condotto nel suo studio hanno documentato almeno 30 casi di discriminazione nei confronti di atleti LGBTQ+ bellamente ignorati dagli organi competenti.

La Monash University ha inviato all’ATP una serie di domande con validità scientifica ai fini di scovare quei fattori che contribuiscono a creare una cultura ed un ambiente di lavoro scomodo per i giocatori gay o bisessuali. La metodologia seguita è molto simile a quella adottata da Denison nel 2020 in un’altra ricerca che si focalizzava sugli sport di squadra, specialmente sul rugby e l’hockey su ghiaccio. “Non crediamo che il tennis sia uno sport inconsciamente più omofobico di altri, ma abbiamo notato che c’è una disparità netta tra ciò che viene spesso professato dagli atleti nei confronti delle persone omosessuali (ad esempio, i tanti commenti a favore della comunità LGBTQ+ arrivati di recente) e il loro effettivo comportamento sul campo, come i tanti insulti o battute omofobiche” dice Denison. “Questo tipo di comportamento diventa consuetudine e contribuisce a creare un clima piuttosto ostile nei confronti degli atleti gay o bisessuali, che cercano quindi di nascondere la propria identità. La situazione è ancora più grave nel tennis giovanile o in quello non professionistico: le battutacce continueranno perché le persone pensano che siano innocue”.

La speranza è che in futuro sempre più tennisti si presteranno alle domande e agli studi condotti dai ricercatori al fine di capirne di più sull’argomento. I risultati saranno poi utili alla Pride Sports ed alla Monash University al fine di mettere a punto soluzioni al problema; chiaramente non sappiamo ancora quanto tempo dovrà passare perché ciò accada.

L’ATP quindi ha deciso di rendere il circuito maschile un ambiente più accogliente e sicuro per gli atleti LGBTQ+ del futuro, e per coloro che minimizzano l’importanza di questo passo nel 2021, ecco alcuni dati demografici. Sportsnet riporta dei dati del 2019 che sono allarmanti a dir poco: il 26% dei teenager americani appartenenti alla comunità LGBTQ+, in particolare quelli della fascia d’età che va dai 16 ai 17 anni, ha contemplato il suicidio almeno una volta (un dato superiore di ben cinque volte a coloro che si identificano come etero). Tra coloro i quali sono stati apostrofati con termini omofobici, il 33% ha sviluppato atti di autolesionismo, e un ulteriore 40% ha avuto pensieri al riguardo. Con più di 2000 giocatori al mondo che hanno almeno un punto nella classifica ATP, sembra quindi necessario garantire degli aiuti a chi dovesse decidere di fare coming out.

ActionAid lancia l’allarme Neet: cresce il numero in Italia

di Redazione GRS


 

 

Allarme Neet. Cresce nel nostro Paese il numero dei giovani che non studiano e non lavorano. Il servizio è di Anna Monterubbanesi.

ActionAid lancia l’allarme, in Italia i Neet sono il 23,3%. Con una crescita maggiore al Nord che segna un +2,3% rispetto al 2019. Fra le ragazze la percentuale sale al 25,4% (oltre una su quattro, secondo i dati Eurostat).

L’associazione, che dal 2014 è impegnata con il progetto “Lavoro di Squadra” per prevenire e contrastare la povertà giovanile chiede di sperimentare con urgenza nuovi interventi per creare opportunità lavorative e formative.